Installazione impianto di allarme: si può avere il bonus mobili?

Si può avere il bonus mobili per l’installazione di impianto di allarme o altri sistemi di prevenzione del compimento di atti illeciti? Solo in alcuni casi.

Impianto di allarme da remoto

Impianto di allarme da remoto

Impianto di allarme e bonus ristrutturazione

L’installazione di un sistema di allarme rientra tra i lavori che possono usufruire della detrazione 50% per interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo esistente.

Molti utenti mi hanno spesso chiesto se la sola installazione di questi sistemi antintrusione, non accompagnata da altre opere, dà diritto anche al bonus mobili.

La mia risposta è stata sempre negativa, perché obiettivamente tale era l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate… Del resto (ma molti lo ignorano) non tutti gli interventi che danno diritto al bonus ristrutturazione danno diritto anche alla detrazione IRPEF per l’acquisto degli arredi.

Una recente risposta alla posta di Fisco Oggi è di diverso tenore e potrebbe far ritrovare il sorriso a molti contribuenti.
È però opportuno ricordare che l’orientamento rimane lo stesso già ribadito con la Circolare 10/2014, dove è specificato che i dispositivi antifurto possono beneficiare del bonus mobili solo se per la loro installazione sono necessari degli interventi edilizi.

Ma andiamo per ordine e vediamo per prima cosa quali interventi finalizzati alla tutela della sicurezza sono agevolabili con il bonus ristrutturazione.

Impianto di allarme per prevenire il compimento di atti illeciti

Tra gli interventi che possono usufruire del bonus ristrutturazione ci sono quelli finalizzati a prevenire il compimento di atti illeciti.

Per atti illeciti si intendono quelli così considerati dal punto di vista penale, come:
• furto
• aggressione
• sequestro di persona
• ogni altro reato il cui compimento comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti.

A titolo di esempio, l’Agenzia delle Entrate, nella sua guida, elenca alcuni interventi che possono servire a prevenire questi atti e dunque sono agevolabili:
• rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
• apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
porte blindate o rinforzate
• apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
• installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
• apposizione di saracinesche
• tapparelle metalliche con bloccaggi
• vetri antisfondamento
casseforti a muro
• fotocamere o videocamere collegate con centri di vigilanza privati
• apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

Si tratta dunque solo di interventi realizzati sugli immobili. Non sono infatti detraibili i contratti stipulati con gli istituti di vigilanza.

Impianto di allarme e bonus mobili

Ancora una volta in questa occasione l’Agenzia ha ribadito che tutti questi interventi usufruiscono del bonus ristrutturazione del 50%, ma non del bonus mobili.

Uno spiraglio si è però aperto perché nella stessa risposta afferma che tali interventi possono fruire dell’agevolazione per l’acquisto di mobili, se rientrano in una di queste categorie:
• manutenzione ordinaria su parti comuni
• manutenzione straordinaria
• restauro o risanamento conservativo
• ristrutturazione edilizia.

Ma quali degli interventi elencati rientra in questa categoria? In base alla mia personale interpretazione sono tutte opere di manutenzione ordinaria, tranne quelle relative agli impianti di allarme, appunto, che sono di manutenzione straordinaria.

La definizione di manutenzione straordinaria, contenuta nell’art. 3, comma 1, lettera b) del d.P.R. 380/01, comprende infatti anche le opere necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici. A mio avviso tra i servizi tecnologici ci sono anche gli impianti e quello di allarme è uno di questi.
Ma, ripeto, si tratta di una mia interpretazione personale.

Volendo rifarci a quella più restrittiva dell’Agenzia, possiamo dire che tutte le opere elencate sono di manutenzione ordinaria. Pertanto, il bonus mobili si potrà avere solo a livello condominiale, cioè per l’acquisto di arredi destinati ad arredare le parti comuni dei condomìni e non le singole unità immobiliari.

Conclusioni

Quando allora si può avere il bonus mobili per il proprio appartamento per realizzando un intervento finalizzato a prevenire il compimento di atti illeciti?

Un caso potrebbe essere ad esempio questo: devi installare una nuova porta blindata e, per farlo, è necessario modificare il vano esistente, allargandolo oppure spostandolo.
La modifica del vano comporta opere murarie che qualificano l’intervento come manutenzione straordinaria o addirittura, in alcuni casi, come ristrutturazione edilizia. Pertanto, è sicuramente possibile avere il bonus mobili.

Il discorso si può estendere a tutti gli interventi simili (grate alle finestre, tapparelle blindate, ecc.).

Per gli impianti invece potremmo fare un altro discorso. Alcuni sistemi di allarme oggi molto diffusi sono wireless e non richiedono alcuna opera muraria per essere installati (tanto che lo si può fare anche in fai da te).
Quelli di tipo tradizionale, invece, richiedono l’apertura di tracce nelle pareti, lo spostamento di qualche presa e altri lavori di integrazione dell’impianto elettrico che potrebbero farli qualificare come di manutenzione straordinaria. Ecco, in questo caso penso sia possibile usufruire del bonus mobili.

Poiché siamo però nel campo delle interpretazioni, ritengo opportuno attendere ulteriori chiarimenti del Fisco.

Nel frattempo, potresti dirmi anche qual è la tua opinione in proposito, utilizzando i miei canali social: Facebook e Twitter.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay





Facebooktwitterpinterestlinkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *