Come realizzare un soppalco

Una sentenza del Consiglio di Stato spiega quando il soppalco non aumenta la superficie utile della casa e quando invece necessita di Permesso di Costruire.

Soppalco

Soppalco

A cosa serve un soppalco?

Il soppalco rappresenta un’ottima soluzione per sfruttare in maniera più razionale gli ambienti con soffitti molto alti, aumentando la superficie disponibile.

È una soluzione ampiamente utilizzata per i locali commerciali e meno per le residenze, visto che non è frequente trovare immobili con l’altezza interna sufficiente. I casi più diffusi sono quindi quelli degli edifici storici o dei loft.

Poiché l’intervento comporta un aumento di superficie, la sua realizzazione è soggetta alla richiesta di uno specifico titolo abilitativo.

Tipologie di soppalco

Il soppalco può essere:
abitabile
• agibile
ma non abitabile.
Nel primo caso si ha la creazione di nuova superficie utile; nel secondo di superficie non residenziale.
Quello abitabile è definito dalla legge soppalco con permanenza di persone.

Dal punto di vista strutturale, una prima distinzione va fatta tra i soppalchi fissi e quelli mobili.
Per questi ultimi non valgono le norme che analizzeremo in seguito, in quanto non si tratta di elementi strutturali, ma essenzialmente di arredi.
È il caso ad esempio dei letti a soppalco o di strutture utilizzate come librerie, armadi o cabine armadio.

I soppalchi strutturali possono essere realizzati in:
• muratura
• legno
• ferro.

Il soppalco in legno rappresenta una soluzione molto leggera e gradevole dal punto di vista estetico. Adatto in particolare ad ambienti rustici, presenta l’inconveniente che le tavole in legno possono risultare piuttosto rumorose perché soggette a scricchiolii durante il calpestio.

Quello in ferro è più adatto a interni moderni ed è anch’esso piuttosto leggero, ma ha costi di realizzazione superiori.

Quello in muratura rappresenta la soluzione più stabile e sicura ma, oltre ad avere costi di costruzione superiori, richiede un’attenta progettazione e verifica dal punto di vista statico.

Norme per la progettazione di un soppalco

Le norme per la progettazione sono contenute nel Regolamento Edilizio e nel Regolamento d’Igiene del Comune, pertanto possono variare dall’uno all’altro.

Gli aspetti normati sono i seguenti:
• altezza minima del soppalco
• altezza minima della zona sottostante il soppalco
• superficie massima soppalcabile
rapporti aeroilluminanti da rispettare.

L’altezza minima di un soppalco abitabile è in genere fissata a 210 – 220 cm. Altezze inferiori sono ammesse, ma l’ambiente in questo caso non è più abitabile e può essere utilizzato unicamente come ripostiglio o locale di sgombero.

L’altezza della parte sottostante deve rispettare le misure previste in generale per i locali abitabili, quindi non essere inferiore a 270 cm.
Può scendere a 240 cm nel caso in cui si tratti di un locale di servizio (bagno, cucina, corridoio).

Ne consegue che l’altezza minima di un ambiente che possa considerarsi soppalcabile è di almeno 470 cm, considerando lo spessore della soletta del soppalco.

La superficie massima soppalcabile è fissata di solito a 1/3 di quella del locale o in una sua percentuale, in genere intorno al 50 – 60%.
Il soppalco dovrà inoltre avere un lato completamente aperto sullo spazio sottostante.

I rapporti aeroilluminanti di un soppalco, ossia il rapporto tra la superficie calpestabile e quella delle finestre del locale, devono essere pari ad almeno 1/8.
Questo parametro, fissato per tutti gli ambienti abitativi, è fondamentale per garantire la giusta illuminazione e un adeguato ricambio d’aria all’ambiente.

Autorizzazioni necessarie per costruire un soppalco

Quando la realizzazione di un soppalco comporta la creazione di superficie utile, è necessario richiedere un Permesso di Costruire.

