On line il sito ENEA per ristrutturazioni con risparmio energetico

Da ieri è finalmente on line il sito ENEA indispensabile per l’invio telematico dei dati relativi a interventi di ristrutturazione con risparmio energetico.

Sito ENEA per ristrutturazioni (photo credit pixabay.com)

Sito ENEA per ristrutturazioni (photo credit pixabay.com)

Sito ENEA per inoltro dati su ristrutturazioni con risparmio energetico

Da ieri pomeriggio è finalmente on line il sito ENEA necessario per l’inoltro telematico dei dati relativi a interventi di ristrutturazione con risparmio energetico. Si tratta di un adempimento indispensabile per avere la detrazione 50%.

L’indirizzo a cui dovete collegarvi per effettuare la comunicazione è il seguente: https://ristrutturazioni2018.enea.it/.

Per semplificare l’attuazione di questo nuovo adempimento l’ENEA, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Agenzia delle Entrate, ha messo a punto il vademecum Guida rapida alla Trasmissione.

Cos’è la comunicazione al sito ENEA per interventi di ristrutturazione con risparmio energetico?

La comunicazione ENEA per interventi di ristrutturazione è un nuovo obbligo introdotto con la legge di Bilancio per il 2018, in analogia a quanto già previsto per l’ecobonus. In un primo momento alcuni addetti ai lavori avevano addirittura pensato per questo motivo a un refuso della norma.

L’obiettivo dell’adempimento burocratico è quello di monitorare costantemente gli interventi di riqualificazione energetica messi in atto sul patrimonio edilizio esistente.

Nonostante però l’obbligo scattasse dal primo gennaio di quest’anno, fino a ieri i contribuenti non avevano a disposizione lo strumento indispensabile per adempiervi.

L’invio rappresenta certamente un ulteriore responsabilità per i contribuenti, ma con questa breve guida vedrete come sia possibile rispettarlo in maniera veloce e sicura.

Per quali interventi occorre effettuare la comunicazione al sito ENEA?

Gli interventi di ristrutturazione soggetti alla comunicazione al sito ENEA sono quelli che comportano un risparmio energetico.

Potete trovarli così elencati:
• sostituzione di serramenti
coibentazioni delle strutture opache (pareti e solai)
• installazione o sostituzione di impianti tecnologici
elettrodomestici a risparmio energetico come: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici.

Per quest’ultima categoria di prodotti, l’obbligo scatta unicamente se sono collegati a un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a partire dal primo gennaio 2017.

Gli impianti tecnologici agevolati sono invece quelli a risparmio energetico o con utilizzo di fonti rinnovabili, come:
• collettori solari
• generatori di calore con caldaie a condensazione
• pompe di calore
• sistemi ibridi
microcogeneratori
• scaldacqua a pompa di calore
• generatori di calore a biomassa
sistemi di contabilizzazione del calore
• sistemi di termoregolazione e building automation
• impianti fotovoltaici.

Quando occorre effettuare la comunicazione al sito ENEA?

Il sito per l’invio della comunicazione è attivo unicamente per i lavori completati nell’anno 2018, quindi, come avviene per la comunicazione ENEA per l’ecobonus, l’anno prossimo sarà messo a punto un nuovo portale.

La norma prevede che l’invio dei dati sia effettuato entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o dal loro collaudo. Per gli elettrodomestici i 90 giorni decorrono dalla data di acquisto.

Dato però che il sito ENEA è stato attivato solo ora che siamo a fine anno, per chi ha già concluso i lavori da tempo la scadenza dei 90 giorni partirà dalla data di attivazione del sito, ovvero il 21 novembre 2018.

Chi è tenuto a effettuare la comunicazione al sito ENEA?

Il soggetto avente diritto alle detrazioni (proprietario, affittuario, familiare convivente, ecc.) è tenuto a effettuare l’invio sul sito ENEA delle informazioni richieste entro il termine convenuto.

Nel caso in cui non vi sentiate in grado di svolgere l’adempimento in prima persona, potete sempre delegare allo scopo un soggetto intermediario (come avviene per la comunicazione per l’ecobonus).
I soggetti più idonei allo scopo sono architetti, ingegneri e geometri, magari le stesse figure che hanno seguito l’intervento, visto che i dati da inserire sono prettamente di carattere tecnico.

Naturalmente anche la parcella dei professionisti incaricati dell’invio della comunicazione sarà detraibile.

