Stop alla fatturazione ogni 4 settimane per telefono e TV

Una sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che i rimborsi per la fatturazione ogni 4 settimane siano automatici senza dover presentare alcuna richiesta.

Fatturazione ogni 4 settimane ©

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La fatturazione ogni 4 settimane per telefono fisso e TV

L’ultima puntata della telenovela sulla fatturazione telefonica a 28 giorni, segna un punto a favore dei consumatori, grazie a una sentenza del Consiglio di Stato pubblicata ieri. Ma andiamo con ordine e riassumiamo la vicenda.

A partire dal 2015 i principali operatori della telefonia mobile hanno incominciato progressivamente a modificare la periodicità nell’invio delle bollette. Si è così passati dalla tradizionale fattura mensile a quella a 4 settimane (oppure a 8 settimane).

Dopo un po’ di tempo questa cattiva abitudine è stata adottata anche per la telefonia fissa.

Non si tratta di una questione di poco conto: fatturando ogni 28 giorni, le bollette in un anno non sono più 12 ma aumentano di una unità e diventano 13. In questo modo, finiscono col costituire un aumento non indifferente per i bilanci delle famiglie.
Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che questo comportamento determina per i nuclei familiari un vero e proprio shock, con un aumento della spesa fino all’8,6%.

Le sanzioni di Agcom per la fatturazione ogni 4 settimane

A partire dal marzo 2017 l’Autorità garante per le comunicazioni ha cercato di tutelare i consumatori emanando la delibera 121/17. Con questa norma, l’Authority aveva stabilito che per i contratti di telefonia fissa e per quelli ibridi (fisso + mobile) l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni dovesse essere il mese.
Per la telefonia mobile il pagamento della bolletta a 28 giorni era invece ancora consentito.

L’obiettivo di questa delibera era duplice:
• garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti
• controllare più facilmente i consumi con un’unità di misura standard del periodo di riferimento delle rate di contratti in abbonamento.

Gli operatori avevano 90 giorni per adeguarsi alla disposizione, per cui dal 24 giugno 2017 non avrebbe dovuto più esserci traccia della fatturazione a 28 giorni.
Di fronte a queste disposizioni regolamentari, le società hanno invece fatto orecchie da mercante e hanno continuato imperterrite a inviare le fatture ogni 4 settimane. Per tale motivo, il 14 settembre 2017 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato dei procedimenti sanzionatori nei loro confronti.

L’Agcom ha infatti condotto controlli nei confronti delle seguenti compagnie telefoniche:
• Tim
• Wind Tre
• Vodafone
• Fastweb.
Al termine del periodo di verifica è emerso che nessuno di questi operatori si era adeguato alle disposizioni dettate.

Fatturazione ogni 4 settimane vietata per legge

Sul problema è fortunatamente intervenuto anche il Governo. La questione della fatturazione ogni 28 giorni è infatti entrata anche nella Legge di Stabilità per il 2018, che ha imposto il divieto di adottare questa modalità a partire dal 5 aprile 2018.

Il provvedimento riguarda le bollette di:
• telefonia fissa
• telefonia mobile
• pay TV.

Con il ritorno alle tariffe mensili, però, tutti gli operatori si sono allineati decidendo di aumentare i canoni, in modo da lasciare invariati i costi annuali agli utenti.

I primi rimborsi chiesti da Agcom

L’Autorità garante per le comunicazioni aveva presentato il 14 marzo 2018 quattro delibere (una per ciascun operatore) con le quali chiedeva uno sconto sulla prima bolletta a partire da aprile.
Il TAR aveva infatti avanzato rilievi sulla sostenibilità per le aziende dei rimborsi in termini di restituzioni di soldi agli utenti. Agcom ha quindi trasformato il tutto in una richiesta di sconto sulla prima bolletta.

Il Consiglio dell’Agcom ha poi deciso che Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb avrebbero dovuto restituire in bolletta gli importi illegittimamente percepiti con la fatturazione a 28 giorni entro il 31 dicembre 2018.

Questa decisione riguarda:
• le utenze di telefonia fissa
• le utenze convergenti, ovvero comprendenti anche la telefonia mobile.
Non riguarda invece la telefonia esclusivamente mobile.

Il calcolo dei rimborsi dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione mensile.
La restituzione potrà avvenire anche su più fatture.

Questo sistema consente di calcolare in maniera precisa per ciascun utente il rimborso spettante. Il precedente meccanismo, più generico, era quello su cui aveva espresso dubbi il TAR.

Per la decisione del TAR molti utenti sono anche stati indotti a non cambiare operatore. È infatti più complesso riuscire a ottenere un rimborso da una compagnia con la quale non si ha più un rapporto contrattuale.
Visto che il rimborso avverrà con lo sconto in bolletta, per chi nel frattempo ha cambiato operatore dovranno essere definite adeguate modalità di restituzione.

La risposta degli operatori che effettuano la fatturazione ogni 4 settimane

In realtà, gli operatori non si sono affatto dati per vinti e hanno impugnato tutti il provvedimento, ricorrendo al TAR del Lazio.

Il Tribunale amministrativo, il 21 novembre, aveva annullato le multe inflitte alle compagnie telefoniche, confermando però i rimborsi stabiliti da Agcom da restituire in termini di giorni di traffico gratis.

Fino a oggi, però, le compagnie praticavano il rimborso solo agli utenti che ne effettuavano richiesta o proponevano, in alternativa, altre situazioni compensative.

Vodafone aveva in realtà fatto ricorso contro la sentenza del TAR Lazio, ma la storica sentenza 00879 del 2020 del Consiglio di Stato pubblicata ieri lo ha respinto, estendendone gli effetti a tutti gli operatori.

Confermando la pratica come sleale e lesiva nei confronti dei consumatori, il Consiglio ha di fatto confermato l’automaticità dei rimborsi.

Come ricevere il rimborso per la fatturazione a 4 settimane

Gli utenti ingannati negli anni scorsi potranno così ottenere uno storno di circa 20-30 euro nelle prossime fatture.

Senza fare alcuna richiesta, quindi, potrete ricevere il rimborso già nella prossima fattura.
Naturalmente non riceverete nulla se avete già avuto il rimborso facendone richiesta o se avete accettato misure di compensazione alternative da parte della vostra compagnia.

(Prima pubblicazione 14 settembre 2017)




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