Impianto di riscaldamento esistente: come dimostrarlo?

L’entrata in vigore del d. Lgs 48 del 10 giugno 2020 rende più difficile l’individuazione della corretta definizione di impianto di riscaldamento esistente.

Impianto di riscaldamento esistente (photo credit pixabay.com)

Impianto di riscaldamento esistente (photo credit pixabay.com)

Impianto di riscaldamento esistente come requisito per l’ecobonus

Per poter usufruire dell’ecobonus per riqualificazione energetica, l’edificio oggetto dell’intervento edilizio deve possedere due requisiti fondamentali:
• essere esistente
• essere già dotato di un impianto di riscaldamento alla data di inizio dei lavori.

La presenza di un impianto di climatizzazione invernale è quindi una discriminante che distingue l’ecobonus dalla detrazione 50%, per la quale non è richiesta.

Questo requisito essenziale è ribadito anche dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 31 maggio 2007. All’epoca della pubblicazione della circolare, l’aliquota di detrazione vigente era del 55%, ma la sostanza del requisito previsto non cambia ancora oggi.

Esistono poche eccezioni per le quali la presenza di un impianto di riscaldamento esistente non è condizione necessaria per poter usufruire del bonus energetico. Si tratta dell’installazione dei pannelli solari termici, ovvero quelli destinati alla produzione di acqua calda sanitaria, delle caldaie a biomasse e delle schermature solari.

Impianto di riscaldamento esistente: come si fa a dimostrarlo?

Dimostrare il primo requisito richiesto, cioè che l’edificio sia già esistente e non di nuova costruzione, è piuttosto semplice. La stessa Agenzia delle Entrate fornisce chiare indicazioni, ricordando che è sufficiente che l’immobile risulti accatastato o in corso di accatastamento al momento della richiesta di incentivo.
In alternativa, basterà esibire le ricevute che provino l’avvenuto pagamento di imposte sull’immobile, come l’IMU, laddove previste.

Ma come si fa a dimostrare che un edificio da sottoporre a ristrutturazione era già dotato di un impianto di riscaldamento esistente al momento dell’inizio dei lavori? A riguardo, l’Agenzia delle Entrate non ha fornito indicazioni esplicite.

È prassi far redigere all’impresa che esegue i lavori una dichiarazione attestante che l’immobile su cui si vanno a eseguire i lavori di riqualificazione energetica era già dotato in passato di impianto di riscaldamento.

Occorre sottolineare, però, che la dimostrazione dell’esistenza dell’impianto non è in realtà richiesta, come avviene invece per l’esistenza in vita dell’edificio.
Non c’è traccia infatti dell’indicazione di alcuna attestazione tra i documenti da esibire in caso di controlli.

Per eccesso di zelo, comunque, prima di dar vita a lavori di smantellamento che potrebbero eliminare ogni traccia dell’impianto preesistente, vi consiglio di raccogliere una cospicua documentazione fotografica dei dispositivi che compongono l’impianto.

Cosa si intende per impianto di riscaldamento esistente?

Molti edifici sottoposti a interventi di riqualificazione energetica sono piuttosto vetusti e sprovvisti di un impianto di riscaldamento vero e proprio, come lo intendiamo oggi. Edifici di inizio secolo scorso presentano ad esempio camini in tutte le stanza o stufe. Possono, questi dispositivi, essere considerati un impianto di riscaldamento?

Fino al mese scorso un impianto termico, per essere considerato tale, doveva essere conforme alla definizione di cui al punto l – tricies del comma 1 dell’Art. 2 del D. Lgs. 192/05, come modificato dal decreto – legge 4 giugno 2013, n. 63, coordinato con la legge di conversione 3 agosto 2013, n. 90.

Il d. Lgs 48 del 10 giugno 2020 ha però modificato la definizione di impianto termico. Oggi è la seguente: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.

Nella vecchia definizione si affermava esplicitamente che non sono considerati impianti termici i seguenti apparecchi:
• stufe
• caminetti
• dispositivi per il riscaldamento localizzato a energia radiante.

Tuttavia, questi stessi apparecchi potevano essere assimilati a un impianto di riscaldamento, se la somma delle potenze nominali del focolare di quelli al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW.
Naturalmente questo requisito può essere attestato solo da un termotecnico esperto.

Questo chiarimento adesso è assente, per cui non si comprende come considerare questi sistemi di riscaldamento. La definizione cita eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione, che potrebbero anche non esserci, e quindi far rientrare tra gli impianti di riscaldamento anche quelli localizzati.

In attesa quindi di un chiarimento da parte di ENEA, vi invito a seguire le mie pagine Facebook e Twitter per essere sempre aggiornati.

(Prima pubblicazione 10 luglio 2018)



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117 commenti

  1. TIZIANO

    Buongiorno architetto,
    dovrei fare un intervento su un edificio bifamiliare diviso orizzontalmente con accesso unico sia da cancello pedonale che carraio e quindi con passaggio interno su area cortilizia comune ai due appartamenti. Le due unità residenziali sono distintamente intestate a parsone fisiche diverse: piano terra MAMMA; Piano Primo FIGLIA. L’intervento verrebbe fatto solo sull’appartamento al piano primo con cappotto superiore al 25% etcc.
    Posso rientrare nel superbonus 110%?
    Si configura come mini condominio?
    GRAZIE MILLE

    • Marco Serra

      superbonus-110-escluso-per-cappotto-termico-edificio-non-condominiale
      A leggere questo articolo sembrerebbe di no, se ho capito bene.

    • arch. Carmen Granata

      @Marco Serra: se in un immobile ci sono due appartamenti di due proprietari diversi (uno è la mamma, l’altro è la figlia) si tratta di CONDOMINIO.

  2. sergio

    Buongiorno,
    io ho una villetta con caldaia a condensazione e fotovoltaico 6kw con accumulo. Stò chiedendo ad una ditta che mi ha proposto con il bonus 110:
    pompa di calore con accumulo acqua calda
    upgrade del fotovoltaico con accumulo aumentandolo a 12 kw con 20kw di accumulo
    cambio serramenti
    vorrei capire da lei se tali interventi rientrano nel bonus, la ditta ha detto che non ci sono problemi

    • arch. Carmen Granata

      Se la pompa sostituisce la vecchia caldaia e l’insieme degli interventi permettono il miglioramento di due classi energetiche, effettivamente non ci sono problemi.

  3. Gianni

    Buongiorno, in un condominio stiamo dismettendo l’impianto centralizzato di riscaldamento, perchè non più a norma e vetusto, la sostituzione è regolarmente certificata da tecnico, sostituendolo quindi con il riscaldamento autonomo per ogni appartamento, si rientra nell’ecobonus in questo caso? ci sono problemi relativi a questo passaggio in quando la caldaia era centralizzata ed ora le mettiamo singole?
    grazie

    • arch. Carmen Granata

      Per l’ecobonus tradizionale non c’è problema, ma per avere quello al 110% l’impianto deve essere centralizzato.