Se invece il soppalco viene solo utilizzato come deposito o ripostiglio, non si tratta di superficie utile e quindi è sufficiente una SCIA.

Attenzione. La recente sentenza 4166/2018 del Consiglio di Stato spiega che il soppalco non incrementa la superficie utile della casa solo quando consiste in un vano chiuso, senza finestre o luci e di altezza interna modesta, tale da renderlo assolutamente non fruibile alle persone.
Un’opera siffatta è praticamente null’altro che un controsoffitto portante.

Se invece un soppalco, pur avendo dimensioni modeste, ha un’altezza tale da consentire a una persona di accedervi, è protetto dal vuoto sottostante, gode di adeguata illuminazione, costituisce aumento di superficie utile, anche se non abitabile. Necessita quindi di Permesso di Costruire.

Come in tutti i casi, però, le prescrizioni possono cambiare da Comune a Comune. Affidatevi quindi al vostro tecnico di fiducia (architetto, ingegnere o geometra), che sicuramente conoscerà i regolamenti locali.

Visto che modifica le caratteristiche strutturali dell’edificio, l’intervento, oltre a dover essere progettato e dimensionato in maniere adeguata, sarà soggetto a deposito al Genio Civile ed eventuale Autorizzazione Sismica.

A livello condominiale, non è invece necessaria alcuna autorizzazione dell’assemblea. La costruzione del soppalco altera infatti unicamente la superficie interna del vostro appartamento e non è quindi soggetta all’approvazione del condominio.

Tuttavia, potrebbe esserci una richiesta da parte degli altri condòmini di modifica delle tabelle millesimali, per ripartire le spese in base a una superficie effettivamente maggiore.

Come costruire il soppalco

Un soppalco è una struttura del tutto simile a un solaio, può quindi essere in legno, in ferro o in cemento armato e laterizi.

In tutti i casi la soletta deve essere ancorata alle murature perimetrali dell’edificio.
L’ancoraggio avviene, per i solai in legno o in ferro, mediante apposite staffe; per i solai laterocementizi è invece necessario inserire un cordolo in calcestruzzo nella muratura perimetrale a cui collegare la soletta.

In aggiunta o in alternativa, possono essere disposti una serie di piccoli pilastri lungo il perimetro del locale.
In genere si cerca di evitare questa scelta, a meno che il dimensionamento della campata non lo richieda, per evitare che i pilastrini interferiscano con la distribuzione degli ambienti sottostanti.

Una ulteriore possibilità è quella di sospendere il soppalco al soffitto, tramite tiranti a cui agganciarlo.

Come si può vedere, quindi, si tratta di interventi piuttosto invasivi che, se non progettati in maniera corretta, possono indebolire le strutture portanti.

Per tale motivo vi sconsiglio di agire con il fai da te, seguendo i vari tutorial presenti in Rete, a meno che non si tratti di un semplice soppalco d’arredo.

Piuttosto, se avete dubbi sulla capacità portante delle strutture del vostro fabbricato, potete acquistare uno dei soppalchi prefabbricati o autoportanti disponibili in commercio.
Si tratta di strutture leggere di semplice installazione, anche se in ogni caso soggette a norme e verifiche.

Scale per soppalco

La costruzione di un soppalco richiede particolare attenzione alla scelta della scala giusta, nonché della ringhiera del lato che si affaccerà sull’ambiente sottostante.

L’ingombro della scala nella stanza dovrà essere tale da non ostruire spazi di passaggio, porte e finestre.

La scala dovrà rispettare le norme previste per le scale interne in merito all’altezza dei gradini, alla larghezza e all’altezza del parapetto.

Ringhiera o parapetto del soppalco dovranno uniformarsi con quello della scala, in modo da presentare una continuità estetica.

(Prima pubblicazione 6 settembre 2016)

photo credit: Lau’s House via photopin (license)




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