Stop alla fatturazione ogni 4 settimane per telefono e TV

In arrivo i rimborsi da parte delle compagnie telefoniche, per gli importi percepiti in più con fatturazione ogni 4 settimane: saranno scontati in bolletta.

Fatturazione ogni 4 settimane ©

Fatturazione ogni 4 settimane ©

La fatturazione ogni 4 settimane per telefono fisso e TV

A partire dal 2015 i principali operatori della telefonia mobile hanno incominciato progressivamente a modificare la periodicità nell’invio delle bollette. Si è così passati dalla tradizionale fattura mensile a quella a 4 settimane (oppure a 8 settimane).

Dopo un po’ di tempo questa cattiva abitudine è stata adottata anche per la telefonia fissa.

Ma non finisce qui. Con un effetto trascinamento, il nuovo modello di fatturazione ha iniziato a essere adottato anche dagli operatori della televisione a pagamento. Ha incominciato Sky, annunciando di modificare verso le 4 settimane la cadenza delle fatturazioni a partire dal primo ottobre 2017.

A onor del vero, l’azienda di Murdoch si è comportata in maniera abbastanza trasparente, segnalando agli utenti:
• l’aumento che tale modifica comporterà
• offrendo la possibilità di recedere gratuitamente dal contratto entro il 30 settembre.

In ogni caso, non si tratta di una questione di poco conto: fatturando ogni 28 giorni, le bollette in un anno non sono più 12 ma aumentano di una unità e diventano 13. In questo modo, finiscono col costituire un aumento non indifferente per i bilanci delle famiglie.
Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che questo comportamento determina per i nuclei familiari un vero e proprio shock, con un aumento della spesa fino all’8,6%.

Le sanzioni di Agcom per la fatturazione ogni 4 settimane

A partire dal marzo 2017 l’Autorità garante per le comunicazioni ha cercato di tutelare i consumatori emanando la delibera 121/17. Con questa norma, l’Authority aveva stabilito che per i contratti di telefonia fissa e per quelli ibridi (fisso + mobile) l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni dovesse essere il mese.
Per la telefonia mobile il pagamento della bolletta a 28 giorni era invece consentito.

L’obiettivo di questa delibera era duplice:
• garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti
• controllare più facilmente i consumi con un’unità di misura standard del periodo di riferimento delle rate di contratti in abbonamento.

Gli operatori avevano 90 giorni per adeguarsi alla disposizione, per cui dal 24 giugno 2017 non avrebbe dovuto più esserci traccia della fatturazione a 28 giorni.
Di fronte a queste disposizioni regolamentari, le società hanno invece fatto orecchie da mercante e hanno continuato imperterrite a inviare le fatture ogni 4 settimane. Per tale motivo, il 14 settembre 2017 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato dei procedimenti sanzionatori nei loro confronti.

L’Agcom ha infatti condotto dei controlli nei confronti delle seguenti compagnie telefoniche:
• Tim
• Wind Tre
• Vodafone
• Fastweb.
Al termine del periodo di verifica è emerso che nessuno di questi operatori si era adeguato alle disposizioni dettate.

Fatturazione ogni 4 settimane vietata per legge

Sul problema è fortunatamente intervenuto anche il Governo. La questione della fatturazione ogni 28 giorni è infatti entrata anche nella Legge di Stabilità, che ha imposto il divieto di adottare questa modalità a partire dal 5 aprile 2018.

Il provvedimento riguarda le bollette di:
• telefonia fissa
• telefonia mobile
• pay TV.

La risposta degli operatori che effettuano la fatturazione ogni 4 settimane

In realtà, dopo la delibera dell’Agcom, gli operatori non si sono affatto dati per vinti e hanno impugnato tutti il provvedimento, ricorrendo al TAR del Lazio.

Il Tribunale amministrativo ha per il momento sospeso i rimborsi richiesti fino all’udienza di merito, prevista per il 14 novembre del 2018.

L’udienza dovrà stabilire se la limitazione delle politiche commerciali sia legittima o meno. Se volete restare aggiornati su questa sentenza, seguite la mia pagina Facebook.

Le associazioni dei consumatori sulla fatturazione ogni 4 settimane

Con il ritorno alle tariffe mensili, tutti gli operatori si sono allineati decidendo di aumentare i canoni, in modo da lasciare invariati i costi annuali agli utenti.

Contro queste decisioni si sono già mosse le associazioni dei consumatori presentando esposti ad Agcom e Antitrust.

Agcom è intenzionata a sanzionare gli operatori anche per le modalità considerate poco trasparenti, con cui questi hanno informato gli utenti sul ritorno alle tariffe mensili.

Agcom chiede rimborsi

L’Autorità garante per le comunicazioni aveva presentato lo scorso 14 marzo quattro delibere (una per ciascun operatore) con le quali chiedeva uno sconto sulla prima bolletta a partire da aprile.
Il TAR aveva infatti avanzato rilievi sulla sostenibilità per le aziende dei rimborsi in termini di restituzioni di soldi agli utenti. Agcom ha quindi trasformato il tutto in una richiesta di sconto sulla prima bolletta.

Il Consiglio dell’Agcom ha deciso solo adesso che Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno restituire in bolletta gli importi illegittimamente percepiti con la fatturazione a 28 giorni entro il 31 dicembre 2018.

Questa decisione riguarda:
• le utenze di telefonia fissa
• le utenze convergenti, ovvero comprendenti anche la telefonia mobile.
Non riguarda invece la telefonia esclusivamente mobile.

Il calcolo dei rimborsi dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione mensile.
La restituzione potrà avvenire anche su più fatture.

Questo sistema consente di calcolare in maniera precisa per ciascun utente il rimborso spettante. Il precedente meccanismo, più generico, era quello su cui aveva espresso dubbi il TAR.

Per la decisione del TAR molti utenti sono anche stati indotti a non cambiare operatore. È infatti più complesso riuscire a ottenere un rimborso da una compagnia con la quale non si ha più un rapporto contrattuale.
Visto che il rimborso avverrà con lo sconto in bolletta, per chi nel frattempo ha cambiato operatore dovranno essere definite adeguate modalità di restituzione.

(Prima pubblicazione 14 settembre 2017)





Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *