Cessione del credito per ecobonus e sismabonus

Grazie alla Legge Crescita si può effettuare la cessione del credito anche per alcuni interventi su singole unità abitative che godono della detrazione 50%.

Cessione del credito per lavori in condominio©

Cessione del credito per lavori in condominio©

Cos’è la cessione del credito per i bonus casa?

L’art. 1 comma 74 della Legge di Stabilità per il 2016 (legge 28 dicembre 2015 n. 208) ha introdotto la possibilità di usufruire della cessione del credito al posto delle detrazioni fiscali per i lavori edilizi.

In pratica, per lavori sulle parti comuni, per i quali è possibile usufruire di ecobonus e sismabonus, i condòmini possono cedere il loro credito alle imprese che li effettuano, in cambio delle somme corrispondenti dovute per il pagamento dei lavori.

La Legge di Bilancio 2018 ha esteso la possibilità di cedere il credito anche per gli interventi compiuti sulle singole unità immobiliari, ma unicamente per l’ecobonus.

Infine, grazie all’entrata in vigore della Legge Crescita, dal 30 giugno 2019 è possibile cedere il credito anche relativo alla detrazione 50%, ma solo per gli interventi citati all’articolo 16-bis, comma 1 lettera h) del Testo unico delle imposte.
Si tratta in sostanza di quelli finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, in particolare se connessi all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Chi può richiedere la cessione del credito

L’agevolazione era stata inizialmente pensata soprattutto per i cittadini incapienti, coloro che rientrano nella cosiddetta no tax area e hanno quindi un reddito talmente basso da non essere soggetti a imposizione IRPEF.

Gli incapienti non traggono vantaggio dalle detrazioni per interventi edilizi, visto che non hanno tasse da detrarre. Nel caso in cui nel loro condominio si effettuino lavori di riqualificazione energetica, infatti, si trovano nella duplice condizione di svantaggio di avere difficoltà a pagare le spese e di non poter usufruire dello sconto fiscale.

Si tratta di soggetti che:
• non versano l’IRPEF perché non oltrepassano il primo sbarramento di reddito minimo
• sono possessori di redditi esclusi dall’imposizione IRPEF per espressa previsione
• l’imposta lorda dovuta è assorbita dalle detrazioni per redditi previste dal TUIR.

Successivamente la possibilità di cedere il credito è stata estesa prima a tutti i condòmini, dal 2018 anche ai lavori sulle singole unità immobiliari, ma solo per l’ecobonus, e infine da quest’anno anche per la detrazione 50%, ma solo per alcuni interventi.

Verso chi si può effettuare la cessione del credito

La cessione può essere effettuata nei confronti di:
imprese esecutrici e fornitori dei beni necessari per l’intervento
• altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti).
Grazie poi alla Manovrina del giugno 2017, unicamente i soggetti incapienti possono cedere il credito anche a banche e intermediari finanziari.

Con la circolare n. 11/E del 2018 il Fisco ha fornito alcuni chiarimenti sui soggetti verso cui può essere effettuata la cessione.

Innanzitutto ha chiarito che deve essere limitata a un solo passaggio successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto. Così, se il contribuente ha ceduto il credito alla sua ditta appaltatrice, l’impresa potrà a sua volta cederlo a una ditta subappaltatrice, ma questa non potrà cederlo ancora.

In secondo luogo, ha specificato che i soggetti privati ai quali può essere ceduto il credito devono comunque essere collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.
Ad esempio era possibile cedere il credito ai condòmini, ma non ai genitori, se questi abitano in una casa diversa.

Tuttavia, con la risposta n. 298 del 22 luglio, il Fisco ha invece replicato affermativamente al quesito posto da un contribuente incapiente che chiedeva di cedere il credito ai genitori non conviventi.
La condizione è però che i familiari versino sul conto corrente del figlio la somma occorrente per pagare i lavori, sottoforma di prestito, e che il soggetto sia ovviamente incapiente.

Come fare la cessione del credito ecobonus e sismabonus in condominio

La richiesta di effettuare la cessione del credito alle imprese e ai fornitori deve risultare dalla delibera assembleare di approvazione dei lavori. In alternativa, il condomino deve comunicarla all’amministratore di condominio entro il 31 dicembre del periodo di imposta di riferimento, indicando:
• i propri dati
denominazione e codice fiscale del cessionario che ha accettato.