  4. Oscar

    Ho una domanda: ho acquistato una vecchia casa da poco. Nell ape da me in possesso non risulta l impianto di riscaldamento. Ora devo rifare l ape Come previsto. La caldaia installata è vecchia e senza libretto. Ora devo sostituire con pompa di calore. Ma per fare la ape mi chiedono il libretto. C’è un modo per evitare?

  5. Pietro

    Buongiorno Architetto,
    sono proprietario di un villino unifamiliare, acquistato da poco, senza riscaldamenti con APE “G” redatta i primi giorni del mese di luglio u.s., appunto per il rogito.
    In questi giorni ho installato 3 climatizzatori (uno ogni locale) e sto rifacendo l’APE.
    Le chiedo, se nel corso del 2021 volessi fare il cappotto > 25%, cambiare infissi e istallare l’impianto solare con accumulo, secondo Lei potrei beneficiare dell’ecobonus 110? tenuto conto che nessuna norma sembra stabilire a quale data deve essere esistente l’impianto di riscaldamento?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Il problema è che nessuna norma ci dice esattamente COSA E’ impianto di riscaldamento… Se siamo sicuri che i tre climatizzatori lo siano, non c’è nessun problema quando sono stati installati.

  6. Alberto

    Salve, sono in procinto di acquistare una casa che da 15 anni è inutilizzata. Ha un impianto di riscaldamento ma la caldaia non c’è. L’impianto presenta 6 termosifoni in ghisa di importanti dimensioni (chiaramente sono collegati, mi hanno garantito che se si attacca una caldaia va tutto).
    Avrei diritto al superbonus? Ho un altro dubbio, l’acquisto di una caldaia e il cappotto sono due “trainanti” ma possono convivere o sono a esclusione (trovai un video che mi mise il dubbio).
    Saluti

    • arch. Carmen Granata

      L’impianto di riscaldamento deve essere funzionante, quindi ci vuole la caldaia.
      Gli interventi trainanti possono essere fatti entrambi, non capisco da dove sorge questo dubbio, che hanno anche altri.

    • Alberto

      Quindi mi basterebbe acquistare la caldaia senza usare il bonus, rimettere tutto in funzione; quindi far rifare l’ape, documentare il funzionamento e a quel punto ne avrei diritto (usando il cappotto come trainante)? (Chiaramente acquisterei la giusta caldaia, non voglio fare il furbo per poi sostituirla).
      Si trova scritto/sente che i trainanti sono il cappotto o la caldaia, anzichè “e/o”.
      Grazie mille per le delucidazioni e complimenti per l’articolo.

    • arch. Carmen Granata

      Sì, ovviamente poi bisogna rispettare i requisiti richiesti, in primis il salto di classi energetiche.

  7. Giulio

    Gentile architetto Granata,
    intanto complimenti, le sue risposte sono sempre celeri ed esaustive. Se ho ben capito dalla lettura dell’articolo e delle risposte ai commenti precedenti, in caso di rudere (altrimenti detto edificio collabente) accatastato ma sprovvisto di riscaldamento e situato in zona sismica 3, si potrebbe configurare il sismabonus al 110% (anche tramite demolizione e ricostruzione dello stesso) che traina fotovoltaico al 110% più, eventualmente, caldaia a biomassa e schermature solari sempre al 110% (in quanto interventi trainati per i quali il requisito del riscaldamento non sussiste). Giusto? Poi, per quanto riguarda l’installazione ex-novo di infissi, cappotto e pompa di calore, resterebbero comunque in vigore i bonus ordinari. Tale analisi le sembra corretta?

    • arch. Carmen Granata

      Purtroppo no. L’unico intervento trainato dal sismabonus è il fotovoltaico. Per la caldaia a biomassa e le schermature solari può avere l’ecobonus tradizionale al 65% e 50%.

  8. Carlo Bordoni

    Gent. Arch. Granata, per poter usufruire delle detrazioni al 110% con il salto di due classi, può essere abbinato al cappotto l’installazione di un impianto fotovoltaico a servizio di nuovi condizionatori a pompa di calore utilizzati ad integrazione dell’impianto termico preesistente?
    La ringrazio anticipatamente porgendole i miei più
    Cordiali saluti
    Carlo Bordoni

  9. Arch. Federico Ferroni

    Buongiorno
    propongo un quesito ancora privo di suoi preziosi riscontri.
    Un immobile costituito da n. 2 u.i. Cat. A5 è in comproprietà a due fratelli che vorrebbero effettuare miglioramento sismico e “scalare” di due classi energetiche l’intero immobile (o le due u.i. sovrapposte una all’altra). Preciso che esse sono entrambe dotate di accesso indipendente dalla strada pubblica.
    Ciò premesso, la Circolare 24 esclude il Superbonus per gli interventi realizzati sulle parti comuni (muri e copertura per sismica e contenimento energetico) se l’edificio è posseduto da un unico proprietario o in comproprietà a più soggetti.
    Mi sfugge totalmente la logica sottesa, oltretutto in contrasto con le risposte 22 maggio 2020 n. 137 e n. 139 e 22 Luglio 2019 n. 293 che prevedono l’agevolazione sugli interventi su parti comuni non condominiali, posto che la comproprietà delle due u.i. esclude la “sussistenza” del condominio.
    Poichè ritengo che la fattispecie fiscale descritta non sia così rara (la comproprietà), cosa ritiene sia possibile fare per rimuovere tale evidente discriminazione?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Mi perdoni se le dico che ha scoperto l’acqua calda… 🙂
      E’ dal giorno 8 agosto (data della pubblicazione della circolare di “chiarimento”) che ho le sue stesse perplessità e tra l’altro penso di averne parlato non so se in questa o in altre pagine. Cmq dal confronto con altri colleghi mi pare di percepire che l’AdE potrebbe correggere il tiro nei prossimi mesi, anche in virtù dell’orientamento esattamente opposto espresso con documenti precedenti.

