Detrazioni fiscali per lavori condominiali

Le spese pagate per i lavori condominiali possono fruire, al pari di quelle sostenute per abitazioni di proprietà individuale, di diverse detrazioni IRPEF.

Lavori condominiali ©

Lavori condominiali ©

Quali detrazioni fiscali sono previste per i lavori condominiali?

Le spese pagate per lavori realizzati sulle parti comuni di un condominio sono suscettibili, così come quelle effettuate per alloggi di proprietà individuale, di alcune detrazioni IRPEF.

Le parti comuni di un edificio sono definite all’articolo 1117 del Codice Civile, e tra queste rientrano:
• il suolo su cui sorge l’edificio
• le fondazioni
• le strutture portanti
• i tetti e i lastrici solari
• le scale
• i portoni d’ingresso
• gli atrii
• i cortili
• i portici
• i locali per la portineria e l’alloggio del portiere
• gli ascensori
• le fognature, ecc..
Si tratta dunque di un elenco esemplificativo e non esaustivo.

Nello specifico, le detrazioni previste sono le seguenti:
detrazione 50% per interventi sulle parti comuni di edifici esistenti
ecobonus per interventi di efficientamento energetico sulle parti comuni di edifici esistenti
sismabonus per interventi di adeguamento antisismico
bonus mobili per l’arredo di parti comuni
• detrazione 50% per l’acquisto di box auto di proprietà comune
bonus verde per la sistemazione delle aree a verde scoperte.

La detrazione del 50% e l’ecobonus non sono tra loro cumulabili, per cui se in un intervento di ristrutturazione sono realizzati lavori agevolabili nell’una e nell’altra categoria, è opportuno redigere una contabilità separata, in modo da rendere più semplice l’individuazione delle aliquote di sconto da applicare.

La Legge di Stabilità per il 2019 ha prorogato le detrazioni, per cui le spese agevolabili sono quelle sostenute:
• entro il 31 dicembre 2019 per la detrazione 50% e il bonus mobili
• entro il 31 dicembre 2021 per l’ecobonus e il sismabonus.
Dopo tali scadenze si tornerà ad applicare l’aliquota del 36%.

Spese detraibili per lavori condominiali

Lo sconto IRPEF è ripartito:
• in 10 rate annuali di pari importo per la detrazione 50% e il bonus mobili
• in 5 rate annuali per l’ecobonus.

La spesa detraibile è differente a seconda delle agevolazioni considerate.

Per la detrazione 50% il tetto massimo di spesa su cui si può applicare la detrazione è di 96.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono il condominio.

Per l’ecobonus, invece, non si considera la spesa massima su cui applicare la detrazione, ma importi massimi detraibili per ciascuna categoria di intervento:
• 100.000 euro per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti
• 60.000 euro per gli interventi sugli involucri
• 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari
• 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

In particolare, per l’intervento di riqualificazione complessiva l’importo massimo detraibile di 100.000 euro si intende per l’intero edificio, mentre per tutte le altre tipologie di intervento gli importi si intendono per unità immobiliare.

Sono detraibili le spese pagate per:
• l’esecuzione dei lavori
• gli onorari professionali
• l’acquisto dei materiali
• l’IVA, i diritti di segreteria e di istruttoria, le spese di bollo, gli oneri di urbanizzazione e tutte le spese necessarie per dare avvio ai lavori
• le certificazioni degli impianti.

Quali lavori permettono di ottenere le detrazioni fiscali per lavori condominiali?

I lavori ammessi a detrazione 50% sono gli stessi previsti per i privati, ma i lavori in condominio sono detraibili anche quando consistono in semplici interventi di manutenzione ordinaria.

A titolo di esempio, tra i lavori di manutenzione ordinaria, non agevolati per gli immobili privati, possiamo elencare:
• le opere di riparazione, rinnovo o sostituzione delle finiture
• le opere necessarie per mantenere in efficienza gli impianti esistenti
• la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti
• la tinteggiatura di pareti, soffitti e infissi
• il rifacimento di intonaci interni
• l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze.

