On line il sito ENEA per ristrutturazioni con risparmio energetico

Online il sito ENEA per l’invio della comunicazione telematica per interventi che comportano risparmio energetico con ecobonus, bonus casa e bonus facciate.

Sito ENEA per ristrutturazioni (photo credit pixabay.com)

Sito ENEA per ristrutturazioni (photo credit pixabay.com)

Sito ENEA per inoltro dati su ristrutturazioni con risparmio energetico

Da ieri 25 marzo 2020 è on line il sito ENEA per l’inoltro telematico dei dati relativi a interventi di ristrutturazione con risparmio energetico.

Se hai ultimato i lavori nel 2020, l’indirizzo a cui devi collegarti per effettuare la comunicazione è allora il seguente: detrazionifiscali.enea.it/.

Più precisamente se hai effettuato un intervento di riqualificazione energetica che dà diritto all’ecobonus (incentivi del 50%, 65%, 70%, 75%, 80%, 85%) o al bonus facciate (incentivi del 90%) devi cliccare per aprire la sezione ecobonus.

Se invece hai effettuato interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili che usufruiscono delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie devi aprire la sezione bonus casa, per inserire i dati.

Cos’è la comunicazione al sito ENEA per interventi di ristrutturazione con risparmio energetico?

La comunicazione ENEA da sempre prevista per l’ecobonus è stata estesa anche agli interventi di ristrutturazione dalla legge di Bilancio per il 2018.

L’obiettivo dell’adempimento burocratico è quello di monitorare costantemente gli interventi di riqualificazione energetica compiuti sul patrimonio edilizio esistente.

L’invio rappresenta certamente un’ulteriore responsabilità per i contribuenti, ma con questa breve guida potrai vedere come sia possibile effettuarlo in maniera semplice e veloce.

Per quali interventi occorre effettuare la comunicazione al sito ENEA?

Come detto, tutti i lavori per i quali si può richiedere l’ecobonus sono soggetti all’obbligo di comunicazione al sito ENEA.
Gli interventi di ristrutturazione soggetti all’adempimento sono invece unicamente quelli che comportano un risparmio energetico. Quindi, non per tutti i lavori per i quali si usufruisce di detrazione 50% è necessaria.

A titolo di esempio posso citare:
• sostituzione di serramenti comportante riduzione della trasmittanza
coibentazioni delle strutture opache (pareti e solai) comportante riduzione della trasmittanza
• installazione o sostituzione di impianti tecnologici
elettrodomestici a risparmio energetico.

Per quest’ultima categoria di prodotti, l’obbligo scatta unicamente se sono collegati a un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a partire dal primo gennaio 2017.

Gli impianti tecnologici agevolati sono quelli a risparmio energetico o con utilizzo di fonti rinnovabili, come:
• collettori solari
• generatori di calore con caldaie a condensazione
• pompe di calore
• sistemi ibridi
microcogeneratori
• scaldacqua a pompa di calore
• generatori di calore a biomassa
sistemi di contabilizzazione del calore
• sistemi di termoregolazione e building automation
• impianti fotovoltaici.

Gli elettrodomestici per i quali è necessario presentare la comunicazione, come indicato sul sito ENEA, sono invece:
• forni
• frigoriferi
• lavastoviglie
• piani cottura elettrici
• lavatrici
• lavasciuga
• asciugatrici.

Quando occorre effettuare la comunicazione al sito ENEA?

Come avveniva già per la comunicazione ENEA per l’ecobonus, ogni anno è messo a punto un nuovo portale relativo agli interventi completati nello stesso.

La norma prevede che l’invio dei dati sia effettuato entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori. Ma qual è esattamente questa data?

Per i lavori può intendersi, a seconda dei casi, la data:
• di fine lavori a cura del direttore dei lavori quando prevista
• di collaudo anche parziale
• della dichiarazione di conformità, quando prevista.

Per gli elettrodomestici si può considerare la data:
• del bonifico
• di altro documento di acquisto ammesso.

Dato però che il sito ENEA 2020 è stato attivato solo ieri, per gli interventi conclusi tra il primo gennaio 2020 e il 25 marzo 2020, il termine di 90 giorni decorre proprio dal 25 marzo 2020.

Chi è tenuto a effettuare la comunicazione al sito ENEA?

Il soggetto avente diritto alle detrazioni (proprietario, affittuario, familiare convivente, ecc.) può effettuare l’invio sul sito ENEA delle informazioni richieste.

Quando i beneficiari della detrazione per gli stessi interventi sono più di uno, la pratica deve essere unica. Puoi inserire i dati anagrafici di uno qualsiasi dei beneficiari, ma devi ricordarti di spuntare poi la voce nel campo Richiesta anche per conto di altri.

Se invece non ti senti in grado di fare la pratica in prima persona, puoi sempre delegare allo scopo un intermediario (come avviene per la comunicazione per l’ecobonus). Così potrai evitare gli errori.

I soggetti più idonei per questo compito sono architetti, ingegneri e geometri, magari le stesse figure che hanno seguito i lavori, visto che i dati da inserire sono prettamente di carattere tecnico.

Naturalmente anche la parcella dei professionisti incaricati dell’invio della comunicazione sarà detraibile.

Come si effettua la comunicazione al sito ENEA?

Per effettuare la comunicazione, devi registrarti al sito, creando un apposito account, procedere all’inoltro dei dati e conservare la ricevuta rilasciata al termine della procedura, per poterla esibire in caso di eventuali controlli.

Se sei già registrato al portale messo a punto per gli interventi di riqualificazione energetica, non dovrai nuovamente registrarti, ma potrai utilizzare le credenziali già in tuo possesso.

