Ecobonus, guida alla detrazione per riqualificazione energetica

A causa dell’indisponibilità del sito l’ENEA ha comunicato che il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati per ecobonus decorre dal 30 marzo 2018.

Ecobonus 65% per riqualificazione energetica©

Ecobonus 65% per riqualificazione energetica©

Cos’è il cosiddetto ecobonus?

Viene detta ecobonus la detrazione fiscale prevista per le spese relative a interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

A differenza della detrazione 50%, l’incentivo non è rivolto esclusivamente all’edilizia residenziale, ma è esteso a immobili aventi  qualsiasi destinazione. Sono quindi compresi anche, ad esempio,  capannoni industriali o edifici pubblici, come le scuole.

Requisito fondamentale è che gli edifici siano:
esistenti (fa fede l’avvenuto accatastamento)
dotati di impianto di riscaldamento.

Lo scopo è quello di rendere gli edifici esistenti, particolarmente energivori e quindi inquinanti, più efficienti dal punto di vista energetico.

Lo sconto si applica a quanto dovuto dal contribuente ai fini IRPEF o IRES ed è ripartito in 10 rate annuali di pari importo.

Per i soggetti cosiddetti incapienti, ovvero coloro che hanno reddito talmente basso da non pagare tasse o pagare molto poco, è possibile ricorrere alla cessione del credito.

Grazie all’ultima Legge di Bilancio, che ha prorogato l’agevolazione al 31 dicembre 2018, è stata estesa questa possibilità, prima riservata agli interventi in condominio, anche alle singole unità immobiliari. Possono inoltre avvalersene non solo i soggetti incapienti, ma anche tutti gli altri contribuenti.

Per conoscere tutti gli aspetti relativi all’ecobonus, vi consiglio la lettura della guida dell’Agenzia delle Entrate Le Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, anche se non ancora aggiornata. In questo articolo vi riassumo le cose più importanti da ricordare.

Ecobonus in condominio

La Legge di Stabilità per il 2017 ha introdotto alcune importanti novità per i condomìni. In particolare, per gli interventi compiuti sulle parti comuni o riguardanti tutte le unità immobiliari, l’agevolazione è prorogata fino al 31 dicembre 2021.

L’aliquota base del 65% è aumentata al:
70%, per gli interventi che interessino l’involucro degli edifici in misura superiore al 25% della superficie disperdente lorda
75%, per gli interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva che conseguano determinati standard.

La detrazione è calcolata su una spesa non superiore a 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

A partire dal 1 gennaio 2017, la detrazione può essere ceduta:
• alle imprese esecutrici dei lavori
• ad altri soggetti privati (vicini di casa, parenti, ecc.)
• anche a banche o intermediari finanziari, unicamente dagi incapienti.
Tali soggetti possono a loro volta cedere il credito.
A partire dal 1 gennaio 2018, la detrazione può essere ceduta anche per gli interventi compiuti sulla singola unità immobiliare.

Con la circolare 11/E l’Agenzia delle Entrate ha specificato che la cessione deve essere limitata a un solo passaggio successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto.
Tuttavia, non sarà preso alcun provvedimento a carico di chi, prima dell’emanazione della circolare, abbia effettuato più cessioni.

Quali lavori permettono di usufruire del cosiddetto ecobonus?

Gli interventi agevolabili erano in un primo momento i seguenti:

• riqualificazione energetica globale di edifici esistenti
• interventi sull’involucro (pareti, finestre e tetto)
• installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda
• sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione.

Con gli anni sono stati poi aggiunti altri interventi agevolabili, quali:

• acquisto e posa in opera di schermature solari (ad esempio tende da sole)
• acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con generatore di calore alimentato da biomasse (ad esempio stufe a pellet)
• sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore
• installazione di impianti domotici.

Infine, la Legge di Bilancio 2018 amplia la platea a:
• acquisto e posa in opera di micro – cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro, purchè l’intervento determini un risparmio di energia primaria pari al 20%
• impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro
generatori d’aria calda a condensazione.

Quanto si può detrarre con il cosiddetto ecobonus?

Alla luce dell’ultima legge di Bilancio, l’aliquota prevista per gli interventi di efficientamento energetico non è più del 65% in tutti i casi, ma scende al 50% per:
• infissi
• schermature solari
• caldaie, in alcuni casi.

Per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, la detrazione si differenzia a seconda del tipo di generatore di calore con cui viene sostituito quello esistente. In particolare:
• sono esclusi dall’ecobonus gli impianti con caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A
• la detrazione è del 50% per le caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) N. 811/2013
• continuano a usufruire del 65% le caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A quando è prevista la contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti.

Continuano a usufruire del 65% tutti gli altri interventi, mentre quelli in condominio godono, come visto, di aliquote maggiorate.

A differenza della detrazione 50%, per l’ecobonus non si fa riferimento a un tetto massimo di spesa su cui applicare la detrazione, ma si parla di importi massimi detraibili, variabili a seconda del tipo di intervento.