  10. emanuele

    buongiorno devo ristrutturare una con 4 appartamenti ciascuno dotato di impianto di riscaldamento con caldaia. essendo l’edificio disabitato da molti anni, non ci sono più i libretti. posso accedere agli incentivi al 65% (110% non posso per motivi tecnici)? in caso di controlli dopo aver fatto i lavori cosa dovrei avere? bastano le foto alle caldaie?
    ringrazio

  11. Maurizio

    Buona sera architetto vorrei acquistare un immobile ad un’asta situato in un centro storico e censito al catasto (Foglio 10 Particella 27 Sub – Cat A/5 Cl- Vani 4 Rendita Eur. 140,48).
    La perizia riporta però questa descrizione:
    “…. Fatiscente, non abitabile e palese rischio di crollo per quanto riguarda la copertura realizzata con struttura portante in legno.
    ….. gli impianti, le pavimentazioni, gli infissi, le reti di smaltimento delle acque reflue bianche e nere sono da rifare completamente…
    … Si evidenzia la totale mancanza di impianti efficienti sia elettrico, termico e idrosanitario.”
    Il fatto che sia già cat. A/5 può essere presunzione per ipotizzare l’esistenza di un impianto pur non più efficiente e rintracciabile viste le condizioni attuali dell’immobile?

  12. Paolo

    Buongiorno architetto, a ottobre farò un rogito per la mia prima casa di una villetta monopiano che ha come impianto di riscaldamento solo ed esclusivamente il camino a legna nel soggiorno.
    Volevo chiederle se posso accedere al superbonus e in che modo?
    Premetto che per fare il rogito Chi ha venduto la villa ha fatto fare un’ape dalla quale si evince che non c’è riscaldamento
    Secondo lei è più semplice trovare un termotecnico che mi attesti che il cammino supera i 5 kw oppure prima di rogitare faccio fare un impianto alla buona per poi usufruire del bonus 110%? La ringrazio e le auguro buona giornata

    • arch. Carmen Granata

      Mi scusi, ma ha letto l’articolo? Vedrà che la discriminante per individuare l’impianto non sono più i 5kW. In quanto all’ “impianto alla buona” non mi esprimo.

    • Paolo

      Ho dimenticato di dirle che vorrei demolirlane ricostruirla di sana pianta per quello ho scritto alla buona solo perché non sarà di certo quello definitivo.
      Quindi un termotecnico potrebbe riconoscere il camino a legna come impianto???
      Grazie

  13. Matteo

    Gentile arch. Carmen Granata,
    considerando che, relativamente agli impianti di riscaldamento a biomassa, l’Agenzia Entrate non ha lasciato dubbio alcuno circa l’incentivazione al 110% delle spese sostenute per la loro installazione anche negli ambienti privi di preesistente sistema di climatizzazione invernale, desideravo chiederLe se secondo Lei potrebbe essere una soluzione ammissibile per agganciare il Superbonus sulle altre opere di efficientamento energetico quella di eseguire in un primo stato d’avanzamento lavori l’intervento trainante di sostituzione del vecchio impianto con uno a biomassa e contestuale installazione del riscaldamento anche nei vani che ne erano privi, di modo che, al secondo o terzo stato d’avanzamento, quando si interviene sull’involucro, i vani delimitati dal perimetro esterno siano stati nel frattempo provvisti del riscaldamento richiesto.
    Ciò appare senz’altro più coerente con la ratio della normativa, piuttosto che aggirarla montando ad hoc – prima di iniziare i lavori incentivati – sistemi fissi di climatizzazione solo con lo scopo di sostituirli col Superbonus; cosa che (al colmo del paradosso per una norma in difesa dell’ambiente) creerebbe maggiore inquinamento con rottamazioni non necessarie e relativi rifiuti.
    Cosa ne pensa?
    Grazie mille per un Suo stimato parere

    • arch. Carmen Granata

      Mi scusi, ma dov’è che l’AdE non “lascia alcun dubbio” sull’incentivazione al 110% della caldaia a biomassa in assenza di impianto termico?
      L’intervento è possibile in caso di ecobonus tradizionale, ma sul superbonus non ci sono indicazioni esplicite.

    • Matteo

      Nel paragrafo 2.2.1 della Circolare AdE N.24/E dell’8 Agosto 2020, alle pagg.25 e 26 è detto che la «condizione che gli edifici oggetto degli interventi […] siano dotati di impianti di riscaldamento funzionanti, presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile […] è richiesta per tutte le tipologie di interventi agevolabili ad eccezione» inter alia «dei generatori alimentati a biomassa».
      «gli interventi trainati di efficientamento energetico per i quali spetta il Superbonus […] sono agevolabili a condizione

    • arch. Carmen Granata

      I “predetti interventi” a cui si riferisce il passaggio sono ” quelli richiamati nell’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013″ appunto relativi all’ecobonus tradizionale e che possono diventare interventi trainati.

    • Matteo

      Sì certo, ma è appunto spiegato che la preesistenza di un sistema di riscaldamento è richiesta per tutti gli interventi trainati ma non per l’installazione di generatori alimentati a biomassa che, pertanto, come trainati, possono essere installati anche in quegli ambienti in cui prima non era presente alcuna fonte stabile di calore.

    • arch. Carmen Granata

      Ma i trainati non hanno ragione di esistere senza i trainanti! Se lei installa una caldaia a biomassa in un edificio senza impianto preesistente ha diritto alla detrazione 65%, punto.
      Poi possiamo stare a discuterne per giorni. Io ho la mia interpretazione, che magari non sarà corretta, lei la sua. Se pensa di essere nel giusto, faccia tutto ciò che occorre per poi poter avere il bonus. 🙂

    • Matteo

      Gentile arch.Granata, non era mia intenzione mettere in discussione che i trainati non abbiano ragion d’esistere senza i trainanti. Il mio quesito era un altro ma sicuramente non mi sono spiegato bene e mi scuso. In poche parole a me interesserebbe sapere se, secondo Lei, il requisito che gli ambienti oggetto degli interventi di efficientamento siano riscaldati, debba essere obbligatoriamente posseduto prima del visto di conformità o possa essere conseguito anche nel corso del primo stato d’avanzamento dei lavori agevolati, facendo asseverare al tecnico (tra il primo e il secondo o terzo stato d’avanzamento) la presenza del riscaldamento nei vani sulle cui pareti esterne si starà per intervenire.
      Ad esempio: sarebbe ammissibile avviare, come intervento trainante, la posa del cappotto sulle pareti riscaldate abbinandogli, come intervento trainato, l’installazione di generatori di calore alimentati a biomassa (ammessa anche nei vani non riscaldati) già al primo stato di avanzamento lavori, per poi, agli stati di avanzamento successivi, intervenire sulle pareti esterne dei vani dei quali nel frattempo si sia potuto asseverare il riscaldamento?
      Oppure, con lo stesso obbiettivo, nell’ intervento trainante di sostituzione dell’impianto di riscaldamento, può essere ammesso al Superbonus il posizionamento di punti di erogazione del calore in vani e ambienti che prima ne erano privi?
      Grazie mille per un Suo parere.

