Prescrizione di un abuso edilizio: quando avviene?

Un abuso edilizio costituisce un illecito amministrativo e un reato penale: in quanto tale, si prescrive? E se sì, quanto tempo occorre per la prescrizione? Prescrizione di un abuso edilizio…
Prescrizione di un abuso edilizio ©

Un abuso edilizio costituisce un illecito amministrativo e un reato penale: in quanto tale, si prescrive? E se sì, quanto tempo occorre per la prescrizione?

Prescrizione di un abuso edilizio ©

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Cos’è un abuso edilizio?

Si commette un abuso edilizio quando si realizza una costruzione senza rispettare le specifiche normative di settore. Si considerano quindi abusivi gli interventi edilizi realizzati:
• in assenza del titolo autorizzativo previsto
• in totale difformità dal titolo autorizzativo
• in parziale difformità dal titolo autorizzativo.

Naturalmente, gli abusi possono essere più o meno gravi a seconda dei livelli sopra indicati e dell’entità dell’intervento realizzato.

Una ulteriore distinzione va fatta tra:
• abusi non sanabili
• abusi sanabili.

I primi sono quelli compiuti laddove l’intervento non era comunque realizzabile, in base alle norme vigenti.
Ne sono un esempio la costruzione di una casa in zona agricola o l’ampliamento di un edificio su un terreno dove era già stata esaurita la volumetria realizzabile.
Questi abusi non possono attualmente essere sanati, mentre in passato è stato possibile ricorrere più di una volta al condono edilizio.

I secondi sono quelli compiuti laddove l’intervento era realizzabile ma il relativo titolo autorizzativo non è stato richiesto.
Un esempio frequente è la realizzazione di una diversa distribuzione interna di un alloggio, senza presentare preventivamente una Comunicazione di Inizio Lavori.
Questi ultimi abusi possono essere sanati attraverso un accertamento di conformità e il pagamento delle relative sanzioni.

Ma non è di tali aspetti che mi occuperò in questa sede. L’abuso edilizio costituisce sia un illecito amministrativo sia un reato penale: in quanto tale, si prescrive? E se sì, in quanto tempo?

Abuso edilizio come reato penale

Dal punto di vista penale, l’abuso edilizio è un reato punito dalla legge con un’ammenda o anche con l’arresto, a seconda della gravità.

La legge italiana prevede diverse durate della prescrizione, in base al tipo di reato.
Per l’abuso edilizio la prescrizione può avvenire:
• in 4 anni, se non ci sono stati atti interruttivi (prescrizione breve)
• in 5 anni, se ci sono stati atti interruttivi (prescrizione ordinaria).

Per atto interruttivo della prescrizione si intende, ad esempio, un decreto di citazione in giudizio.

I termini per la prescrizione decorrono dal momento in cui è avvenuto l’accertamento e il cantiere è stato sottoposto a sequestro.
Se però non sono stati apposti sigilli, il reato si considera permanente e i tempi di prescrizione scattano dalla sentenza di primo grado.

Nel caso in cui non sia stato effettuato alcun accertamento da parte dell’autorità giudiziaria, in base a quanto sancito dalla Cassazione, i tempi scattano dal momento in cui è avvenuta l’ultimazione dei lavori.
Così, se ad esempio un abuso edilizio compiuto vent’anni fa viene scoperto solo oggi, si può richiedere la prescrizione del reato purché ovviamente chi l’ha commesso riesca a dimostrare che risale a quell’epoca.

La decorrenza del periodo di prescrizione può essere soggetta a:
sospensione, che al suo decadere comporta la prosecuzione della decorrenza residuale
interruzione, che al suo decadere comporta l’azzeramento della decorrenza.

Tra le cause di sospensione del procedimento c’è la presentazione al Comune di un’istanza di Permesso di Costruire in sanatoria. Il Comune è tenuto a pronunciarsi entro 60 giorni, trascorsi i quali l’istanza si intende respinta.

Abuso edilizio come illecito amministrativo

Dal punto di vista amministrativo, l’abuso edilizio è un illecito punito con sanzioni che possono arrivare anche alla demolizione dell’opera.

Come illecito amministrativo non si prescrive mai. Pertanto, in qualunque momento venga accertata l’esistenza dell’abuso, può essere esercitata la sanzione amministrativa. La sanzione può arrivare fino all’abbattimento del manufatto e al ripristino dello stato dei luoghi, il tutto a spese del responsabile.

Ritornando al precedente esempio dell’abuso scoperto dopo vent’anni, seppure si riesca a ottenere la prescrizione del reato penale, nulla vieta che l’edificio sia sottoposto a ordinanza di demolizione.

