Cessione del credito per ecobonus e sismabonus

La Legge di Bilancio 2018 ha estenso la cessione del credito dal condominio alle singole unità abitative ma soltanto per l’ecobonus e non per il sismabonus.

Cessione del credito per lavori in condominio©

Cessione del credito per lavori in condominio©

Cos’è la cessione del credito per ecobonus e sismabonus in condominio?

L’art. 1 comma 74 della Legge di Stabilità per il 2016 (legge 28 dicembre 2015 n. 208) ha introdotto la possibilità di usufruire della cessione del credito al posto delle detrazioni fiscali per i lavori edilizi.

In pratica, i condòmini possono cedere alle imprese che effettuano lavori sulle parti comuni, per i quali è possibile usufruire di ecobonus e sismabonus, il loro credito, in cambio delle somme dovute per il pagamento dei lavori.

Si tratta dunque di una facilitazione particolarmente importante per molti cittadini, ma difficile da applicare. Per questo, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato di recente due Provvedimenti di chiarimento:
provvedimento n. prot. 108577
provvedimento n. prot. 108572.

La Legge di Bilancio 2018 ha esteso la possibilità di cedere il credito anche per gli interventi compiuti sulle singole unità immobiliari, ma unicamente per l’ecobonus..

Chi può richiedere la cessione del credito

L’agevolazione è stata pensata soprattutto per i cittadini incapienti, coloro che rientrano nella cosiddetta no tax area, aventi quindi un reddito talmente basso da non essere soggetti a imposizione IRPEF.
Gli incapienti non traggono vantaggio dalle detrazioni per interventi edilizi, visto che non hanno tasse da detrarre, per cui, nel caso in cui nel loro condominio si effettuino lavori di riqualificazione energetica, si trovano nella duplice condizione di svantaggio di avere difficoltà a pagare le spese e di non poter usufruire dello sconto fiscale.

Si tratta di soggetti che:
• non versano l’IRPEF perché non oltrepassano il primo sbarramento di reddito minimo
• sono possessori di redditi esclusi dall’imposizione IRPEF per espressa previsione
• l’imposta lorda dovuta è assorbita dalle detrazioni per redditi previste dal TUIR.

Successivamente la possibilità di cedere il credito è stata estesa a tutti i condòmini e poi, come abbiamo visto, dal 2018 anche ai lavori sulle singole unità immobiliari, ma solo per l’ecobonus.

La cessione può essere effettuata nei confronti di:
imprese esecutrici e fornitori dei beni necessari per l’intervento
• altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti).
Grazie poi alla Manovrina approvata lo scorso giugno, unicamente i soggetti incapienti potranno cedere il credito anche a banche e intermediari finanziari.

I privati che ricevono il credito possono cederlo a loro volta ad altri soggetti.

Come richiedere la cessione del credito

La richiesta di effettuare la cessione del credito alle imprese e ai fornitori deve risultare dalla delibera assembleare di approvazione dei lavori. In alternativa, il condomino deve comunicarla all’amministratore di condominio entro il 31 dicembre del periodo di imposta di riferimento, indicando:
• i propri dati
denominazione e codice fiscale del cessionario che ha accettato.

Le ditte, da parte loro, dovranno espressamente comunicare al condominio l’accettazione della cessione del credito in cambio delle spese dovute per la prestazione di servizi o per la fornitura di beni.

Per ufficializzare la scelta, l’amministratore dovrà inoltrare, entro il 28 febbraio di ogni anno, una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali Entratel o Fisconline, in cui siano indicati:
• il totale delle spese sostenute
• l’elenco dei bonifici effettuati per pagare tali spese
• il codice fiscale dei condòmini che hanno ceduto il credito e l’importo del credito ceduto da ciascuno di essi
• il codice fiscale del cessionario a cui è stato ceduto il credito e l’importo del credito ceduto a ciascuno
• l’accettazione del cessionario.

Il mancato invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate rende inefficace la cessione del credito.

L’amministratore del condominio deve consegnare al condòmino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il portale telematico con cui ha effettuato la comunicazione.

Per poter usufruire dell’agevolazione nei condomìni piccoli e minimi, gli adempimenti previsti a carico degli amministratori devono essere svolti da uno dei condòmini.

Non appena ci saranno informazioni precise sulle modalità con cui deve avvenire la cessione da parte dei privati, provvederò ad aggiornarvi. Se volete essere avvisati in tempo reale, seguite la mia pagina Facebook.

Come le imprese possono utilizzare la cessione del credito

Il credito ceduto può essere utilizzato dalle imprese unicamente in compensazione, ripartendolo in 10 rate annuali di pari importo.

La quota di credito non usufruita nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

Condizione indispensabile per poter godere della compensazione è quella di inviare il modello F24 attraverso i portali Fisoconline o Entratel.
L’Agenzia delle Entrate ha istituito un apposito codice tributo da indicare in questo modello.

Controlli sulla cessione del credito

L’Agenzia delle Entrate potrà effetture controlli per verificare che i richiedenti siano effettivamente in possesso dei requisiti previsti per poter cedere il credito.

In particolare:
• nel caso in cui si accerti che l’agevolazione non spetta (anche in parte), il relativo importo sarà recuperato nei confronti del condomino, maggiorato di interessi e sanzione
• se viene accertata l’indebita fruizione del credito, il relativo importo sarà recuperato nei confronti del fornitore, anche in questo caso maggiorato di interessi e sanzione.

(Prima pubblicazione 25 marzo 2016)





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