Come si effettua la comunicazione al sito ENEA?

Per effettuare la comunicazione, dovete registrarvi al sito, creando un apposito account, procedere all’inoltro dei dati e conservare la ricevuta rilasciata al termine della procedura, per poterla esibire in caso di eventuali controlli.

Se siete già registrati al portale messo a punto per gli interventi di riqualificazione energetica, non dovrete nuovamente registrarvi, ma potrete utilizzare le credenziali già in vostro possesso.

Le successive fasi prevedono l’inserimento dei dati anagrafici del beneficiario delle detrazioni e poi quelli identificativi dell’immobile, come indirizzo, dati catastali, superficie, ecc..

Successivamente dovrete compilare una scheda descrittiva dei lavori effettuati. Gli interventi agevolabili sono indicati tutti, a voi toccherà ovviamente selezionare dal menù a tendina solo quello/i di vostro interesse.

Nella scheda sono presenti alcuni campi evidenziati in giallo, da compilare obbligatoriamente, e altri evidenziati in verde, solo facoltativi.
Per le finalità statistiche dell’invio dei dati sarebbe comunque auspicabile compilare la scheda nella maniera più completa possibile.

Alla fine della compilazione, tramite apposito tasto, potrete provvedere all’invio dei dati. L’avvenuta trasmissione sarà confermata con la stampa dell’intero documento, che riporta la data di trasmissione e un codice da conservare.

In qualunque momento successivo, potrete entrare nella vostra area riservata e consultare il documento o stamparne altre copie.




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10 commenti

  1. Giorgio

    Grazie Carmen della risposta. Io e lei ci siamo intesi “quasi subito”.
    Fosse così anche per le altre cose della vita!
    Buon pomeriggio.

  2. Giorgio

    Non era per far polemiche, ma la mia osservazione era intesa che non ci fosse perdita di tempo da parte dell’acquirente e cioè che se proprio bisogna farla questa comunicazione, che sia fatta d’ufficio dalle ditte venditrici.
    Ora invece (a parte qualche categoria che Lei cita) l’acquirente si deve arrangiare e cercare il commercialista o l’architetto che fa questa comunicazione: non critico chi si fa pagare (è giusto perchè è il loro lavoro), ma sottolineo che viene buttata via qualche mezza mattinata per una cosa che già al momento dell’acquisto può essere risolta.
    Cordiali saluti.

    • arch. Carmen Granata

      Ho capito il suo risentimento che è giusto. Ma proviamo a ribaltare il punto di vista: se fossero obbligato a farlo le ditte, per pochi euro in più, la perdita di tempo sarebbe per loro visto che non si tratta di un lavoro di loro competenza.
      Cmq, sono sicura che molte ditte si adopereranno per offrirlo come servizio in più, come già avviene per infissi e caldaie.

  3. Giorgio

    Tutto ha un prezzo, e quindi le ditte venditrici potrebbero caricare la fattura di altri 50 Euro (che poi 25 Euro saranno recuperati dall’acquirente nei 10 anni).
    Queste incombenze stanno facendo girare e far perdere tempo a parecchie persone (c’è chi compilando queste informazioni si fa pagare).
    Ora a noi serve solo semplicità e chiarezza.
    Speriamo.

    • arch. Carmen Granata

      Non capisco la sua osservazione… Prima dice che le ditte potrebbero farsi pagare per la comunicazione, poi critica chi lo fa. Le ditte non possono essere obbligate, ma se vogliono offrirlo come servizio in più, possono farlo (ci sono molti serramentisti ad es. che già lo fanno). Il contribuente, se non trova la ditta disponibile, può sempre rivolgersi a un altro intermediario, ad es. un architetto, ovviamente pagando perchè il lavoro va retribuito.
      Sul fatto che si tratta di una complicazione in più, nulla da eccepire.

  4. Giorgio

    Sempre imcombenze in più. Non era più semplice nel caso di elettrodomestici e impianti tecnologici che ci pensasse la ditta venditrice dopo aver emesso la fattura al cliente? Penso alle persone anziane o che non sanno usare il computer e internet: devono sempre chiedere aiuto.
    Troppa burocrazia cosa porterà?

    • arch. Carmen Granata

      E’ vero che c’è troppa burocrazia, ma non sarebbe neanche giusto scaricarne il peso sulle ditte venditrici. Anche loro hanno già troppe incombenze.

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