Naturalmente, l’azione repressiva può essere evitata dall’amministrazione comunale esercitando modalità differenti dalla demolizione, come il riconoscimento del pubblico interesse e l’acquisizione del manufatto al patrimonio comunale.

A chi può essere attribuito il reato di abuso edilizio?

Quelli edilizi sono reati definiti in forma libera, per i quali chiunque apporti un contributo alla realizzazione dell’opera può essere considerato responsabile.

Principali soggetti a cui può essere attribuito il reato di abuso edilizio sono in genere:
• il proprietario
• il costruttore
• il titolare del titolo autorizzativo
• il direttore dei lavori.

A tali soggetti possono però aggiungersene altri che abbiano, in vari modi, contribuito alla realizzazione dell’intervento, quali:
• gli esecutori materiali dei lavori, come i muratori che hanno lavorato in cantiere
• il comproprietario, perché avrebbe potuto esercitare un potere di veto sull’esecuzione di opere non assentite sull’immobile in comunione.




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124 Commenti. Nuovo commento

  • RINO DE MICHY
    14 Aprile 2021 11:32

    salve nel 2013 ho acquistato un’appartameto in un condominio. dagli atti di vendita si evince che su due camere fatte durante la costruzione , furono sanate don tutti i pagamenti come si evince dalle fotocopie fornite al notaio all’atto del mio acquisto.ora viene fuori che allora il comune non registro’ il tutto almeno cosi ho capito.e venuto fuori durante una riunione di condominio questa situazione un po anomala. consideri che l’ing. che si e’ incaricato ora e’ una filgia di un componente della societa’ venditrice/costruttrice di allora. la cosa mi sa di strano . ora ci chiede soldi per risolvere la questione per una pratica urbanistica. avendo tutti i pagamenti. cosa mi consiglia. inoltre sull’atto c’e scritto che se veniva fuori qualcosa tipo pagamento doveva errere la societ’ (fallita9 a farsene carico. mi puo aiutare. grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      19 Aprile 2021 20:00

      Mi dispiace ma queste questioni complesse possono essere risolte solo in presenza.

  • Salve, dopo l’abbattimento di un fabbricato abusivo, il comune ha trascritto un atto di acquisizione al proprio patrimonio. Con il passare degli anni la particella ha cambiato numero e sulla nuova non vi è trascrizione. Alla conservatoria, però compare sulla vecchia particella e al comune non risulta acquisito al patrimonio. sono trascorsi 20 anni dall’abbattimento. Inoltre, quale parte del terreno sarebbe stata acquisita visto che il fabbricato non occupava tutta l’area? Grazie mille.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      20 Aprile 2021 19:26

      Sinceramente il quesito non mi è chiaro… Non comprendo l’atto di acquisizione se l’oggetto dell’abuso è stato demolito.

  • MARIAPIA RAVAGNANI
    13 Aprile 2021 19:28

    Buongiorno Architetto, ho presentato istanza di sanatoria per la realizzazione di un portico in una civile abitazione, versando 516,00 € + i diritti di segreteria oltre al compenso pagato al professionista per la pratica. Ora il Comune chiede se i proprietari svolgono attività di “imprenditore agricolo professionale”, invitando in caso contrario al pagamento, oltre a quanto già corrisposto di € 1355,00. Non viene indicato alcun riferimento di legge o regolamento da dove scaturisce questa ulteriore sanzione? Grazie per la sua risposta.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      19 Aprile 2021 19:57

      Questo dovrebbe saperlo lei che ha modo di leggere la richiesta… Se il riferimento non c’è, deve farselo indicare dal comune.

