Detrazione 65% per impianti domotici

La recente Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 31 maggio 2019 è intervenuta a chiarire alcuni dubbi sulla detrazione 65% per impianti domotici.

Impianti domotici

Impianti domotici

Estensione agli impianti domotici della detrazione 65%

La Legge di Stabilità per il 2016 ha inserito i sistemi domotici tra gli interventi agevolabili con la detrazione 65%, l’incentivo fiscale previsto per chi realizza interventi di efficientamento energetico degli edifici esistenti.

In precedenza, tali interventi erano già agevolabili, ma solo al 50%, aliquota riservata alle semplici ristrutturazioni.

La domotica è una scienza interdisciplinare che si occupa dello studio di tutte le tecnologie atte ad automatizzare le funzioni degli impianti presenti in una casa, ottimizzandone le prestazioni e quindi contribuendo a migliorare la qualità della vita.
Si tratta cioè di tutte quelle opere in grado di configurare la cosiddetta smart home o casa intelligente.

Il termine nasce dalla crasi tra domus (casa in latino) e robotica, ma in realtà la scienza si applica agli ambienti antropizzati in genere, quindi anche ad esempio a scuole, alberghi, ospedali e luoghi di lavoro.

Lo scorso 29 maggio l’ENEA ha aggiornato il vademecum con tutte le informazioni necessarie per richiedere il bonus per l’installazione dei dispositivi multimediali.

Cosa sono gli impianti domotici?

Gli impianti domotici sono quell’insieme di soluzioni tecnologiche utilizzate per gestire e coordinare i vari impianti della casa, come quello di illuminazione e climatizzazione, ma anche i sistemi per autoprodurre e accumulare energia, come gli impianti fotovoltaici, e migliorare il comfort abitativo, soprattutto per chi ha difficoltà motorie.

Appare evidente quindi che tali sistemi sono particolarmente utili anche per risparmiare energia, per cui risulta ragionevole il loro inserimento tra gli interventi agevolabili.

Tra i sistemi domotici ci sono:
• la termoregolazione, che consente di ridurre gli sprechi energetici
• gli impianti che regolano la temperatura interna della casa o del singolo ambiente, in base al numero delle persone presenti, alla temperatura esterna, all’umidità, ecc.
• i sistemi che permettono la visualizzazione in tempo reale dei consumi di luce, gas e acqua su dispositivi digitali touch screen
• i sistemi con i quali si può controllare a distanza e gestire il funzionamento degli elettrodomestici o dell’impianto di illuminazione
• i sistemi di sicurezza o di videosorveglianza
• gli impianti che consentono di attivare automaticamente tende e tapparelle.

Tutti questi impianti sono poi collegati tra loro mediante sistemi integrati dotati di interfacce digitali, come display touch screen, smart TV, smartphone, tablet o computer.

Requisiti dell’immobile per usufruire della detrazione 65% per impianti domotici

Per poter usufruire della detrazione, l’immobile oggetto di intervento di building automation deve essere:
esistente alla data della richiesta (l’esistenza è provata dall’accatastamento o richiesta di accatastamento)
• in regola con il pagamento dei tributi
• dotato di impianto di riscaldamento.

In caso di ristrutturazione con ampliamento, l’agevolazione si applica unicamente sulla parte esistente.

Quali impianti domotici possono usufruire dell’agevolazione?

Alcuni importanti chiarimenti sugli interventi detraibili sono arrivati con la Circolare 20/E del 18 maggio 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

La detrazione del 65%, nota anche come ecobonus, si applica all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative.
Tali dispositivi garantiscono un funzionamento efficiente degli impianti e sono dotati di specifiche caratteristiche.

Per poter ottenere gli incentivi, questi sistemi dovranno:
• essere controllabili da remoto, quindi poter essere accesi e spenti a distanza attraverso una programmazione settimanale
mostrare i consumi energetici degli impianti attraverso canali multimediali, mediante la fornitura periodica dei dati
• mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti.

Le spese agevolabili per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte di sistemi domotici sono quelle di:
• fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche  necessarie
• opere elettriche e murarie.

Non è invece agevolato l’acquisto di dispositivi che consentono di dialogare da remoto con questi sistemi, come:
• smartphone
• tablet
• personal computer.

Come si può vedere, quindi, gli interventi agevolati risultano unicamente quelli legati alla climatizzazione dell’edificio e alla produzione di acqua calda.

Non dimenticate, però, che quelli al momento esclusi, come gli impianti per la sicurezza, continuano a rientrare nella detrazione 50%.

Chi può richiedere l’ecobonus per gli impianti domotici?

Possono fruire del bonus non solo i privati cittadini e i condomìni, ma anche i titolari di un reddito da impresa o i professionisti. Infatti, come per tutti gli interventi di efficientamento energetico, l’agevolazione si applica non solo ai fabbricati di tipo residenziale, ma a qualunque edificio pubblico e privato.

L’unica differenza è che, per gli edifici di carattere residenziale, possono richiedere l’agevolazione anche i parenti conviventi con gli aventi diritto (proprietari o titolari di altro diritto reale).

Come usufruire dell’ecobonus per gli impianti domotici

Un aspetto importante chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare citata è che si può usufruire di questa detrazione anche se l’acquisto, l’installazione e la messa in opera degli impianti domotici avviene successivamente o anche in assenza di interventi di riqualificazione energetica.

Per usufruire del nuovo ecobonus dedicato ai dispositivi per la casa intelligente, entro 90 giorni dal termine dei lavori, bisogna inviare telematicamente all’ENEA i seguenti allegati al decreto edifici (decreto 19 febbraio 2007):
Allegato E, in caso di semplice installazione, non connessa con la sostituzione del generatore di calore o con l’installazione di pannelli solari
Allegato E, in caso di installazione connessa con la sostituzione del generatore di calore
Allegato F, in caso di installazione connessa con l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda.
Per il 2019 il sito è ecobonus2019.enea.it.

Gli atti da conservare e da esibire in caso di eventuali controlli sono costituiti da documenti tecnici e da documenti amministrativi.

I documenti di carattere tecnico sono:
asseverazione redatta da un professionista, attestante la sussistenza dei requisiti previsti
• in alternativa, la certificazione del produttore del dispositivo che attesti il rispetto di tali requisiti
schede tecniche dei prodotti
allegato E o F inviato all’ENEA e firmato dal cliente o dal tecnico.

I documenti di carattere amministrativo sono invece:
• le fatture relative alle spese sostenute
• le ricevute del bonifico parlante utilizzato per il pagamento
• la ricevuta dell’invio telematico all’ENEA (codice CPID).

Quanto si può detrarre per gli impianti domotici?

Quando è stata introdotta l’agevolazione non è stato indicato un importo massimo detraibile, si è quindi ritenuto che si potesse detrarre il 65% dell’intera spesa sostenuta per questi dispositivi.

La recente Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 31 maggio 2019 è intervenuta a chiarire alcuni aspetti.

Il Fisco ha spiegato che se l’installazione dei dispositivi multimediali è effettuata in concomitanza con un altro intervento di riqualificazione energetica agevolabile, è da ritenersi connessa a tale intervento, per cui la relativa spesa concorre al limite massimo di detrazione per esso spettante.

Quindi, se ad esempio sostituite l’impianto di riscaldamento con uno dotato di caldaia a condensazione o con pompe di calore ad alta efficienza, i sistemi domotici rientreranno nell’importo massimo detraibile di 30.000 euro; se installate pannelli solari per la produzione di acqua calda, in quello di 60.000 euro.

(Prima pubblicazione 8 gennaio 2016)

photo credit: MyOlos di Videoworks via photopin (license)




Facebooktwitterpinterestlinkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *