Ravvedimento operoso per le tasse sulla casa

Il ravvedimento operoso consente ai contribuenti in ritardo con il pagamento di alcuni tributi o che hanno commesso degli errori di pagare sanzioni ridotte. Ravvedimento operoso per le tasse sulla…
Ravvedimento operoso per le tasse sulla casa©

Il ravvedimento operoso consente ai contribuenti in ritardo con il pagamento di alcuni tributi o che hanno commesso degli errori di pagare sanzioni ridotte.

Ravvedimento operoso per le tasse sulla casa©

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Cos’è il ravvedimento operoso?

Il ravvedimento operoso è la soluzione migliore per i contribuenti in ritardo con il pagamento di alcuni tributi. Può essere altresì utilizzato nel caso in cui gli importi dovuti siano stati calcolati in maniera errata e pagati in misura inferiore al dovuto. Infatti, denunciando spontaneamente la propria posizione irregolare è possibile godere di una riduzione delle sanzioni previste.

Tale istituto è stato introdotto con l’articolo 13 del Decreto Legislativo n. 472 del 1997 e poi modificato nel corso del tempo con più recenti provvedimenti legislativi.

Tra i tributi per i quali vi si può fare ricorso ci sono ovviamente le tasse sulla casa, vale a dire IMU, TASI e TARI.

In tutti i casi, per il ravvedimento operoso valgono alcune regole generali:
• la sanzione dovuta per il ritardo non è sempre la stessa, ma è proporzionale ai giorni di effettivo ritardo
• è possibile usufruire di questo istituto solo nel caso in cui la violazione non sia stata ancora contestata dall’amministrazione competente e non sia ancora iniziata la relativa procedura di accertamento.

Modalità di ravvedimento operoso per le tasse sulla casa

Esistono diverse tipologie di ravvedimento operoso, a seconda del periodo entro cui avviene la regolarizzazione.

Possiamo quindi distinguere:
• il ravvedimento sprint, nel caso in cui avvenga entro 14 giorni dalla scadenza fissata
• il ravvedimento breve, nel caso in cui avvenga dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza
• il ravvedimento medio, nel caso in cui avvenga dal 31° al 90° giorno successivo alla scadenza
• il ravvedimento lungo, nel caso in cui avvenga dal 91° giorno a un anno successivo alla scadenza
• il ravvedimento lunghissimo, nel caso in cui avvenga entro 2 anni o entro la seconda dichiarazione successiva.

Quest’ultima tipologia non è però applicabile alle tasse sulla casa, in quanto è valida solo per i tributi amministrati direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Sanzioni dovute per il ravvedimento operoso

La sanzione piena dovuta per ritardi o errori nei pagamenti è pari a un aumento percentuale dell’importo da pagare fino al 30%, più gli interessi maturati.

Gli errori e i ritardi possono però essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento dell’imposta dovuta, a cui si dovranno sommare le sanzioni in misura ridotta e gli interessi.

Avvalendosi del ravvedimento operoso, la percentuale della sanzione dovuta si riduce notevolmente. Per le tasse sulla casa essa è infatti pari:
• allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, per il ravvedimento sprint
• all’1,50% fisso, per il ravvedimento breve
• all’1,67% fisso, per il ravvedimento medio
• al 3,75% fisso, per il ravvedimento lungo.

Alla sanzione bisogna aggiungere gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno della scadenza a quello in cui il pagamento viene effettivamente eseguito. Il tasso è variabile di anno in anno e per il 2016 è stato fissato allo 0,2% annuo.

Come si effettua il pagamento per il ravvedimento operoso

Per effettuare il pagamento è necessario utilizzare un Modello F24, barrando la corrispondente casella Ravvedimento Operoso nella sezione IMU e altri tributi locali.

Nel modello bisognerà utilizzare i codici tributo specifici per l’imposta da pagare.

Per il ravvedimento operoso relativo alla TASI si devono utilizzare i seguenti codici tributo:
• 3962 denominato TASI – tributo per i servizi indivisibili – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif. – INTERESSI
• 3963 denominato TASI – tributo per i servizi indivisibili – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif. – SANZIONI.

Per la TARI si devono invece utilizzare i seguenti codici tributo:
• 3944 TARI
• 3945 per il pagamento di interessi sulla TARI (e TARES)
• 3946 per il pagamento di sanzioni sulla TARI (e TARES)
• 3951 per il pagamento di interessi sulla Tariffa
• 3952 per il pagamento di sanzioni sulla Tariffa.
(In alcuni comuni il tributo per i rifiuti è denominato Tariffa).

Nel caso dell’IMU, il tributo, la sanzione e gli interessi devono essere cumulati insieme per cui si utilizza un solo codice tributo, il 3918, e bisogna spuntare la colonna Ravv.

Quanto si paga se non ci si avvale del ravvedimento operoso

Come detto in precedenza, le sanzioni descritte sono valide solo nel caso in cui il contribuente provveda spontaneamente a regolarizzare la sua posizione.

Se invece è direttamente il Fisco ad accorgersi dell’errore o del ritardo, le multe sono più salate. Ecco il loro importo:
• per violazioni contestate entro 14 giorni: 1% per ogni giorno di ritardo
• per violazioni contestate tra il 15° e il 90° giorno: sanzione pari al 15% dell’importo
• per violazioni contestate dal 91° giorno: sanzione pari al 30% dell’importo.




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