Guida alla scelta dello scaldasalviette

Gli scaldasalviette sono una tipologia particolare di termosifoni che, grazie alla loro forma, permettono di asciugare accappatoi, asciugamani o salviette.

Scaldasalviette Selene di Scirocco photo credit www.sciroccoh.it

Cos’è lo scaldasalviette?

Lo scaldasalviette è una tipologia particolare di termosifone (quest’ultimo detto anche calorifero o radiatore) che negli ultimi anni sta conoscendo grande diffusione nelle nostre case, grazie al vantaggio di occupare meno spazio e di avere in più alcune funzioni accessorie.

È infatti pensato specificamente per bagni e cucine perché in virtù della sua forma permette di asciugare teli, asciugamani o salviette (da qui il nome).

Gli scaldasalviette sono di solito verniciati con particolari pitture epossidiche che li rendono molto resistenti alla corrosione e all’aggressione di agenti chimici ed è per questo che sono adatti a essere inseriti in ambienti umidi, come appunto bagni e cucine e che permettono l’asciugatura di tessuti di spugna bagnati anche nelle giornate più fredde e umide.

Questa funzione risulta molto utile in particolare nei bagni, perché impedisce di avere quello sgradevole odore di umido che gli asciugamani tendono ad assumere durante l’inverno e poi rilasciano a tutta la stanza.

A tale scopo gli scaldasalviette devono essere progettati in modo da avere gli elementi non disposti in maniera uniforme, ma con spazi più larghi dove poter appendere i teli.

Negli ultimi anni la tecnologia e il design applicati alla progettazione degli scaldasalviette hanno conosciuto una straordinaria evoluzione, tanto da renderli un vero e proprio oggetto d’arredo in grado di conferire a bagni e cucine un aspetto completamente diverso da quello che eravamo abituati a conoscere in passato.

Naturalmente nulla vieta di poterli utilizzare anche in altri ambienti della casa, visto il loro elevato valore estetico e la ricchezza delle forme che ne consentono l’installazione a vista senza doverli posizionare nei punti più nascosti della stanza, come avviene per i comuni radiatori.

Tipologie di scaldasalviette

Gli scaldasalviette o termoarredi si distinguono in base al loro funzionamento, diverso a seconda del tipo di alimentazione a cui sono collegati. Gli scaldasalviette possono infatti essere collegati:
• alla caldaia del riscaldamento
• alla rete elettrica.

I termoarredi elettrici hanno il vantaggio di poter essere utilizzati anche quando l’impianto di riscaldamento è spento. Funzionano grazie a una resistenza elettrica che riscalda il liquido termovettore presente nell’apparecchio.
Possono essere dotati di un termostato, interno o esterno, utile sia per programmare l’orario di accensione sia per impostare la temperatura desiderata e mantenerla costante.

Ci sono anche apparecchi a funzionamento misto, caldaia + resistenza, che quando la temperatura di mandata della caldaia è mantenuta relativamente bassa, permettono di riscaldare di più il bagno rispetto alle altre stanze.

Un’altra classificazione possiamo farla considerando la loro installazione:
a parete (il più diffuso)
a piantana (a terra)
ribaltabile.
Quest’ultimo può diventare un pratico stendibiancheria quando fuori piove.

Materiali e forme

Gli scaldasalviette si caratterizzano anche in base al materiale con cui possono essere realizzati. I materiali utilizzati devono essere robusti e igienici e tra questi i più comuni sono:
• alluminio
• acciaio.

Dal punto di vista delle prestazioni caloriche non presentano molte differenze, ma indubbiamente la maggiore duttilità dell’acciaio consente lavorazioni in grado di conferire all’oggetto le più svariate forme e dimensioni, per cui molto spesso i termoarredi in acciaio hanno costi superiori dovuti proprio all’incidenza di un design più elaborato.

Le caratteristiche tecniche sono simili a quelle dei comuni radiatori fatti con lo stesso materiale: l’alluminio si riscalda più velocemente dell’acciaio, ma presenta lo svantaggio di essere un materiale più delicato e meno robusto.

La resa calorica ha un rapporto di 1:2 tra acciaio e alluminio, quindi un elemento in acciaio riscalda quanto due in alluminio.

Per quanto riguarda, infine, le forme, gli apparecchi più comuni in commercio possono essere:
• a tubo
• ad anello
• a piastra
• componibili.

In questo settore la tecnologia è comunque in costante evoluzione, per cui è possibile trovare anche apparecchi di tipo diverso da quelli descritti, come i termoarredi con ventilconvettore incorporato o quelli in pietra naturale.

Come scegliere lo scaldasalviette?

La scelta tra i prodotti in commercio è ampia in entrambe le tipologie di scaldasalviette (elettrico o idraulico) e spesso dipende solo dal proprio gusto estetico e dalla ricerca del più giusto abbinamento con lo stile della stanza in cui devono essere inseriti.

Bisogna però fare attenzione a non sottodimensionare l’apparecchio. Visto infatti che, per la maggior parte del tempo, lo scaldasalviette sarà coperto da teli da asciugare, bisogna considerare che se non è dimensionato in maniera corretta, si rischia di avere asciugamani e accappatoi asciutti e caldi, ma il bagno freddo.

In alternativa, lo scaldasalviette a funzionamento misto, elettrico e idraulico, potrebbe essere la soluzione più efficiente da adottare.

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L’utilizzo di uno scaldasalviette elettrico in bagno deve seguire le stesse precauzioni da osservare nell’uso di qualunque tipo di apparecchio elettrico in questa stanza:
• deve essere tenuto ad almeno 60 cm dalla presa di corrente
• bisogna evitare di appoggiare asciugamani e salviette proprio in corrispondenza delle apposite prese d’aria
• deve essere tenuto lontano dall’acqua.

A proposito di quest’ultimo punto, vi consiglio di verificare che l’apparecchio riporti le sigle IPX4 o IPX5, indicanti la resistenza all’acqua.




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