Detrazione fiscale 19% per i beni vincolati

Per gli interventi obbligatori sui beni vincolati, si può usufruire della cumulabilità tra la specifica detrazione del 19% e quella per le ristrutturazioni.

Beni vincolati ©

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Cosa si intende per beni vincolati?

Per beni vincolati si intendono immobili di proprietà privata ai cui proprietari o detentori sia stata notificata la dichiarazione di notevole interesse culturale da parte della competente Soprintendenza, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d. lgs 42/04).

Il notevole interesse pubblico può derivare dal particolare valore storico, artistico, archeologico o paesaggistico dell’immobile. La dichiarazione di notevole interesse impone dunque un vincolo, quindi una limitazione, sull’immobile.

La presenza di un vincolo comporta infatti numerosi limiti per le attività di gestione, manutenzione e soprattutto trasformazione dell’immobile. Per realizzare la maggior parte dei lavori edilizi, ad esempio, è necessario richiedere un nulla osta preventivo alla Soprintendenza.

Di solito, il vincolo viene trascritto alla conservatoria dei registri immobiliari, ma l’eventuale mancata trascrizione non fa venir meno la possibilità di fruire di alcune agevolazioni fiscali previste.

Detrazione fiscale per i beni vincolati

Per gli interventi di manutenzione, protezione o restauro dei beni di interesse storico e artistico è prevista una detrazione fiscale Irpef del 19%.

I proprietari di beni vincolati sono infatti obbligati alla loro tutela attraverso periodici e costanti interventi finalizzati alla conservazione, ed è per questo che il Testo Unico delle imposte sui redditi prevede tale agevolazione.
Considerato l’elevato peso economico di questo onere, le detrazioni fiscali, insieme ad altre agevolazioni per i proprietari di immobili di pregio, rappresentano un importante contributo a sostegno della loro conservazione.

Tutta la documentazione da esibire alla competente Soprintendenza per godere dell’agevolazione, può essere oggi sostituita da un’autocertificazione del titolare, in base a una recente norma di semplificazione. La Soprintendenza potrà poi effettuare controlli a campione per verificarne la veridicità.

La dichiarazione sostitutiva, a cui deve essere allegata copia di un documento d’identità, deve contenere:
• gli estremi identificativi della proprietà
• i dati identificativi dell’immobile
• gli estremi del decreto di tutela
• gli estremi delle autorizzazioni ai lavori rilasciate dalla competente Soprintendenza.

La documentazione che l’autocertificazione va a sostituire comprende, tra l’altro:
• copia delle fatture delle ditte esecutrici dei lavori, su cui devono essere indicati il tipo di lavori eseguiti, il tipo e la quantità di materiali usati e l’ammontare delle ore di lavoro
• estremi dei titoli autorizzativi richiesti al Comune
• il computo metrico a consuntivo
planimetrie ed elaborati grafici
documentazione fotografica ante – durante – post lavori.

Cumulabilità della detrazione per i beni vincolati con quella per gli interventi di ristrutturazione

La circolare n. 3/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione fiscale per i beni vincolati è cumulabile con quella del 50% prevista per gli interventi di recupero del patrimonio abitativo esistente.
In questo caso, tuttavia, lo sconto fiscale per gli immobili vincolati è ridotto del 50%. Pertanto si potrà detrarre il 9,5% più il 50%.

Attenzione: la riduzione riguarda unicamente quella parte di spesa per la quale si usufruisce contemporaneamente anche della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Così, ad esempio, se una parte delle spese non può essere portata in detrazione al 50% perché si sono superati i limiti previsti, può essere interamente ammessa alla detrazione del 19%.

Naturalmente, affinché le due agevolazioni siano cumulabili, il bene vincolato in questione deve essere a uso abitativo, quindi deve trattarsi di una residenza di pregio.

Altre agevolazioni fiscali per i proprietari di beni vincolati

Oltre alla detrazione del 19% Irpef per lavori edilizi, come abbiamo visto cumulabile con quella del 50%, ci sono altre agevolazioni fiscali a sostegno dei proprietari di beni vincolati. Tali agevolazioni riguardano:
• imposte sui redditi
• imposte di registro, ipotecarie e catastali
• imposta di successione e donazione
• imposta comunale sugli immobili.

Le agevolazioni sulle imposte di successione e donazione sono ovviamente sparite con l’abolizione delle stesse.

Per quanto riguarda la tassazione sui redditi ricavabili dai beni vincolati, è riconosciuta una più elevata riduzione forfetaria del canone di locazione, pari al 35% anziché al 5%.

Se acquistate un immobile vincolato, potete godere di aliquote agevolate per la tassazione relativa al trasferimento (imposte di registro, ipotecarie e catastali), purché vi impegniate a ottemperare agli obblighi di conservazione e protezione previsti.
In particolare:
• l’imposta di registro è pari al 3%
• le imposte ipotecarie e catastali sono fissate in 50 euro ciascuna.

La disciplina IMU e TASI prevede un’ulteriore agevolazione per i fabbricati ai quali è stato riconosciuto un particolare pregio storico, artistico o architettonico, per i quali la rendita catastale al fine del calcolo della base imponibile è ridotta al 50%.

Obblighi per i proprietari di beni vincolati

Fin qui abbiamo visto tutte le agevolazioni previste per chi è proprietario o detentore a qualsiasi titolo di un bene sottoposto a vincolo.

Questo regime tributario di favore è però derivante dai numerosi obblighi a cui sono tenuti questi contribuenti nei confronti di tali beni. Vediamone alcuni.

In base all’art. 20 del Codice dei beni culturali, i possessori di beni vincolati non possono, senza la preventiva autorizzazione ministeriale:
• effettuare opere di demolizione, modifica o restauro dell’immobile vincolato
• adibirlo a uso non compatibile con il suo interesse storico o artistico o in grado di recare pregiudizio alla sua conservazione e integrità.

In base all’art. 30 del Codice devono, come detto, obbligatoriamente sostenere le spese necessarie alla conservazione, protezione o restauro del bene.

Non possono trasferire la proprietà o la detenzione dell’immobile mediante vendita o donazione, senza prima averne informato il Ministero, al quale spetta il diritto di prelazione.

Per il bene vincolato deve essere consentito l’accesso al pubblico. Nel caso si tratti ad esempio di una dimora storica, deve essere quindi visitabile.




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