Impianto di riscaldamento esistente: come dimostrarlo?

Un impianto di riscaldamento esistente è requisito indispensabile di un edificio per richiedere l’ecobonus per riqualificazione energetica: come attestarlo?

Impianto di riscaldamento esistente (photo credit pixabay.com)

Impianto di riscaldamento esistente (photo credit pixabay.com)

Impianto di riscaldamento esistente come requisito per l’ecobonus

Per poter usufruire dell’ecobonus per riqualificazione energetica, l’edificio oggetto dell’intervento edilizio deve possedere due requisiti fondamentali:
• essere esistente
• essere già dotato di un impianto di riscaldamento alla data di inizio dei lavori.

La presenza di un impianto di climatizzazione invernale è quindi una discriminante che distingue l’ecobonus dalla detrazione 50%, per la quale non è richiesta.

Questo requisito essenziale è ribadito anche dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 31 maggio 2007. All’epoca della pubblicazione della circolare, l’aliquota di detrazione vigente era del 55%, ma la sostanza del requisito previsto non cambia ancora oggi.

Esiste una sola eccezione, un’unica tipologia di intervento per il quale la presenza di un impianto di riscaldamento esistente non è condizione necessaria per poter usufruire del bonus energetico. Si tratta dell’installazione dei pannelli solari termici, ovvero quelli destinati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Impianto di riscaldamento esistente: come si fa a dimostrarlo?

Dimostrare il primo requisito richiesto, cioè che l’edificio sia già esistente e non di nuova costruzione, è piuttosto semplice. La stessa Agenzia delle Entrate fornisce chiare indicazioni, ricordando che è sufficiente che l’immobile risulti accatastato o in corso di accatastamento al momento della richiesta di incentivo.
In alternativa, basterà esibire le ricevute che provino l’avvenuto pagamento di imposte sull’immobile, come l’IMU, laddove previste.

Ma come si fa a dimostrare che un edificio da sottoporre a ristrutturazione era già dotato di un impianto di riscaldamento esistente al momento dell’inizio dei lavori? A riguardo, l’Agenzia delle Entrate non ha fornito indicazioni esplicite.

È prassi far redigere all’impresa che esegue i lavori una dichiarazione attestante che l’immobile su cui si vanno a eseguire i lavori di riqualificazione energetica era già dotato in passato di impianto di riscaldamento.

Occorre sottolineare, però, che la dimostrazione dell’esistenza dell’impianto non è in realtà richiesta, come avviene invece per l’esistenza in vita dell’edificio.
Non c’è traccia infatti dell’indicazione di alcuna attestazione tra i documenti da esibire in caso di controlli.

Per eccesso di zelo, comunque, prima di dar vita a lavori di smantellamento che potrebbero eliminare ogni traccia dell’impianto preesistente, vi consiglio di raccogliere una cospicua documentazione fotografica dei dispositivi che compongono l’impianto.

Cosa si intende per impianto di riscaldamento esistente?

Molti edifici sottoposti a interventi di riqualificazione energetica sono piuttosto vetusti e sprovvisti di un impianto di riscaldamento vero e proprio, come lo intendiamo oggi. Edifici di inizio secolo scorso presentano ad esempio camini in tutte le stanza o stufe. Possono, questi dispositivi, essere considerati un impianto di riscaldamento?

A tal proposito ci viene in soccorso l’ENEA, ricordando che un impianto termico, per essere considerato tale, deve essere conforme alla definizione di cui al punto l – tricies del comma 1 dell’Art. 2 del D. Lgs. 192/05, come modificato dal decreto – legge 4 giugno 2013, n. 63, coordinato con la legge di conversione 3 agosto 2013, n. 90.

La definizione di impianto termico è pertanto la seguente: impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo.

Nella stessa definizione si afferma però che non sono considerati impianti termici i seguenti apparecchi:
• stufe
• caminetti
• dispositivi per il riscaldamento localizzato a energia radiante.

Tuttavia, questi stessi apparecchi possono essere assimilati a un impianto di riscaldamento, se la somma delle potenze nominali del focolare di quelli al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW.
Naturalmente questo requisito potrà essere attestato solo da un termotecnico esperto.

Tra gli altri sistemi non considerati impianto termico ci sono poi quelli dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari a uso residenziale.

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