Stufa pirolitica a fiamma inversa da interni

La stufa pirolitica funziona grazie al processo della pirolisi, una reazione termochimica in grado di generare calore in assenza di ossigeno.

Foto di debbie7245 da Pixabay

Cos’è la stufa pirolitica?

Con l’inverno alle porte e con i noti problemi di approvvigionamento del gas e relativo aumento dei costi, si cercano soluzioni alternative per il riscaldamento domestico.

Negli ultimi tempi sta prendendo piede un tipo di impianto a biomassa da noi ancora poco diffuso, la stufa pirolitica.
Si tratta di un sistema che funziona sfruttando il processo della piroscissione o pirolisi, una reazione termochimica in grado di generare calore in completa assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno).

Attraverso il riscaldamento delle biomasse a temperature comprese tra i 300 e i 400 gradi centigradi si produce energia termica con una quantità minima di sostanze di scarto.

Come è fatta una stufa pirolitica

La struttura di una stufa pirolitica è molto semplice ed è composta dalle seguenti parti:
• un contenitore resistente a elevatissime temperature in cui sono inserite le biomasse combustibili, dotato di un coperchio che lo renda stagno
• un tubo in acciaio di dimensioni adeguate all’impianto
• il coperchio da utilizzare dopo l’accensione per isolare il combustibile in modo da impedire l’ingresso e il contatto con l’ossigeno
• un foro alla base che assicuri la corretta aerazione.

Come funziona una stufa pirolitica

Per l’alimentazione di una stufa pirolitica puoi utilizzare qualunque tipo di biomassa, legna, pellet o altro, come per le tradizionali stufe.sul mercato
La sua caratteristica peculiare è però il riutilizzo dei gas prodotti dalla combustione.

Normalmente, una stufa a legna o a pellet non utilizza più del 35% di questi gas, che vengono espulsi sottoforma di fumi attraverso la canna fumaria e quindi sprecati.
La stufa pirolitica ne utilizza invece la gran parte, tanto da poter essere considerata una stufa a gas non alimentata da gas, e risulta così avere una efficienza molto più elevata.

La tecnologia di combustione a fiamma inversa impiegata prevede due stadi di combustione:
• una primaria che avviene nella camera superiore, dove viene alloggiata la biomassa
• una secondaria dei gas sprigionati, che avviene nella camera inferiore.

Per sfruttare il principio della pirolisi è necessario effettuare una preaccensione delle biomasse all’interno del contenitore. Dopo averlo reso completamente stagno chiudendo il coperchio, queste inizieranno a bruciare ed emettere gas.

Dopo un po’ di tempo le fiamme cesseranno di ardere ma il processo di combustione continuerà grazie al recupero del calore dei fumi esausti, favorito da un lungo percorso di scambio termico.

Tra i prodotti di scarto che la stufa produce c’è anche il biochar o carbone vegetale, una specie di carbonella che può essere utilizzato come ottimo fertilizzante naturale. Un elemento in più, quindi, che contribuisce a renderla una soluzione ecocompatibile.

Vantaggi e svantaggi della stufa pirolitica

Da quanto descritto appare evidente che questa soluzione ancora poco nota nel mondo del riscaldamento domestico presenta indubbiamente diversi vantaggi. Come sempre però c’è anche il rovescio della medaglia.

Oltre a bruciare la biomassa combustibile, la stufa pirolitica utilizza come detto una parte del gas prodotto dalla combustione, aspetto che ne aumenta l’efficienza energetica.
Rispetto a una stufa tradizionale, le emissioni di CO2 sono decisamente inferiori, per cui il suo utilizzo è anche più ecosostenibile.

Il dispositivo è di semplice installazione e non richiede grandi interventi edilizi, né alcun collegamento alla rete elettrica, quindi può funzionare anche in caso di black out e sicuramente comporta una spesa in meno.

Il principale svantaggio è dovuto però al fatto che si tratta di un prodotto da poco disponibile sul mercato e quindi dal costo relativamente alto. In origine infatti questo tipo di stufa era pensata solo per l’installazione in esterni e soltanto di recente hanno incominciato a diffondersi i modelli da interno.
Basti pensare che il costo di una stufa pirolitica da esterno si aggira intorno ai 100 euro, mentre quello di uno dei pochi modelli da interno che si possono trovare in commercio può arrivare a 2.000 euro.

È plausibile comunque, che come avviene sempre nel mercato, se dovesse crescere la domanda per questo tipo di prodotti, assisteremo anche a un calo dei loro prezzi.

Normativa per la stufa pirolitica

Navigando in Rete potrai potrai imbatterti in numerosi siti dove ti viene detto che la stufa pirolitica da interni si può utilizzare senza canna fumaria. Attenzione, è il caso di dire: non si scherza con il fuoco!

Anche se i fumi prodotti dalla combustione sono in quantità molto ridotta rispetto a quelli di una stufa tradizionale, sono comunque presenti e devono sempre essere evacuati correttamente, secondo normativa vigente.
In caso contrario potresti correre gravi rischi di intossicazione e di incendi.

Al contrario di quanto ti capiterà di leggere in articoli che non approfondiscono gli argomenti di cui parlano, non pensare di affidarti al fai da te.
Affidati invece a un installatore qualificato che effettui una messa in opera e in esercizio eseguita a regola d’arte e ti rilasci il collaudo e le certificazioni previste per legge per tutti gli impianti.




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6 Commenti. Nuovo commento

  • Anch’io sto cercando produttori in Italia di stufe pirolitiche da interno. Vorrei anche capire se serve necessariamente la canna fumaria o basta un tubo da portare all’ esterno come per le stufe a pellet. Se qualcuno può rispondermi e se ha indirizzi e- mail o recapiti ne sarei veramente grata.
    Alberta

    Rispondi
  • labottegadunar Alex berberich

    Rispondi
  • Maria Cristina Zanoni
    8 Novembre 2022 12:23

    Vorrei indirizzi di artigiani che producono stufe pirolitiche

    Rispondi
  • Nessuno sa darmi un sito dove chiedere informazioni?

    Rispondi
  • Dove si possono trovare le stufe pirolitiche da interno perché molti sono gli articoli che ne decantano la convenienza ..ma poche o quasi inesistenti le ditte che le costruiscono o le commerciano

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      8 Novembre 2022 11:45

      Confermo che ne esistono pochissimi modelli e sono di produttori esteri.

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