    • arch. Carmen Granata

      Assolutamente no. Forse di questa questione ho già discusso con un altro utente che ho confuso con lei…
      Cmq secondo me potrebbe fare questo: installare una caldaia a biomassa con ecobonus 65%, magari quest’anno. Avendo in questo modo un immobile riscaldato,dare avvio l’anno prossimo a nuovi lavori, trainanti, che le faranno avere il superbonus anche eventualmente su altri trainati.

    • Matteo

      Grazie Arch.Granata per la Sua gentile risposta. Ma poniamo il caso che l’immobile sia riscaldato in un modo tale che permetta al termotecnico di asseverare la sussistenza dei requisiti di accesso al Superbonus. Se, dopo aver terminato il lavoro trainato sull’involucro, io – per qualunque ragione – andassi a smantellare il sistema di riscaldamento documentato dal tecnico nella sua relazione iniziale, andrei compromettere i giusti presupposti della mia ammissione al Superbonus? In poche parole, per quanto tempo lo stato dei luoghi dovrebbe rimanere conforme a quanto relazionato dal tecnico in caso di controlli ex post da parte degli enti preposti? Ancora mille grazie per la Sua attenzione

  14. Alex

    Sto acquistando un rustico con mio fratello e cugino che trasformeremo in prima casa (3 appartamenti) gia preparare ok del comune, ora con 6 unità catastali d7. in tutto il piano terra è presente riscaldamento e clima con split funzionante mentre al primo piano da un lato aperto non c’è nulla. In pratica le 4 unita d7 del piano terra risultano riscaldate mentre le 2 al primo piano no. Le chiedo posso usufruire del superbonus 110 eco? Se si x quante unita le 4 riscaldate al piano terra? Grazie mille e complimenti per i vostri articoli Architetto.

    • arch. Carmen Granata

      Al momento non sappiamo con certezza se il superbonus si può applicare al cambio d’uso. In caso affermativo, dovremo ovviamente considerare solo le 4 unità riscaldate.

    • Alex

      Grazie per la risposta Architetto. Ho notato che è uscita una risposta la 326 del 9 Settembre dell’ADE su unità collabenti crede che possa essere un interpretazione valida anche appunto x cambio d’uso che in fase transitoria appunto viene accatastato in vlasse F? Grazie mille ancora e speriamo ci sia qiesta possibilità

    • arch. Carmen Granata

      La risposta citata non c’entra in questo caso, perchè fanno fede la destinazione inizale e quella finale.

  15. Tullio

    Sono proprietario in regime di comunione legale con il coniuge di una unità immobiliare regolarmente distinta in banca dati catastale
    con foglio particella sub categoria A/2 “funzionalmente indipendente” nel senso che dispone di accesso autonomo non comune ad altre
    unità immobiliari, chiuso da cancello e risulta dotata di tutti gli impianti idro-termo-sanitari di uso esclusivo. In merito agli impianti, lo scrivente, fa presente che il contatore elettrico è posizionato nella scala B (confinante) e per quanto attiene l’impianto per l’acqua non dispone di contatore parziale mentre il contatore gas risulta all’interno.
    lo scrivente chiede se le criticità rappresentate possano essere impedimento per accedere all’ecobonus 110% mediante l’installazione di caldaia a condensazione A+ insostituzione della preesistente ed altre opere idonenee alla riduzione di due classi energetiche (tipo sostituzione vetrata scorrevole per balcone con altra triplo vetri, etc.

  16. Marco Serra

    Salve, vorrei un suo parere circa l’ultima definizione di impianto termico data dal D.Lgs. 48/2020. Una casa climatizzata con le semplici pompe di calore, sia per la climatizzazione estiva sia per il riscaldamento invernale, è da considerare dotate di impianto termico? Grazie

  17. Giuseppe

    Buon giorno Aarchietto.
    Posseggo un immobile riscaldato con stufa, camino e radiatori elettrici. Puo bastare come impianto di riscaldamento esistente?

    • clajudio

      Buongiorno arch. Carmen Granata
      mi collego alla discussione…
      Ma cosa si intende per “attestazione da parte di un tecnico”…
      Per tecnico si intende un termotecnico, un geometra, un architetto? per Attestazione si intende un documento partilcolare previsto dall’ecobonus o puo far fede quanto scritto nell’APE pre-ristrutturazione?
      Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Mi scuso se usando questo termine ho ingenerato confusione. Non mi riferisco a nessun documento ufficiale, ma a una risposta dell’Enea, secondo cui “E’ il tecnico o l’utente che conosce l’impianto di riscaldamento presente nell’unità immobiliare e che verifica se quanto presente può essere considerato un impianto termico “.

  18. Francesco

    Buonasera architetto Granata,
    ho letto gran parte dello quesiti, e ho un grande dubbio sulla conclusione che nn si possa accedere al superbonus nel caso di intervento di isolamento termico delle strutture opache anche in assenza di impianto di riscaldamento, lei di che che espressamente specificato nella Circolare della AdE, però se si riferisce a quanto specificato al paragrafo 2.2.1, io personalmente la leggo diversamente, A mio parere in caso di assenza di impianto di riscaldamento esistente siano esclusi dall Ecobonus solo gli interventi “trainati” che ne prevedono una sua nuova installazione (ad esclusione appunto del solare termico, delle schermature solari, etc) ma non esplicita da nessuna parte che L isolamento termico sia escluso.
    Pertanto in conclusione, sempre a mio modesto parere, nel caso di edificio privo di impianto di riscaldamento dove si prevede un isolamento termico idoneo e nuovo impianto di riscaldamento, esempio pompa di calore con fotovoltaico, e nuovi infissi:
    – isolamento termico 110%
    – infissi 110%
    – pompa di calore 50%
    – fotovoltaico 50%
    Saluti

    • arch. Carmen Granata

      Lo spiego una volta per tutte: la preesistenza dell’impianto di riscaldamento non è una cosa “inventata” dal decreto rilancio nè dalla circolare 24 (perciò non lo trova!). E’ un requisito da sempre richiesto anche per l’ecobonus tradizionale. Deve fare riferimento alla norma istitutiva dell’ecobonus overo d.l. 63/2013.

    • Donato

      Mi scusi, ma avendo letto opinioni contrastanti anche da parte di esperti, mi spiega dove nella norma sta scritto che la preesistenza di un impianto di riscaldamento è vincolante anche per il superbonus per la coibentazione? Il D.L. 63/2013 (art. 14 comma 1), che lei giustamente indica, rimanda subito alla legge 220/2010 (art. 1 comma 48) la quale rimanda alla legge 296/2006, art. 1 commi 344-345-346-347, che sono quelli che descrivono gli interventi ammessi all’originario ecobonus. In questi commi, il 347 è relativo alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento (e parlando di sostituzione, ovviamente richiede un impianto preesistente) ma la coibentazione è invece agevolata ai sensi del comma 345, nel quale non si parla affatto della preesistenza di un impianto di riscaldamento, ma solo di requisiti sulla trasmittanza. Cosa c’è che non funziona in questa analisi?

