4 commenti

  1. Loredana

    In verità vorrei capire come le amministrazioni condominiali riescono a individuare il reale ed effettivo consumo realizzato da un condomino. Mi spiego meglio: qui da me ci sono termovalvole e contabilizzatori posti sul termosifone: dei piccoli apparecchietti con un display dove i numeri variano continuamente anche d’estate. Ma il condominio deve leggerli, per rilevare l’effettivo consumo? Ho posto la domanda alla mia amministrazione poiché sono insofferente ai riscaldamenti e non li uso tutti i giorni, anzi quasi mai. Ho chiesto se dovevo comunicare la lettura e cose del genere. Mi hanno risposto di no e che neppure loro sarebbero venuti per effettuare letture. Scusate ma come fanno a sapere su quali valori basare il mio consumo?

  2. Adriano Casoni

    Oggi il periodo giornaliero di erogazione di calore degli impianti, fino al 31 dicembre 2016,consiste in 14 ore con una temperatura massima consentita di 22 °C, Con l’obbligo della contabilizzazione si passa invece ad un funzionamento continuo nelle 24 ore, con una limitazione massima della temperatura per ciascun appartamento di 20°C. A fronte di tutto ciò, è proprio vero che vi è tutto questo risparmio energetico? Inoltre in nessun articolo inerente a detta modifica si parla del coefficiente di conduzione termica dei muri e degli infissi delle unità immobiliari o appartamenti , e la imposizione dei 20°C, mi sembra un fatto eclatante in quanto la percezione del freddo è una sensazione del tutto individuale e non può quindi essere imposta per legge. Va inoltre distinta la latitudine del condominio e la sua ubicazione, fattore determinante per valutare il grado di intensità di freddo cui è esposto, ma nemmeno di questo si parla mai. Inoltre si parla di pagamento di calore utilizzato e contabilizzato e di quello non contabilizzato (dispersione). Sono fermamente convinto che tutto l’enorme trasformazione che si attua con questo regolamento imposto , avrebbe prima la grande necessità di un corretto ricondizionamento degli stabili con una adeguata coibentazione, poi si potrebbe parlare di eventuale limitazione dello spreco e di una corretta contabilizzazione del calore prodotto ed utilizzato dal singolo condomino. Ma stante le eterogenee ed improprie condizioni e degli stabili, questo provvedimento non condurrà ad un corretto utilizzo del calore ma esso sia solo un inutile spreco di danaro da parte del singolo cittadino, senza avere i vantaggi supposti.

    • arch. Carmen Granata

      Guardi che con la contabilizzazione non è obbligatorio tenere la caldaia accesa per 24 ore.

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