Cessione del credito per tutti i lavori grazie al Decreto Rilancio

Con l’art. 121 del Decreto Rilancio appena pubblicato, la cessione del credito è stata estesa a tutti i lavori edili che usufruiscono di detrazioni fiscali.

Cessione del credito ©

Cessione del credito ©

Cos’è la cessione del credito per i bonus casa?

L’art. 1 comma 74 della Legge di Stabilità per il 2016 (legge 28 dicembre 2015 n. 208) ha introdotto la possibilità di usufruire della cessione del credito al posto delle detrazioni fiscali per i lavori edilizi.

In pratica, per lavori di efficientamento energetico e adeguamento antisismico sulle parti comuni, i condòmini potevano cedere il loro credito alle imprese che li effettuavano, al posto delle somme corrispondenti dovute per il pagamento dei lavori.

La Legge di Bilancio 2018 estese la possibilità di cedere il credito anche per gli interventi compiuti sulle singole unità immobiliari, ma unicamente per l’ecobonus.

Con l’entrata in vigore della Legge Crescita, dal 30 giugno 2019 è possibile cedere anche il credito relativo alla detrazione 50%, ma solo per gli interventi citati all’articolo 16-bis, comma 1 lettera h) del Testo unico delle imposte.
Si tratta in sostanza di quelli finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, in particolare se connessi all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Questa la storia della cessione del credito fino a ieri. Il Decreto Rilancio, con l’articolo 121, ha esteso la possibilità di optare per la cessione a tutti i lavori incentivabili.
Rientrano quindi non solo i bonus finora citati ma anche, ad esempio, il bonus facciate e quello per l’installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche e per tutte le tipologie di lavori.

Chi può richiedere la cessione del credito

L’agevolazione era stata inizialmente pensata soprattutto per i cittadini incapienti, coloro che rientrano nella cosiddetta no tax area e hanno quindi un reddito talmente basso da non essere soggetti a imposizione IRPEF.

Gli incapienti non traggono vantaggio dalle detrazioni per interventi edilizi, visto che non hanno tasse da detrarre. Nel caso in cui nel loro condominio si effettuino lavori di riqualificazione energetica, infatti, si trovano nella duplice condizione di svantaggio di avere difficoltà a pagare le spese e di non poter usufruire dello sconto fiscale.

Si tratta di soggetti che:
• non versano l’IRPEF perché non oltrepassano il primo sbarramento di reddito minimo
• sono possessori di redditi esclusi dall’imposizione IRPEF per espressa previsione
• l’imposta lorda dovuta è assorbita dalle detrazioni per redditi previste dal TUIR.

Successivamente la possibilità di cedere il credito è stata estesa:
• prima a tutti i condòmini
dal 2018 anche ai lavori sulle singole unità immobiliari, ma solo per l’ecobonus
• dal 2019 anche per la detrazione 50%, ma solo per alcuni interventi.

Da ieri la possibilità è estesa a tutti (non solo incapienti) e per tutti i lavori incentivabili, ma solo per le spese effettuate fino al 31 dicembre 2021.

Verso chi si può effettuare la cessione del credito

La cessione può essere effettuata nei confronti di:
imprese esecutrici e fornitori dei beni necessari per l’intervento
• altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
banche e intermediari finanziari.

La cessione non è più  limitata a un solo passaggio successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto, ma può essere effettuata per un numero illimitato di volte.

Così, se il contribuente ha ceduto il credito alla sua ditta appaltatrice, l’impresa potrà a sua volta cederlo a una ditta subappaltatrice o a una banca, e questa potrà cederlo ancora a sua volta.

Come fare la cessione del credito in condominio

La richiesta di effettuare la cessione del credito alle imprese e ai fornitori deve risultare dalla delibera assembleare di approvazione dei lavori. In alternativa, il condomino deve comunicarla all’amministratore di condominio entro il 31 dicembre del periodo di imposta di riferimento, indicando:
• i propri dati
denominazione e codice fiscale del cessionario che ha accettato.

Le ditte, da parte loro, dovranno espressamente comunicare al condominio l’accettazione della cessione del credito in cambio delle spese dovute per la prestazione di servizi o per la fornitura di beni.

Per ufficializzare la scelta, l’amministratore dovrà inoltrare, entro il 28 febbraio di ogni anno, una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali Entratel o Fisconline, in cui siano indicati:
• il totale delle spese sostenute
• l’elenco dei bonifici effettuati per pagare tali spese
• il codice fiscale dei condòmini che hanno ceduto il credito e l’importo del credito ceduto da ciascuno di essi
• il codice fiscale del cessionario a cui è stato ceduto il credito e l’importo del credito ceduto a ciascuno
• l’accettazione del cessionario.

Il mancato invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate rende inefficace la cessione del credito.

L’amministratore del condominio deve consegnare al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il portale telematico con cui ha effettuato la comunicazione.

Per poter usufruire dell’agevolazione nei condomìni minimi, gli adempimenti previsti a carico degli amministratori devono essere svolti da uno dei condòmini.

Come fare la cessione del credito per singole unità abitative

Con il Provvedimento 100372/2019 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modulo e le istruzioni operative per i privati che vogliono effettuare la cessione del credito.

Attraverso il modulo predisposto, il contribuente dovrà comunicare dati come:
• nome e codice fiscale
• tipologia di intervento effettuata
• importo complessivo della spesa sostenuta
• importo complessivo del credito cedibile
• anno di sostenimento della spesa
• dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento.

Queste e quelle in precedenza illustrate per i condomìni sono le indicazioni valide finora. Per i nuovi procedimenti post Decreto Rilancio, è atteso entro 30 giorni dalla sua pubblicazione un apposito provvedimento dell’agenzia delle Entrate.
Continuate pertanto a seguire le mie pagine Facebook e Twitter per restare sempre aggiornati.

Come compilare il modello F24 per utilizzare la cessione del credito

Il credito ceduto può essere utilizzato dalle imprese unicamente in compensazione, ripartendolo in 10 rate annuali di pari importo o in 5 rate nel caso del Superbonus.

La quota di credito non fruita nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

Condizione indispensabile per poter godere della compensazione è quella di inviare il modello F24 attraverso i portali Fisoconline o Entratel.

L’Agenzia delle Entrate, per evitare confusione, ha istituito distinti codici tributo da indicare in questo modello:
6890 per l’Ecobonus
6891 per il Sismabonus.

Continuate a seguirmi per conoscere i codici tributo da utilizzare per le altre agevolazioni.

I codici sopra indicati vanno inseriti nella sezione Erario, in corrispondenza delle somme indicate nelle seguenti colonne:
importi a credito compensati
importi a debito versati, se il contribuente deve procedere al riversamento del credito compensato.

Nel campo anno di riferimento va riportato, nel formato AAAA, l’anno in cui è utilizzabile in compensazione la quota annuale di credito ceduto.

Controlli sulla cessione del credito

L’Agenzia delle Entrate potrà effetture controlli per verificare che i richiedenti siano effettivamente in possesso dei requisiti previsti per poter cedere il credito.

In particolare:
• nel caso in cui si accerti che l’agevolazione non spetta (anche in parte), il relativo importo sarà recuperato nei confronti del cedente, maggiorato di interessi e sanzione
• se viene accertata l’indebita fruizione del credito, il relativo importo sarà recuperato nei confronti del fornitore, anche in questo caso maggiorato di interessi e sanzione.

Ma per tutte le altre informazioni su questo e altri bonus puoi consultare il mio e-book Guida ai Bonus Casa: Il manuale pratico sulle detrazioni fiscali per i lavori in casa.

(Prima pubblicazione 25 marzo 2016)





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30 commenti

  1. GRAZIANO CORRADO CARUSO

    Salve, Architetto una domanda abbastanza semplice. è possibile la detrazione parziale fino a capienza irpef presunta (quindi col 10% in piu) per il committente e poi cedere il resto ad impresa (che ovviamente detrarrà il 10% in piu).. impresa che poi potra decidere anch’essa di cederlo (senza il 10% in piu in qst caso) ad istituto bancario?
    Approfitto altra domanda… non si è mai parlato dell’importante fase della progettazione esecutiva che presuppone saggi prove indagini geologiche geotecniche (ex genio civile) urbanistica ed eventuale nulla osta computi metrici (redatti in un certo modo) quadri economici scheda di contratto e capitolati… ed altro senza la quale, ottenuti i titoli abilitativi, appare del tutto inutili imbastire discorsi di cessione e/o sconti. Chi paga questa importante fase (e/o quale impresa e/o banca senza risultati certi fini ad esecutivita delle opere investirebbe denaro per onorari professionisti).. ed aggiungo la direzione dei lavori la sicurezza in fase di esecuzione e le varie progettazioni ed asseverazioni energetiche?? Grazie mille

    • arch. Carmen Granata

      Prima domanda: me lo sono chiesta anch’io e attendo le linee guida dell’AdE.
      Seconda domanda: da sempre, le spese tecniche sono detraibili, ma naturalmente solo se poi i lavori vengono realizzati.