  • Remo Rossi
    2 Aprile 2021 12:18

    Salve!
    Mia moglie, morta nel 2007, ereditò dal padre nel 1978 una villetta ad un piano costruita negli anni 50 non ancora accatastata.
    Nel 1981 fu fatto l’accatastamento. Dalla planimetria fu omessa una tettoia in lamiera appoggiata ad un angolo della casa.
    Nel 1984 furono fatti dei lavori senza chiedere autorizzazione con realizzazione di tramezzi interni e spostamento di porte e finestre. Alcune di queste aperture furono realizzate su muri portanti. Inoltre la tettoia in lamiera fu sostituita da un portico aperto sostenuto da una colonna e una trave in cemento appoggiata ad una parete.
    Nel 1997/98 furono fatti altri lavori di manutenzione quali rifacimento del tetto e dell’intonaco esterno. L’inizio di tali lavori fu comunicato al Comune.
    Nel 2009 fu fatto di nuovo l’accatastamento riportante nella planimetria tutte le modifiche effettuate in precedenza, compreso il portico.
    A seguito della morte di mia moglie la casa è ora intestata a me e ai miei tre figli, due dei quali residenti all’estero. Avendo deciso di venderla e avendo trovato un acquirente, l’acquirente stesso si è rivolto ad una banca per richiedere un mutuo. Il perito della banca ha notato che i lavori fatti nel 1984 mancavano delle autorizzazioni necessarie e ha richiesto che questa situazione fosse sanata prima della concessione del mutuo.
    L’Ufficio Tecnico del Comune, interpellato dall’architetto che mi fece l’accatastamento, ha detto che si potrebbe chiedere una sanatoria a posteriori presentando un progetto dei lavori fatti. In questo caso però loro sarebbero tenuti a inviare la pratica al Genio Civile il quale potrebbe ravvisare un reato per i lavori fatti senza autorizzazione e coinvolgere la Procura con tutte le conseguenze del caso.
    Le mie domande sono: In caso di intervento della Procura chi sarebbe accusato: gli eredi per abusi non fatti da loro o la proprietaria all’epoca dei lavori ora defunta? In questo caso si procederebbe ugualmente contro un defunto?
    C’è qualche altro modo per risolvere il problema? Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      5 Aprile 2021 18:16

      Ovviamente non si può procedere contro un defunto… quindi si procederà contro gli eredi.

    • Non è in contrasto con l’art. 150 C. P. ?

    • arch. Carmen Granata
      5 Aprile 2021 19:27

      Effettivamente il reato penale si estingue. Quello amministrativo invece no.

  • Ho un edificio composto da 4 unità abitative, terminato nel 1992. Ci sono 4 balconi che hanno una forma circolare, hanno al punto massimo della corda 28 cm più di quello approvato. come posso sanare la situazione?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      29 Marzo 2021 19:25

      Se la misura rientra nel 2% di quelle regolari, siamo nei limiti delle tollerabilità costruttive e non è necessario sanare.

  • Buone sera! Ho un immobile che presenta difformità tra planimetria catastale e progetto di costruzione presentata in comune.Entrambi le documentazioni sono ante 67.Lo stato dei fatti attuale è conforme alla planimetria presentata al catasto. L immobile é da sanare lo stesso?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      29 Marzo 2021 19:17

      Per essere regolare non solo l’immobile deve essere ante ’67, ma a quell’epoca doveva sorgere fuori del centro abitato. In queste condizioni non è necessario sanare.

  • siccome sto vendendo una casa al riscontro tra atto, visura catastale ho notato che sulla licenza edilizia in sanatoria hanno sbagliato ad inserire il numero di particella del terreno ed alcuni grafici sono errati riguardanti le misure sul posto allo stato di fatto. Non avevo mai fatto caso dato che i doc li ho presi ora perchè devo vendere, volevo capire se è una procedura rettificabile o meno e i costi nel caso si può rettificare. Al geometra o tecnico dell’epoca non si potrebbe chiamarlo in causa? siccome si tratta di un errore palese. grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      25 Marzo 2021 15:37

      Se si tratta di un mero errore di rappresentazione grafica si può rettificare. In ogni caso certamente si può chiamare in causa il tecnico dell’epoca, visto che è lui il responsabile.

  • Buongiorno, ho ereditato una casa e dopo un controllo del geometra ci siamo accorti che da progetto l’abitazione risulta costruita a 5 metri dalla strada ma in realtà è a 3,80 metri.
    Premetto che su quella strada sono tutte a 3,80/ 4 metri dalla strada e la casa è stata edificata nel 1968. C’è la possibilità di regolarizzarla?
    Nel ringraziarLa porgo Distinti Saluti

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      19 Marzo 2021 11:52

      Bisogna vedere se è rispettato il requisito di doppia conformità.

    • Buonasera, in che senso la doppia conformità?

    • arch. Carmen Granata
      26 Marzo 2021 19:58

      Conformità alle norme in vigore all’epoca della realizzazione e alle norme in vigore oggi.

    • Buonasera, mi scusi se la disturbo ancora, le norme di allora imponevano 5 metri dalla strada come lo prevedono ancora oggi, quello che non riesco a capire è: dopo 50 anni che l’ casa è li con regolare abitabilità non ci può essere modo di sanarla? Che devo fare abbatterla? La rongrazio nuovamente per quello che fa..

    • arch. Carmen Granata
      29 Marzo 2021 19:21

      Il fatto è che l’agibilità viene rilasciata sulla base di requisiti diversi, rispetto al rispetto delle norme urbanistiche, che cmq non c’è stato.

