Consolidare le fondamenta: come e quando farlo

Con il passare degli anni le fondamenta possono indebolirsi e i movimenti di assestamento dell’edificio possono causare la comparsa di crepe.

Le fondamenta sono un elemento fondamentale per la sicurezza e la stabilità delle abitazioni. Purtroppo, con il passare degli anni le fondazioni possono indebolirsi (ad esempio a causa di sottovalutazione di parametri meccanici, oppure a causa di variazioni degli stati tensionali del terreno e per differenza nella composizione del suolo) e i movimenti di assestamento dell’edificio in cerca di un nuovo equilibrio possono portare alla comparsa di crepe sulle pareti.

Quando si valuta lo stato di una abitazione, bisogna assolutamente verificare che non ci siano cedimenti e dissesti in atto, che generalmente si manifestano attraverso crepe e lesioni nei muri. Le crepe nei muri possono essere semplicemente problemi estetici ma anche costituire campanelli di allarme per la stabilità delle strutture.

Le crepe oblique, ad esempio, possono indicare la necessità di riempire le cavità presenti. Le crepe possono apparire sia sugli angoli dei muri che sui pavimenti, specialmente vicino a spigoli e a infissi di porte e finestre.

Gli interventi di consolidamento permettono di stabilizzare le fondamenta in modo da scongiurare il loro cedimento e assicurare una nuova stabilità agli edifici.

Il terreno sottoposto a un cambiamento nella sua composizione può dare origine a un cedimento delle fondazioni, che a propria volta mettono in pericolo la stabilità delle abitazioni.

Un cedimento delle fondamenta può verificarsi ad esempio per:
• un aumento del carico da sopportare dovuto ad ampliamenti o ristrutturazioni dell’edificio
fondo cedevole
• una variazione del livello delle falde acquifere sotterranee (ad esempio dopo periodi di siccità o di lunghe piogge)
perdite da reti idriche
• periodiche escursioni termiche
• variazioni di umidità
• grossi alberi con radici estese nel terreno
eventi sismici o frane
• forte traffico veicolare o scavi nelle vicinanze che comportano una continua sollecitazione dei terreni circostanti.
La presenza di un eventuale quadro fessurativo deve infatti spingerci ad analizzarne le cause e la portata per progettare gli interventi a supporto della stabilità degli edifici più appropriati.

Gli interventi per consolidare le fondamenta

Non esiste una soluzione adatta a prescindere a tutte le casistiche.

L’importante è rivolgersi a ingegneri o comunque tecnici strutturisti in grado di valutare il caso specifico. Gli esperti si occupano di valutare il quadro fessurometrico per definire se quello rilevato è un normale assestamento oppure un sintomo di cedimento delle fondamenta.

In particolare si occupano di analizzare:
• il quadro fessurativo
• i dati strutturali disponibili quali materiali utilizzati, tipologia di fondazioni, ecc.
• i dati legati alla conformazione geologica del territorio
• l’evoluzione delle crepe e dei fenomeni associati all’assestamento
• le possibili cause alla base del dissesto
• le possibili soluzioni per il dissesto e i relativi pro e contro.

L’iniezione di resine espandenti è uno dei modi più diffusi per consolidare le fondamenta degli edifici. Consiste nel pompare resine chimiche biocompatibili che vanno a gonfiarsi in presenza degli spazi vuoti, aumentando la portanza del terreno e rendendolo molto resistente. Le iniezioni spostano il peso dell’edificio verso il centro e contribuiscono ad assicurarne la solidità complessiva.

Un altro tipo di intervento consiste nell’inserimento di micropali pressoinfissi in acciaio nel terreno attraverso appositi martinetti idraulici, che permettono di sorreggere le fondamenta.
I micropali permettono di verificare la portata raggiunta per ogni palo e il precarico per contenere i cedimenti residui. In questo modo non è necessario eseguire demolizioni e lavori consistenti ed è possibile rendere il terreno meno soggetto a crolli e cedimenti.

Il costo dei lavori di consolidamento dipende dal tipo di intervento scelto, dall’entità del problema e dal materiale impiegato.
Come detto, conviene rivolgersi a degli esperti per valutare quale tipo di consolidamento sia più adatto al proprio caso.

Con il Decreto Rilancio, è stato comunque introdotto il Superbonus 110% che rende questi interventi molto vantaggiosi.

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