Visto di conformità ora per tutti i bonus

Il visto di conformità, procedura di controllo formale dei documenti attestanti i requisiti, è stato esteso dal DL Antifrode a tutti i bonus.

Cos’è il visto di conformità superbonus?

Il Decreto Rilancio, introducendo il superbonus con aliquota maggiorata del 110% per lavori edilizi di efficientamento energetico e adeguamento antisismico, ha previsto anche adempimenti più rigidi per ottenere le agevolazioni.

Tra questi, la grande novità è rappresentata dal visto di conformità, una sorta di sigillo che attesta la rispondenza dei dati e della documentazione a corredo delle pratiche rispetto ai requisiti richiesti.

Il Decreto Antifrode (DL 157/2021) lo ha però esteso a tutti i bonus (bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus, bonus facciate), ma solo nel caso in cui si usufruisca di cessione del credito o sconto in fattura.
L’obbligo è in vigore dallo scorso 12 novembre.

Il visto di conformità è una procedura prevista dall’articolo 35 del D. lgs 241 del 9 luglio 1997. Nello specifico, quello richiesto per i bonus edilizi è definito leggero perché al professionista che lo deve apporre non è richiesto di entrare nel merito dei documenti presentati, ma semplicemente di effettuare un controllo formale degli stessi.

Il professionista non dovrà quindi verificare se le attestazioni rilasciate da un tecnico dell’edilizia sono veritiere, ma semplicemente controllare che tali attestazioni siano presenti e redatte nella forma richiesta. D’altro canto, non potrebbe nemmeno fare una verifica diversa, viste le sue competenze di altro genere.

Quando occorre il visto di conformità?

Il Decreto Rilancio prevede che il contribuente possa optare, in luogo della detrazione fiscale diretta, per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.
Se scegli una di queste opzioni, dovrai inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione corredata dall’asseverazione di congruità delle spese rispetto ai lavori realizzati.
Su tale comunicazione appunto dovrai far apporre il visto di conformità.

Le due opzioni possono essere esercitate a conclusione dei lavori o in corrispondenza di stati di avanzamento lavori (SAL). Per il Superbonus i SAL possono essere soltanto due (oltre al saldo finale), da emettere al raggiungimento di almeno il 30% dei lavori preventivati. Per cui si avrà:
• primo SAL (almeno 30% dei lavori)
• secondo SAL (almeno 60% dei lavori)
• saldo finale.

Nel caso in cui scegliessi allora di optare per sconto o cessione in corrispondenza dei SAL, dovrai ogni volta effettuare una comunicazione e richiedere il relativo visto di conformità.

Attenzione: il DL Antifrode prevede che, nel caso del Superbonus, il visto vada richiesto anche da chi intende fruirne in dichiarazione dei redditi, quindi come detrazione IRPEF, a meno che si faccia ricorso alla dichiarazione precompilata.

Quanti visti di conformità occorrono?

L’Agenzia delle Entrate non ha esplicitamente affermato se il visto di conformità può essere unico per l’intero complesso dei lavori o deve esserne rilasciato uno per ciascuna tipologia di intervento.

La risposta si può evincere però dalla lettura delle istruzioni fornite per la compilazione del modulo di comunicazione di sconto in fattura o cessione del credito.

Il modulo è infatti predisposto per indicare l’opzione per un singolo intervento, per cui si ritiene che l’adempimento non possa essere svolto per l’interezza dei lavori, ma debba essere predisposto per i relativi interventi.

Chi rilascia il visto di conformità per i bonus edilizi?

Il visto di conformità può essere rilasciato solo da professionisti abilitati alla trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi, come:
• dottori commercialisti
• ragionieri
• periti commerciali
• consulenti del lavoro
• periti ed esperti iscritti nei registri CCIAA
• responsabili dell’assistenza fiscale CAF.

Si tratta in sostanza dei soggetti indicati nelle lettere a) e b) dell’art. 3, D.P.R. n. 322/1998, iscritti nei rispettivi albi professionali.

I professionisti, esaminata la documentazione fornita, devono verificare che:
• il richiedente abbia i requisiti per poter essere beneficiario dell’agevolazione
• l’immobile sia tra le tipologie ammesse al beneficio
• gli interventi siano tra quelli ammessi
• gli importi dei lavori rientrino nei limiti di spesa
• i tecnici incaricati abbiano rilasciato le necessarie asseverazioni
• gli asseveratori abbiano stipulato la polizza assicurativa prevista per legge (al momento non si sa ancora se questo requisito sarà richiesto per tutti i bonus).

Quali documenti controllare per rilasciare il visto di conformità?

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato due check list per spiegare ai propri iscritti quali documenti controllare in caso rispettivamente di ecobonus e di sismabonus.

Per prima cosa occorre fare una verifica sul soggetto aspirante beneficiario, per capire se rientra tra quelli che possono usufruire dell’agevolazione.

Successivamente si passerà all’esame dell’immobile oggetto di intervento, facendo un controllo degli interventi effettuati in riferimento ai massimali di spesa previsti per gli stessi.

Poi si procederà con l’analisi delle abilitazioni amministrative necessarie per poter realizzare i lavori.

Tra gli altri documenti importanti da esaminare ci sono:
• le asseverazioni dei tecnici che attestano la sussistenza dei requisiti richiesti
• la polizza assicurativa che gli stessi sono tenuti a stipulare
APE convenzionale ante e post intervento
• il consenso allo sconto o cessione da parte del prestatore d’opera.

Ovviamente, se si richiede sconto o cessione in corrispondenza di uno stato di avanzamento lavori, la documentazione da esaminare sarà quella parzialmente riferita a tale SAL.

Nei prossimi giorni saranno probabilmente rese note analoghe indicazioni per gli altri bonus.

Quanto costa il visto di conformità?

La parcella del professionista incaricato a rilasciare il visto rientra tra gli onorari professionali detraibili.

L’onorario può essere determinato liberamente, visto che in Italia le tariffe obbligatorie professionali sono state abrogate dal 2012.

Dottori commercialisti e revisori contabili, possono comunque calcolare il loro onorario facendo riferimento al decreto ministeriale n. 140/2012 (Parametri per la liquidazione in sede giurisdizionale dei compensi per le professioni regolamentate). Agli importi così determinati potranno poi applicare il loro sconto, così come avviene per i tecnici, che invece fanno riferimento al Decreto ministeriale 17 giugno 2016.

Pertanto, al momento in cui gli affiderai l’incarico per l’apposizione del visto di conformità, il professionista scelto dovrà rilasciarti un mandato nel quale sia riportata anche la cifra pattuita per il compenso.

(Prima pubblicazione 11 gennaio 2021)

Foto di Gerd Altmann da Pixabay





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6 Commenti. Nuovo commento

  • vorrei un informazione la prossima settimana devo partecipare ad una assemblea di condominio dove si deve discutere sul super bonus. il condominio è composto da 8 unità immobiliari residenziali e 4 unità immobiliari non residenziali, le unità immobiliari hanno i riscaldamenti autonomi, alcuni hanno la caldaia a gas altri hanno un riscaldamento a pompe di calore ed altri ancora hanno un riscaldamento con stufe elettriche. l’edificio ha quattro piani ed è privo di ascensore. In riferimento alla normativa alcuni condomini hanno proposto il capoto termico, l’ascensore e i pannelli fotovoltaici per alimentare l’ascensore e la luce scale, in merito vorrei sapere se è possibile accedere al super bonus. in attese invio cordiali saluti.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      11 Novembre 2021 19:51

      Sì.

    • Bindi gentile architetto vorrei porre un altro quesito . Nella esecuzione dei lavori viene nominato un direttore ma il condomino attraverso l’amministratore e lui che e’ il pre posto ai lavori del condomino, pertanto la retribuzione inserIta nel superbonus va ripartita in parti uguali

    • arch. Carmen Granata
      16 Novembre 2021 19:08

      Non ho capito la domanda…

  • Salve, in presenza di una pratica SUPERBONUS 110%, sia la ditta esecutrice dei lavori che i tecnici incaricati hanno emesso fattura di acconto al momento della firma del contrratto e quindi prima dell’inizio dei lavori per un importo pari al 35/40% del totale dei lavori ad eseguirsi e attestati da un computo metrico\piano economico. Si chiede: si può già effettuare la cessione del credito alle POSTE o altro soggetto? O, diversamente è necessario che vi sia un SAL di lavori efettivamente eseguiti pari all’importo delle fatture? Grazie.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      3 Giugno 2021 19:34

      La norma è chiara: la cessione si può fare solo quando si raggiunge un SAL di almeno il 30%.

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