  • Ho scoperto che nella casa che ho avuto in eredità, mio padre, ora deceduto, nell’anno 1992 aveva ottenuto l’autorizzazione a sostituire una balconata; per eseguire i lavori era richiesta la comunicazione di inizio lavori. I lavori sono stati eseguiti senza tale comunicazione. Cosa rischio, come posso rimediare?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      11 Marzo 2021 19:23

      La mancata presentazione di inizio lavori entro i temrini stabiliti comporta la decadenza del permesso, quindi è come se il balcone fosse stato realizzato senza titolo. Deve quindi provare a richiedere una sanatoria.

  • Salve, le chiedo un consiglio. Nel 2001 incaricammo un tecnico per dei lavori di ristrutturazione di una pertinenza. (ricostruzione di un garage, prima fienile) Il tecnico presento una DIA di ristrutturazione, di cui tra l’altro non abbiamo nemmeno la planimetria di progetto, per quale risulta sia progettista che direttore. Oggi effettuando degli accertamenti è emerso che questa pertinenza ha volumetrie e tipologie costruttive differenti rispetto alla DIA di allora. Per cercare di sistemare la situazione provvederò (se possibile per le norme locali) a relativa Sanatoria.
    Volevo chiederle su come si dovrebbero/potrebbero gestire i rapporti con il vecchio tecnico? Nel senso, effettuando Sanatoria al vecchio tecnico arriverà d’ufficio una denuncia dal Comune? La Sanatoria l’ha dovrò improntare con il suo supporto o coinvolgimento? Sarà/Dovrà essere solidale con me per questioni economiche e penali? Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      11 Marzo 2021 19:19

      Al tecnico non arriva nessuna denuncia d’ufficio. La sanatoria non prevede il suo coinvolgimento. I responsabili di un abuso sono in solido: proprietario, direttore dei lavori e costruttore.

  • daniele arena
    19 Febbraio 2021 11:30

    Buongiorno,
    possiedo una villetta di montagna risalente ad inizio anni ’70 a cui è stato fatto un successivo intervento di costruzione di un vano aggiuntivo (20 mq ca, su preesistenti 70 mq), mai dichiarato e di conseguenza non autorizzato.
    Chiedo se tale tipologia di abuso può essere sanato e mediamente con quali costi e tempi di attuazione, supponendo che la maggior superficie poteva essere ritenuta edificabile.
    Saluti

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      19 Febbraio 2021 19:38

      Non è possibile dare una risposta su un blog. Bisogna considerare la strumentazione urbanistica locale e verificare la sussistenza della doppia conformità. Una cosa è certa: dagli anni ’70 a oggi ci sono stati ben tre condoni. C’è stato tempo per pensarci…

  • Salve, nel lontano 1983 io e mio fratello, in comunione di beni, abbiamo costruito 2 abitazioni al primo piano con i relativi ingressi da una unica scala esterna sempre in muratura.
    Nel 1986 abbiamo presentato domanda di condono edilizio che a distanza di 36 anni non è stata ancora definita nonostante siano state da noi pagate tutte le rate e le successive integrazioni richieste, e la pratica risulti essere condonabile (hanno addirittura anche determinato l’importo da pagare come oneri di urbanizzazione).
    A distanza di 36 anni io e mio fratello abbiamo deciso di dividere la comunione e nonostante tutte le ipotesi fatte dal tecnico incaricato abbiamo dovuto attribuire ad una delle quote la proprietà della scala con la conseguenza che l’altra abitazione non ha più una scala di accesso e l’ingresso.
    L’ufficio tecnico comunale asserisce che attualmente nella zona non c’è un piano regolatore che possa permettere il rilascio di permessi a costruire neanche per una scala esterna e per l’apertura della porta.
    Sia così gentile da darmi una qualche informazione che mi permetta di poter aprire una porta e costruire una scala esterna per poter accedere alla mia abitazione
    Grazie V.A.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      17 Febbraio 2021 12:38

      Purtroppo non posso aiutarla perchè non so a quale comune si riferisce ma, anche a saperlo, ovviamente non posso conoscere i regolamenti urbanistici di tutti i comuni italiani. Deve affidarsi e “fidarsi” di un tecnico locale.

    • Federica G.
      29 Marzo 2021 10:34

      Buongiorno, abbiamo purtroppo acquistato dei mini appartamenti che erano destinati a strutture alberghiere e che quindi non potevano essere venduti come civile abitazione. È possibile oggi cambiare la destinazione d’uso e in caso negativo quali sono i rischi in cui si incorre, nonostante la nostra buona fede che sicuramente non ha avuto il costruttore. Grazie.