  2. Marco

    Gentilissima Carmen,
    Io avrei una domanda: supponiamo di trovare una banca che accetti la mia cessione del credito. Io anticipo la spesa per un intervento che presupporrebbe un credito del 110%. Otterrei in questo caso liquidità dalla banca pari a quanto anticipato alla ditta? In altre parole: la cessione del credito è pari al 110% o pari alla vecchia percentuale di detrazione per la suddetta opera? In altre parole ancora: la maggiorazione del 110% si ha SOLO se il contribuente si tiene il credito d’imposta per usarlo personalmente o anche in caso di cessione del medesimo alla banca/intermediario? Grazie

    • arch. Carmen Granata

      In realtà chi cede il credito ottiene il 100% dell’importo che dovrebbe pagare, mentre il soggetto a cui è ceduto può recuperarne con il credito d’imposta il 110%. In pratica chi si prende il credito guadagna un 10%.

  3. Nicola natuzzi

    Il 16 luglio 2019 ho acquistato un appartamento ricadente agevolazione sisma bonus ma non ho reddito. Mio padre lo ha pagato. Posso recuperare qualcosa sulla somma pagata e con quale procedura? Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Il Decreto Rilancio parla di cessione anche per spese già pagate. Per le modalità si attendono però provvedimenti esplicativi e in ogni caso sono più di competenza di un esperto fiscale.

  4. Franco Didonè

    Buongiorno io mia ex moglie e nostri figli abbiamo 7 appartamenti in un unico lotto di terra. Possiamo convertirlo in condominio, situato in zona sismica 3 grado e portarlo al 1 grado, ristrutturandolo e in parte demolirlo per poi ricostruirlo a norma antisismica. vi ringrazio della vostra attenzione.

  5. Forfettario

    Concordo pienamente con i diversi utenti che hanno commentato l’articolo.
    L’incentivo analizzato nel dettaglio è una grande presa in giro.
    Trovare un’impresa che abbia la forza economica di riuscire a “gestire” l’incentivo è quasi impossibile, salvo che non abbiamo a che fare con una multinazionale.
    Nel mio caso sono un forfettario ed aimè non posso godere di alcun incentivo.
    Sto cercando di valutare con l’impresa che dovrebbe demolire/ricostruire la casa gestendo la pratica Sisma Bonus, ma giustamente il titolare mi faceva notare la problematica di gestire 76’800,00 € in 5 anni. (80% di 96000€ Sisma Bonus – Zona 1)
    Da parte di costruire bisogna trovare la banca che ti finanzia l’importo; pagare gli interessi per la somma ottenuta, di conseguenza questa somma verrà ribaltata sul committente, facendo così perdere una parte dell’incentivo.
    Inoltre, può capitare che l’impresario per gestire una liquidità maggiore invogli il cliente a passare dal Sisma Bonus all’Eco Bonus, perdendo nel mio caso un altro 15%, sottolineando la difficoltà di gestire la pratica del Sisma.
    Alla fine, come si può immaginare è davvero tutto molto molto complicato

    • arch. Carmen Granata

      Sono anche d’accordo con lei con la difficoltà di applicare l’agevolazione, ma non capisco cosa vuol dire “che l’impresario per gestire una liquidità maggiore invogli il cliente a passare dal Sisma Bonus all’Eco Bonus”.
      Sono due bonus diversi che si applicano a due differenti tipologie di lavori.

  6. Massimo Governa

    Buongiorno, la cessione del credito è possibile anche da soggetti diversi da condomini e privati? ad esempio un circolo sportivo o un’azienda?

    • arch. Carmen Granata

      La cessione è possibile da parte di tutti i soggetti che hanno diritto ai vari bonus. Ad esempio possono fruire dell’ecobonusi i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (IRES). Se il circolo sportivo rientra in questa categoria, quindi, può cedere il credito.

  7. Laura

    Sono soggetto di cittadinanza italiana che lavora e risiede stabilmente negli Stati Uniti (REGOLARMENTE REGISTRATA PRESSO L’AGENZIA DELLE ENTRATE COME ITALIANA RESIDENTE ALL’ESTERO). I redditi da me conseguiti negli USA vengono dichiarati e tassati negli USA stessi.
    Sono proprietaria in Italia di alcune unità immobiliari non locate, fra cui una per la quale il condominio sta deliberando lavori straordinari rientrante nella normativa sisma ed ecobonus, la cui complessiva rendita catastale non raggiunge il limite minimo previsto per l’annuale dichiarazione dei redditi.
    Le chiedo cortesemente di indicarmi se, ai sensi di quanto previsto dal D.L. 63/2013, sono soggetto che può fruire della detrazione fiscale ivi prevista e, pertanto, soggetto che può cedere detto credito fiscale, ancorché non presenti alcuna dichiarazione dei redditi.

  8. Ignazio Cardillo

    Il tutto è veramente una scemenza unica. Come si può pensare che le ditte edili facciano da banca anticipando i bonus al cliente riprendendoli senza interessi per di più in 5/10 anni? Non lo farà nessuno…. Se invece di propaganda si volevano aiutare gli incapienti, lo Stato avrebbe dovuto REGALARE immediatamente il bonus e dine della storia…. anche perché se il marchingegno che hanno pensato funzionasse sarebbe comunque un regalo da parte dello Stato.
    Ma forse l’hanno fatto così per non farlo funzionare.
    In che mani.

    • arch. Carmen Granata

      Nell’articolo è spiegato chiaramente che l’ecobonus si può cedere anche in caso di singole unità.

  9. DAVIDE

    buon giorno noi siamo un impresa edile e stiamo cercando disperatamente un istituto di credito che ci finanzi la cessione del credito, ad oggi ne abbiamo girate almeno 6, ma nessuno ne sa nulla. potete aiutarci… anche in privato così non facciamo pubblicità, grazie

    • arch. Carmen Granata

      La cessione del credito verso banche è possibile solo da parte di cittadini incapienti.

    • Marco

      Credo che l’impresa voglia dire: il credito (da recuperare in 10 anni) l’impresa deve farselo finanziare, ma non c’è banca disponibile a farlo, specialmente con un credito a 10 anni… avete provato con Banca Prossima o Banca Etica?

  10. Michele Monieri

    Per i facenti parte della no tax area a quali banche si devono rivolgere per ottenere un finanziamento a fronte della cessione del credito? sapreste indicarmene qualcuna che offre questa possibilità?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Non posso fare pubblicità, ma se fa una ricerca con Google trova alcuni istituti.

    • Michele Monieri

      Purtroppo ho fatto tutte le ricerche possibili utilizzando anche diverse chiavi di ricerca ma non trovo nulla..ho provato a chiamare più banche e anche istituti finanziari come fineco o agos ducato ma nessuno ha questo prodotto. Se lei è a conoscenza di qualche istituto, diffondere tale conoscenza non è fare pubblicità ma è dare gli strumenti necessari a chi ne ha bisogno di attuare quello che la legge prevede, altrimenti siamo alle solite, lo stato fa la teoria ma la pratica…

    • arch. Carmen Granata

      Ha ragione. Purtroppo si creano questi strumenti, ma poi i cittadini hanno difficoltà a metterli in pratica. Io le consiglio di affidarsi a un’associazione di tutela dei consumatori per portare in evidenza la questione, perchè in teoria tutte le banche dovrebbero offrire questo servizio ma non lo fanno.

  11. Marco

    Il bonifico che il committente dei lavori è tenuto a pagare all’impresa è la parte non relativa all’Ecobonus (ad es. il 35%), o il 100% dei costi pattuiti con l’impresa?

    • arch. Carmen Granata

      Se il committente opta per la cessione del bonus, deve pagare all’impresa solo la parte non ceduta con il credito.

  12. Emilia

    Oltre alla causale del versamento al condominio da parte del condomino, occorre indicare codice fiscale per essere in tegola con la cessione del credito di imposta per ecobonus e quale altro elemento?

    • arch. Carmen Granata

      Non ci sono indicazioni particolari da rispettare. E’ il versamento fatto poi dal c.c. del condominio che dovrà contenere tutti gli elementi necessari per fruire dell’agevolazione.

  13. Emilia Suzzi

    Volevo sapere, a monte, io condomino devo versare le quote per riqualificazione energetica sul conto condominiale quali elementi deve contenere il versamento oltre al nome per essere idoneo alla cessione del credito?

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