    • Donato

      Ringraziandola molto per tutti i suggerimenti che dà su questa pagina, e accettando il fatto che l’impianto di riscaldamento sia comunque necessario, vorrei allora (per il mio edificio che ha solo stufe e camini in qualche stanza) fare così:
      1) costruire e accatastare un nuovo impianto di riscaldamento a gas, in regola con le norme attuali;
      2) fare APE sulla base del nuovo impianto;
      3) dare il via a nuovi lavori per il resto dell’intervento (coibentazione come trainante, poi infissi, fotovoltaico e altri trainati), che a questo punto dovrebbero poter avere il 110%, a patto di migliorare nel complesso di due classi rispetto all’APE del punto 2.
      Mi pare un percorso chiaro e perfettamente in regola sia con la lettera della legge che con lo spirito di risparmiare energia, che ne dice?
      Immagino che sul punto 1 si possa eventualmente avere l’agevolazione del 50%; questo potrebbe poi creare problemi rispetto al 110% della fase 3, specie se in essa magari si intervenisse ancora sul riscaldamento per migliorarlo? (per esempio, dovendo coibentare i pavimenti del piano terra verso la cantina, sostituire alcuni radiatori a muro messi nella fase 1 con il sistema a pavimento)
      Se nella fase 3 aggiungessi al riscaldamento dei condizionatori per l’estate, sarebbero considerabili un intervento agevolabile al 110% oppure un impianto di condizionamento estivo è agevolabile solo se migliora nel complesso l’efficienza energetica anche di quello invernale?
      Grazie ancora per la sua gentilezza.

  19. A. Nicola

    Buonasera, in caso di demolizione-ricostruzione, anche l’edificio demolito deve essere dotato di impianto di riscaldamento? Avrei un caso di un ex segheria che viene abbattuta per far posto a una monofamiliare, però la segheria non ha impianto di riscaldamento e quindi nemmeno APE.

  20. Paolo Grassi

    Buongiorno Architetto,
    sono proprietario di un immobile rurale non provvisto di impianto di riscaldamento (in passato era riscaldato con stufa).
    Vorrei demolire e ricostruire, utilizzando l’intervento antisismico come elemento trainante per superbonus. (comune sismico valore 2).
    Da quanto leggo nei precedenti commenti, i lavori di efficientamento energetico come installazione di impianto di riscaldamento o sostituzione infissi non possono essere considerati lavori trainati, perchè non esiste un impianto di riscaldamento.
    Rimangono solo pertanto l’installazione di fotovoltaico o colonnine di ricarica elettrica, quali elementi trainati nel superbonus.
    E’ corretto quanto sopra?
    Grazie in anticipo.

  21. Gabriele

    Buongiorno Architetto. Nel caso di un immobile dotato di un impianto consistente in due camini e due stufe, una per piano, mi pare di capire che sia rispettato il requisito della presenza di un impianto di riscaldamento se dall’APE iniziale risulta; è corretto? Considerando che l’impianto non è stato utilizzato nel recente passato, come va inteso il requisito di “impianto funzionante”? Ho letto in una Sua risposta che il requisito è che sia “esistente”, non anche che sia “funzionante”. Si consideri che l’immobile sarà soggetto a demolizione per successiva ricostruzione (intervento che rientra fra le spese che danno diritto alle detrazioni per Ecobonus e al Superbonus di cui al DL n. 34/2020) e che del preesistente non rimarrà traccia.
    Grazie!

    • arch. Carmen Granata

      L’Enea intende come impianto funzionante quello che “può essere messo in funzione eseguendo un’operazione di manutenzione.”

    • Gabriele

      Grazie. Se ho capito bene spetta in particolare al tecnico che deve fare le asseverazioni la responsabilità di verificare la presenza dell’impianto e del suo funzionamento. Mi chiedo, soprattutto nel caso di immobile che verrà demolito e ricostruito, che tipo di controlli e contestazioni potranno fare Agenzia delle Entrate ed Enea… E che tipo di documentazione conservare nell’eventualità.

    • Matteo

      Gentile arch. Carmen Granata, ringraziandoLa per i Suoi interventi puntuali, mi sarebbe di grande utilità conoscere in quale circolare o FAQ l’ENEA dà questa definizione di impianto funzionante come quello che “può essere messo in funzione eseguendo un’operazione di manutenzione.” Grazie mille

    • arch. Carmen Granata

      In nessuna circolare o FAQ ma in una risposta privata scritta data a un mio lettore.

  22. Piero

    Io ho appena costruito una casa in classe energetica B di cui avrò presto l’abitabilità.
    Anche se è una casa nuova posso beneficiare dell’Ecobonus? Nel mio caso sono interessato a fare il cappotto ed ampliare decisamente l’impianto solare ed eventualmente mettere la pompa di calore al posto della caldaia a pellet.
    Cordiali saluti e Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Certo, basta che l’immobile risulti accatastato alla data di inizio dei nuovi lavori.

  23. Monica

    Buongiorno Architetto
    posto che leggendo ho chiarito i miei dubbi, ovvero che per aver diritto al superbonus 110 non basta un climatizzatore o un camino per soddisfare il requisito di impianto di riscaldamento esistente, Le chiedo se è inibito l’accesso al 110% anche sugli altri interventi? Mi spiego: non essendo presente l’impianto di riscaldamento, non potrò in nessun altro intervento beneficiare del 110%? Se non esiste l’impianto mi è preclusa la possibilità del 110% sul cappotto termico, cupolex, riduzione del volume interno abitazione, infissi etc… e tutto ciò che ne deriva da una ristrutturazione? LE percentuali del 65% ecobonus e bonus ristrutturazioni esistenti al 50% e 90% Bonus facciate, sono assimilabili oggi allo sconto in fattura o credito d’imposta? cioè non più portate in detrazione in 5/10 anni? Grazie per il suo aiuto prezioso. Monica

  24. Stefano

    Salve gent.mo Architetto. Propongo il mio quesito. Sono in attesa di pagare gli oneri concessori per la ristrutturazione (con demolizione parziale ed ampliamento secondo piano casa) di una casa di campagna provvista solo di due camini a legna come fonti di riscaldamento. Ora, prima di ottenere i permessi e prima di iniziare i lavori, potrei installare un impianto termico oppure, meglio ancora, due o tre condizionatori, anche a pompa di calore, al fine di essere in regola con i requisiti per l’accesso all’ecobonus? L’esistenza dell’impianto deve essere antecedente alla data di entrata in vigore del decreto oppure all’inizio dei lavori? Grazie per la risposta.