    • arch. Carmen Granata
      29 Marzo 2021 19:28

      @Federica G.: non è una risposta che può trovare online. Deve affidarsi a un tecnico del posto che verifichi la fattibilità dell’intervento.

  • Dopo un sopralluogo dell’ufficio tecnico del comune e il comandante dei vigili urbani a seguito di una denuncia anonima per un presunto abuso edilizio, hanno riscontrato l’inesistenza dell’abuso denunciato, con relazione inviata alla procura. Sono passati 4 anni dalla denuncia e 3 anni e mezzo dal sopralluogo. Come faccio a sapere se il caso è stato archiviato?

    Rispondi
  • Buongiorno, ho montato una casetta in legno da giardino (15mq) in un terreno agricolo di mia proprietà (sono agricoltore a titolo principale). Non ho fatto nessuna richiesta ma la casetta è montata su ruote quindi la posso spostare dove voglio. Devo preoccuparmi dei permessi mancanti?

    Rispondi
  • salve ho comprato un monolocale 5 anni fa e ho scoperto che in comune non risulta essere diviso dall’appartamento a fianco, mentre al catasto e al tavolare risultano essere due appartamenti, le licenze della casa sono del 70 e la realizzazione dei due appartamenti circa del 73.
    per quanto riguarda il regolamento urbanistico ad oggi non prevede appartamenti di metratura inferiore ai 35m e il mio è inferiore.
    cosa dovrei fare?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      12 Febbraio 2021 12:26

      Deve rivolgersi a un legale. Purtroppo le hanno venduto un immobile di fatto abusivo e ci soo diversi soggetti verso cui rivalersi, oltre a cercare di capire come regolarizzare la situazione.

  • Buongiorno. La nosra casa risale ad un progetto del 1938. Nel 1947 fu costruito un primo piano sopra la casa. L’ultima plamimetria catastale, risale al 1953. In entrambi i progetti,1947 e 1953 fu realizzata una planimetria che riportava un terrazzo che si presuppone non fu mai costruito. Costituisce un abuso edilizio? C’è poi 1 finestra che risultano cieca e la cucina che fu spostata al posto della sala, anche questo è un abuso?
    Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      28 Gennaio 2021 11:22

      Sicuramente sono delle difformità, ma sembrano facilmente sanabili.
      Inoltre, se sono state realizzate prima del ’67 e a quel tempo l’immobile era fuori dal centro abitato, si considerano regolari.

  • Jean-patrice
    15 Gennaio 2021 15:21

    Buongiorno, sono un cittadino europeo sposato con un italiano, abbiamo comprato una casa e aggiunto un garage esterno. L’azienda ci aveva detto che non era necessario richiedere un permesso… Ho anche trovato informazioni del signor Berlusconi che permettevano ai proprietari di fare a meno di un permesso per ingrandire la casa… per rilanciare l’economia.
    Tuttavia, voglio regolarizzare i cambiamenti per essere più tranquillo, come posso fare?
    Grazie per i vostri consigli

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      26 Gennaio 2021 12:38

      Cose da pazzi! Comprendo la sua non conoscenza delle normative italiane, ma il suo coniuge anche ne era all’oscuro? Per la cronaca: Berlusconi ha introdotto il Piano Casa che permette di ingrandire le case, ma sempre con tutti i permessi necessari!
      Dovete cmq rivolgervi a un architetto del posto che verifichi se ci sono i presupposti per una sanatoria.

  • l’omissione di pratiche per il cambio di destinazione d’uso riscontrato dopo 30 anni in una divisione ereditaria, è legittimato con una Sanatoria?

    Rispondi
  • Buongiorno, sono a chiederLe come si può fare per vendere la casa dove abito a Torino, della quale ho scoperto solo ora che esiste abuso edilizio fatta dal costruttore nel 2005. Purtroppo abbiamo comprato a suo tempo su carta e nessuno di noi si è accorto che la linea tratteggiata era l’abuso. Il costruttore è morto e noi non possiamo farci rivalsa su nessuno, così ci è stato detto. Ora per potere sanare la parte come bisogna fare. La ringrazio e saluto.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      25 Novembre 2020 11:27

      Per verificare la sanabilità dell’abuso dovete affidare l’incarico a un architetto del posto. Nel caso in cui non fosse possibile sanare, bisognerà ripristinare lo stato legittimo.

