Impianto fotovoltaico ad accumulo

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che l’installazione del fotovoltaico ad accumulo usufruisce del bonus 50% in quanto finalizzata al risparmio energetico.

Schema elettrico fotovoltaico ad accumulo Solar Eclipse (photo credit www.solarenergypoint.it)

Schema elettrico fotovoltaico ad accumulo Solar Eclipse (photo credit www.solarenergypoint.it)

Come è fatto un impianto fotovoltaico ad accumulo?

Il fotovoltaico ad accumulo è un tipo di impianto fotovoltaico che consente di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso rispetto a quella necessaria per uso domestico per poterla utilizzare in un altro momento.

Un impianto fotovoltaico tradizionale può infatti produrre un surplus di energia che viene immesso nella rete e venduto alle società elettriche. Si tratta del meccanismo conosciuto come scambio sul posto.

Accade però che una parte dei consumi energetici avvenga proprio nelle ore notturne, quando non c’è energia disponibile e, oltre a utilizzare tutti gli elettrodomestici, occorre anche accendere le luci.
L’impianto ad accumulo consente di superare questo problema, perché permette di stoccare l’energia che serve nelle ore di mancato irraggiamento solare mediante particolari batterie di cui è dotato.

Con l’installazione di un impianto siffatto si riesce quindi a coprire fino all’80% del fabbisogno elettrico di una abitazione.

Un impianto ad accumulo non presenta differenze nell’aspetto rispetto a uno di tipo tradizionale. Anzi, le batterie necessarie per l’accumulo possono anche essere aggiunte a posteriori a un normale impianto esistente.
L’unico accorgimento necessario è la presenza di un locale apposito destinato all’alloggiamento dell’impianto di accumulo, vale a dire le batterie.

Tipologie di impianto fotovoltaico ad accumulo

Oggi in commercio si possono trovare tre tipologie di impianto fotovoltaico ad accumulo:
ON GRID (cioè sempre connessi alla rete) lato produzione
ON GRID post produzione
OFF GRID.

Nel primo caso l’inverter decide dove destinare l’energia, privilegiando i cosiddetti carichi attivi, ovvero ciò che in quel momento assorbe energia in casa e, in secondo luogo, inviandola alle batterie di accumulo.
Se rimane ancora energia in eccesso, viene inviata alla rete, visto che il sistema è comunque sempre connesso.
Quando l’impianto si spegne perché il sole è tramontato, i carichi attivi vengono alimentati dall’energia immagazzinata nelle batterie di accumulo, fino al loro esaurimento.

Nei sistemi ON GRID post produzione si affianca all’impianto base costituito da pannelli e inverter, un kit da montare dopo il contatore di produzione, costituito da:
• un secondo inverter
• un sistema di controllo dell’accumulo
• le batterie.
Il meccanismo di controllo dell’energia è analogo a quello visto in precedenza, con la differenza che questo tipo di sistema può essere applicato anche a impianti già esistenti.

I sistemi OFF GRID, detti anche stand alone o a isola, sono invece studiati per non immettere mai in rete l’energia prodotta dai pannelli.
Il funzionamento è ancora lo stesso ma naturalmente l’energia in eccesso rimane immagazzinata e non viene mai ceduta alla rete.
Questo tipo di impianto consente quindi di avere energia a disposizione per tutto l’anno, ma è ovviamente precluso a tutti coloro che possiedono un impianto che usufruisce degli incentivi del Conto Energia, in quanto questi sono sempre connessi alla rete.

Tipologie di batterie per fotovoltaico ad accumulo

Le batterie di un impianto ad accumulo possono essere di diversi tipi:
• al nichel
• con tecnologie ad alta temperatura
• al nichel – cadmio
• al piombo – acido
• agli ioni di litio.
Le ultime due in particolare sono quelle oggi disponibili in commercio.

Le batterie al piombo – acido sono affidabili ed economiche, ma anche di dimensioni ingombranti e quindi occupano più spazio.
Per il loro corretto funzionamento e per una buona durata sono efficienti solo se scaricate fino al 50%. Quindi tenete in conto che, se acquistate batterie di potenza nominale da 10 kWh, potrete in realtà sfruttarne solo fino a 5.
Queste batterie devono inoltre essere collocate in locali areati, perché durante il loro funzionamento producono gas idrogeno.

Le batterie al litio sono invece più costose, ma leggere e di piccole dimensioni. Inoltre possono essere scaricate fino all’80% della loro potenza nominale e hanno un ciclo di durata più lungo.
Non ci sono particolari prescrizioni per la loro collocazione, ma hanno un sistema di controllo più delicato e richiedono particolari accorgimenti per non essere danneggiate.

Quanto costa un impianto fotovoltaico ad accumulo?

I costi di un impianto ad accumulo sono superiori a quelli di un impianto fotovoltaico tradizionale in quanto occorre ovviamente sommare anche il prezzo delle batterie.

Tuttavia, come avviene per tutti i prodotti tecnologici, negli ultimi anni il mercato si è ampliato, sono aumentati i produttori e l’offerta e di conseguenza i costi si sono notevolmente ridotti.

Oggi è possibile ad esempio acquistare un impianto di accumulo dotato di 4 batterie con un’energia nominale di 6,2 kWh a prezzi compresi tra 2.000 e 3.000 euro circa.
Sono quindi i costi delle batterie a incidere maggiormente sull’investimento, anche se questi sono destinati a calare progressivamente negli anni.
Il calo dei prezzi già in corso ha reso l’accumulo concorrenziale nei confronti dello scambio sul posto.

Se da un lato i costi di un impianto ad accumulo sono ancora superiori rispetto a quelli di un impianto tradizionale, dall’altro il primo permette di ottenere un maggiore risparmio.
Questo si potrà valutare però solo col trascorrere del tempo, dopo che saranno ammortizzati i costi di installazione.

È giusto precisare che, per gli impianti connessi alla rete, mentre i costi in bolletta potranno essere praticamente azzerati per le voci riguardanti i consumi, i costi fissi non potranno esserlo e saranno sempre dovuti al proprio gestore.

A chi conviene un impianto fotovoltaico ad accumulo?

Appare evidente che se la vostra famiglia trascorre molto tempo fuori casa, ad esempio per lavoro, e i consumi elettrici si concentrano particolarmente nelle ore serali e notturne, un impianto ad accumulo è la soluzione più conveniente per sfruttare al massimo l’energia prodotta dall’impianto.

Un impianto ad accumulo è inoltre conveniente quando non è possibile connettersi alla rete elettrica o comunque si vuole essere completamente indipendenti da qualunque gestore.
Un utilizzo tipico è infatti quello per case in montagna o in campagna completamente disconnesse dalla rete.
In questi casi (impianti OFF GRID) si è del tutto indipendenti da qualunque gestore e non si paga nessuna bolletta.

Detraibilità del fotovoltaico ad accumulo

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato, a seguito dell’interpello di un contribuente, che l’installazione di un sistema ad accumulo per un impianto fotovoltaico usufruisce della detrazione 50%, come opera finalizzata al risparmio energetico.

In realtà, il sistema ad accumulo di energia non è un’opera in sé in grado di far conseguire un risparmio energetico, ma lo diventa nel momento in cui la sua installazione è contestuale o successiva a quella dell’impianto fotovoltaico.
In questo caso, diventa un elemento connesso all’impianto e capace di incrementarne le capacità.

Naturalmente l’impianto fotovoltaico deve essere stato installato unicamente per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione.

Vi ricordo che per l’installazione di un impianto fotovoltaico, la detrazione è prevista anche se non vengono realizzati lavori edili. È però indispensabile acquisire il rilascio della scheda tecnica da parte del produttore per dimostrare il conseguimento del risparmio energetico.

L’agevolazione è cumulabile con il meccanismo dello scambio sul posto e del ritiro dedicato; non lo è invece con la tariffa incentivante.

(Prima pubblicazione 6 luglio 2016)




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