Obbligo di punto di ricarica auto elettriche per le nuove case

In ottemperanza ad una direttiva UE, dal 2018 per le case di nuova costruzione scatta l’obbligo di dotazione di almeno un punto di ricarica auto elettriche.

Punto di ricarica auto elettriche ad Amsterdam©

Punto di ricarica auto elettriche ad Amsterdam©

Direttiva UE per punto di ricarica auto elettriche

A breve, ogni nuova casa costruita o ristrutturata in Europa dovrà essere equipaggiata di almeno un punto di ricarica auto elettriche.

È quanto previsto dalla direttiva europea 2014/94/UE, Directive alternative fuel initiative (DAFI), sui carburanti alternativi.
Lo stesso provvedimento legislativo stabilisce anche che entro il 2023 almeno il 10% dei posti auto presente negli edifici dovrà essere dotato di una presa per la ricarica elettrica.

In un primo momento si era parlato del recepimento in Italia a partire dal primo giugno 2017.
Con la pubblicazione in Gazzetta del d. lgs 257/2016 il 13 gennaio 2017, l’entrata in vigore dell’obbligo di dotazione è stata invece differita al primo gennaio 2018.

L’obiettivo: facilitare la ricarica delle auto elettriche

L’iniziativa dell’Unione Europea punta a incoraggiare la diffusione dei veicoli non inquinanti attraverso un’adeguata dotazione di infrastrutture negli immobili. Il fine è quello di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti.

All’avanguardia in questo settore ci sono Paesi come l’Olanda e la Norvegia, dove si prevede l’eliminazione dei motori diesel entro il 2025.

La diffusione della mobilità elettrica è invece ostacolata in Italia, non solo dai costi ancora poco accessibili dei veicoli. Esiste il timore per i potenziali utilizzatori di non trovare un numero sufficiente di colonnine per la ricarica nelle vicinanze della propria abitazione.

Con la presenza della stessa presa presso il proprio spazio coperto o scoperto dedicato al parcheggio dell’auto, l’incubo potrebbe essere scongiurato.

Nel nostro Paese quasi il 90% degli automobilisti non percorre più di 30 km al giorno e le auto elettriche oggi in commercio consentono ormai un’autonomia anche di 100 km. Da ciò si può comprendere come si potrebbero aprire interessanti prospettive per questo mercato.

Quali case dovranno essere dotate di punto di ricarica auto elettriche?

A partire dal 2018, il rilascio del Permesso di Costruire per alcune tipologie di immobili sarà vincolato alla presenza di un punto di ricarica auto elettriche.
A tale scopo, i Comuni devono adeguare entro il 31 dicembre 2017 il proprio Regolamento Edilizio alle modifiche introdotte al Testo Unico dal D. lgs 257/2016.

Saranno soggetti all’obbligo di dotazione gli edifici:
• non residenziali di nuova costruzione di superficie superiore a 500 metri quadri
• residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative
• già esistenti e sottoposti a ristrutturazione edilizia di primo livello.

Si definiscono di primo livello gli interventi di ristrutturazione che interessino:
• più del 50% della superficie disperdente esterna
• l’eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo.

Per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, le infrastrutture elettriche predisposte dovranno consentire la connessione di un numero di posti a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali.

In realtà, in Italia molti Comuni hanno già da tempo adeguato i propri regolamenti edilizi, prevedendo l’obbligo di dotazione di punti di ricarica per le costruzioni a uso commerciale. Il risultato è stato possibile anche grazie all’impegno degli attivisti della mobilità elettrica.

La difficoltà maggiore si riscontra invece quanto si intende equipaggiare con un punto di ricarica un’abitazione privata, anche per i limiti a livello progettuale degli impianti.

Come è fatto un punto di ricarica auto elettriche?

I punti di ricarica per la batteria dei veicoli elettrici sono prese elettriche esterne in cui inserire la spina per ripristinare la batteria di auto o altri veicoli alimentati da elettricità, come moto, bici, ecc..
Tecnicamente prendono il nome di stazione di ricarica.

Ne esistono di diverse forme, ad esempio:
• a colonnina
• a palo
• con applicazioni a muro chiamate wallbox
portatili.

Come installare un punto di ricarica auto elettriche in casa?

A parte i casi in cui è previsto l’obbligo, qualunque cittadino in possesso di un veicolo elettrico potrebbe desiderare di installare un punto di ricarica presso la propria abitazione. Come fare, dunque?

In un’abitazione privata, è possibile installare il punto di ricarica dell’auto elettrica nel proprio box, semplicemente collegandola al contatore di casa. Naturalmente l’impianto elettrico dovrà essere di potenza adeguata.

In condominio, è necessario invece richiedere il permesso all’amministratore, che potrebbe anche negarlo. Tutte le spese di infrastruttura sono comunque a carico del condomino richiedente.

In entrambi i casi è sufficiente un punto tipo wallbox.

Se invece si intende attrezzare un’area comune del condominio, sempre dopo averne ottenuto il permesso, sarà necessario utilizzare una colonnina come quelle che si trovano lungo le strade.

In questo caso, i costi di allaccio e installazione saranno superiori, ma potranno essere suddivisi tra tutti i condòmini o tra quelli che ne faranno uso.
I costi delle ricariche invece, potranno essere contabilizzati attraverso un apposito contatore per ripartirli tra i vari utilizzatori.

Ricordate, infine, che se la presa è anche collegata a un impianto fotovoltaico, potrete usufruire della ricarica praticamente a costo zero.

Quale permesso richiedere per installare un punto di ricarica auto elettriche?

Il DM 3 agosto 2017 chiarisce che per realizzare punti di ricarica in immobili e aree private non occorre richiedere autorizzazione o presentare segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), perché si tratta di attività edilizia libera.

È però necessario che il punto di ricarica rispetti queste condizioni:
• non richieda una nuova connessione alla rete di distribuzione elettrica né una modifica di quella esistente
• sia conforme ai vigenti standard tecnici e di sicurezza
• la sua installazione sia effettuata da un soggetto abilitato e nel rispetto delle norme di sicurezza elettriche
• abbia un certificato di conformità dell’impianto e del suo funzionamento alle norme di sicurezza elettrica, rilasciato dall’installatore.

(Prima pubblicazione 11 ottobre 2016)




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