  • Buongiorno architetto, sono proprietario di un appartamento in attico dove ho effettuato un ampliamento di 15 mq per il quale nel 2003 chiesi un condono. Ad oggi questo risulta ancora aperto ma non so se è possibile intervenire con altri lavori per cui è necessaria una CILA. Interpellando 2 diversi tecnici hanno visioni differenti, il primo sostiene di non poter procedere con la presentazione di un nuovo titolo, invece il secondo sostiene di poterlo fare poichè il condono richiesto è “conforme”, non ha vizi e sono stati pagati tutti gli oneri. In sostanze sostiene che il fatto che non sia stato ancora rilasciato “per colpa del comune” non può pregiudicare il fatto di non poter presentare altri titoli. Non vorrei commettere altri errori, ma è possibile che due tecnici abbiano visioni così contrapposte?
    Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      20 Novembre 2020 16:13

      E’ possibile, perchè purtroppo le normative sono di difficile interpretazione.
      Io concordo con il primo tecnico, ma ciò non toglie che non si possa “sollecitare” la conclusione della pratica di condono, proprio al fine di presentare una Cila. So che alcuni comuni hanno apposite procedure per portare a termine i condoni pendenti.

  • Buongiorno architetto,
    In merito alla sanatoria del garage si sta provvedendo a sanare con la legge Tognoli, cambia qualcosa sulla proprietà dopo la sanatoria cioè resta il proprietario dell’appartamento o verrà condiviso con tutti gli eredi…
    Grazie.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      15 Settembre 2020 19:59

      A parte che la sanatoria non si fa con la Tognoli… Ma non riesco a farmi capire. Se c’è una persona che ha acquistato un appartamento, questa persona non ha alcun diritto sui garage che non ha acquistato (perchè non poteva acquistarli).
      I garage restano del vecchio proprietario che probabilmente è defunto e ora ci sono gli eredi. In quanto prorpietari chiederanno la sanatoria e dopo questa resteranno sempre loro i proprietari finchè i garage non saranno venduti!

  • Palazzina di 6 unità, nel lontano 1984 i portici della stessa furono adibiti a 6 garage senza il permesso per costruirli. Nel 2002 l’appartamento fu acquistato da uno delle famiglia senza il garage abusivo. Ora si sta pensando a sanarlo. La mia domanda è: il proprietario diventa quello dell’appartamento o verrà cointestato a tutti gli eredi.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      12 Settembre 2020 15:47

      Il proprietario dell’appartamento resta sempre e solo proprietario dell’appartamento, visto che i garage non poteva acquistarli.

    • Ok architetto… Ma dopo la sanatoria la quale la pagheremo tutti gli eredi chi diventerà il proprietario del garage abusivo..

    • arch. Carmen Granata
      13 Settembre 2020 15:00

      Se ci sono degli eredi che pagano la sanatoria, vuol dire che tali eredi sono i PROPRIETARI.

    • Architetto forse non ho raccontato bene… L’appartamento era stato assegnato a mio padre in quanto iscritto alla gescal… Poi dopo la sua morte uno della famiglia lo ha rilevato ma non il garage che era abusivo….

    • arch. Carmen Granata
      17 Settembre 2020 18:15

      La situazione non è chiara… ma a che titolo la sanatoria è stata presentata dagli “eredi”? Cmq sia se sono più soggetti aventi titolo a presentarla, sono questi che ne risulteranno poi proprietari.

  • Buon giorno Arch,
    Abito in un residence completato nel 2003 di 40 unità, 16 delle quali, inclusa la mia, al secondo piano con relativo solaio.
    Il solaio non era menzionato nell’atto e il costruttore ha spiegato che per motivi di altezza non era necessario.
    A luglio volevo mettere in vendita il mio appartamento ma in Comune a mio Geom. hanno comunicato che il costruttore non aveva consegnato i documenti di chiusura lavori, che non solo i solai erano abusivi ma anche le altezze della parte abitabile di tutte le 16 unità era abusiva in quanto misura 2.50m. Nessuno al residence lo sapeva. Il comune lo sapeva ma non ci ha mai avvisati. Adesso stiamo cercando un modo per sanare il tutto .. ma volevo anche sapere se, nonostante sono scaduti i 10 anni di responsabilità del costruttore… ci sarà un modo per farli causa visto che andiamo incontro di spese per la sanatoria di oltre €14,000 ognuno??? Grazie mille in anticipo

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      4 Agosto 2020 15:08

      La garanzia decennale in questo caso non c’entra. Sicuramente potrete rivalervi per aver acquistato degli immobili abusivi, ma a prezzo di costi legali e cause che in Italia durano anni. Avete commesso un’imperdonabile leggerezza acquistando senza prima fare controlli.