    • arch. Carmen Granata

      L’impianto di riscaldamento deve essere antecedente all’inizio dei lavori.

    • Stefano

      Nel mio caso, dunque, installare delle pompe di calore (quante?) può essere bastevole a soddisfare l’esigenza di avere un impianto di riscaldamenti funzionante? Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Io le ho solo detto che l’impianto deve essere precedente all’inizio dei lavori, ma non posso garantirle che questo artificio sia valido.

  25. MARCO

    Buongiorno Arch.Granata, in merito ad una sua risposta in data 26 Agosto 2020, lei dice: “non ci sono termini entro cui l’impianto deve essere installato, basta che sia presente e funzionante prima dell’inizio dei lavori agevolati “.
    Io ho già comunicato l’inizio dei lavori all’ASL ed ho già effettuato dei bonifici su lavori non detraibili (non ho ancora effettuato i lavori trainanti e trainati), visto che non ho un impianto di riscaldamento ma bensì un caminetto sono in tempo per installare un climatizzatore inverter, per poter usufruire dell’Ecobonus al 110% (visto che ancora non ho prodotto l’APE di inizio lavori)?
    Grazie e cordiali saluti

    • arch. Carmen Granata

      No, in questo caso no. Mi riferivo a quando i lavori non erano ancora iniziati.

  26. Pacifico

    Gent, Arch., se ho compreso, l’esistenza dell’impianto di riscaldamento è precondizione per tutti gli interventi dell’ecobonus 110, anche per il solo cappotto termico.
    Mi chiedo, se l’esistenza dell’impianto di riscaldamento deve essere, a) prima dell’inizio lavori b) precedente all’entrata in vigore della legge.
    Se fosse il primo caso, è possibile installare un impianto tradizionale, e poi accedere all’ecobonus per installare cappotto e pompa di calore? (ho una casa sfitta ultacentenaria, che era riscaldata anni fà con mix stufa a legna e sfufa a gas,; da qualche anno il contatore metano non c’è, ma è visibile l’impianto di tubazioni del metano ed ho ancora le stufe).

    • arch. Carmen Granata

      Premessa: l’esistenza dell’impianto è condizione per tutti gli interventi tranne solare termico, schermature solari e caldaie a biomassa.
      Ciò premesso, non ci sono termini entro cui l’impianto deve essere installato, basta che sia presente e funzionante prima dell’inizio dei lavori agevolati.

    • Pacifico

      Riprendo parte della sua risposta alla mia domanda:
      “l’esistenza dell’impianto è condizione per tutti gli interventi tranne solare termico, schermature solari e caldaie a biomassa”.
      Un tecnico mi disse che il simabonus, nella fattispecie con “demolizione e ricostruzione” è applicabile a prescindere dall’esistenza dell’impianto.
      E’ corretto affermare che l’esistenza dell’impianto NON è condizione necessaria per il sismabonus?
      grazie

    • arch. Carmen Granata

      Correttissimo. Nella mia risposta, come in tutto l’articolo, si parla SOLO di ecobonus. Anche la sua domanda, del resto, parlava dell’ecobonus.

  27. Giuseppe

    Buonasera, vorrei sottoporLe il seguente quesito.
    In un condominio sono presenti alcune unità immobiliari accatastate come abitazione ma prive di impianto di riscaldamento (impianto termico). Le unità immobiliari sono direttamente interessate dall’intervento di isolamento termico.
    Secondo Lei è possibile accedere all’ecobonus 110% per interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate con incidenza superiore al 25% sulla superficie disperdente? In caso affermativo, il calcolo della spesa ammissibile massima deve tenere conto anche delle unità immobiliari prive di impianto termico?
    Cordiali saluti.

    • arch. Carmen Granata

      A mio avviso le unità sprovviste di impianto possono rientrare per gli interventi sulle parti comuni, ma non per quelli sulle singole unità.

  28. Nicola

    Buongiorno
    vorrei chiedere in merito al Superbonus 110%.
    Dato il nuovo quorum assembleare previsto dal Decreto, ossia la maggioranza degli intervenuti e almeno 1/3 del valore dell’edificio, è corretto pensare che questo quorum possa decidere ad esempio di passare all’interno di un condominio da impianti di riscaldamento autonomi (in ogni singolo appartamento) ad un impianto centralizzato?
    E’ possibile che una maggioranza così ristretta possa obbligare i restanti condomini a privarsi di un impianto di riscaldamento autonomo per uno centralizzato?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Sì, del resto la norma è stata introdotta proprio per rendere più semplice la deliberazione degli interventi.

  29. Andrea

    Buongiorno,
    Sono proprietario di una cascina provvista di camino come sistema di riscaldamento sulla quale stiamo per intervenire con lavori di ristrutturazione.
    Sull’APE rilasciata prima dell’entrata in vigore del d.lgs 48 del 10 Giugno è però riportato che l’immobile è privo di impianto di riscaldamento e la certificazione è stata fatta con impianto simulato.
    Mi chiedo se in base alla nuova definizione di impianto di riscaldamento sia possibile rivedere la certificazione iniziale ed accedere all’Ecobonus (65% o 110% qualora riuscissi a salire di 2 classi tramite altri interventi) in caso di installazione di sistema di riscaldamento e produzione di ACS a pompa di calore.
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Come può leggere dall’articolo, la nuova definizione è piuttosto ambigua. Dalla faq2d di Enea sembrerebbe che il camino possa essere equiparato a impianto di riscaldamento, ma non mi sento di dirlo con certezza.

    • Andrea Baldini

      Salve,
      è esattamente il caso che mi trovo come termotecnico in alcune ristrutturazioni.
      Condivido sul fatto che non ci sia chiarezza al momento.
      Mi viene da dire che se l’ENEA chiarisse che il caminetto si può considerare impianto termico, si potrebbe produrre nuovo APE post dlgs 48 del 10 Giugno 2020.
      Anche se credo rimarrebbe il problema di dotare quell’impianto di un libretto d’impianto e accatastarlo al catasto impianti regionale

    • arch. Carmen Granata

      Andrea Baldini, cosa ne pensa del fatto che nella circolare 24 sia richiesto che l’impianto sia “funzionante”?
      Ciò non contrasta con il fatto che per l’ecobonus tradizionale l’AdE abbia assentito la possibilità di fruirne anche per gli edifici collabenti (che possono essere dotati di impianto, ma certamente non funzionante)?