Le ditte, da parte loro, dovranno espressamente comunicare al condominio l’accettazione della cessione del credito in cambio delle spese dovute per la prestazione di servizi o per la fornitura di beni.

Per ufficializzare la scelta, l’amministratore dovrà inoltrare, entro il 28 febbraio di ogni anno, una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali Entratel o Fisconline, in cui siano indicati:
• il totale delle spese sostenute
• l’elenco dei bonifici effettuati per pagare tali spese
• il codice fiscale dei condòmini che hanno ceduto il credito e l’importo del credito ceduto da ciascuno di essi
• il codice fiscale del cessionario a cui è stato ceduto il credito e l’importo del credito ceduto a ciascuno
• l’accettazione del cessionario.

Il mancato invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate rende inefficace la cessione del credito.

L’amministratore del condominio deve consegnare al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il portale telematico con cui ha effettuato la comunicazione.

Per poter usufruire dell’agevolazione nei condomìni minimi, gli adempimenti previsti a carico degli amministratori devono essere svolti da uno dei condòmini.

Come fare la cessione del credito ecobonus per singole unità abitative

Con il Provvedimento 100372/2019 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modulo e le istruzioni operative per i privati che vogliono effettuare la cessione del credito.

Attraverso il modulo predisposto, il contribuente dovrà comunicare dati come:
• nome e codice fiscale
• tipologia di intervento effettuata
• importo complessivo della spesa sostenuta
• importo complessivo del credito cedibile
• anno di sostenimento della spesa
• dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento.

La comunicazione per i lavori effettuati nell’anno 2018 doveva essere inviata dal 7 maggio al 12 luglio 2019.

Il cessionario potrà a sua volta cedere il credito a partire dal 5 agosto 2019, altrimenti, a partire dalla stessa data, potrà utilizzarlo in compensazione.

Come compilare il modello F24 per utilizzare la cessione del credito

Il credito ceduto può essere utilizzato dalle imprese unicamente in compensazione, ripartendolo in 10 rate annuali di pari importo nel caso dell’Ecobonus e del bonus ristrutturazioni e in 5 rate nel caso del Sismabonus.

La quota di credito non fruita nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

Condizione indispensabile per poter godere della compensazione è quella di inviare il modello F24 attraverso i portali Fisoconline o Entratel.

L’Agenzia delle Entrate, per evitare confusione, ha istituito due distinti codici tributo da indicare in questo modello:
6890 per l’Ecobonus
6891 per il Sismabonus.

Non ho ancora indicazioni sul codice da utilizzare per il bonus ristrutturazioni per cui, per restare informati, seguite anche le mie pagine Facebook e Twitter

I codici sopra indicati vanno inseriti nella sezione Erario, in corrispondenza delle somme indicate nelle seguenti colonne:
importi a credito compensati
importi a debito versati, se il contribuente deve procedere al riversamento del credito compensato.

Nel campo anno di riferimento va riportato, nel formato AAAA, l’anno in cui è utilizzabile in compensazione la quota annuale di credito ceduto.

Controlli sulla cessione del credito

L’Agenzia delle Entrate potrà effetture controlli per verificare che i richiedenti siano effettivamente in possesso dei requisiti previsti per poter cedere il credito.

In particolare:
• nel caso in cui si accerti che l’agevolazione non spetta (anche in parte), il relativo importo sarà recuperato nei confronti del cedente, maggiorato di interessi e sanzione
• se viene accertata l’indebita fruizione del credito, il relativo importo sarà recuperato nei confronti del fornitore, anche in questo caso maggiorato di interessi e sanzione.

(Prima pubblicazione 25 marzo 2016)





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20 commenti

  1. Massimo Governa

    Buongiorno, la cessione del credito è possibile anche da soggetti diversi da condomini e privati? ad esempio un circolo sportivo o un’azienda?

    • arch. Carmen Granata

      La cessione è possibile da parte di tutti i soggetti che hanno diritto ai vari bonus. Ad esempio possono fruire dell’ecobonusi i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (IRES). Se il circolo sportivo rientra in questa categoria, quindi, può cedere il credito.

