Sismabonus, la detrazione per adeguamento antisismico degli edifici

A seguito di diversi commenti giunti al blog, ho interpellato direttamente l’Agenzia delle Entrate per qualche chiarimento sul sismabonus. Ecco le risposte.

Sismabonus: strutture per adeguamento antisismico realizzate da S.C.M. (photo credit www.scmcassino.it)

Sismabonus: strutture per adeguamento antisismico realizzate da S.C.M. (photo credit www.scmcassino.it)

Sismabonus per interventi di adeguamento antisismico

Tra le detrazioni fiscali per lavori edili sul patrimonio edilizio esistente, quella detta sismabonus è destinata agli interventi di adeguamento antisismico.

Un intervento di adeguamento antisismico consiste nel portare un edificio esistente allo stesso livello di sicurezza richiesto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni ai nuovi edifici.

Tra gli interventi di adeguamento antisismico possiamo distinguere due categorie principali:
• quelli volti a incrementare la capacità di resistenza, come la realizzazione di setti in cemento armato, controventi in acciaio, incamiciature (in c.a. o acciaio) a pilastri o pareti, placcature e fasciature in materiali fibrorinforzati
• quelli volti a ridurre la domanda, ovvero l’impatto del sisma sulle strutture dell’edificio, come controventi dissipativi o sistemi di isolamento sismico applicati alla base dell’edificio.

Questo tipo di intervento è purtroppo nella gran parte dei casi facoltativo per i proprietari di immobili, mentre è obbligatorio solo in caso di:
• sopraelevazione
• ampliamento mediante opere strutturalmente connesse
• variazioni strutturali di classe o destinazione d’uso.

In cosa consiste il sismabonus?

Gli incentivi per l’adeguamento antisismico, a seguito dei terremoti che hanno colpito lo scorso anno il Centro Italia, hanno subito notevoli modifiche definite dall’ultima Legge di Stabilità.

Nel 2016 erano in vigore due agevolazioni fiscali per chi eseguiva interventi di adeguamento sismico:
• la detrazione 50% applicabile in tutta Italia
• la detrazione 65% applicabile solo in zona sismica 1 o 2.

Le misure di adeguamento antisismico rientrano infatti tra gli interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia o restauro, per cui sono sempre agevolabili con la detrazione 50%.
L’unico limite di queste detrazioni era che riguardavano soltanto il patrimonio edilizio abitativo.

Dal primo gennaio 2017, invece, gli incentivi variano dal 50% all’85%, in base al miglioramento raggiunto dagli edifici con gli interventi di adeguamento.

Gli interventi devono essere realizzati nelle zone 1, 2 e 3 entro il 31 dicembre 2021. Il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare e la detrazione si ripartisce in 5 rate annuali di pari importo.

Per gli immobili privati sono previste le seguenti aliquote:
• 50% per gli interventi che non comportano variazione della classe di rischio
• 70% per gli interventi che comportano il miglioramento di una classe di rischio
• 80% per gli interventi che comportano il miglioramento di due classi di rischio.

Per i condomìni sono previste le seguenti aliquote:
• 50% per gli interventi che non comportano variazione della classe di rischio
• 75% per gli interventi che comportano il miglioramento di una classe di rischio dell’intero edificio
• 85% per gli interventi che comportano il miglioramento di due classi di rischio dell’intero edificio.

La classificazione sismica degli edifici per il sismabonus

Ma cosa sono le classi di rischio sismico? La legge di Bilancio ha stabilito che, entro il 28 febbraio 2017, fossero fissate dal Ministero delle Infrastrutture le Linee Guida per la classificazione sismica degli edifici.
Proprio l’ultimo giorno utile il ministro Delrio ha firmato il decreto relativo, per cui dal 1 marzo le Linee Guida sono in vigore.

Il documento individua 8 classi di rischio, dalla A+ alla G, che indicano:
• il rischio a cui è sottoposto l’edificio in caso di evento sismico
• il modo in cui risponde a tale evento.

Lo strumento consentirà di misurare il grado di miglioramento sismico non solo dal punto di vista strutturale, ma anche economico. Sarà possibile infatti stimare i costi necessari per riparare i danni causati da un terremoto.

Le Linee Guida contengono anche le indicazioni necessarie ai tecnici per certificare i miglioramenti ottenuti con un intervento di adeguamento.
Questa misurazione è importante perché è quella da cui dipenderà il livello dell’incentivo.

Chi può usufruire del sismabonus?

Possono usufruire del sismabonus per interventi di adeguamento sismico:
• persone fisiche soggetti passivi IRPEF
• condomìni
• aziende soggetti passivi IRES.

Tali soggetti possono essere proprietari dell’immobile o detenerlo in base ad altri titoli idonei, come:
• contratto di locazione
• diritto d’uso o abitazione
• usufrutto
• nuda proprietà
• comodato d’uso.

Nel caso delle abitazioni, possono usufruire del bonus anche i familiari conviventi dell’avente diritto.
In tutti i casi, condizione indispensabile per fruire dell’incentivo è che il soggetto richiedente abbia sostenuto le spese che intende detrarre.

I condòmini incapienti possono cedere il credito alle imprese che hanno eseguito i lavori o a soggetti privati. Non possono invece cederlo a banche e intermediari finanziari.

Quali lavori possono usufruire del sismabonus?

