Alla scoperta del pavimento vinilico: tutti i pro e i contro per una giusta scelta

L’interior designer Valentina Di Roma ci illustra tutti i pregi (ma anche qualche difetto) del pavimento vinilico, considerato il rivestimento del momento.

Pavimento vinilico

Pavimento vinilico

Il pavimento vinilico in PVC anche detto LVT (luxury vinyl tiles) è il rivestimento del momento.

Con grandi prestazioni dal punto di vista tecnico, è in continua evoluzione. I miglioramenti all’ordine del giorno sono praticamente riusciti a spodestare il laminato dalla classifica dei migliori materiali per il rinnovamento dei pavimenti di casa.

Come mai?
I punti da spiegare per avere una visione completa sono molti, per cui addentriamoci subito nel discorso.

La struttura del pavimento vinilico

Da cosa è formata una piastrella di pavimento vinilico?

I pavimenti vinilici sono composti da quattro strati. Il primo strato (che è quello su cui poggiano i piedi) si chiama anche strato di usura. Maggiore è il suo spessore (può variare da 0,2 a 0,6 mm) maggiore è la resistenza del pavimento al passaggio di persone, oggetti e animali.

Prima dell’acquisto quindi verifica bene questo dato, per scegliere il rivestimento che risponda in modo adeguato alla destinazione d’uso dell’ambiente in cui lo poserai.

Questo strato può essere liscio o goffrato al tatto per riprodurre in maniera quanto più fedele possibile materiali come la pietra o il legno.

Il secondo strato è il film decorativo su cui viene riprodotta la trama del materiale.

Il terzo strato è quello con lo spessore maggiore, perché contiene la fibra di vetro. Il foglio in fibra di vetro può avere spessore variabile: è minore nei pavimenti con posa adesiva, è maggiore nei pavimenti con posa flottante (perché deve garantire maggiore stabilità e contenere la lamelle perimetrali necessarie per l’incastro delle piastrelle).
L’ultimo strato a contatto con il piano di posa è molto sottile e può contenere delle micro ventose.

Vantaggi e svantaggi del pavimento vinilico

Veniamo ai punti fondamentali per una corretta scelta.
Quali sono i vantaggi di un pavimento vinilico?

Sicuramente il primo aspetto è lo spessore estremamente ridotto.
Infatti in base al tipo di posa dello stesso lo spessore può variare dai 2 ai 6 mm. Dato questo molto importante perché ti fa subito capire che non ci sarà bisogno di modificare porte e finestre, in caso di posa su pavimento esistente.

Altro dato non meno trascurabile è la sua riciclabilità del 100%, proprio perché il PVC è un materiale eco-sostenibile.

Per sua natura è impermeabile e indeformabile quindi è sempre adatto alle zone umide come il bagno o la cucina. È estremamente flessibile per cui meno soggetto a rotture nel momento della posa ma anche nel corso del tempo.

Non soffre gli sbalzi termici, ed è un’ottima scelta anche in caso di riscaldamento a pavimento.
Da ultimo, ma non meno importante, il fatto che non sia sensibile alla luce. Ne consegue che, diversamente dal legno, non cambierà colore nel corso del tempo.

Come tutti i materiali anche il pavimento in vinilico ha i suoi contro.

I vinilici di buona qualità e con grandi resistenze possono avere costi maggiori rispetto ai laminati.

La posa è un dato sensibile perché se viene effettuata su un fondo non regolare potrebbero crearsi delle bolle nel vinilico.

In caso di posa adesiva l’eliminazione della colla (se dovessi sostituire un pezzo o il pavimento in toto) a posteriori potrebbe essere non semplice e abbastanza macchinosa.

Ultimo svantaggio è la riproduzione di materiali come la pietra: la trama riprodotta potrebbe essere sempre la stessa, rendendo il pavimento monotono e poco naturale.

I differenti tipi di posa del pavimento vinilico

Con i pavimenti vinilici è possibile avere tre tipi di posa: quella flottante, quella a incastro e quella adesiva.

La posa adesiva è quella che garantisce lo spessore minore delle lastre, perché queste arrivano già con il retro preincollato con un film adesivo. Il design dipende molto dalla collezione che si sceglie, mentre la resistenza rimane invariata e non ha nulla da invidiare al laminato.

La posa flottante a click invece è l’ideale se vuoi coprire un pavimento esistente che non deve essere rovinato dalla colla o se hai bisogno di una posa solo temporanea.
Infatti in questo caso la posa è libera e facilmente eseguibile in fai da te, grazie al sistema di incastro a click.

Una volta che non avrai più bisogno di coprire il pavimento esistente (come nelle case in affitto) potrai facilmente rimuovere il vinilico e ri-usarlo in un altro ambito.

L’ultimo tipo di posa è quella a incastro. Le lastre di vinilico arrivano con sistemi di incastro perimetrali da giuntare tra lastra e lastra. Questo tipo di posa è quello che dà maggiore spessore alle lastre proprio perché hanno una stabilità maggiore.
Una menzione speciale va ai pavimenti vinilici a fondo rigido, che rientrano nel gruppo dei pavimenti flottanti.
Questi vinilici di nuova generazione hanno caratteristiche simili ai laminati HDF, avendo però uno spessore nettamente inferiore.
Oltre a questa maggiore stabilità hanno il vantaggio di non adattarsi alle irregolarità del fondo preesistente, non creando di conseguenza antiestetiche bolle in seguito alla posa.

In conclusione

Il pavimento vinilico è sicuramente una delle scelte migliori quando si vuole ristrutturare senza avventurarsi in demolizioni e rifacimenti completi.

È anche una scelta da valutare quando ci si trova in affitto e si vuol cercare di creare un interno accogliente, che rispecchi il proprio stile.

Si tratta di un rivestimento in continua evoluzione, per cui altri grandi vantaggi non tarderanno ad arrivare.

Valentina Di Roma

Interior designer laureata nel 2004 in design degli interni al Politecnico di Milano.
Curatrice del blog www.vdrhomedesign.com.

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