Come fare la comunicazione ENEA per ecobonus

In questo articolo vi spiego come va fatta la comunicazione ENEA per l’ecobonus, da inoltrare unicamente per via telematica utilizzando il sito predisposto.

Come fare la comunicazione ENEA

Come fare la comunicazione ENEA

Cos’è la comunicazione ENEA per ecobonus?

La comunicazione ENEA è uno degli adempimenti previsti per poter usufruire dell’ecobonus, la detrazione fiscale per lavori edilizi di riqualificazione energetica.

L’ENEA è l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile e proprio a questo ente è stato affidato il compito di monitorare gli interventi di efficientamento energetico.

Da quest’anno, a seguito della Legge di Bilancio 2018, è prevista un’analoga comunicazione anche per la detrazione 50%, nel caso in cui i lavori riguardino interventi orientati alla riduzione dei consumi energetici.
Non ci sono tuttavia, al momento, ancora indicazioni precise su come debba essere fatta, né il portale a cui inviarla è ancora stato attivato.

In questo articolo mi occuperò pertanto unicamente della comunicazione prevista per l’ecobonus. Vi ricordo innanzitutto che dovete inoltrarla unicamente per via telematica utilizzando il sito relativo all’anno in cui sono stati ultimati i lavori.

Dovete inoltre stampare, firmare e conservare i documenti in modo da poterli esibire in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quando bisogna presentare la comunicazione ENEA?

Le norme prevedono l’invio della comunicazione ENEA entro 90 giorni dall’ultimazione dei lavori.

Tuttavia, l’invio telematico richiede l’utilizzo di una piattaforma digitale che cambia ogni anno e quest’anno è stata attivata solo a partire dal 30 marzo. Pertanto, tutti coloro che hanno terminato i lavori prima di tale data, hanno avuto comunque tempo fino al 30 giungo 2018 per mettersi in regola con l’invio.

In pratica, in questi casi, i 90 giorni sono stati calcolati a partire dal 30 maro 2018, in quanto in precedenza i contribuenti non avevano gli strumenti per adempiere all’obbligo richiesto.

Come si compila la comunicazione ENEA

Per inviare la comunicazione, occorre per prima cosa collegarsi al portale http://finanziaria2018.enea.it.

Dopo esservi registrati al portale, potete iniziare a compilare la comunicazione.
In particolare, dovete inserire i seguenti dati per compilare le rispettive sezioni:
dati anagrafici di chi usufruisce dell’ecobonus
• informazioni relative all’immobile oggetto di intervento
tipologia di intervento.

Quindi, dopo aver inserito i dati anagrafici del beneficiario della detrazione e quelli relativi all’immobile, occorre procedere alla redazione della parte relativa alla tipologia di intervento.
In questa sezione bisogna riportare anche l’importo della spesa per la quale si intende beneficiare della detrazione, comprensiva degli onorari professionali pagati ai tecnici coinvolti.

La documentazione da trasmettere telematicamente all’ENEA consiste essenzialmente in una scheda descrittiva contenente la sintesi dell’intervento. Nel caso di interventi su singole unità immobiliari, tale scheda può essere compilata anche dal singolo utente; in caso contrario deve redigerla e firmarla un tecnico abilitato.

Per alcuni interventi è richiesta tra gli adempimenti la predisposizione di una asseverazione da parte di un tecnico abilitato attestante la sussistenza dei requisiti richiesti. Tale documento non va inviato, ma deve essere conservato in formato cartaceo e firmato dal professionista.

Una volta completato l’inserimento dei dati, bisogna procedere al loro controllo, all’invio e infine alla stampa della copia cartacea.

Chi può effettuare la comunicazione ENEA?

La comunicazione ENEA può essere inviata direttamente dal contribuente. Se volete avvalervi dell’ecobonus, ma non vi sentite in grado di effettuare in autonomia l’invio, potete farvi assistere da un intermediario.

Di solito si occupano di questo tipo di pratiche:
• commercialisti e CAF
• rivenditori di beni oggetto di ecobonus
• tecnici abilitati.

Ci sono alcuni casi, però, in cui è richiesta esplicitamente una documentazione redatta da un tecnico abilitato.
Pertanto, vi consiglio di rivolgervi sempre a un professionista (architetto, ingegnere, geometra o perito edile iscritti al rispettivo albo professionale), visto che le informazioni richieste sono più di carattere tecnico che fiscale.

Se avete bisogno di questa pratica, potete richiederla cliccando sul banner che segue:

Dopo aver inoltrato i documenti, riceverete dal sistema un codice CPID che dovrete conservare come attestazione e comunicare al vostro fiscalista per l’inserimento nella dichiarazione dei redditi.

Cosa fare se si sbaglia la comunicazione ENEA o non si invia in tempo?

In caso di omesso invio o di errata comunicazione, è possibile comunque rimediare senza perdere la detrazione.

Se avete commesso qualche errore, infatti, potete rettificare la comunicazione anche dopo il suo invio. Dovete però effettuare la correzione entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale  intendete usufruire della detrazione fiscale.
Per esempio, se facciamo riferimento alle spese sostenute nel 2018, la correzione dell’errore dovrà essere presentata entro il termine previsto per la dichiarazione dei redditi 2019 (31 ottobre).

Gli errori correggibili, a titolo di esempio, possono riguardare:
• dati anagrafici del beneficiario della detrazione
• dati identificativi dell’immobile oggetto di intervento
• importi di spesa indicati in misura non corrispondente a quella effettiva.

Ma cosa succede se invece la comunicazione non è stata proprio inviata? Anche in questo caso non è preclusa la possibilità di godere del bonus fiscale.

È infatti possibile ricorrere a una sorta di sanatoria prevista dal decreto legge n. 16 del 2012 (articolo 2 comma 1) convertito nella legge 44/2012. Si parla in gergo tributario di remissione in bonis. Sarà comunque necessario pagare una sanzione il cui importo minimo è fissato in 258 euro.

Attenzione, però: per poter usufruire di questa sanatoria, è necessario che la violazione non sia già stata constatata o comunque non siano già state iniziate attività di ispezione e verifica nei confronti del contribuente inadempiente.

Anche in questo caso, inoltre, l’utente deve mettersi in regola prima del termine ultimo fissato per la dichiarazione dei redditi in cui intende usufruire dell’agevolazione.




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