Bonus restauro 50% per immobili tutelati

Dopo la conversione in Legge del cosiddetto Decreto Sostegni bis è stato introdotto un nuovo bonus destinato all’edilizia, il bonus restauro.

Cos’è il bonus restauro 50%?

Con la conversione in Legge del cosiddetto Decreto Sostegni bis è stato approvato un emendamento che ha introdotto un nuovo bonus per l’edilizia, il bonus restauro.
L’emendamento ha infatti aggiunto al testo originario del decreto l’art. 65 bis, Fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico.

Anche questo incentivo è stato introdotto per contrastare la crisi economica determinata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il bonus consiste in un credito di imposta per le spese destinate alla manutenzione e tutela di immobili di interesse storico e artistico e può contare su una dotazione presso il Ministero della Cultura di due milioni di euro per gli anni 2021 e 2022 (1 milione di euro per ciascun anno).
Si tratta di un fondo che gli addetti ai lavori considerano piuttosto esiguo se messo a confronto con l’elevato numero di immobili tutelati presenti in Italia.

Come funziona il bonus restauro 50%?

Il credito di imposta è riconosciuto nel 50% della spesa sostenuta per i lavori per un massimo di 100.000 euro e può essere utilizzato in compensazione con Modello F24.

Ma cosa vuol dire in compensazione? In pratica, la compensazione consiste nell’utilizzare l’importo del credito per pagare imposte e contributi di altra natura, riducendo o azzerando in tal modo l’importo materialmente pagato dal contribuente.

L’agevolazione non può essere cumulata con altri contributi o finanziamenti né con la detrazione 22% prevista dal Testo Unico delle imposte sui redditi per le spese sostenute dai soggetti che hanno l’obbligo di mantenimento di questo tipo di immobili.

A ogni modo, per avere indicazioni precise sul funzionamento del nuovo bonus dobbiamo attendere un decreto attuativo del Ministero della Cultura, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Il decreto dovrà prevedere:
• i criteri e le modalità di gestione e di funzionamento del Fondo
• le procedure per l’accesso alle sue risorse.

Pertanto, per essere informato in tempo reale su questo argomento, segui le mie pagine Facebook e Twitter e iscriviti al mio canale YouTube.

Per quali immobili si può usufruire del bonus restauro?

Gli interventi oggetto di bonus devono essere condotti su immobili di interesse storico e artistico, tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, il d. lgs 42 del 2004.
I lavori dovranno essere di tipo conservativo e comprendere la manutenzione, la protezione e il restauro di tali immobili.

A tale proposito può essere interessante ricordare la definizione di restauro prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio: Per restauro si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale. (art. 29, comma 4 del d. lgs 42/2004).

Chi può usufruire del bonus restauro?

Il bonus restauro 50% può essere richiesto dai soggetti che detengono gli immobili di interesse storico o artistico.
Deve trattarsi però di persone fisiche che non detengono tali immobili nell’ambito dell’esercizio di impresa.

Tali soggetti possono scegliere se utilizzare in prima persona questo credito di imposta o cederlo, anche in parte, ad altri, tra cui banche e intermediari finanziari o la stessa impresa esecutrice dei lavori.

Differenza tra bonus restauro e bonus ristrutturazione

A prima vista questa nuova agevolazione sembra molto simile al bonus ristrutturazione che, tra gli altri, agevola anche gli interventi di restauro. Qual è dunque la differenza?

Il nuovo bonus è, come detto, un credito di imposta che si utilizza in compensazione. Il bonus ristrutturazione è invece una detrazione fiscale che si ripartisce in 10 anni.
Per alcuni soggetti quindi potrebbe essere più interessante usufruire del nuovo beneficio fiscale.

Foto di Mrdidg da Pixabay




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2 Commenti. Nuovo commento

  • Spettabile Arch Granata grazie per la Sua risposta,
    la mia confusione se la demolizione di un tramezzo possa essere considerato un lavoro straordinario per poter usufruire della detrazione del 50% e del bonus mobili deriva dal fatto che la demolizione in questione modifica l’assetto planimetrico, e cercando su internet ho trovato la circolare n 19 del 8 luglio del 2020 che recita: “la manutentenzione straordinaria si riferisce ad interventi, anche di carettere innovativo, di natura edilizia e impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari senza alterazioni della situazione planimetrica …”
    Mi scusi ma sono entrata un po’ in confusione dal momento che la mia ristrutturazione si basa soltanto sulla demolizione di un tramezzo.
    Cordialmente

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      3 Settembre 2021 19:37

      Non è il Fisco a dire cos’è m.s., ma la normativa edilizia, nella fattispecie l’art. 3, comma 1, lettera b) del dpr 380/01.
      Tra l’altro quel “senza alterazioni della situazione planimetrica” credo intenda dire senza ampliamenti.

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