    • Andrea Baldini

      Arch. Carmen Granata,
      si lo trovo assolutamente contrastante. La circolare 24 è tuttavia più recente. Anche secondo un principio cautelativo se dovessi trovarmi di fronte ad un edificio collabente in questo momento non lo considereri incentivabile con SuperEcobonus per la parte di “sostituzione” impianto.
      Trovo comunque molti altri contrasti.
      La stessa circolare 24, nello stesso paragrafo, individua l’installazione di impianti a biomassa come interventi trainati incentivabili al 110% senza che si configuri una sostituzione, ma semplice installazione. Questo in linea anche con l’art 119 del DL Rilancio che individua tutti gli interventi dell’art.14 del DL 63/2013 modificato in Legge 160/2019 come interventi incentivabili al 110% se trainati.
      Tuttavia poi nella tabella del DecretoEfficienzaEnergetica del 7 Agosto, nell’allegato B dove si riassumono le aliquote di detrazione, l’installazione di un impianto a biomassa viene riportato con aliquota al 110% solo in caso di sostituzione.
      Mi perdo qualcosa io, o c’è un evidente contrasto?

    • Andrea

      Buongiorno, inoltro qui sotto la risposta dell’ENEA ricevuta il 21/8/2020 che chiarisce solo in parte la situazione e che delega l’analisi puntuale del singolo caso al tecnico/utente:
      “La presenza di un impianto termico viene definita attraverso la lettura della definizione presente nel Dlgs n. 192/05. E’ il tecnico o l’utente che conosce l’impianto di riscaldamento presente nell’unità immobiliare e che verifica se quanto presente può essere considerato un impianto termico in base alla suddetta definizione.
      Risulta evidente che nel caso di camini, di stufe o di singoli diffusori, tutti elementi fissi, la fonte di riscaldamento è puntuale e non diffusa su tutta l’unità immobiliare e quindi a nostro parere dipende dalla valutazione fatta da un tecnico sulla distribuzione del calore generato in relazione alla presenza delle partizioni interne dell’unità immobiliare.
      In generale un edificio collabente non ha un impianto termico funzionante, nel senso che può essere messo in funzione eseguendo un’operazione di manutenzione.”

    • arch. Carmen Granata

      @Andrea Baldini Purtroppo non è l’unica incongruenza. Io ne ho individuate ad esempio anche altre non legate agli aspetti impiantistici.

    • arch. Carmen Granata

      @Andrea: la ringrazio per questa preziosa testimonianza.
      A questo punto vi dico come mi comportereri io, che forse sono eccessivamente prudente. In presenza di una condizione che non coincida con un tradizionale impianto regolarmente funzionante, eviterei di richiedere l’ecobonus col rischio che mi venga revocato.

    • Andrea Baldini

      @arch. Carmen Granata,
      concordo in parte. Data per buona la risposta dell’ENEA (ho inoltrato lo stesso quesito anche io, senza risposta per ora). secondo me se si parla di monolocale e la stufa può essere dotata di libretto d’impianto, si può rifare l’APE e procedere con Ecobonus (anche Super) per la parte di sostituzione impianto.
      Comunque in caso di impianto assente o non funzionante mentre è evidente dalla circolare 24E che gli interventi trainati non possono accedere ad Ecobonus (tranne solare termico e biomassa e scheramture), non è chiaro se gli interventi trainanti (escluso la sostituzione impianto) possono accedervi.
      In pratica: edificio con APE ma senza impianto o impianto non funzionante, se faccio coibentazione >25%, l’intervento trainante della coibentazione accede al Superecobonus? Magari accompagnato da altri interventi che contribuiscono a salire di 2 classi anche se non rientrano nell’Ecobonus?

    • arch. Carmen Granata

      Non capisco il dubbio. La norma non prevede l’APE come requisito, ma la presenza dell’impianto (e la circolare che sia pure funzionante).

  30. GIUSEPPE ROSSI

    Buongiorno
    volevo usufruire del bonus 110%, nella mia abitazione è presente come riscaldamento il camino e tutto l impianto per i termosifoni l’unica cosa non è presente ne la caldaia ne i termosifoni ma solo l’impianto riesco ad usufruire? se si come dimostro l’impianto esistente?
    Grazie mille

  31. Carlo Bordoni

    Gent. Arch. Granata non posso che associarmi nel ringraziarLa per la chiarezza e tempestività delle Sue risposte. Entrando nel merito del dubbio che Le sottopongo a causa delle perplessità esternate dal mio termotecnico, faccio presente di avere in corso lavori di ristrutturazione di un vecchio immobile con caldaia a camera aperta. Lo scorso anno ho acquistato una nuova caldaia a condensazione che sto già detraendo ma che debbo ancora installare al pari dei termosifoni per la lentezza dei lavori. Vorrei realizzare anche il cappotto dell’edificio saltando due classi con l’installazione della nuova caldaia. Pur consapevole che per la caldaia la detrazione rimarrà al 50%, posso ottenenere il superbonus per il cappotto in considerazione che l’APE iniziale secondo me non dovrebbe tenere conto di una caldaia ancora da installare per cui raggiungerei facilmente il salto di due classi o potrei essere costretto magari ad acquistarne un’altra più performante (sempre che riesca a quel punto a fare il salto di due classi)?
    RingraziandoLa anticipatamente, porgo
    Cordiali saluti
    Carlo Bordoni

    • arch. Carmen Granata

      Non credo sia la soluzione. Fare l’APE senza considerare la presenza della caldaia equivale a considerare l’impianto privo di riscaldamento. Al limite si dovrebbe indicare la vecchia caldaia a camera aperta.

  32. Stefania Bianchi

    Buongiorno architetto, innanzitutto complimenti per la chiarezza delle informazioni. Avrei necessità di un parere:
    sono proprietaria di una porzione di un villino quadrifamiliare con accesso indipendente che risulta accatastato, e con riscaldamento/raffeddamento ottenuto esclusivamente con 2 condizionatori 9000 btu senza termosifoni o altro.
    L’intervento che volevo realizzare riguarda sia il cappotto termico che la sostituzione dei condizionatori con nuovo impianto a pompa di calore con pavimento radiante, in modo da aumentare di 2 punti il livello energetico, e l’istallazione di pannelli solari per fotovoltaico.
    Per il cappotto termico e fotovoltaico non ci sono problemi, mi domandavo invece se secondo lei posso usufruire dell’ecobonus al 110% per l’impianto termico e se quindi posso sostituire i 2 condizionatori. Per poter procedere con l’operazione tale informazione per noi è fondamentale. La ringrazio in anticipo

    • arch. Carmen Granata

      Sì, essendo i climatizzatori equiparati a riscaldamento. Del resto, se non fosse così, non potreste averlo nemmeno sugli altri interventi.