    • Grazie mille per la risposta. Buona serata

  • Vito Macrì
    28 Luglio 2020 18:45

    Ho acquistato 1990 una casa al mare di 65 mq. da un privato. Dopo 30 ho deciso di vendere. Dagli atti preparatori (planimetrie) mi sono accorto che il fabbricato insieme ad altri della schera sono stati costruiti su suolo appartenente a 2 differenti Comuni. Sul primo comune per 56 mq il secondo per 9 mq. L autorizzazione a costruire è stata presentata solo al primo comune mentre al secondo non è stato mai inviato nulla dal costruttore. Ora mi dicono che la casa è abusiva per quei 9 mq. E quindi invendibile. Chiedo se Esiste qualche possibilità che si possa sanare e come il prospettato abuso edilizio.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      29 Luglio 2020 10:42

      Si tratta di una situazione molto complessa che può essere seguita solo da un tecnico sul posto.

  • Buongiorno Arch. Granata,
    5 anni fa ho acquistato per poche centinaia di euro un piccolo soppalco (20 mq circa) da un artigiano come me che cessava l’attività. L’ho montato all’interno del mio laboratorio di circa 300 mq. (altezza sottostante cm.272 altezza sovrastante cm.300). Francamente non pensavo di commettere un illecito penale, al di la delle sanzioni che comunque possono essere importanti. Le chiedo se è sanabile denunciandolo presso il comune e che costi potrebbe indicativamente comportare, oppure vista la modesta superficie, è meglio rimuoverlo e basta. Ho letto che il penale si prescrive dopo 4 anni, a partire però da quale data?
    La ringrazio per una sua risposta.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      29 Giugno 2020 15:43

      Per verificare la sanabilità dell’abuso, deve affidarsi a un architetto del posto, perchè bisogna verificare la normativa locale.
      Il reato penale si prescrive dal momento in cui è accertato.

  • Celestino
    7 Marzo 2020 8:44

    Dopo 25 anni che ho costruito la casa ho scoperto che la casa è in abuso primario perchè il direttore lavori e progettista non aveva fatto la variante in comune. Posso rivalermi ancora contro lui che lavora ancora o viene tutto a carico mio?
    Grazie.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      9 Marzo 2020 15:29

      Progettista, proprietario e costruttore sono tutti responsabili allo stesso modo. Non è possibile rivalersi l’uno contro l’altro.

  • Celestino
    1 Marzo 2020 20:17

    Mia moglie è coltivatrice diretta noi abbiamo costruito una casa finita nel 1998 nel terreno agricolo però spostata di 15 m. rispetto al disegno. Il direttore lavori un Arch. della zona mi aveva detto che presentava al comune una variante che tutto era a posto. Chiedo un permesso a costruire un pozzo x irrigare l’orto e il prato e vedo che il disegno era a posto nel 1999. Nel 2004 ho chiesto un permesso x costruire un portico con locale magazzino agricolo e trovo che il disegno è a posto come ho la casa ora. Nel 2019 chiedo un permesso x mettere i pannelli fotovoltaici e il comune mi dice che la mia casa è in abuso edilizio che a loro è sempre come il primo disegno. Mi chiedono di sanare con 20000 € o trovare qualche atto giudiziario in cui hanno pagato la minima cioè 516€. Non è possibile la prescrizione dopo 26 anni l’architetto lavora ancora cosa posso fare. Grazie mille

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      3 Marzo 2020 16:07

      Come scritto nell’articolo la prescrizione dell’abuso non avviene, per cui l’unico modo di regolarizzare è sanare.

  • Buongiorno. Nel 2010 ho comprato un appartamento derivato dalla divisione di un appartamento grande il doppio. il Notaio ha allegato al rogito la planimetria catastale riportante lo stato attuale dell’appartamento e che risale al 1975. In Comune la divisione dell’appartamento non è stata aggiornata. si tratta di abuso edilizio? cosa devo fare per sanarlo? avendo un documento del 1975 che attesta lo stato attuale dei locali, si può considerare reato prescritto? Grazie mille

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      12 Febbraio 2020 19:04

      Come spiego nell’articolo l’abuso edilizio non si prescrive.
      Per sanare deve presentare un titolo edilizio in sanatoria. Verificare presso lo specifico comune quale titolo è richiesto.

  • Gentile Architetto Granata, la ringrazio della risposta. Quindi è possibile recarsi in comune e fare una ricerca nell’archivio storico delle concessioni edilizie?
    Grazie ancora, Tella

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      27 Gennaio 2020 15:45

      Sì, deve fare un accesso agli atti. Qui trova le modalità: https://www.guidaxcasa.it/accesso-agli-atti-ufficio-tecnico-come-si-fa/

    • egr. architetto sono comproprietario del 90% di una unità immobiliare: nel sito, circa vent’anni fa, è stato costruito un piccolo garage di circa 20 mq. abusivo: posso demolirlo: oggi è diventato un rudere abusivo effettuato peraltro dai precedenti proprietari? Ovviamente non c’è mai stato l’intervento sia dell’ufficio tecnico sia dei vigili urbani.

