In arrivo la tassa sull’ascensore?

Confedilizia ha definito tassa sull’ascensore lo schema di decreto del Governo, che prevede una serie di obblighi per la sicurezza degli impianti esistenti. Tassa sull’ascensore Cos’è la tassa sull’ascensore? In…
Tassa sull'ascensore

Confedilizia ha definito tassa sull’ascensore lo schema di decreto del Governo, che prevede una serie di obblighi per la sicurezza degli impianti esistenti.

Tassa sull'ascensore
Tassa sull’ascensore

Cos’è la tassa sull’ascensore?

In attuazione della direttiva comunitaria 2014/33/Ue per la sicurezza degli ascensori, il Governo ha da poco messo a punto un decreto, detto tassa sull’ascensore, che prevede una serie di controlli e verifiche obbligatori sugli impianti esistenti.

Confedilizia ha così definito il decreto in quanto l’impegno economico necessario ai cittadini per ottemperare a questi controlli sarebbe tale da vanificare gli effetti dell’annullamento della TASI sulla prima casa e costare addirittura il doppio.
Infatti, mentre la TASI dovrebbe costare in media a ogni famiglia italiana circa 170 euro l’anno, questo ulteriore balzello farebbe lievitare i costi a circa 350 euro l’anno.

Il decreto è ancora in fase di esame e non è stato emanato, ma il suo articolo 2 prevede che gli ascensori già in esercizio e conformi alle norme previste e vigenti alla data di entrata in vigore del provvedimento, siano soggetti a ulteriori verifiche.
In pratica, in occasione della prima scadenza prevista per la manutenzione ascensori periodica, i tecnici addetti dovranno verificare la sussistenza di ulteriori requisiti minimi.

Ed è proprio l’eventuale non rispondenza a questi requisiti più restrittivi che potrebbe determinare la necessità di ricorrere a costosi interventi di ristrutturazione a carico dei proprietari, che diventerebbero per gli utenti degli impianti una sorta di nuova tassa occulta.

Per questo motivo, secondo Confedilizia il provvedimento del Governo va oltre le direttive dell’Unione Europea per la sicurezza degli impianti ascensore, in quanto conferisce ai tecnici verificatori la facoltà di prescrivere costosi interventi di messa a norma a carico dei proprietari.

Pertanto, è bene chiarire questo aspetto: quella definita tassa sull’ascensore non è una nuova imposta, ma un ulteriore costo obbligatorio per la gestione della proprietà che potrebbe ricadere sulle tasche degli italiani.

Lo schema di decreto dovrebbe essere esaminato dal Consiglio dei Ministri entro il prossimo 19 aprile.

Requisiti di conformità previsti dalla tassa sull’ascensore

Quali sono quindi i nuovi requisiti a cui dovranno essere rispondenti gli impianti ascensori già in esercizio?

I tecnici abilitati dovranno verificare:

• la precisione di fermata e livellamento tra cabina e piano
• la presenza di illuminazione del locale macchine
• la presenza ed efficacia dei dispositivi di richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio
• la presenza di porte di cabina
• la presenza di dispositivo di comunicazione bidirezionale in caso di intrappolamento in cabina
• la sufficiente illuminazione della cabina.

Quali sono i controlli previsti prima della tassa sull’ascensore?

Ricordo però che già senza l’entrata in vigore delle nuove norme gli impianti ascensore sono soggetti a periodici controlli tali da garantire un’ottima percentuale di sicurezza. Il numero di incidenti che si verifica a fronte di un traffico giornaliero di circa 30 – 40 milioni di passeggeri è infatti davvero poco rilevante.

In particolare, ogni sei mesi i tecnici manutentori certificati devono verificare il corretto funzionamento di:
• paracadute
• limitatore di velocità
• dispositivi di sicurezza
• funi, catene e attacchi
• isolamento dell’impianto elettrico e collegamenti con la terra.

Ogni due anni, invece, gli impianti devono essere sottoposti a un controllo dell’ASL, dell’ARPA o di un organismo di certificazione autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico e notificato alla Commissione europea.

Inoltre, nel caso in cui nel corso di questi controlli il manutentore rilevi la presenza di qualche pericolo, deve subito fermare l’impianto, informandone il proprietario, l’incaricato delle verifiche periodiche e il Comune per l’eventuale adozione di provvedimenti.

L’introduzione della cosiddetta tassa sull’ascensore potrebbe quindi presentarsi solo come un pretesto per permettere ad alcune categorie di lucrare su condomini e proprietari di case, già provati dalla crisi economica e dalla pressione fiscale.

La risposta del Governo per la tassa sull’ascensore

Dal canto suo, il Ministero dello Sviluppo Economico risponde ai timori di Confedilizia sostenendo che i controlli straordinari riguarderanno solo gli impianti molti vecchi, quelli entrati in esercizio prima del 1999, mentre quelli più recenti contemplano già il rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dalle norme.

Infatti, gli impianti installati prima di tale data sono a oggi controllati verificando il rispetto delle normative vigenti all’epoca, mentre con la nuova norma dovrebbero essere conformati a quelle attuali.

Sottolinea inoltre che tali controlli straordinari non sono stati previsti dalla direttiva europea, ma indicati già da una raccomandazione risalente al 1995 e alla quale la maggior parte dei paesi europei si sono adeguati.

Sostiene infine che i requisiti da verificare saranno indicati in maniera selettiva e gli interventi da mettere in atto per ottenere la conformità non dovrebbero dar luogo a spese eccessive per i proprietari.

Il Ministero ricorda poi che i lavori necessari per l’adeguamento possono essere realizzati nell’arco di quattro anni e beneficiano della detrazione 50% prevista per gli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici esistenti.

photo credit: al settimo per favore via photopin (license)

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4 Commenti. Nuovo commento

  • Rinaudo Luigi Filippo
    8 Dicembre 2016 15:55

    Grazie pe aver avuto attenzione alla mia richiesta!
    In sintesi, si tratta di un interruttore generale che esiste, nel tratto dal contatore al quadro di distribuzione corrente, situato nella cabina macchina dell’ascensore. In questo tratto non viene fornita corrente in nessuna parte.
    L’interruttore serviva prima a togliere la corrente alla cabina macchine dell’ascensore, prima che anni passati è stato installato il quadro di distibuzione.
    Credo che sia stato chiaro, e se cortesemente può darmi questo chiarimento.
    La legge 90/46 ha imposto l’istallazione di un interruttore differenziale dal contatore all’uscita per la distribuzione corrente.
    Grazie mille per la sua gentilezza.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      8 Dicembre 2016 16:36

      Ma l’ingegnere come ha giustificato la richiesta di sostituzione dell’interrutore?

  • Rinaudo Luigi Filippo
    6 Dicembre 2016 19:43

    Sono un condomino proprietario, dove esiste un ascensore regolarmente mantenuto, e dalla verifica biennale dall’ingegnere è stato imposto di sostituire un interruttore generale di alimentazione corrente esistente nel piano terra all’entrata della palazzina, dal contatore al quadro di distribuzione corrente alla sala macchine dell’impianto.
    Vorrei sapere se esiste l’obbligo di installare all’uscita del contatore un interruttore differenziale.
    Non essendo nessuna distribuzione di corrente nel tratto sopra specificato, a cosa serve, se prima di fornire corrente ha un quadro ha norma!
    Con osservanza e gentilezza di dare una risposta al più breve tempo possibile.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      7 Dicembre 2016 11:36

      La domanda non è molto chiara, non si capisce bene cosa sia il dispositivo da sostituire.
      In ogni caso i controlli vengono fatti per garantire la sicurezza degli utilizzatori e l’ingegnere non ha alcun interesse personale a “imporre” una determinata misura o un’altra.

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