Fibra di alghe come isolante in edilizia

Tra i materiali di origine naturale utilizzabili in edilizia come isolanti si sta diffondendo l’uso della fibra di alghe, ricavata dalla Posidonia oceanica.

Fibra di alghe come isolante (photo credit materia.nl)

Fibra di alghe come isolante (photo credit materia.nl)

Cos’è la fibra di alghe?

Tra i materiali di origine naturale utilizzabili in edilizia come isolanti, sta prendendo piede la fibra di alghe, ricavata dalla Posidonia.

L’alga è stata riscoperta come materiale per l’edilizia grazie a studi compiuti nel Nord Europa sulle sue eccellenti qualità di isolamento dal punto di vista termico e acustico.
Le piante marine in genere sono piuttosto interessanti per l’edilizia, soprattutto per la sostanziale non infiammabilità e la resistenza alla muffa.

La fibra si ottiene da alghe marine raccolte dal mare, pulite, tagliate ed essiccate senza l’aggiunta di additivi artificiali. Esse mantengono infatti il loro contenuto salino e possono essere utilizzate senza trattamenti chimici, sono quindi un materiale completamente naturale, anallergico e interamente riciclabile.

Le fibre hanno una lunghezza variabile dai 3 agli 8 cm e, trattate come descritto, possono essere usate come materiale di riempimento per isolare edifici anche a destinazione abitativa.
Il prodotto è infatti approvato dalla normativa europea come materiale da costruzione. In Italia la legge ne consente l’utilizzo previo compostaggio.

Si tratta insomma di un’ottima alternativa green e a basso impatto ambientale ai comuni materiali usati per l’isolamento.

La Posidonia, utilizzata per la produzione di fibra di alghe

La Posidonia oceanica o Erba di Nettuno è un’alga molto diffusa lungo le coste del mar Mediterraneo ed è endemica anche nella lontanissima Australia.

Quest’alga, come una pianta terrestre, presenta radici e foglie a forma di nastro che arrivano fino a un metro di lunghezza, raggruppate a ciuffi di sei o sette. Produce anche frutti detti olive di mare.

Nonostante per molti rappresenti una presenza fastidiosa, anche a causa dell’odore poco gradevole, la Posidonia svolge un’azione benefica per l’ecosistema marino. Protegge infatti la costa dal fenomeno dell’erosione e nelle sue foglie si trovano diversi organismi vegetali e animali. Le specie ittiche trovano dunque in essa riparo e il loro nutrimento indiretto.

Le fibre della Posidonia, aggregate dal moto ondoso, formano degli agglomerati di forma sferica di colore marrone, detti egagropili, dal diametro variabile da 20 a 100 mm.
Queste palline, la cui consistenza ricorda quella del feltro, trascinate dal moto ondoso, si depositano lungo le coste nel periodo tra l’autunno e la primavera.

Nelle località turistiche vengono trattate come rifiuto biologico, perché le parti morte sono trascinate a riva dalle onde del mare e sporcano le spiagge. Il loro smaltimento cominciava a diventare un grosso problema, anche dal punto di vista economico, perché richiedono di essere conferite in discarica come materiale solido. D’altro canto, l’accumulo potrebbe provocare alterazioni ambientali, igienico – sanitarie e di sovraccarico della rete fognaria.

Per tutti questi motivi, alcune aziende hanno pensato a un loro sfruttamento. L’utilizzo in edilizia non è però affatto recente: da oltre 700 anni l’alga viene impiegata per ricoprire i tetti delle case in alternativa alla paglia ed è stata usata anche come riempimento per le dighe olandesi.
Non rappresenta quindi un’innovazione, ma la riscoperta di una tecnologia costruttiva tradizionale.

Caratteristiche della fibra di alghe

La fibra di alghe presenta ottime proprietà, che la rendono adatta a essere utilizzata come materiale isolante per l’edilizia:
• è durevole
non attrae i parassiti, in quanto non contenendo proteine non è oggetto di interesse a fine alimentare da parte di altri organismi viventi
• è resistente alle muffe e ai funghi
• risulta ignifuga grazie all’elevato contenuto di silicio
• agisce da dissipatore di umidità, in quanto le fibre assorbono il vapore acqueo consentendo la traspirazione della superficie isolata.

Queste sono invece le sue principali caratteristiche tecniche:
coefficiente di conduttività termica pari a 0,0450 W/(mK)
valore – R simile ai materiali isolanti quali carta, fibra di vetro e schiume poliuretaniche
• classificazione B2 per comportamento ritardante al fuoco secondo le norme DIN 4102-2
resistenza alla diffusione del vapore acqueo classificata 1 o 2 secondo le norme DIN 4108
capacità termica specifica di 2,0 kJ/(kgK).

Traducendo in parole semplici queste caratteristiche, possiamo dire che la fibra di alghe, tra le altre proprietà, si presenta come isolante ancora migliore del legno, essendo in grado di mantenere le abitazioni fresche in estate e calde in inverno.

Il materiale è anche completamente privo di sostanze tossiche, per cui risulta idoneo anche dal punto di vista della salute e può essere utilizzato in presenza di soggetti allergici.

Il suo stesso ciclo di produzione è virtuoso, perché le alghe vengono raccolte a mano e poi trasportate via mare o via terra dal luogo di raccolta, nel Mediterraneo, a quello di lavorazione, nel Nord Europa.

Come si lavora la fibra di alghe

Come abbiamo visto, le proprietà del materiale sono davvero interessanti. Eppure, non è semplice lavorare la Posidonia per ottenerne la fibra.

La prima difficoltà che si incontra è quella di liberare la pianta dalla sabbia che vi si attacca. In secondo luogo, le fibre tendono a impigliarsi facilmente a qualunque cosa, anche le une sulle altre, per cui è facile avere a che fare, durante la lavorazione, con delle formazioni grumose.

I ricercatori tedeschi, in collaborazione con alcuni partner industriali, sono riusciti comunque a ottenere ottimi sistemi di lavorazione, in grado di superare questi ostacoli.

In particolare, la lavorazione prevede i seguenti passaggi:
• le palline di Posidonia vengono scosse in modo da ottenere fibre più lunghe possibile e prive di sabbia
• eliminata tutta la sabbia dalle palline, un nastro trasportatore le immette nei macchinari da taglio dai quali escono fibre integre lunghe da 1,5 a 2 centimetri che vengono fatte cadere in sacchi di plastica.

Come può essere utilizzata la fibra di alghe in edilizia

La fibra ottenuta dalle alghe può essere utilizzata per isolare tetti, facciate esterne, muri interni, solai di interpiano e seminterrati.

Può essere inserita come riempimento tra le travi dei tetti spioventi o delle intercapedini formate dalle pareti esterne.

La lavorazione può essere eseguita a mano, avendo cura di compattare bene le fibre, anche se viene consigliato di utilizzare appositi macchinari in grado di insufflare il prodotto in fiocchi, in modo che penetri anche nel più piccolo interstizio.

In futuro è prevista la produzione di interi pannelli con cui rivestire le superfici da isolare.




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