  2. Laura

    Sono soggetto di cittadinanza italiana che lavora e risiede stabilmente negli Stati Uniti (REGOLARMENTE REGISTRATA PRESSO L’AGENZIA DELLE ENTRATE COME ITALIANA RESIDENTE ALL’ESTERO). I redditi da me conseguiti negli USA vengono dichiarati e tassati negli USA stessi.
    Sono proprietaria in Italia di alcune unità immobiliari non locate, fra cui una per la quale il condominio sta deliberando lavori straordinari rientrante nella normativa sisma ed ecobonus, la cui complessiva rendita catastale non raggiunge il limite minimo previsto per l’annuale dichiarazione dei redditi.
    Le chiedo cortesemente di indicarmi se, ai sensi di quanto previsto dal D.L. 63/2013, sono soggetto che può fruire della detrazione fiscale ivi prevista e, pertanto, soggetto che può cedere detto credito fiscale, ancorché non presenti alcuna dichiarazione dei redditi.

  3. Ignazio Cardillo

    Il tutto è veramente una scemenza unica. Come si può pensare che le ditte edili facciano da banca anticipando i bonus al cliente riprendendoli senza interessi per di più in 5/10 anni? Non lo farà nessuno…. Se invece di propaganda si volevano aiutare gli incapienti, lo Stato avrebbe dovuto REGALARE immediatamente il bonus e dine della storia…. anche perché se il marchingegno che hanno pensato funzionasse sarebbe comunque un regalo da parte dello Stato.
    Ma forse l’hanno fatto così per non farlo funzionare.
    In che mani.

    • arch. Carmen Granata

      Nell’articolo è spiegato chiaramente che l’ecobonus si può cedere anche in caso di singole unità.

  4. DAVIDE

    buon giorno noi siamo un impresa edile e stiamo cercando disperatamente un istituto di credito che ci finanzi la cessione del credito, ad oggi ne abbiamo girate almeno 6, ma nessuno ne sa nulla. potete aiutarci… anche in privato così non facciamo pubblicità, grazie

    • arch. Carmen Granata

      La cessione del credito verso banche è possibile solo da parte di cittadini incapienti.

    • Marco

      Credo che l’impresa voglia dire: il credito (da recuperare in 10 anni) l’impresa deve farselo finanziare, ma non c’è banca disponibile a farlo, specialmente con un credito a 10 anni… avete provato con Banca Prossima o Banca Etica?

  5. Michele Monieri

    Per i facenti parte della no tax area a quali banche si devono rivolgere per ottenere un finanziamento a fronte della cessione del credito? sapreste indicarmene qualcuna che offre questa possibilità?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Non posso fare pubblicità, ma se fa una ricerca con Google trova alcuni istituti.

    • Michele Monieri

      Purtroppo ho fatto tutte le ricerche possibili utilizzando anche diverse chiavi di ricerca ma non trovo nulla..ho provato a chiamare più banche e anche istituti finanziari come fineco o agos ducato ma nessuno ha questo prodotto. Se lei è a conoscenza di qualche istituto, diffondere tale conoscenza non è fare pubblicità ma è dare gli strumenti necessari a chi ne ha bisogno di attuare quello che la legge prevede, altrimenti siamo alle solite, lo stato fa la teoria ma la pratica…

    • arch. Carmen Granata

      Ha ragione. Purtroppo si creano questi strumenti, ma poi i cittadini hanno difficoltà a metterli in pratica. Io le consiglio di affidarsi a un’associazione di tutela dei consumatori per portare in evidenza la questione, perchè in teoria tutte le banche dovrebbero offrire questo servizio ma non lo fanno.

  6. Marco

    Il bonifico che il committente dei lavori è tenuto a pagare all’impresa è la parte non relativa all’Ecobonus (ad es. il 35%), o il 100% dei costi pattuiti con l’impresa?

    • arch. Carmen Granata

      Se il committente opta per la cessione del bonus, deve pagare all’impresa solo la parte non ceduta con il credito.

  7. Emilia

    Oltre alla causale del versamento al condominio da parte del condomino, occorre indicare codice fiscale per essere in tegola con la cessione del credito di imposta per ecobonus e quale altro elemento?

    • arch. Carmen Granata

      Non ci sono indicazioni particolari da rispettare. E’ il versamento fatto poi dal c.c. del condominio che dovrà contenere tutti gli elementi necessari per fruire dell’agevolazione.

  8. Emilia Suzzi

    Volevo sapere, a monte, io condomino devo versare le quote per riqualificazione energetica sul conto condominiale quali elementi deve contenere il versamento oltre al nome per essere idoneo alla cessione del credito?

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