Gli importi massimi detraibili da prendere in considerazione sono pertanto i seguenti:
• 100.000 euro per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti
• 60.000 euro per gli interventi sugli involucri
• 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari
• 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Se gli interventi ricadono in più categorie è possibile sommare tra loro gli importi.
Facciamo un esempio.
Se sostituisco gli infissi esterni e l’impianto di riscaldamento, posso sommare l’importo massimo previsto per la detrazione per gli interventi sull’involucro e quello previsto per la sostituzione degli impianti di climatizzazione. Quindi posso detrarre 60.000 + 30.000 = 90.000 euro.

Maxibonus antisismica + efficientamento energetico

La Legge di Bilancio per il 2018 ha introdotto anche una sorta di maxibonus per i condomìni ubicati nelle zone sismiche 1, 2, e 3 che effettuino sulle parti comuni interventi che portino contemporaneamente:
• alla riduzione del rischio sismico
• alla riqualificazione energetica.

L’agevolazione, prevista fino al 31 dicembre 2018, prevede le seguenti aliquote di detrazione:
80% per il passaggio a una classe di rischio sismico inferiore
85% per il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori.

La detrazione, ripartita in 10 rate annuali di pari importo, sarà calcolata su una spesa massima di 136mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
Tale cifra deriva dalla somma tra il tetto di 96mila euro previsto dal sismabonus tradizionale e di quello di 40mila euro fissato per l’ecobonus.

Chi può usufruire del cosiddetto ecobonus?

Può usufruire della detrazione chiunque goda di una titolarità sull’immobile in cui vengono effettuati i lavori.

Non solo il proprietario, quindi, ma anche:
• nudi proprietari e usufruttuari
• inquilini
• comodatari
• contribuenti che conseguono reddito di impresa
• enti pubblici e privati non aventi fini commerciali
• associazioni di professionisti.

Sono ammessi all’agevolazione anche i familiari conviventi degli aventi diritto, tranne nel caso in cui l’immobile sia strumentale all’esercizio di un’attività d’impresa o professione, e purché sostengano le spese e a essi siano intestati fatture e bonifici.

Se l’immobile appartiene a più comproprietari, ciascuno ha diritto a detrarre in proporzione alla spesa sostenuta.

Cosa fare per usufruire del cosiddetto ecobonus?

Per usufruire dell’agevolazione non occorre presentare alcuna domanda, ma basta indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo i dati catastali dell’immobile interessato.

Gli adempimenti prevedono invece la predisposizione dei seguenti documenti:
• l’asseverazione di un tecnico abilitato attestante che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti normativi richiesti (può essere sostituita, in alcuni casi, da una certificazione dei produttori)
• l’attestato di prestazione energetica, riportante i dati dell’edificio relativi all’efficienza energetica (non più richiesto per la sostituzione di finestre in singole unità immobiliari, per pannelli solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale)
• la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo gli schemi allegati al d.m. 19 febbraio 2007.

L’Attestato di Prestazione Energetica e la scheda informativa devono essere trasmessi per via telematica all’ENEA, entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.

Per quanto riguarda la modalità con cui effettuare i pagamenti, bisogna distinguere il caso in cui il contribuente che intende usufruire del beneficio fiscale sia titolare di reddito d’impresa (e quindi possessore di partita IVA), da quello in cui non lo sia.

Nel primo caso, i pagamenti possono essere effettuati con diverse modalità, nel secondo invece unicamente  con lo specifico bonifico parlante, riportante una causale del tipo:

Detrazione 65% per lavori di riqualificazione energetica, ai sensi dell’art. 1, commi 344-347, legge 27 dicembre 2006, n. 296. Pagamento della fattura n. __________del _________.

Unica eccezione sono le spese che non possono essere effettuate con bonifico, come pagamenti di bolli e diritti di segreteria.

Riassumendo, il contribuente dovrà conservare, ai fini di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, i seguenti documenti:
• copia dell’asseverazione del tecnico
• ricevuta della comunicazione ENEA
• copia delle fatture e delle ricevute dei bonifici effettuati.

Chiarimenti dell’ENEA sul termine di invio dati

Il portale ENEA per l’invio dati relativi alla Finanziaria 2018 è attivo soltanto dallo scorso 30 marzo.

A causa di ciò, i contribuenti che hanno completato i lavori nei mesi scorsi non hanno potuto effettuare l’invio entro i canonici 90 giorni.

Per causa di forza maggiore, dunque, l’ENEA ha comunicato che il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati previsti decorre dal 30 marzo 2018 (scade quindi il prossimo 28 giugno).

Per chi invece ha completato i lavori dopo il 30 marzo 2018, resta fermo il termine di 90 giorni dal collaudo previsto per l’invio dei dati.

(Prima pubblicazione 29 dicembre 2015)





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