Pavimenti in cotto per interni ed esterni

I pavimenti in cotto sono la scelta più apprezzata da chi desidera dare un aspetto rustico alla propria casa, ma si adattano anche ad ambientazioni moderne.

Pavimenti in cotto per interni

Pavimenti in cotto per interni

Cosa sono i pavimenti in cotto?

I pavimenti in cotto sono la scelta più apprezzata da chi desidera dare un aspetto rustico alla propria casa e sono adatti non solo per gli interni, ma anche per gli ambienti esterni.

Il cotto è un materiale che si ottiene da una particolare procedura di lavorazione dell’argilla. Quest’ultima viene selezionata, ripulita, fatta stagionare, impastata, modellata e infine cotta in forni che raggiungono una temperatura di circa 1000 gradi.

La lavorazione può avvenire in tre modi:
• quella industriale è effettuata con particolari macchinari
• quella artigianale è fatta con appositi utensili
• il cotto lavorato interamente a mano è realizzato con l’impiego unicamente di forme in legno ed è un materiale di grande pregio.

Caratteristiche dei pavimenti in cotto

In base alla sua composizione, il cotto può assumere colorazioni differenti che vanno dal giallo ocra passando per il beige e il rosa chiaro, fino ad arrivare al rosso scuro.

Così ad esempio, una forte presenza di ossidi di ferro può portare a un cotto tendente al rosso, mentre se c’è un’elevata percentuale di calcare si ottengono colorazioni sul giallo.
La finitura può essere liscia o grezza.

Ma quali sono i pregi che lo fanno tanto apprezzare dai suoi estimatori? Eccoli elencati:
• resistenza al calpestio, agli agenti atmosferici, agli urti e all’usura
• capacità di non assorbire troppa acqua
• facilità di lavorazione
• facilità di pulizia
• estetica gradevole
• costi contenuti.

Differenze tra pavimenti in cotto per interni e per esterni

Nonostante le ottime caratteristiche di resistenza, non si può utilizzare indifferentemente lo stesso tipo di cotto sia per interni sia per esterni.

Quando scegli un cotto per pavimentare superfici esterne devi fare particolare attenzione alle sue caratteristiche di resistenza al calpestio, agli agenti atmosferici, agli urti e all’usura.
Per un materiale da interni, invece, devi fare più attenzione alla capacità di reggere carichi maggiori.

La maggiore o minore incidenza di questi parametri viene determinata durante la fase di cottura del materiale.

Al momento dell’acquisto delle piastrelle, quindi, non dimenticare di leggere attentamente la scheda tecnica del prodotto scelto.

Tipologie di pavimenti in cotto

Le tipologie di pavimenti in cotto più note e diffuse sono tre e si distinguono per l’area geografica di provenienza e per la conseguente differente qualità di argilla utilizzata:
• toscano
• umbro
• siciliano.

Il cotto toscano esiste sin dai tempi degli etruschi ed è detto anche Impruneta, dal nome dell’omonima località di produzione.
Le sue caratteristiche principali sono il colore rosso acceso ma soprattutto la completa impermeabilità che non si ritrova in altre varianti di cotto.

Il cotto umbro è prodotto in particolar modo nella zona di Castel Viscardo, in provincia di Terni.
Rispetto al cotto toscano, ha una colorazione più chiara e una superficie più grezza.

Il cotto siciliano, anch’esso di origini antichissime, ha una colorazione molto scura e presenta alcune imperfezioni che gli conferiscono unicità.
Rispetto alle altre due tipologie ha una superficie più porosa che determina maggior assorbimento di acqua, per cui è più delicato e richiede particolari attenzioni.

Altre tipologie meno note sono:
• il cotto napoletano della tradizione vietrese o cavese
• il cotto lombardo.

Come si posano i pavimenti in cotto

La posa in opera di un pavimento in cotto deve essere eseguita a perfetta regola d’arte anche per valorizzare al meglio la bellezza del materiale.
Può avvenire in due modi:
• a umido
• a secco.

La posa a umido si realizza con malta o con collanti. Il sistema tradizionale prevede la stesura di un letto di malta misto a calce idrata su cui vengono poggiate le piastrelle dalla parte delle venature.
L’utilizzo di sottili strati di collante rende invece la disposizione molto più precisa ma richiede un piano di posa perfettamente liscio.

La posa a secco è invece una tecnica più recente e innovativa che prevede l’impiego di una intelaiatura metallica, in acciaio o alluminio, su cui vengono posate le piastrelle.

In tutti i casi, comunque, alla posa segue la fase di stuccatura che prevede l’utilizzo di malta o cemento pozzolanico di opportuna densità. La stuccatura viene eseguita su piastrelle bagnate per evitare la disidratazione e la rottura dello stucco.

Dopo la posa, il pavimento va passato con olio di lino crudo e incerato, in modo da creare uno strato protettivo che lo mantenga inalterato nel tempo.

Quanto costano i pavimenti in cotto?

Il prezzo di un pavimento in cotto varia a seconda la lavorazione sia fatta a mano o industrialmente.

Per calcolare quanto può costarti un pavimento in cotto devi comunque mettere in conto due voci:
• il costo delle piastrelle, che può aggirarsi tra i 15 e i 65 euro al metro quadro
• il costo della manodopera per la posa, compreso tra i 25 e i 30 euro al metro quadro circa.
I battiscopa devono essere conteggiati a parte.

Il costo della posa in opera si differenzia anche in base alla difficoltà del lavoro e alla forma delle piastrelle. La posa in diagonale, ad esempio, essendo più difficoltosa può avere costi maggiori.
Analogamente, i prezzi possono variare da un luogo all’altro, quindi quelli citati sono puramente indicativi.

Come pulire i pavimenti in cotto

Per la pulizia quotidiana di un pavimento di questo tipo occorre usare i detergenti specifici per il cotto, che puoi acquistare anche su Amazon:
Marbec SGRISER 1LT
Emulsio Cera Facile
Winto.

In alternativa, puoi preparare un detersivo fatto in casa, diluendo in un secchio d’acqua 5 cucchiai di aceto e qualche goccia di detersivo per piatti.
Un paio di volte al mese aggiungi due cucchiai di cera d’api per ridare splendore alla superficie.

Poiché il cotto è un materiale poroso tende facilmente a macchiarsi. Le macchie devono quindi essere rimosse prima possibile con qualche goccia di detergente neutro.

Una volta all’anno il cotto deve essere sottoposto a un intervento manutentivo più importante.
In questo caso, occorre per prima cosa asportare gli strati superiori con un decerante per cotto.
Va poi steso un antisalnitro e successivamente della cera d’api non diluita con uno spazzolone o una lucidatrice.

(Prima pubblicazione 30 luglio 2018)

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