Responsabilità solidale per chi acquisisce i crediti dei bonus edilizi

Con il via libera ieri in Senato al DL Aiuti-bis scompare (quasi) la responsabilità solidale per la cessione del credito per i bonus edilizi.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Cos’è la responsabilità solidale per la cessione del credito?

La questione della responsabilità solidale per la cessione del credito relativa a lavori oggetto di bonus edilizi è salita agli onori delle cronache dopo la pubblicazione della Circolare 23 del 23 giugno scorso dell’Agenzia delle Entrate.

In pratica il Fisco ha messo in evidenza che, in caso di mancata diligenza da parte del cessionario nel controllare i documenti presentati per la cessione, sarebbero scattati controlli non solo nei confronti del contribuente che aveva ceduto il credito (in primis chi ha realizzato i lavori) ma anche del soggetto che ha acquistato il credito (per lo più banche).

Sono state quindi poste una serie di regole stringenti, come la verifica della coerenza tra il valore iniziale dell’immobile e il costo dei lavori. Una regola di questo tipo è parsa fuori luogo visto che spesso gli interventi hanno riguardato la radicale trasformazione, attraverso l’efficientamento energetico e il miglioramento sismico, di veri e propri ruderi. In casi come questo appare evidente che la differenza tra il valore economico di partenza dell’immobile e la spesa necessaria per migliorarlo è spropositata…

Tanto è bastato comunque per bloccare del tutto il meccanismo della cessione del credito e a nulla è valso aver concesso la possibilità agli istituti di credito di cedere il credito anche ai propri correntisti titolari di Partita IVA per porre rimedio.
D’altro canto, chi acquisterebbe dalle banche un credito fiscale con il rischio di dover poi rispondere di eventuali irregolarità commesse da altri?

Così, la possibilità concessa alle banche di liberarsi dei crediti che avevano colmato il loro plafond, di fatto non è mai decollata.

Responsabilità solidale e DL Aiuti-bis

Con il via libera dato ieri in Senato al DL Aiuti-bis con 182 voti favorevoli, 21 astenuti e nessun contrario, scompare (almeno in parte) la responsabilità solidale per chi acquisisce i crediti dei lavori oggetto di bonus edilizi.

Una parte di responsabilità in realtà permane, ma risulta fortemente ridimensionata. Chi acquista il credito può essere chiamato in causa unicamente nel caso in cui risulti complice nel non rispettare le regole.

L’accordo trovato in Senato per sbloccare la situazione critica della cessione del credito prevede infatti due punti fondamentali:
• responsabilità unicamente nel caso di colpa e dolo riconosciuti
• asseverazione di congruità delle spese e visto di conformità anche per i crediti ceduti prima dell’11 novembre 2021 (data di entrata in vigore del DL Antifrodi).



Dolo o colpa grave

Sulla base delle novità inserite nel DL Aiuti-bis, il cessionario sarà chiamato in causa solo nel caso in cui fossero riscontrate delle irregolarità e non fosse in buona fede ma risultasse volontariamente complice per dolo o colpa grave.
Ma cosa si intende per dolo o colpa grave nel linguaggio giuridico?

Nel diritto penale il dolo si verifica quando il responsabile del fatto criminoso agisce con coscienza e volontà ovvero con la consapevolezza di commettere un atto illecito.

La colpa invece è grave quando la violazione di un obbligo o regola viene commessa con il mancato rispetto delle regole di diligenza, prudenza e perizia che il caso avrebbe richiesto di osservare.

Asseverazione e visto retroattivi

Gli effetti dell’emendamento andranno a colpire anche i vecchi crediti, quelli ceduti prima dell’entrata in vigore del DL Antifrodi, ai quali viene esteso l’obbligo di asseverazione di congruità delle spese e visto di conformità.
L’obiettivo, del resto, è proprio quello di rimettere sul mercato quei crediti per liberare nuove risorse.

Ciò comporterà che i contribuenti che hanno ceduto il credito prima dell’11 novembre 2021, per poterlo sbloccare e consentire ulteriori cessioni, dovranno dotarsi di una asseverazione redatta ora per allora.
Insomma, si apre uno scenario alquanto complicato per tecnici e committenti perché, come ho avuto modo di dire anche in altre sedi, non è semplice asseverare la congruità di lavori già ultimati.

Non è ancora chiaro invece se queste novità dovranno applicarsi unicamente al Superbonus o saranno coinvolti anche gli altri bonus edilizi.

Si attende inoltre anche l’OK della Camera, per cui, per essere informato in tempo reale su eventuali ulteriori aggiornamenti, segui le mie pagine Facebook e Twitter e iscriviti al mio canale YouTube.

Scadenza del 30 settembre per le unifamiliari

L’emendamento al DL Aiuti-bis sulla responsabilità solidale è stato approvato dal Governo dopo una lunga mediazione con le varie forze politiche.
Sono migliaia dunque le imprese che hanno tirato un sospiro di sollievo e con loro privati cittadini e condomìni.

Niente da fare invece per un’altra modifica proposta, quella che mirava a eliminare l’obbligo del SAL 30% al 30 settembre per le unifamiliari, per poter usufruire del Superbonus fino al 31 dicembre 2022.
Il relativo emendamento non è stato accolto, per cui restano invariati i paletti fissati.




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