Come leggere la scheda tecnica delle piastrelle

La scheda tecnica delle piastrelle è il documento contenente informazioni sulle sue caratteristiche tecniche codificate da norme nazionali e internazionali.

Scheda tecnica piastrelle in gres porcellanato (photo credit www.webtiles.it)

Scheda tecnica piastrelle in gres porcellanato (photo credit www.webtiles.it)

Cos’è la scheda tecnica delle piastrelle?

La scheda tecnica di un prodotto industriale è un documento obbligatorio contenente informazioni sulle caratteristiche tecniche dello stesso. La misurazione di tali dati è codificata da norme nazionali e internazionali.

Il documento è previsto sia per i beni finiti, come gli elettrodomestici, sia per materiali e semilavorati, come quelli impiegati in edilizia. Anche le piastrelle ceramiche per pavimentazione hanno quindi una loro scheda tecnica.

Quando cercate un pavimento ceramico, di solito, è facile far prevalere le valutazioni di carattere estetico e scegliere quello considerato più bello in base ai vostri gusti e allo stile della casa.

Prima di procedere all’acquisto, però, dovete fate attenzione a quelle caratteristiche che possono distinguere un prodotto da un altro e possono renderlo più o meno adatto alle vostre esigenze e migliore per la destinazione a cui è indirizzato.

Sulla scheda tecnica di un pavimento in ceramica, in particolare, troverete riportate una serie di sigle e numeri tra cui non è facile districarsi. Niente paura: si tratta di caratteristiche semplici da identificare e imparerete a farlo leggendo questo articolo.

Una nota importante: i valori riportati sulla scheda non implicano la migliore o peggiore qualità delle piastrelle ma piuttosto una diversa destinazione d’uso a cui possono essere rivolte.

Quali informazioni si possono ricavare dalla scheda tecnica delle piastrelle?

Queste sono le caratteristiche più rilevanti ricavabili dalla scheda tecnica delle piastrelle ceramiche:
• grado di assorbimento d’acqua
• resistenza all’abrasione
• resistenza allo scivolamento o capacità di attrito
• rettilinearità degli spigoli.

La lettura della scheda fornisce però anche altre utili informazioni, che possono servirvi a individuare correttamente la destinazione d’impiego:
• per cantine o garage, controllate la resistenza alla rottura
• per terrazze e balconi, la resistenza allo scolorimento in presenza costante di raggi solari diretti
• in cucina, sono importanti la resistenza agli acidi e la resistenza alla macchia.

Grado di assorbimento d’acqua nella scheda tecnica

Il grado di assorbimento d’acqua dichiara il livello di porosità del materiale ed è indicato nella scheda tecnica con un valore percentuale, quello in peso dell’acqua assorbita in condizioni prefissate.

Una superficie molto porosa è traspirante, ma tende a creparsi in breve tempo se sottoposta a gelate e assorbe facilmente le macchie di sostanze come l’olio.
Di conseguenza, una piastrella molto porosa, come sono quelle in cotto, non sarà adatta a pavimentare spazi esterni o cucine, in cui sono presenti molte sostanze che potrebbero sporcarla.
Il grès porcellanato è invece il materiale meno poroso ed è antigelivo, quindi utilizzabile anche in esterni.

Resistenza all’abrasione nella scheda tecnica

La resistenza all’abrasione della piastrella misura la capacità dello smalto di resistere al calpestio dovuto al passaggio di persone, allo spostamento di mobili o di macchinari, perfino alle attività di pulizia con strofinacci, scope, detersivi in polvere, senza perdere le caratteristiche estetiche originali.

L’abrasione può determinare due tipi di conseguenze:
asportazione e consumo della superficie della piastrella
• alterazione delle caratteristiche estetiche, con variazione di colore e perdita di brillantezza.

Nella scheda tecnica la resistenza all’abrasione è indicata con la sigla PEI accompagnata da un numero che va da un minimo di 0 per le piastrelle meno resistenti a un massimo di 5 per quelle più resistenti.

Per avere una buona resistenza al calpestio, è bene non scendere sotto la classe PEI 3. Ciò vale soprattutto in quegli ambienti, come le zone d’ingresso e di soggiorno, dove è frequente l’uso di scarpe che, entrando dall’esterno, potrebbero trasportare granelli di terra.

Nelle camere da letto, dove invece si usano spesso le pantofole, si può scendere anche alle classi 2 o 1.

Le piastrelle PEI 0 sono sconsigliate per l’uso a pavimento mentre si possono utilizzare come rivestimenti parietali.

Resistenza allo scivolamento nella scheda tecnica

La scheda tecnica descrive la resistenza allo scivolamento indicandola con la lettera R seguita da un numero.

Queste sono le classi consigliate:
• in casa, almeno R9
• per gli esterni, almeno R10 o R11
• per contesti in cui è maggiore il rischio di scivolamento, come i bordi piscina, almeno R13.

Di solito, si fa attenzione a questo parametro più per i pavimenti esterni, mentre è importante anche per la pavimentazione interna, soprattutto negli ambienti più umidi e in presenza di bambini che corrono per casa. Si tratta infatti di un fattore determinante per la sicurezza, perché un pavimento scivoloso può rappresentare un potenziale rischio di infortuni anche gravi.

Per migliorare la capacità di attrito, si sottopone la superficie della piastrella a un particolare processo (come levigatura, bocciardatura, ecc.) in grado di renderla non del tutto liscia.

Rettilinearità degli spigoli nella scheda tecnica

Se sulla scheda tecnica è presente la dicitura formato rettificato, significa che la piastrella ha spigoli perfettamente rettilinei e ortogonali.
I bordi vengono squadrati attraverso un procedimento meccanico, detto appunto rettifica, che rende le piastrelle tutte della stessa dimensione.

Questo particolare consente di posare le piastrelle senza fuga o meglio con fughe ridotte al minimo.
La posa consigliata è infatti con fuga di almeno 2 mm, per cui non è proprio corretto dire che la fuga è assente.

Se comunque preferite un pavimento che descriva una superficie quanto più possibile continua e priva di interstizi evidenti, fate attenzione a che sia presente questa dicitura.




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