Perché usare il pellet come combustibile

Il pellet, classificabile come biomassa, è un combustibile ricavato da scarti di lavorazione del legno, essiccati e pressati sottoforma di piccoli cilindri.

Pellet

Pellet

Cos’è il pellet?

Il termine pellet è una parola inglese che significa pallina, però l’oggetto a cui comunemente lo associamo ha in realtà una forma cilindrica.

Con questo nome si indica infatti un combustibile vegetale ricavato dagli scarti di lavorazione del legno. Una volta essiccati, tali scarti sono pressati proprio sottoforma di piccoli cilindri della lunghezza di 2 – 3 cm e il diametro di 6 – 8 mm.

La produzione e l’utilizzo del pellet come combustibile da riscaldamento è incominciata nel continente americano all’inizio degli anni Ottanta dello scorso secolo.
In Europa e in Italia, invece, la diffusione è molto più recente, tanto che solo un decennio fa il mercato del pellet era considerato ancora di nicchia.

Il pellet, classificabile come biomassa, è quindi un combustibile ecologico, visto che non favorisce né l’inquinamento né la deforestazione.

La pressatura conferisce al materiale una densità pari a quasi il doppio di quella del legno. La lignina, un polimero naturale del legno, funge invece da legante e mantiene l’integrità della forma.

Esistono numerose tipologie di pellet, che possono variare in base:
• all’essenza legnosa (Faggio, Rovere, Abete, Acero, Frassino, Ontano magari misti a Carpino e Cerro)
• alla colorazione (bianchi e rossi, chiari e scuri)
• alla parte da cui sono ricavati (polpa di legno, corteccia, ecc.).

Per cosa si può utilizzare il pellet?

Il pellet rappresenta una valida alternativa all’utilizzo di combustibili fossili o altri materiali naturali.

In particolare, può essere utilizzato non solo per il riscaldamento domestico, ma anche per la produzione di acqua calda sanitaria o per cucinare.

Può infatti alimentare diversi tipi di dispositivi, quali:
• camini e termocamini
• stufe e termostufe
• termocucine
• caldaie per teleriscaldamento
• barbecue.

Vantaggi del pellet

Questo combustibile presenta numerosi vantaggi di varia natura (economicità, praticità, ecologicità) che lo rendono preferibile ad altri.

La particolare forma rende più semplice il suo trasporto e l’immagazzinamento rispetto alla legna.
Lo spazio di stoccaggio è infatti di circa la metà perché a parità di volume il pellet produce molto più calore rispetto alla legna. Inoltre, essendo meno infiammabile, è anche più sicuro.

Il pellet è economicamente più conveniente rispetto alla legna. Infatti, anche se il costo al chilo è superiore, il vantaggio economico si ottiene grazie alla migliore resa calorica.
La resa migliore è determinata da una maggiore densità e una ridotta presenza di umidità.

La legna, anche ben stagionata, ha un potere calorifico non superiore a 3200 kcal/Kg, quella del pellet può arrivare invece anche a 5000 kcal/Kg. Se poi lo confrontiamo con quello della legna non ancora stagionata, la differenza è ancora maggiore.

Il costo in euro per kW prodotto è inoltre più conveniente rispetto a quello dei combustibili di derivazione petrolifera, come metano e gasolio.

La combustione del pellet produce una quantità di anidride carbonica quasi nulla, mentre le ceneri residue sono molto meno di quelle prodotte dalla legna e possono essere utilizzate come fertilizzante per le piante.

Per poter essere immesso sul mercato, non deve contenere leganti, additivi, vernici e prodotti chimici, per cui non risulta inquinante e tossico.

Come scegliere un pellet di buona qualità

Quando acquistate una confezione di pellet fate attenzione a che il materiale si presenti liscio, lucido e compatto e i cilindri siano tutti delle stesse dimensioni. Inoltre, nei sacchetti deve essere presente solo una piccola quantità di materiale polverizzato. In particolare, nei prodotti certificati, non può esserci più dell’1% di polvere e segatura.

Prima di acquistarne un’intera partita, fate questa semplice prova: versatene una manciata in una bacinella d’acqua; se affonda, vuol dire che è di buona qualità, se galleggia non lo è.
A onor del vero questo metodo empirico può anche essere aggirato dai produttori. Infatti, per renderlo più pesante basta aggiungere prodotti come fecola di patate o sabbia.

Una garanzia di qualità del prodotto è allora costituita dalla ricchezza di informazioni presenti in etichetta, dove dovrebbero essere riportati almeno il potere calorifico e il richiamo alle principali normative europee.

La buona qualità del prodotto è anche determinata dalla ridotta umidità residua presente, per cui è fondamentale conservarlo in luoghi asciutti.

Anche l’aspetto visivo è importante: il pellet di colore chiaro ricavato dalle conifere, ad esempio, lascia meno residui nella camera di combustione e nella canna fumaria e ha un buon potere calorifico.

Normativa di riferimento per il pellet

Tra i parametri da valutare per la scelta di un buon pellet c’è dunque la certificazione secondo le norme vigenti.

Le principali normative di riferimento in Europa sono:
• DIN 51731 (Germania)
• O-Norm M7135 (Austria)
• Scan standard (Scandinavia)
• UNI CEN/TS 14961 (Italia).
Quest’ultima, in vigore nel nostro Paese, non è però obbligatoria.

Ci sono poi dei marchi di qualità promossi dagli stessi produttori, come:
• ÖNORM geprüft in Austria
• DIN geprüft e Din Plus in Germania
• Pellet Gold in Italia
• ITEBE in Francia.

Questi marchi vengono assegnati, su base volontaria, mediante controlli e visite non programmati e test di laboratorio effettuati da enti terzi.

Nel 2012 è stata poi introdotta la certificazione unica europea EN Plus che controlla l’intera filiera del prodotto, quindi non solo la sua qualità, ma anche tutto il processo che va dall’ottenimento della materia prima alla consegna al consumatore finale.

In base a questa certificazione, il pellet si può distinguere in tre classi di qualità:
• la A1 per la qualità più elevata
• la A2 per la più scadente ma sempre conforme a determinati standard
• la B destinata solo a grandi impianti di combustione per uso commerciale o industriale.

Quanto costa il pellet?

Il pellet, essendo un prodotto industriale, risente delle oscillazioni di prezzo nel corso del tempo.
In passato ha subito delle variazioni anche notevoli, ma negli ultimi anni, grazie all’aumento dell’offerta sul mercato, i costi si sono decisamente stabilizzati.

Il prezzo varia anche a seconda delle stagioni (in estate è ovviamente più basso) e su esso incidono le spese per il trasporto, considerando che nel nostro Paese è in gran parte importato.
Il consiglio è quindi quello di approvvigionarsi quando il prezzo è più conveniente di una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno per tutto l’inverno.

Il costo varia inoltre in base all’essenza di legno, alla sua purezza, alla certificazione del marchio e alla quantità di acquisto, ma in genere va da un minimo di 3 euro al massimo di 5 euro per un sacchetto di 15 kg.

Si può acquistare tanto dai tradizionali commercianti di legna da ardere che hanno da tempo ampliato la loro offerta, tanto nei centri della grande distribuzione e per il fai da te.

Potete acquistarlo su Amazon.it:
• PELLETS KG 15 FAGGIO 100% BIOPOWER
• Pellets di puro legno abete certificato En Plus A1 sacchetti 15 kg
• PELLETS KG 15 BRUCCIOLO MM 6 A1.

Foto di Michal Křenovský da Pixabay




Facebooktwitterpinterestlinkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *