Indice di permeabilità del suolo: cos’è e come si calcola

Un indice di permeabilità del suolo definisce la quantità minima di superficie permeabile, quella priva di pavimentazione o di altre costruzioni permanenti.

Calcestruzzo drenante per rispettare indice di permeabilità (photo credit www.mcsedilizia.it)

Calcestruzzo drenante per rispettare indice di permeabilità (photo credit www.mcsedilizia.it)

Cosa si intende per indice di permeabilità del suolo?

Quando si progetta una nuova casa occorre rispettare una serie di parametri urbanistici ed edilizi che a volte risultano di ostica comprensione da parte dei non addetti ai lavori.

L’attività edificatoria è infatti regolamentata, a livello comunale, dai piani urbanistici che dettano regole miranti a far sì che lo sviluppo delle città avvenga in maniera ordinata e sostenibile.
Tra questi parametri c’è l’indice di permeabilità del suolo. Di cosa si tratta?

L’indice di permeabilità, detto anche rapporto di permeabilità e indicato con la sigla Ip, definisce la quantità minima di superficie permeabile del lotto. Si tratta della superficie priva di costruzioni da mantenere o sistemare a verde in modo che possa facilmente assorbire e filtrare la pioggia.

Così, se ad esempio volete costruire una villetta su un terreno edificabile di vostra proprietà, dovete sapere che una certa percentuale della superficie di questo terreno dovrà essere permeabile e quindi non costruita.
Non potrete pertanto asfaltare o pavimentare tutta la parte esterna alla villetta, ma almeno una parte di essa dovrà restare a verde o essere pavimentata con materiali permeabili.

La normativa nazionale stabilisce che nella realizzazione di nuovi edifici o nell’ampliamento di edifici esistenti la percentuale da lasciare permeabile deve essere pari almeno al 25% della superficie edificabile.
I regolamenti locali possono modificare questo limite rendendolo più severo, quindi aumentando la percentuale ma non riducendola.

Perché è necessario fissare un indice di permeabilità?

L’impermeabilizzazione del suolo mediante la copertura con materiali che lo rendano completamente refrattario all’acqua impedisce quell’assorbimento delle acque meteoriche che contribuisce all’alimentazione delle falde acquifere. È quindi un’attività umana che causa al terreno l’impossibilità di esplicare le proprie funzioni vitali.

L’eccessiva impermeabilizzazione dei terreni nelle aree urbane, ma anche in zona agricola, provoca danni all’ambiente come:
• rischio di inondazioni e di scarsità d’acqua
• aumento del riscaldamento globale
• minaccia per la biodiversità.

Per questo motivo i regolamenti urbanistici fissano un limite di superficie da lasciare permeabile in modo da porre un freno al consumo indiscriminato di suolo.

Come fare allora a rispettare questi indici di permeabilità e lasciare parte delle superfici esterne permeabili all’acqua?
Dal punto di vista progettuale è possibile utilizzare un’ampia tipologia di materiali, che analizzeremo in dettaglio nel prossimo paragrafo, caratterizzati tutti dal possedere una certa porosità.

Tipologie di materiali che consentono di rispettare un indice di permeabilità fissato

Tra i materiali che possiamo utilizzare per rivestire la superficie esterna della villetta del nostro esempio c’è senza dubbio il prato rasato.
Questo materiale protegge la superficie del terreno, evitando l′eccessivo deflusso di acqua, polvere e fanghiglia, e mantiene il microclima in condizioni accettabili.

Una alternativa al classico prato può essere la ghiaia inerbita (detta anche erba rinforzata con ghiaia) dall’aspetto del tutto simile a questo ma in grado di assorbire fino al 100% di acqua. La sua realizzazione deve però essere effettuata da personale qualificato, perché una messa in opera scorretta espone al rischio della perdita della capacità di drenaggio idrico.

Per rendere la superficie esterna della costruzione transitabile da veicoli, è possibile anche utilizzare dei grigliati, al cui interno seminare poi l’erba.
Quelli in plastica sono piuttosto economici, ma quelli in calcestruzzo, anche se più costosi, garantiscono una maggiore durata.

Non è del tutto escluso l’utilizzo del cemento. È infatti possibile realizzare pavimentazioni permeabili con particolari tipi di blocchi di calcestruzzo.

I primi che andiamo a esaminare sono caratterizzati dalla presenza di grossi fori.
La posa in opera avviene su uno strato permeabile di pietra frantumata mentre i giunti, di circa 3 cm, sono riempiti con humus e sementi erbose o pietre frantumate.
Questo tipo di pavimentazione risulta particolarmente adatta per aree di parcheggio, cortili e passi carrabili.

Ci sono poi i blocchi di calcestruzzo permeabile, realizzati compattando minuscoli granuli. Avendo una struttura piuttosto porosa, l’acqua defluisce attraverso di essi senza che ci sia bisogno di lasciare appositi vuoti.
Vanno posati su un sottofondo di ghiaia compattata spessa 15 – 30 cm, in base all’intensità d’uso e alla presenza di gelo.

In ambito residenziale si sta molto diffondendo negli ultimi tempi l’uso del calcestruzzo drenante. Si tratta di un calcestruzzo a elevata porosità, con attitudine a lasciarsi permeare dai liquidi, come dice lo stesso nome.

Un’alternativa all’asfalto tradizionale, che sarebbe completamente impermeabile, è invece l’asfalto poroso, che comunque presenta le stesse modalità costruttive.
Per renderlo poroso il materiale fine viene vagliato e ridotto, creando spazi vuoti di dimensioni pari al 15 -20% circa (rispetto al 2 – 3% dell’asfalto tradizionale), altamente permeabili all’acqua.

Punti deboli delle superfici permeabili

Anche se la finalità ambientale è molto importante e precisi limiti vengono imposti dalle normative, molto spesso si finisce per ricorre all’asfaltatura tradizionale delle superfici esterne, a causa di alcuni punti deboli di quelle permeabili.

Uno degli svantaggi è rappresentato, ad esempio, dalla maggiore rumorosità al transito veicolare. Questo problema si può però facilmente superare realizzando aree a scorrimento lineare per le ruote delle automobili.

Le superfici permeabili sono di solito più scabre rispetto a quelle realizzate con materiali tradizionali per cui possono rendere più difficoltosa l’accessibilità di un sito, ad esempio per i disabili.

Non bisogna poi nascondere che queste pavimentazioni richiedono una maggiore manutenzione soprattutto laddove sono presenti specie vegetali, dove potrebbe essere necessario l’uso periodico di erbicidi e disinfestanti.

Indice di permeabilità: come si calcola

Per calcolare l’indice di permeabilità di un suolo, i progettisti prendono a riferimento una delle 42 definizioni base del Regolamento Edilizio Tipo:

Indice di Permeabilità (Ip)
Rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria).

La superficie fondiaria è l’area di un terreno destinata all’edificazione o già edificata, mentre la superficie territoriale è l’area totale interessata dall’intervento di trasformazione, comprendente quindi sia le aree destinate all’edificazione sia quelle di uso pubblico. Queste ultime sono destinate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, ad esempio le strade.

Il calcolo dell’indice di permeabilità si otterrà allora dalla seguente formula:
Ip = Superficie permeabile / ST o SF
dove ST è la superficie territoriale e SF è la superficie fondiaria.





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