Guida alla progettazione di un bagno cieco

La progettazione di un bagno cieco richiede particolare attenzione ad alcuni aspetti, quali l’illuminazione e l’aerazione meccanica del locale di servizio.

Bagno cieco

Bagno cieco

Quando si può realizzare un bagno cieco?

Spesso, soprattutto in fase di ristrutturazione, sorge la necessità di realizzare in casa un bagno cieco.
La superficie di molti appartamenti è infatti limitata, per cui può essere utile ricavare un secondo bagno dove possibile, ad esempio in un ripostiglio esistente.

Nei Paesi del Nord Europa o negli Stati Uniti è prassi comune la presenza di un bagno privo di finestra. Nel nostro Paese invece è possibile realizzarlo solo rispettando precise condizioni.

Per sapere se potete realizzare un bagno cieco, dovete consultare il Regolamento Edilizio e il Regolamento d’Igiene del vostro Comune.

Di solito, la realizzazione è possibile solo nei seguenti casi:
• quando si tratta del secondo servizio igienico e quello principale è dotato di finestra
• quando è l’unico bagno presente, ma l’unità immobiliare ha una superficie inferiore a una certa metratura.

In ogni caso, la progettazione di un servizio igienico cieco implica di porre molta attenzione ad alcuni aspetti, in particolare l’aerazione e l’illuminazione.

Aerazione di un bagno cieco

Il primo problema da risolvere, non essendoci la finestra, è quello di garantire una corretta aerazione del locale. Fondamentale è quindi installare un buon impianto di ventilazione meccanica. Non si tratta di una scelta, ma una norma da rispettare per motivi igienici.

Un impianto di aerazione meccanica svolge due funzioni:
estrarre l’aria viziata dall’interno del bagno
immettere nuova aria pulita nel bagno.

L’accensione dell’impianto di ventilazione può avvenire mediante un apposito pulsante, ma molto più spesso è collegata a quella dell’illuminazione. In quest’ultimo caso, il sistema si attiva ogni volta che si accende la luce.

Il meccanismo può anche essere collegato a un timer, in modo da programmare l’intervallo di tempo entro cui effettuare ogni ricambio d’aria.

Gli aspiratori sono in genere di due tipi:
• elicoidali
• centrifughi.

L’aspiratore elicoidale permette la fuoriuscita dell’aria viziata attraverso un’apertura praticata nel muro (o nel vetro se applicato a una finestra).

L’aspiratore centrifugo è collegato invece con una canna di esalazione che scarica l’aria viziata a tetto. Nei piani inferiori degli edifici deve quindi avere una potenza maggiore.

La potenza dell’aspiratore è espressa in metri cubi all’ora (mc/h). Con un aspiratore elicoidale sono necessari almeno 10 ricambi d’aria all’ora; con uno centrifugo da 10 a 20 ricambi d’aria all’ora.

Come scegliere l’apparecchio giusto per il vostro bagno? Dividete la potenza riportata sul dispositivo per i metri cubi del bagno: otterrete il numero di ricambi all’ora. In questo modo, potrete comprendere se l’apparecchio è adeguato per le dimensioni del vostro bagno.

Come ridurre l’umidità in un bagno cieco

Nonostante l’aerazione meccanica, uno dei problemi principali in un bagno cieco è la presenza di umidità con conseguente formazione di muffa.

Anche in un bagno normale infatti si combatte con la formazione di condensa dovuta alla presenza di vapore acqueo, figuriamoci quindi quando non si può aprire la finestra.

Per questo motivo, se avete un bagno privo di finestra, lasciate la porta aperta per almeno 30 minuti al giorno. Se il bagno prospetta su una stanza con finestre, come ad esempio la camera da letto, approfittatene per aprirla e far ricircolare l’aria.

Una adeguata ventilazione naturale del locale deve accompagnare quella meccanica. La ventilazione naturale sfrutta il movimento di convezione dell’aria, legato alla differenza di temperatura.
Realizzando due griglie di aerazione, nella parte bassa e nella parte alta della porta, l’aria fredda fresca entrerà dal basso, mentre quella calda viziata uscirà dall’alto.

La vernice più adatta per tinteggiare un bagno cieco è sicuramente l’idropittura, resistente alla presenza elevata di umidità e condensa, che può quindi evitare la formazione di muffa.
Questo tipo di vernice, da diluire in acqua prima dell’uso, è disponibile in una vasta gamma di colori.

Illuminazione di un bagno cieco

Non essendoci la presenza della finestra, in un bagno cieco bisogna fare a meno dell’illuminazione naturale.
Per questo, è necessario rendere l’ambiente confortevole dal punto di visto luminoso in modo da non farne un locale triste e buio.

Una soluzione molto frequente nei bagni ciechi è quella di inserire una lastra in vetro nella parte alta di un muro, in modo da consentire l’ingresso della luce proveniente dalla stanza adiacente.
La privacy non sarà messa in discussione visto che la parte vetrata e trasparente sarà alta e non accessibile alla vista.

In alternativa, è possibile inserire una vera e propria parete o parte di parete in vetro di separazione con la stanza adiacente. In questo caso però il vetro dovrà essere necessariamente opaco per impedire la vista verso l’interno del bagno.

Grande attenzione dovrà comunque essere posta alla progettazione dell’illuminazione artificiale.
Non abbiate paura di abbondare con i punti luce, disponendoli in ogni zona in cui serve e preferendo una tonalità della luce vicina a quella solare.

Fondamentale è un punto luce a soffitto, come una plafoniera o un controsoffitto con faretti; segue poi l’illuminazione dello specchio del lavabo e magari anche un punto luce per la zona doccia.
In alternativa, è possibile anche disporre varie applique a parete in diversi punti strategici.

Come arredare un bagno cieco

Se possibile, collocate nella stanza grandi specchi, in modo che, riflettendola, amplifichino e rafforzino l’illuminazione artificiale esistente. Il posto principale è ovviamente il lavabo, ma se lo spazio lo consente è possibile inserirne anche altri.

Per non compromettere la luminosità del locale, il primo consiglio da seguire è quello di scegliere colori chiari per le pareti.

La gamma delle tonalità non è così limitata come si può pensare, perché si va dal bianco a tutte le sfumature del beige, fino ai colori pastello come rosa, verde, celeste.
Al massimo si potrà aggiungere qua e là qualche tocco di giallo o arancione per compensare l’assenza della luce solare.

Scegliendo le stesse piastrelle per pareti e pavimento si potrà dare la sensazione di una maggiore ampiezza, anche perché un bagno cieco è spesso di dimensioni ridotte.

Colori chiari andranno scelti anche per sanitari e mobili. Per le ceramiche, in particolare, preferite il bianco più brillante.
Per gli arredi, oltre ai laccati chiari, se gradite le essenze naturali, orientate i vostri acquisti verso specie come rovere, abete e frassino.

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay



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