Le successive fasi prevedono l’inserimento dei dati anagrafici del beneficiario delle detrazioni e poi quelli identificativi dell’immobile, come indirizzo, dati catastali, superficie, ecc..

Successivamente dovrai compilare una scheda descrittiva dei lavori effettuati. Gli interventi agevolabili sono indicati tutti, a te toccherà ovviamente selezionare dal menù a tendina solo quello/i di tuo interesse.

Nella scheda sono presenti alcuni campi evidenziati in giallo, da compilare obbligatoriamente, e altri evidenziati in verde, solo facoltativi.
Per le finalità statistiche dell’invio dei dati sarebbe comunque auspicabile compilare la scheda nella maniera più completa possibile.

Alla fine della compilazione, tramite apposito tasto, potrai procedere all’invio dei dati. L’avvenuta trasmissione sarà confermata con la stampa dell’intero documento, che riporta la data di trasmissione e un Codice Personale Identificativo (CPID) da conservare.

In qualunque momento successivo, potrai entrare nella tua area riservata e consultare il documento o stamparne altre copie.

Come modificare una pratica inviata al sito ENEA

Se ti accorgi di aver commesso qualche errore nella pratica già inviata, niente paura. È possibile rimediare, purché tu lo faccia prima della presentazione della dichiarazione dei redditi prevista per l’anno successivo a quello della fine lavori.

Accedi allora alla tua area personale e clicca su Modifica pratica.

Dopo aver effettuato le modifiche, procedi a un nuovo invio: in questo modo la pratica precedente sarà annullata e sostituita da questa, contraddistinta da un nuovo CPID.
Conserva entrambe le ricevute, quella del primo invio e quella con le modifiche. Solo in questo modo, infatti, potrai dimostrare di aver effettuato il primo invio entro il termine di 90 giorni previsto.

Attenzione: non cliccare sul tasto Annulla pratica prima di fare le modifiche. Se lo fai, la pratica originaria risulterà cancellata e, se sono già trascorsi 90 giorni dalla fine lavori, non sarà più possibile sostituirla con un altro invio.

La mancata comunicazione ENEA non comporta la perdita della detrazione

Con la risoluzione 46/E/2019 pubblicata il 18 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali sono gli effetti della mancata comunicazione, escludendo la perdita della detrazione.

Pertanto, a differenza di quanto avviene per i lavori di riqualificazione energetica, per i quali l’assenza di comunicazione implica la revoca dell’agevolazione, per quelli di ristrutturazione non sono previste specifiche disposizioni normative.

Tale revoca non è infatti contemplata nemmeno dall’art. 4 del decreto interministeriale n. 41 del 1998, dove sono elencati appunto i casi di diniego della detrazione.

(Prima pubblicazione 22 novembre 2018)




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10 commenti

  1. Giorgio

    Grazie Carmen della risposta. Io e lei ci siamo intesi “quasi subito”.
    Fosse così anche per le altre cose della vita!
    Buon pomeriggio.

  2. Giorgio

    Non era per far polemiche, ma la mia osservazione era intesa che non ci fosse perdita di tempo da parte dell’acquirente e cioè che se proprio bisogna farla questa comunicazione, che sia fatta d’ufficio dalle ditte venditrici.
    Ora invece (a parte qualche categoria che Lei cita) l’acquirente si deve arrangiare e cercare il commercialista o l’architetto che fa questa comunicazione: non critico chi si fa pagare (è giusto perchè è il loro lavoro), ma sottolineo che viene buttata via qualche mezza mattinata per una cosa che già al momento dell’acquisto può essere risolta.
    Cordiali saluti.

    • arch. Carmen Granata

      Ho capito il suo risentimento che è giusto. Ma proviamo a ribaltare il punto di vista: se fossero obbligato a farlo le ditte, per pochi euro in più, la perdita di tempo sarebbe per loro visto che non si tratta di un lavoro di loro competenza.
      Cmq, sono sicura che molte ditte si adopereranno per offrirlo come servizio in più, come già avviene per infissi e caldaie.

  3. Giorgio

    Tutto ha un prezzo, e quindi le ditte venditrici potrebbero caricare la fattura di altri 50 Euro (che poi 25 Euro saranno recuperati dall’acquirente nei 10 anni).
    Queste incombenze stanno facendo girare e far perdere tempo a parecchie persone (c’è chi compilando queste informazioni si fa pagare).
    Ora a noi serve solo semplicità e chiarezza.
    Speriamo.

    • arch. Carmen Granata

      Non capisco la sua osservazione… Prima dice che le ditte potrebbero farsi pagare per la comunicazione, poi critica chi lo fa. Le ditte non possono essere obbligate, ma se vogliono offrirlo come servizio in più, possono farlo (ci sono molti serramentisti ad es. che già lo fanno). Il contribuente, se non trova la ditta disponibile, può sempre rivolgersi a un altro intermediario, ad es. un architetto, ovviamente pagando perchè il lavoro va retribuito.
      Sul fatto che si tratta di una complicazione in più, nulla da eccepire.

  4. Giorgio

    Sempre imcombenze in più. Non era più semplice nel caso di elettrodomestici e impianti tecnologici che ci pensasse la ditta venditrice dopo aver emesso la fattura al cliente? Penso alle persone anziane o che non sanno usare il computer e internet: devono sempre chiedere aiuto.
    Troppa burocrazia cosa porterà?

    • arch. Carmen Granata

      E’ vero che c’è troppa burocrazia, ma non sarebbe neanche giusto scaricarne il peso sulle ditte venditrici. Anche loro hanno già troppe incombenze.

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