Gli interventi di efficientamento energetico agevolabili sono gli stessi previsti per l’ecobonus su proprietà private, ma in questo caso devono essere realizzati sulle parti comuni.

Quando si effettuano lavori condominiali per i quali si usufruisce della detrazione 50%, ogni condomino ha diritto anche al bonus mobili per la propria quota di spesa, ma non può usufruirne per acquistare arredi per il proprio appartamento.

I mobili e gli elettrodomestici infatti devono essere destinati ad arredare parti comuni, come:
• la portineria
• l’appartamento del portiere
• lavanderie comuni
• l’androne
• il cortile.

Chi può usufruire delle detrazioni fiscali per i lavori condominiali?

Le detrazioni per i lavori eseguiti sulle parti comuni di edifici spettano a ciascun condomino in proporzione alla propria quota millesimale di proprietà.

I condomìni con meno di 8 unità immobiliari, che quindi non hanno l’obbligo di nomina dell’amministratore, sono tenuti però a dotarsi obbligatoriamente di codice fiscale identificativo.

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un’importante novità per l’ecobonus in condominio: la possibilità di cessione del credito alle ditte che eseguono i lavori.
Tale possibilità dovrebbe avere come riscontro uno sconto immediato praticato dalle ditte sulle spese per i lavori.

Cosa bisogna fare per avere le detrazioni fiscali per lavori condominiali?

Per godere dello sconto fiscale, bisogna rispettare gli stessi adempimenti previsti per le rispettive detrazioni. Bisogna quindi indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo i dati catastali dell’immobile interessato.

A partire dal 2016, però, gli amministratori dei condomìni che hanno usufruito delle detrazioni fiscali devono anche inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione on line, entro il 28 febbraio dell’anno successivo.
È quanto stabilito dal decreto del MEF del primo dicembre 2016.

Sono ammessi unicamente i pagamenti effettuati con lo specifico bonifico cosiddetto parlante, nel quale bisognerà indicare:
• la causale specifica con riferimento alla norma
• il numero della fattura a cui si riferisce il pagamento
• il codice fiscale del condominio
• il codice fiscale dell’amministratore o del condomino che effettua il pagamento, nel caso in cui non ci sia
• la partita IVA o il codice fiscale della ditta che esegue i lavori.

Unica eccezione sono:
• le spese che non possono essere effettuate con bonifico, come bolli e diritti di segreteria
• mobili ed elettrodomestici, che possono essere pagati anche con bonifico ordinario, carte di credito e di debito.

Oltre agli altri documenti da esibire in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, sono particolarmente importanti:
• la copia della delibera assembleare di approvazione dei lavori
• la tabella millesimale di ripartizione delle spese.

In sostituzione a tutta la documentazione da esibire, a ogni singolo condomino può essere rilasciata dall’amministratore una certificazione, in cui questi attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma a lui spettante per la detrazione.

(Prima pubblicazione 21 gennaio 2016)



Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin

222 commenti

← Precedente pagina 6 di 6
  1. simone agostini

    Buongiorno,
    condominio di 3 unità + 1 pertinenza accatastata autonomamente sito in zona sismica 3, tutti i locali riscaldati.
    Previsto un intervento di demolizione e ricostruzione con mantenimento della volumetria. Si otterrà un miglioramento sismico di oltre 2 classi ed una drastica riduzione dei consumi energetici dell’edificio. Verranno ovviamente sostituiti gli infissi. Si passerà da 3 impianti autonomi con vecchie caldaie ad uno centralizzato con caldaia a condensazione classe A e sistemi evoluti di contabilizzazione del calore.
    E’ possibile secondo lei distribuire nel seguente modo gli interventi per accedere alle relative agevolazioni:
    1) sismabonus 85%: massimale 96.000 x 4 (3 unità + 1 pertinenza). Interventi: demolizione, ricostruzione fondamenta, struttura portante in cemento, mura perimetrali, struttura tetto, solette, scale, balconi, impiantistica nella parti comuni
    2) ecobonuis 75%: massimale 40.000 x 4. Interventi: isolamento tetto, isolamento mura perimetrali, infissi, impianto di riscaldamento centralizzato caldaia classe A, impianti di riscaldamento a pavimento nelle singole abitazioni.
    3) bonus ristrutturazioni 50% per le singole unità, massimale 96.000 euro per ognuna delle 3 unità. Interventi: rifacimento delle parti private tra cui muri interni, impianti elettrici ed idraulici, porte interne, bagni.
    Ancora:
    – mi conferma che l’installazione di un impianto di riscaldamento centralizzato (condensazione classe A) e la posa dell’impianto a pavimento in ognuna delle 3 unità abitative rientra nell’agevolazione del 75%?
    – per i 3 interventi relativi alle parti private delle singole unità mi conferma ulteriori 3 massimali di spesa di 96.000 euro l’uno? sono necessarie 3 scia separate?
    – un eventuale installazione di un impianto fotovoltaico in comune tra le 3 unità in quale categoria d’intervento potrebbe eventualmente ricadere?
    Grazie mille!

  2. Roberto Casnici

    Salve, sono il proprietario di un’appartamento di un mini condominio e sono stato nominato amministratore condominiale, anche se non vi era l’obbligo, per adempiere a tutte le pratiche burocratiche, (Richiesta del Codice Fiscale del Condominio, apertura del conto corrente bancario condominiale per effettuare i bonifici ecc. ecc.) Pur non essendo un’amministratore condominiale professionista, devo comunque obbligatoriamente comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il termine del 28 Febbraio dell’anno successivo all’anno dell’effettuazione della ristrutturazione edilizia del condominio tutta la documentazione e i bonifici interessati? Grazie.

    • arch. Carmen Granata

      Se lei è stato nominato amministratore, anche se non professionista, è tenuto a effettuare la comunicazione.
      Sono esenti solo i condomini minimi privi di amministratore e dove nessun condomino ha effettuato la cessione del credito.

  3. flavio

    Buonasera, condominio di 8 unità immobiliari con amministratore. Nell’assemblea è stato dato il benestare a procedere con lavori di ristrutturazione di parti comuni quali cambio di tutte le grondaie e messa in sicurezza di balconi. E’ stato deciso dall’assemblea di non fare al pratica del recupero fiscale per non pagare il geometra per la scia e direzioni lavori. E’ possibile comunque che io, come condomino, possa dare mandato all’Amministratore di fornire una certificazione per la detrazione della mia quota parte che ho pagato con bonifico? Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Innanzitutto è una sciocchezza rinunciare alle detrazioni “per non pagare il geometra per la scia e direzioni lavori.” Delle due l’una: o l’intervento del tecnico serve per forza, e in tal caso non se ne può fare a meno a prescindere delle detrazioni; o non serve, e in tal caso le detrazioni si possono avere tranquillamente.
      Detto ciò, lei può avere le sue detrazioni, ma tutti gli altri devono dichiarare di rinunciare alle proprie e l’amministratore dovrà fare lo stesso lavoro che servirebbe se le richiedesse tutto il condominio.

  4. mattia

    buongiorno, sono proprietario di un appartamento (in cui non vivo più da un anno), in un immobile di sei appartamenti (non abbiamo l’amministratore). Dobbiamo svolgere dei lavori di manutenzione alla struttura, tetto, cappotto, sistemazione acque piovane, sistemazione tubi del gas/acqua e sistemazione piazzale con annessi parcheggi. Volevo sapere se le detrazioni sono su tutti i lavori o “bisogna sceglierne” uno? E se la cessione del credito verso la ditta appaltatrice è per l’importo totale dei lavori o vi è un importo massimo (escludendo l’irpef dell’azienda). spero di essermi spiegato.
    grazie per l’eventuale risposta

    • arch. Carmen Granata

      I lavori descritti possono usufruire tutti delle detrazioni. Però alcuni possono godere della detrazione 50%, altri dell’ecobonus. Solo per quest’ultimo può essere effettuata la cessione del credito, per l’importo massimo detraibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *