Cappotto termico interno o esterno: qual è il migliore?

Il cappotto termico è uno dei più diffusi sistemi di coibentazione degli edifici e si realizza attraverso l’apposizione di materiali isolanti sulle pareti.

Incollaggio del cappotto termico alle pareti (photo credit: www.impresasdmanc.com)

Incollaggio del cappotto termico alle pareti (photo credit: www.impresasdmanc.com)

Cos’è il cappotto termico?

Il cappotto termico è uno dei più diffusi sistemi di coibentazione degli edifici e si realizza attraverso l’apposizione di materiali isolanti sulle pareti interne o esterne.

Si tratta di una tecnologia utilizzata in Europa da ormai oltre 50 anni, per cui risulta ampiamente sperimentata e garantisce risultati duraturi nel tempo.

I materiali isolanti vengono applicati sottoforma di pannelli con colla e appositi tasselli di fissaggio, successivamente ricoperti da una rasatura armata e, a volte, da una rete porta intonaco.

Isolato in questo modo, l’edificio sarà in grado di garantire ai suoi occupanti un confort ambientale molto superiore rispetto a un edificio privo di cappotto.

Grazie a questo tipo di isolamento termico è possibile inoltre raggiungere interessanti risparmi in bolletta perché risulteranno ridotti i consumi sia per il riscaldamento invernale sia per il raffrescamento estivo.

Il cappotto termico si può posare su diversi tipi di supporto:
• calcestruzzo tradizionale o alleggerito
calcestruzzo cellulare
• laterizi
• legno
• pareti intonacate.

Pro e contro del cappotto termico interno e di quello esterno

Esistono fondamentalmente due tipologie di isolamento a cappotto:
• il cappotto esterno, dove lo strato isolante viene applicato sul lato esterno del muro
• il cappotto interno, dove lo strato isolante viene applicato sul lato interno.
Ciascuna delle due tipologie presenta i suoi pregi e i suoi difetti.

È meglio dunque il cappotto termico interno o quello interno? Non esiste una risposta univoca, ovviamente, e la soluzione migliore cambierà di volta in volta in base alle singole esigenze.

Cappotto esterno

Dal punto di vista tecnico, possiamo dire che i vantaggi offerti da un cappotto esterno sono decisamente maggiori. Il cappotto esterno infatti, proteggendo le pareti dalle escursioni termiche, fa sì che l’edifico risulti più caldo in inverno e più fresco in estate.
Il cappotto esterno tutela le facciate dell’edificio anche dagli agenti atmosferici e dalle aggressioni chimiche dovute all’inquinamento.

Un altro vantaggio del cappotto esterno è rappresentato dall’eliminazione dei cosiddetti ponti termici, quei punti di discontinuità strutturale (e quindi termica) che si evidenziano ad esempio in corrispondenza di travi e pilastri. Questo obiettivo non è raggiungibile isolando dall’interno, per ovvi motivi.

Tra i suoi svantaggi c’è però il costo superiore dovuto alla maggiore superficie da coibentare e alla necessità di installare ponteggi per lavorare in quota. Questi costi sono più accessibili quando si deve intervenire su una villetta o un edificio unifamiliare in genere, mentre diventano meno sostenibili per un edificio condominiale.

Cappotto interno

In alcuni casi, il cappotto interno si presenta come una scelta obbligata a causa di vincoli di vario genere.
Può accadere, ad esempio, se siete proprietari di un appartamento in condominio, che al vostro desiderio di coibentare la casa non corrisponda analoga esigenza da parte di tutti gli altri condòmini o che non ci si accordi sulla spesa da sostenere. In questo caso, si può pensare di intervenire autonomamente all’interno della propria abitazione.

Un’altra circostanza tipica è ad esempio quella rappresentata dagli immobili vincolati, dove non è possibile apportare modifiche in facciata per non alterarne l’aspetto architettonico. Anche in questo caso quindi l’unica soluzione resta intervenire dall’interno.

Se non correttamente applicata, però, questa tipologia di coibentazione può dar vita a fenomeni di condensa e muffa. Il vapore acqueo infatti durante la stagione fredda migra attraverso il pannello isolante e condensa incontrando la parete retrostante fredda. Per evitare questo inconveniente è quindi necessario applicare una barriera al vapore.

L’inserimento del cappotto dall’interno inoltre riduce la metratura delle abitazioni, a causa dello spessore dei pannelli.

Quali materiali utilizzare per il cappotto termico

In commercio esistono numerosi tipi di materiali isolanti da poter utilizzare per realizzare un cappotto termico. I più comuni sono i seguenti:
• il polistirene espanso (EPS) è probabilmente il più diffuso ed è apprezzato per il suo buon rapporto qualità – prezzo
• il polistirene espanso con aggiunta di grafite ha una ancor maggiore capacità termica
• la lana di roccia è molto apprezzata per le sue proprietà di isolamento acustico oltre che termico e ha un comportamento migliore al fuoco
• la fibra di legno
• il sughero autocollato
• i PIR (pannelli in poli isocianurato).

Se siete costretti a optare per un cappotto termico interno, il consiglio è quello di scegliere materiali naturali come sughero o fibra di legno, altamente traspiranti e igrometrici, capaci di trattenere l’umidità in eccesso e cederla quando serve.

Questi materiali naturali sono però piuttosto costosi, mentre quelli a base di polistirene o polistirolo sono decisamente più economici, ma poco o nulla traspiranti.

Per risolvere questo problema, si può quindi optare per la lana di roccia o di vetro, materiali soddisfacenti dal punto di vista della traspirabilità, ma meno impegnativi sul piano economico.

La scelta del materiale dipenderà anche dalle vostre esigenze di isolamento. Se l’obiettivo principale è quello di migliorare il confort estivo, i materiali naturali sono la soluzione migliore. Si possono utilizzare certamente anche quando lo scopo è quello di migliorare il confort invernale, ma in questo caso potete optare anche per soluzioni più economiche.

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