Quali requisiti deve avere una porta interna per il bonus 75%?

Per ottenere il bonus del 75%, una porta interna deve rispettare i requisiti del DM 236/89 per il superamento delle barriere architettoniche.

Porta Plissè di FerreroLegno (photo credit Studio Roscio)

Porta interna e bonus barriere architettoniche 75%

Come ho spiegato in uno dei miei video del canale YouTube, la semplice sostituzione di una porta interna, configurandosi quale intervento di manutenzione ordinaria, non è oggetto di agevolazioni fiscali.
Tuttavia, in determinati casi, se assorbito da opere edilizie di categoria superiore, l’intervento può diventare detraibile.

Dopo i recenti chiarimenti introdotti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 17/E del 26 giugno in merito al bonus barriere architettoniche 75%, si aprono però nuove prospettive.

Infatti, a determinate condizioni e rispettando precisi requisiti, anche la semplice sostituzione di una porta può diventare detraibile e, in alternativa, usufruire di sconto in fattura o cessione del credito. In più, l’aliquota del bonus sale al 75% rispetto al 50% previsto dal bonus ristrutturazione.

I requisiti da rispettare sono quelli previsti dal Decreto Ministeriale 236 del 1989 per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Criteri di progettazione di una porta interna

In base al citato decreto, le porte interne devono avere le seguenti caratteristiche:
• essere facilmente manovrabili
• di tipo e luce netta tali da consentire un agevole transito anche da parte di persona su sedia a ruote
• il vano della porta e gli spazi antistanti e retrostanti devono essere complanari, quindi non devono esserci gradini e dislivelli.

In realtà sono ammessi dislivelli in corrispondenza della porta di ingresso all’intera unità immobiliare purché contenuti e tali da non ostacolare il transito della carrozzina. In pratica, il dislivello non deve essere superiore a 25 mm.

Gli spazi antistanti e retrostanti l’apertura devono essere adeguatamente dimensionati per consentire il transito e la movimentazione di una sedia a ruote.

La porta deve essere per dimensioni, posizionamento e manovrabilità, tale da consentire un’agevole apertura da entrambi i lati di utilizzo. Sono consigliabili, ma non obbligatorie, le aperture scorrevoli o con anta a libro.

Ma vediamo meglio in dettaglio queste caratteristiche.

Luce netta di una porta interna

Luce netta porta interna
Luce netta porta interna

Il DM 236/89 prescrive che le porte interne abbiano una luce netta di almeno 75 cm (per quelle di ingresso la misura sale a 80 cm).

Ma cosa si intende per luce netta? Questa espressione indica la misura dell’apertura effettiva della porta, ovvero la distanza orizzontale tra i suoi due lati, escludendo eventuali telai o cornici.
In altre parole, la luce netta rappresenterebbe la dimensione libera della porta, ovvero lo spazio effettivo che essa occupa nella parete e che permette il passaggio di una persona o di oggetti.

Il decreto prescrive anche di preferire soluzioni in cui la singola anta della porta abbia una dimensione non superiore a 120 cm.

A onor del vero, bisogna dire che difficilmente nelle nostre case troveremo porte interne di luce inferiore a 75 cm, anche se si tratta di vecchie abitazioni, costruite prima del 1989. A ogni modo, se a casa tua ci sono porte che non rispettano questa prescrizione, l’intervento di allargamento del vano rientra tra quelli agevolati.

In questo caso, rientreranno nel bonus 75% non solo il costo della nuova porta e la sua posa in opera ma anche:
• la rimozione della vecchia porta
• l’intervento murario di allargamento
• il rifacimento di intonaco e tinteggiatura della stanza
• il montaggio del controtelaio
• il montaggio della nuova porta.

Inoltre, poiché questo intervento richiede la presentazione di una pratica urbanistica, tra le spese agevolate al 75% rientreranno tutte quelle per gli onorari professionali.

Spazi di manovra per la porta interna

Spazi di manovra porta interna
Spazi di manovra porta interna

Gli spazi antistanti e retrostanti la porta devono avere una dimensione di almeno 150 cm.

Nel caso di apertura dell’anta a battente, a questi 150 cm devono essere aggiunti gli 80 cm minimi necessari per la sua apertura.

Sistema di apertura di una porta interna

Apertura porta interna
Apertura porta interna

L’altezza della maniglia di una porta interna deve essere compresa tra 85 e 95 cm. La misura ideale sarebbe di 90 cm.

L’anta mobile deve poter essere usata comodamente e senza sforzo, esercitando una pressione non superiore a 8 kg.
Anche per questo motivo, le porte scorrevoli e a libro sono da preferire rispetto a quelle a battente.

Esempi di porte di questo tipo puoi trovarli su Amazon:
Porta scorrevole esterno muro
PORTEITALIANE
Porta interna a libro.

Se vuoi installare una porta scorrevole a scomparsa, dovrai rimuovere un pezzo di parete per inserire lo specifico controtelaio. Questo intervento, come quello descritto nel precedente paragrafo, richiede una pratica al Comune e una serie di lavori che rientrano tutti nelle spese detraibili.

Come attestare i requisiti della porta interna per il bonus 75%

Il DM 236/89 prevede che gli elaborati tecnici predisposti dai professionisti incaricati devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per soddisfare le sue prescrizioni.

Tali elaborati devono essere accompagnati da una relazione contenente la descrizione di:
• scelte progettuali adottate
• opere previste per la eliminazione delle barriere architettoniche
• accorgimenti tecnico-strutturali e materiali previsti a tale scopo.

Nello specifico del bonus, la Circolare 17/E cita, tra i documenti da predisporre e conservare per assicurarsi l’agevolazione, la Documentazione attestante il rispetto dei requisiti previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.
Non ci sono particolari indicazioni in merito alle caratteristiche di questa documentazione e a chi deve redigerla.

Alcuni colleghi ritengono che debba trattarsi degli elaborati di progetto e della relazione di cui sopra, redatti da un professionista abilitato (architetto, ingegnere o geometra). Qualcuno suggerisce addirittura di rilasciarla sottoforma di asseverazione.

A mio avviso, non essendoci alcuna precisazione in merito, nulla vieta di farsi rilasciare tale documentazione dalla ditta installatrice delle porte o da quella che le ha vendute, come mi è stato richiesto da alcuni utenti.

Nel caso in cui ci siano ulteriori precisazioni, non mancherò di tenerti informato. Pertanto, continua a seguire le mie pagine Facebook e Twitter e iscriviti al mio canale YouTube.




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