Guida alla progettazione del secondo bagno

Una giovane coppia desiderava ricavare un secondo bagno nel proprio bilocale in costruzione: vi illustro come è stato possibile, rispettando norme e regole.

Progetto di secondo bagno in bilocale©

Progetto di secondo bagno in bilocale©

Perché realizzare un secondo bagno in casa?

Disporre di un secondo bagno in casa è diventato ormai indispensabile. Gli orari mattutini della famiglia per scuola e lavoro infatti spesso si sovrappongono e provocano litigi e malumori per la definizione delle precedenze.

Anche quando si è solo in due però un secondo servizio igienico può tornare utile per risparmiare un po’ di tempo o per la comodità di usarlo come lavanderia.

È il caso della coppia che mi ha commissionato il progetto illustrato in questo articolo. In procinto di acquistare un bilocale in costruzione, hanno espresso l’esigenza di modificarne il progetto per avere un secondo bagno, anche piccolo ed essenziale viste le ridotte dimensioni dell’alloggio.

In questo caso l’appartamento era ancora in costruzione, per cui è stato sufficiente presentare una variante al Permesso di Costruire. Quando invece la casa è già esistente, è necessario predisporre la specifica procedura amministrativa.

Nell’articolo vi spiego quali sono le regole per costruire il secondo bagno e quali titoli abilitativi sono richiesti dal Comune.

Regole per la costruzione del secondo bagno

Le norme relative a dimensioni e caratteristiche di un bagno di servizio sono contenute nel Regolamento Edilizio e in quello di igiene di ciascun Comune.
Nella maggior parte dei casi si tratta di requisiti differenti e meno rigidi rispetto a quelli richiesti per il bagno principale.

Per il bagno padronale, infatti, i regolamenti prevedono di solito dimensioni minime in larghezza e in superficie da rispettare. Per il secondo si può spesso derogare a questi minimi, salvo prescrizioni più restrittive dei singoli regolamenti.

Analogamente, non è richiesta la dotazione di tutti i sanitari previsti per il servizio igienico principale, ovvero:
• wc
• bidet
• lavabo
• vasca o doccia.
Così, ad esempio, si può creare un mini bagno anche solo con lavabo e vaso igienico, come nel mio progetto.

I requisiti citati sono regolati, a livello nazionale, dal DM 5 luglio 1975, che prescrive anche l’altezza minima dei locali di servizio. In questo caso non è prevista alcuna deroga per il secondo bagno e non si può andare in nessun caso al di sotto dei 240 cm.

Un’altra differenza invece è prevista per il rispetto dei rapporti aeroilluminanti. La maggior parte dei regolamenti ammette che il secondo servizio possa essere illuminato e arieggiato artificialmente e sia quindi privo di finestra.

In un bagno cieco, comunque, deve essere garantito che la captazione dell’aria da parte del sistema di ventilazione meccanica avvenga dall’esterno.

Vincoli impiantistici per la realizzazione del secondo bagno

Il secondo bagno non può essere collocato in qualunque punto della casa, perché la sua posizione è strettamente legata alla presenza degli impianti idrici.

In particolare, fondamentale risulta la distanza dalla colonna di scarico delle acque reflue. Il nuovo bagno non dovrà essere distante da questa più di 4 – 5 metri, anche nel caso in cui si dovesse utilizzare un sistema di triturazione e spinta meccanico del tipo Sanitrit.

Questo è uno dei motivi che hanno portato alla scelta della posizione in cui è stato collocato il bagno, nel mio progetto.

Quali permessi servono per realizzare il secondo bagno?

Partiamo subito dal presupposto che per realizzare un secondo bagno occorre sempre rivolgersi a un professionista tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra).

La pratica edilizia da presentare al Comune cambierà in base al tipo di lavori da realizzare. Facciamo una prima distinzione:
• bagno da realizzare al di fuori del perimetro dell’appartamento esistente
• bagno da realizzare all’interno del perimetro dell’appartamento esistente.

Nel primo caso andrete a realizzare un vero e proprio ampliamento volumetrico dell’abitazione per il quale sarà necessario richiedere un Permesso di Costruire e attenderne il relativo rilascio.

Nel secondo caso si tratta invece di effettuare soltanto delle modifiche alla distribuzione planimetrica della casa, per cui sarà sufficiente presentare una comunicazione e si potranno iniziare i lavori subito. In particolare, si dovrà presentare:
• una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) se l’intervento non interessa le parti strutturali dell’edificio
• una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) se l’intervento interessa le parti strutturali dell’edificio.

Si tratta comunque di un intervento di manutenzione straordinaria, per cui le spese sostenute (compresi gli onorari dell’architetto) potranno usufruire della detrazione 50% IRPEF.

In tutti i casi descritti, al termine dei lavori, occorrerà anche presentare una variazione catastale. Le modifiche della planimetria di un alloggio incidono infatti sulla rendita dell’immobile e, di conseguenza, sulla sua tassazione.

L’importanza del progetto per il secondo bagno

Progetto di secondo bagno in bilocale©

Progetto di secondo bagno in bilocale©

Quando si vuole ricavare un secondo bagno da un alloggio esistente bisogna fare spesso i conti con spazi ridotti che rendono complessa la sua progettazione.
Per questo motivo risulta indispensabile rivolgersi a un architetto, come è avvenuto per il progetto illustrato.

L’appartamento in costruzione era formato da:
• un ambiente di soggiorno open space con cucina in linea
• un disimpegno notte predisposto per l’alloggiamento della lavatrice
• una piccola camera singola
• un bagno
• una camera matrimoniale
• un ampio terrazzo per la zona giorno e un piccolo balcone per la camera matrimoniale.

Per ricavare il secondo bagno, ho previsto un’entrata indipendente per la camera matrimoniale, con accesso che avviene attraversando la cabina armadio, in modo da mantenere riservata la zona letto.
In questo modo ho ricavato all’interno della camera un piccolo bagno, sottraendo superficie al disimpegno. Ciò è stato possibile perchè la camera da letto misurava più di 16 mq, quindi 2 mq in più del minimo richiesto dal DM 5 luglio 1975.

Nel bagnetto di servizio, oltre a wc e lavabo, ci sarebbe spazio anche per la lavatrice, magari un modello slim (quella che vedete nel disegno è di dimensioni standard). L’accesso avviene da una porta scorrevole a scomparsa da 60 cm.

Ritorniamo nella zona giorno. La parete dove nel progetto originario era disposta la cucina è stata ridotta in modo da formare una nicchia di ca. 280 cm dove ho inserito le basi della cucina con piano cottura e lavello e i pensili. Le colonne (frigo e forno oppure dispensa) sono sul lato con la parete attrezzata.
Tavolo e divano rimangono nella posizione originaria.

Nel bagno principale ho suggerito alla committenza di inserire un comodo piatto doccia da 150 cm al posto della scomoda vasca da 150 cm prevista dal costruttore.

La cameretta è rimasta invariata.




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