Il bidet in bagno è davvero indispensabile?

Chi viaggia all’estero per la prima volta resta stupito nel notare l’assenza del bidet nelle stanze d’albergo, visto che in Italia è obbligatorio per legge.

Bidet (photo credit www.fratellipellizzari.it)

Bidet (photo credit www.fratellipellizzari.it)

Cos’è il bidet?

Il bidet (o bidè) è un apparecchio sanitario utilizzato per l’igiene intima, ma anche per lavarsi i piedi.
Il suo nome deriva da un termine francese che significa pony e gli fu dato proprio per la somiglianza tra la posa che si assume per il suo utilizzo e la cavalcata.

Solitamente è collocato accanto al wc, perché la disposizione dei sanitari in bagno è sempre improntata a garantire la massima comodità d’uso. Questi due sanitari, poi, vanno usati in sequenza e non è il caso di fare troppa strada dall’uno all’altro… Quindi, pur variando la posizione degli altri pezzi, bidet e wc sono sempre vicini. Potete quindi trovarli affiancati o, più raramente, l’uno di fronte all’altro.

Con il wc si abbina per forma e dimensioni e, come questo, può essere da appoggio o a sospensione.
Il bidet da appoggio viene fissato al suolo tramite base, mentre quello sospeso si installa su un telaio – supporto. Se quest’ultimo è meno ingombrante, il primo garantisce maggiore solidità per le taglie forti.

Tutte le misure per il bidet

Le misure standard del bidet sono quindi pressoché identiche a quelle del vaso igienico (40 – 45 x 60 cm), anche se ovviamente esistono versioni di dimensioni compatte, in larghezza o lunghezza. Alcuni modelli sono infatti profondi solo 48 cm o larghi 36 cm.

Analoga è anche la misura dello spazio d’uso antistante, che deve essere di almeno 70 cm, mentre lateralmente ne serve un po’ di più rispetto al water, almeno 20 – 25 cm su ogni lato. Tra i due apparecchi devono esserci invece almeno 20 cm di distanza.
Se li collocate in posizione affrontata dovete lasciare almeno 50 – 60 cm tra di loro.

Tutte queste distanze sono dettate dalla norma UNI 9182/2010. Naturalmente nessuno verrà a controllare se le avete rispettate al centimetro, ma è importante lo stesso attenervisi in maniera rigida. Queste misure sono infatti dettate da regole di ergonomia, fondamentali per muoversi agevolmente in bagno per usarlo o pulirlo senza problemi.

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Storia del bidet

Le prime testimonianze avvistano il bidet in Francia, dove nel diciassettesimo secolo era presente in versione portatile e, insieme al vaso da notte, veniva riposto sotto al letto.

Nel 1710 ne venne installato il primo esemplare nella dimora reale e, da lì, in oltre 100 stanze della reggia di Versailles, dove pare però che fosse praticamente inutilizzato e dopo pochi anni rimosso.

In Italia fu importato dalla regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo – Lorena, che se ne fece installare un esemplare nel suo bagno personale della Reggia di Caserta. Era composto da un catino in metallo appoggiato su una struttura di legno scuro intarsiato.

Curioso l’episodio in cui i funzionari sabaudi, che dopo l’Unità d’Italia effettuarono un inventario degli oggetti presenti nella reggia borbonica, vedendone uno per la prima volta e ignorandone lo scopo, lo censirono come uno strano oggetto a forma di chitarra.

Nell’Ottocento, con l’arrivo degli impianti idrici nelle case, il bidet, così come gli altri apparecchi igienici, trovò la sua collocazione fissa nella stanza da bagno.

Diffusione del bidet nel mondo

Mentre in Italia il bidet è considerato un apparecchio indispensabile, non è così nel resto del mondo.
Chi viaggia all’estero per la prima volta resta spesso stupito nel non trovarlo nelle stanze d’albergo, in bagni in cui lo spazio ne consentirebbe agevolmente l’installazione.

La verità è che il bidet non riscontra lo stesso successo in altri Paesi, perché il suo utilizzo è spesso legato al pregiudizio che si tratti di un accessorio utilizzato in passato nei bordelli e associato alla pratica della prostituzione.

Oltre all’Italia, quindi, gli stati in cui l’uso è più frequente sono il Portogallo, la Spagna e la Grecia.
Quasi nessuno lo utilizza invece in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti così come nei paesi scandinavi e nell’est Europa. Personalmente, nei vari Paesi del Nord Europa visitati, l’ho trovato in albergo soltanto in Lituania.

In Giappone non è molto utilizzato, ma negli ultimi anni si sta diffondendo l’uso di un apparecchio igienico che unisce in un solo sanitario vaso e bidet: il washlet.

Anche in Francia, Paese dove nacque, il bidet non è molto diffuso, soprattutto a causa delle norme edilizie che permettono di non installarlo per ricavare più spazio.

Visto che l’Italia può essere considerata la capitale mondiale del bidet, possiamo dire che questo è uno di quei casi in cui una invenzione ha trovato fortuna in un Paese diverso da quello che gli ha dato i natali.

Periodicamente il bidet conosce una discreta fortuna in qualche nazione, come è accaduto negli Stat Uniti qualche anno fa, ma soprattutto in abitazioni di lusso.

Normative sull’uso del bidet

Si può fare a meno del bidet? In realtà la presenza di un bidet in ogni abitazione in Italia è prevista per legge.

Il Decreto ministeriale del 5 luglio 1975, che detta i requisiti igienico – sanitari per ottenere l’agibilità delle abitazioni, prescrive all’art. 7: Per ciascun alloggio, almeno una stanza da bagno deve essere dotata dei seguenti impianti igienici: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia, lavabo.

La norma lascia intendere quindi che il secondo servizio igienico può essere anche privo di uno degli apparecchi elencati.

Negli ultimi anni, quindi, viste le dimensioni sempre più ridotte delle case, si sta diffondendo la pratica di rinunciare al bidet nel secondo bagno.

Se proprio non potete fare a meno del bidet…

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