  33. Carlo

    Gent. Arch. Granata, da profano mi permetto di chiederLe i motivi per cui, a prescindere dall’impianto di riscaldamento, non è possibile ottenere l’ecobonus al 110% pur con un salto di due classi energetiche ottenuto con il cappotto (una delle condizioni trainanti necessaria per ottenerlo riportata nella guida dell’agenzia delle Entrate) e la sostituzione “congiunta” degli infissi con l’ installazione di impianto fotovoltaico. RingraziandoLa anticipatamente, porgo
    Cordiali saluti
    Carlo Bordoni

    • arch. Carmen Granata

      Perchè per l’AdE l’esistenza dell’impianto di riscaldamento è requisito indispensabile per poter usufruire dell’ecobonus per quasi tutti gli interventi.

  34. Alessandro

    Buongiorno architetto e complimenti i suoi approfondimenti.
    Sono proprietario di un ex fienile, attualmente l’intero edificio è un magazzino (accatastato C2) riscaldato con stufe in più ambienti con potenza superiore a 5kwh (certificato da regolare APE).
    Vorrei procedere con il frazionamento in due unità immobiliari, magazzini C2 (uno rimarrebbe intestata a me e l’altro ad un mio parente) e, una volta avvenuto il frazionamento, successiva ristrutturazione con trasformazione in due unità abitative, villette con ingresso indipendente.
    Per poter procedere con l’operazione per noi diventa fondamentale poter usufruire dell’ecobonus al 110%, secondo lei avremmo diritto alle detrazioni x 2 unità?
    La ringrazio e rinnovo i complimenti!

    • arch. Carmen Granata

      Grazie. Se dall’APE risulta un impianto di riscaldamento (no simulato), allora l’ecobonus vi spetta. Ma i tetti di spesa non si moltiplicano per due, perchè si considera il numero di unità immobiliari di partenza.

  35. cecilia

    Buongiorno,
    mi si richiede di fare un invio ad ENEA per ecobonus (infissi + caldaia a condensazione). Volevo però dei chiarimenti in merito alla fattibilità della richiesta.
    La situazione prima dell’intervento è questa:
    appartamento per civile abitazione, accatastato, con riscaldamento ottenuto esclusivamente con stufe a kerosene e senza termosifoni o altro.
    L’intervento consiste nella ristrutturazione totale dell’appartamento con sostituzione degli infissi e sostituzione delle stufe a kerosene con nuovo impianto a radiatori e caldaia a condensazione.
    Posso considerare l’impianto ante intervento con le stufe a kerosene un impianto termico esistente che poi viene sostituito dal nuovo oppure no? Perché leggendo la faq 9.D dell’ENEA risulta: “…….Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato a energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW….” e mi verrebbe da pensare di no… tra l’altro, è stato anche redatto un Attestato di Prestazione prima di iniziare i lavori in cui figura un IMPIANTO SIMULATO.
    e poi … in caso negativo, credo che il committente non possa portare in detrazione nessun intervento, né la caldaia né gli infissi. Sbaglio?
    Grazie mille
    Saluti

    • arch. Carmen Granata

      Io concordo con lei. Tra l’altro, l’APE taglia la testa al toro, visto che è stato redatto con impianto simulato. Quindi, il committente non ha diritto all’ecobonus, ma può cmq portare in detrazione gli interventi con bonus ristrutturazione 50%.

  36. claudio

    Buongiorno, ho acquistato un’abitazione degli anni 60….. non piu abitata da almeno 15 anni… l’abitazione è in stato di degrado, tuttavia al suo interno si trova ancora la vecchia caldaia e tutte le tubature che portano ai termosifoni i quali però sono stati rimossi (penso rubati). Nella certificazione energetica appena fatta riporta come sistema di riscaldamento “caldaia a combustione” a gas naturale.
    Nel caso procedessi a ristrutturazione e quindi a copertura completa di cappotto, sostituzione tetto e rifacimento degli impianti (quindi sicuramente avanzerei di due classi), ho i requisiti x accedere al superbonus? il mio dubbio rimane sulla definizione di “sostituzione di impianti esistenti” in quanto al momento tali impianti non sono effettivamente “funzionanti”. Dato che questo è il fattore cruciale x me le sarei grato se mi potesse fornire un suo parere in merito.
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Il requisito è che l’impianto sia “esistente”, non “funzionante”. Se esiste una caldaia e un sistema di distribuzione che lo dimostra, a mio avviso non c’è nessun problema.

  37. CORRADO BIDOIA

    Buongiorno,
    Qualora un edificio non fosse provvisto di riscaldamento, ma avesse comunque una classe energetica già attestata (probabilmente perchè in passato veniva riscaldato con una stufa ora rimossa), si può avere lo stesso il superbonus per lavori quali cappotto interno, infissi o riscaldamento a pavimento, qualora portassero l’immobile su di 2 o più classi energetiche?
    Ringrazio anticipatamente

  38. Setti Aldo

    Buongiorno architetto Granata,
    avevo già sottoposto alla sua attenzione il quesito riguardante un gruppo di amici costituenti una cooperativa che acquista un terreno con edifici da abbattere e ricostruire a cui spetta sia l’eco che il sisma bonus per € 136.000. a cui Lei aveva espresso parere positivo. Ora stiamo valutando l’ipotesi di far acquistare il terreno al costruttore che costruisce tutte le 7 unità e ce le venderebbe con il bonus sisma. a suo parere potremmo ottenere anche l’ecobonus sul prezzo che il costruttore ci farà?
    Grazie

  39. giuseppe

    Mi permetto a scriverLe dopo aver visto vari suoi video su youtube.
    Le pongo un quesito a me fondamentale.
    Se posso.
    Possiedo un locale commerciale in un condominio.
    Dovranno mettere il cappotto termico su tutto l’edificio tranne che sul mio locale, per mia scelta (accolta da tutti gli altri).
    Parteciperò con i miei millesimi alla realizzazione del cappotto termico dell’edificio (parti comuni quindi).
    Nel mio locale non c’è un impianto termico di riscaldamento.
    Domanda…
    Ho diritto all’ecobonus 65% sulle spese da me sostenute sulle parti comuni (che in pratica sono gli appartamenti che dispongono di impianto termico)?
    È fondamentale per me avere una risposta dato che è un caso particolare e né il tecnico né l’amministratore sanno dare una risposta.
    È fondamentale perché l’azienda è pronta ad acquisire il mio credito.
    Trattandosi di 22000 euro è fondamentale una risposta.
    Distinti Saluti

    • arch. Carmen Granata

      Certo che ha diritto all’ecobonus, ovviamente se partecipa alle spese e in proporzione alla sua quota.
      Non importa che il “beneficio” sarà goduto solo dagli altri proprietari.

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