Guida alla CILA, Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata

La CILA, acronimo che indica la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, è una pratica da presentare per realizzare lavori di ristrutturazione d’interni.

CILA

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Cos’è la CILA?

Stai per intraprendere una ristrutturazione del tuo appartamento che comporterà demolizione e ricostruzione di tramezzi, apertura e chiusura di porte interne, ecc.? Prima di iniziare, devi presentare una CILA al Comune.

La CILA, acronimo che indica la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, è una pratica da presentare quando si intende realizzare lavori che rientrano nelle seguenti categorie:
• manutenzione straordinaria
• restauro e risanamento conservativo.

In entrambi i casi le opere non devono comportare interventi sulle parti strutturali, nel qual caso bisognerà invece ricorrere a una SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

La definizione esatta di manutenzione straordinaria e restauro e risanamento conservativo è contenuta nell’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia (d.P.R. 380/01).
Se vuoi avere un’idea più precisa di quali lavori rientrino in queste categorie, ti invito a leggere l’articolo Per quali lavori spetta il bonus ristrutturazioni.

Una volta presentata, la CILA diventa subito esecutiva, quindi puoi iniziare i lavori il giorno stesso, a differenza di quanto accadeva con la vecchia DIA, quando bisognava attendere 30 giorni.
Se però la documentazione non è completa, l’ente comunale ha tempo 30 giorni per richiedere integrazioni o sospendere i lavori, per cui a volte è meglio presentarla un po’ di tempo prima.

Riferimenti normativi

La Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata è stata introdotta nel 2016 dal cosiddetto decreto Scia 2 (d. lgs 222/16).
A seguito di tale decreto, è stato inserito nel Testo Unico dell’Edilizia l’articolo 6 – bis che la disciplina.

Questo articolo ci dice (in parole semplici) che tutti gli interventi che non sono di edilizia libera e non sono soggetti a Permesso di Costruire né a SCIA, richiedono la presentazione di una CILA. Per tale motivo, si dice che la CILA ha carattere residuale, in quanto gli interventi contemplati non sono esplicitamente elencati, ma sono di fatto quelli non riconducibili agli altri titoli abilitativi.

Come si presenta una CILA

La CILA deve essere presentata allo Sportello Unico dell’Edilizia del Comune. Può essere inoltrata anche in modalità telematica, su portali appositamente predisposti dall’amministrazione o tramite PEC (posta elettronica certificata).

Puoi provvedere anche in prima persona ma, poiché è indispensabile rivolgersi a un architetto o un altro tecnico abilitato, di solito è questi che se ne occupa.

Devi infatti incaricare un professionista perché dovrà redigere i grafici di progetto e predisporre un’asseverazione, la dichiarazione con la quale attesterà che le opere da realizzare rispettano tutte le norme urbanistiche ed edilizie vigenti (antisismiche, di risparmio energetico, antincendio, igienico sanitarie, ecc.).

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Gli elaborati di cui si compone la CILA

La Comunicazione si redige compilando una modulistica standard appositamente predisposta a livello nazionale a cui vanno allegati:

• gli elaborati grafici che illustrano lo stato di fatto dell’immobile e quello di progetto, un inquadramento territoriale con lo stralcio catastale e quello del Piano urbanistico
• il rilievo fotografico dello stato di fatto
• la relazione tecnica asseverata con la quale il tecnico attesta la legittimità dello stato di fatto e la rispondenza del progetto alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti
• una copia del titolo di proprietà
• la ricevuta di pagamento dei diritti di segreteria, quando previsti (in alcuni Comuni è gratuita)
• l’eventuale ricevuta di pagamento della sanzione per interventi già realizzati o in corso d’opera
• la copia dei documenti di identità del richiedente e del progettista
• l’eventuale notifica preliminare ASL, quando prevista.

Cosa fare al termine dei lavori

A differenza di altri titoli abilitativi, per la CILA non è previsto un termine entro cui concludere i lavori, quindi non sarebbe nemmeno obbligatorio presentare una comunicazione di fine lavori. Tuttavia, alcuni Comuni hanno predisposto una modulistica per l’invio di tale comunicazione.

Il mio consiglio è di presentare sempre la fine lavori, anche quando non è obbligatorio. Può tornare utile in molti casi, come ad esempio quando si intende usufruire delle detrazioni fiscali, per avere dei riferimenti temporali precisi.

Se i lavori hanno comportato una modifica della distribuzione interna, con spostamento e demolizione di tramezzi, dovrai presentare entro 30 giorni dalla loro conclusione anche la variazione catastale.

Nel caso in cui invece le opere abbiano comportato una riqualificazione energetica dell’appartamento (ad esempio una modifica all’impianto di riscaldamento), sarà necessario redigere un APE (Attestato di Prestazione Energetica) o aggiornare quello esistente.

Infine, se i lavori hanno comportato modifiche delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, dovrai presentare una Segnalazione Certificata di Agibilità.

In alcuni Comuni è anche richiesta la presentazione del Formulario rifiuti, un documento in cui sono indicate le produzioni di rifiuti e la loro destinazione (riutilizzo, recupero, smaltimento, trasporto).

Cosa succede se non presenti la CILA?

Nel caso in cui realizzi lavori per i quali è necessaria la CILA senza aver presentato la pratica, commetti un vero e proprio abuso edilizio.

Puoi anche comunicare i lavori dopo averli realizzati (si parla in tal caso di CILA tardiva), ma dovrai pagare una sanzione di 1.000 euro, quindi pensaci bene prima di partire.

È possibile anche ravvedersi mentre i lavori sono in corso e non ancora ultimati. Autodenunciando l’intervento mentre è in corso d’opera, la sanzione si riduce a un terzo ed è pari a 333 euro.

Attenzione: tutto ciò è possibile se non c’è alcun accertamento in corso d’opera. Ma se i lavori vengono scoperti e contestati dalle autorità competenti, scatta anche la denuncia penale.

Quanto costa una CILA?

La presentazione di una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata comporta il pagamento dei diritti di segreteria, variabili da Comune a Comune. In alcune città, come Milano, è gratuita.

A ciò occorre poi aggiungere la parcella del tecnico, che dipenderà dall’entità dell’intervento, dalle sue caratteristiche e dalla complessità della documentazione da presentare.

È obbligatoria la CILA per avere le detrazioni fiscali?

Molte persone sono convinte (chissà perché) che per avere le detrazioni fiscali per interventi edilizi sia indispensabile presentare una CILA.

In realtà non è così: il titolo abilitativo dipende dalla tipologia di lavori da realizzare. Per quelli descritti in questo articolo serve ovviamente tale comunicazione, per altri potrebbe servire una pratica diversa.

In più, sono agevolabili anche alcuni interventi di manutenzione ordinaria che possono essere realizzati in edilizia libera (quindi senza alcun titolo) ma per i quali è necessario redigere un’apposita autocertificazione.

Foto di energepic.com da Pexels





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