I lavori agevolabili sono quelli legati all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica.

Questi interventi devono quindi essere eseguiti sulle parti strutturali degli edifici e, nel caso di edifici collegati strutturalmente tra loro, sull’intero complesso.

Nei centri storici devono essere realizzati in base a un programma unitario e non sulla singola unità immobiliare.

È importante precisare che gli interventi devono essere di carattere preventivo, cioè non sono compresi tra essi gli interventi di ricostruzione post terremoto. Per questi ultimi naturalmente sono stati previsti aiuti e incentivi studiati ad hoc.

A seguito di alcuni commenti giunti sul blog, ho interpellato direttamente l’Agenzia delle Entrate via mail per alcuni chiarimenti.
Ho chiesto se la detrazione maggiorata per miglioramento della classe di rischio si applica solo ai lavori strutturali o a tutti quelli necessari per il completamento dell’opera.
Così mi ha risposto l’Agenzia: Se i lavori di completamento dell’opera sono strettamente correlati ai lavori strutturali per il miglioramento della classe di rischio, possono accedere alla detrazione maggiorata.

Altre spese ammesse al sismabonus

Tra le spese detraibili ci sono ovviamente anche quelle per le prestazioni professionali connesse, come:
• costi per sopralluoghi e perizie
• progetto dell’intervento da realizzare
• redazione degli elaborati necessari per il relativo titolo autorizzativo
• classificazione e verifica sismica.

Ho chiesto all’AdE se le spese tecniche sono detraibili anche nel caso in cui si decida di non fare più i lavori.
Questa la risposta: le spese che possono fruire della detrazione sono quelle relative a lavori effettuati.

Sono naturalmente detraibili anche le spese sostenute per l’acquisto dei materiali e quelle pagate per eventuali oneri, imposte e diritti comunali.

Cosa fare per usufruire del sismabonus

La procedura da seguire per ottenere le agevolazioni fiscali è la stessa prevista per la detrazione 50%.

Pertanto, è necessario:
• indicare i dati castali dell’immobile oggetto dell’intervento nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo
• effettuare i pagamenti unicamente con bonifico parlante.

Bisogna inoltre conservare la documentazione da esibire in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate:
• titoli autorizzativi necessari per l’intervento
• copia di bonifici e fatture
• ricevute IMU
• delibera assembleare di approvazione dell’intervento in caso di lavori condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese
notifica preliminare ASL quando previsto dalla normativa.

(Prima pubblicazione 2 settembre 2016)




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239 commenti

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  1. SALVATORE

    Acquisto casa in comunione dei beni, progetto presentato con indicati i due committenti marito e moglie. concessione edilizia emessa a nome del marito, effettuati i primi lavori con demolizione e fedele ricostruzione antisismica con agevolazione sisma bonus a nome del marito e sospesi. alla ripresa dei lavori, sempre non avendo ancora superato la soglia dei 96.000 euro, si puo’ fare l’inizio dei lavori a nome della moglie e quindi nei bonifici indicare la stessa come beneficiaria?

  2. Salvatore

    Nel mese di ottobre le ho posto il seguente quesito e lei mi ha dato conferma, il mio dubbio è se posso includere anche infissi a taglio termico o devo utilizzare altea agevolazione. Nell’anno 2018 ho effettuato dei lavori con agevolazione sismabonus, demolizione e fedele ricostruzione con struttura in acciaio, solai consolidato vecchie pareti ed ho sospeso i lavori (spesa €60.000,00). Quest’anno ho avuto il primo rimborso. Alla riapertura dei lavori, intonaci, bagni, pavimentazione, prospetto, posso continuare con sismabonus fino a €96.000,00.
    grazie

    • arch. Carmen Granata

      La mia risposta è sempre la stessa. Per il principio secondo cui i lavori di categoria “inferiore” vengono assorbiti in quelli di categoria “superiore”, il rifacimento integrale dell’edificio rientra nell’aliquota maggiorata del sismabonus.

  3. Alfredo

    Buongiorno,
    Devo effettuare dei lavori di ristrutturazione, e vorrei sfruttare il sisma bonus per eseguire interventi atti a rendere la casa più sicura visto che si tratta di un villetta indipendente su 2 livelli degli anni 60.
    Ho già effettuato dei sopralluoghi con un ingegnere strutturale il quale mi ha precisato che con gli interventi di adeguamento sismico sarà effettuato uno spostamento di un muro esterno al primo piano per allinearlo a quello del piano terra su cui attualmente non poggia: ciò porterà inevitabilmente un aumento di superficie utile di circa 5 m² che verrebbero acquisiti mediante la presentazione di un ampliamento per piano casa (già abbiamo verificato la fattibilità).
    In più dovendo scavare ulteriormente per scendere al di sotto del vespaio sotto la casa per effettuare lavori di rinforzo, intendevo sfruttare lo spazio sottostante per realizzare uno scantinato.
    Considerando che le agevolazioni del sisma bonus comprendono anche lavori aggiuntivi purchè si ottenga un miglioramento sismico dell’immobile, il mio quesito è se tale agevolazione fiscale e compatibile con un lieve aumento di superficie e la realizzazione dello scantinato.

    • arch. Carmen Granata

      Per essere detraibile, l’intervento deve essere classificato come “ristrutturazione”. Se dal punto di vista urbanisico sarà classificato come “nuova costruzione”, non lo sarà.

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