    • arch. Carmen Granata
      7 Febbraio 2021 18:18

      @giuseppe: se non c’è mai stata alcuna segnalazione, per demolire deve presentare un titolo autorizzativo, altrimenti sarebbe ancora un abuso.

  • Mio padre nel 1949 ha ricavato un piccolo bagno chiudendo parzialmente un balcone da cui si può accedere anche da una piccola scala esterna. Nello stesso anno ha realizzato un secondo bagno dividendo un locale a piano terra. Non ho trovato documentazione relativa alla realizzazione di queste opere. Può essere considerato un abuso edilizio in base alla normativa vigente all’epoca quando spesso i lavori erano eseguiti in economia? Volendo vendere la casa non vorrei trovarmi brutte sorprese.
    Grazie della risposta.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      26 Gennaio 2020 10:47

      Se le opere sono realizzate senza titolo sicuramente sono abusive. Se deve vendere, le consiglio di affidarsi a un architetto che, facendo un accesso agli atti, verificherà se effettivamente non ci sono autorizzazioni e, in caso negativo, provvederà a fare in modo che possa sanare o ripristinare laddove non sia possibile.

  • Buongiorno architetto,
    se compro un appartamento con una cucina ricavata subito dopo la costruzione (primi anni 50) ma mai accertato dalle autorità, rischio qualcosa? E’ in prescrizione dopo oltre 60 anni? Oppure devo per forza pagare la sanatoria? Come si può dimostrare la data? Da allora non è stato mai venduto, l’atto di vendita potrebbe richiamare l’attenzione delle autorità che controllano? Grazie. Cordiali saluti

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      17 Maggio 2019 15:33

      Un immobile con abuso edilizio non può proprio essere venduto. Il notaio richiederà la conformità.

  • Buonasera Architetto,
    nel 2007 ho acquistato un immobile che avevo intenzione di rivendere ma per il quale mi sono dovuto fermare poichè ho scoperto alcune difformità tra l’accatastamento e la concessione edilizia presentata dallo stesso costruttore.
    Avrei voluto fare causa, ma del direttore ai lavori non c’è più nessuna traccia, l’unica figura professionale che posso rintracciare è il direttore architettonico (il cui Nominativo, diverso dal direttore ai lavori, mi è comparso in fase di richiesta del certificato statico) questa figura ha responsabilità su eventuali abusi commessi?
    Grazie per la sua disponibilità

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      21 Novembre 2018 18:53

      La figura del “direttore architettonico” di fatto non esiste. Esiste solo il direttore dei lavori. Si può al limite distinguere il dl per la parte architettonica e il dl per la parte strutturale.
      Detto ciò non capisco perchè vuole citare in giudizio il dl. Secondo me deve fare causa principalmente al venditore, cioè il costruttore.

    • Il venditore è una srl fallita poco dopo la costruzione.
      Il direttore ai lavori credo avesse l’obbligo di riutare/comunicare al comune la varianze in corso d’opera rispetto al progetto riportato sulla concessione edilizia o sbaglio?

    • mi scusi progettista architettonico

    • arch. Carmen Granata
      23 Novembre 2018 12:15

      Le modifiche devono essere comunicate dal dl, che può essere diverso dal progettista architettonico, però bisogna appurare se il tecnico sia a conoscenza delle modifiche effettuate. Potrebbero essere state apportate dopo la chiusura del cantiere.

  • Claudio Pucar
    14 Ottobre 2018 1:05

    Buonasera
    Scoprire in una coop.edilizia in zona peep che il presidende della stessa dichiara al catasto oltre ai 6 piani con 4 unità abitative per piano ed al settimo 4 sottotetti C/2 in civile abitazione A/2
    Tutto questo nel 2007, oltre al falso c’è l’abuso edilizio.
    Ad oggi nel 2018 tutto questo va in prescrizione
    Grazie

    Rispondi
  • Buongiorno architetto
    io ho individuato una casa da comprare e sono andato a chiedere informazioni al comune. La casa quando è stata costruita ha avuto la concessione per costruire su terreno di 3600 mq oggi i proprietari hanno venduto maggior parte di quel terreno e hanno messo in vendita la casa con un 200 mq di giardino. Ora dopo 30 anni risulta una casa uso abitativo su un terreno agricolo.
    La casa non è abusiva perché ha una concessione edilizia quindi quali problemi potrei avere acquistandola?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      20 Settembre 2018 10:33

      Se c’è una concessione non dovrebbero esserci problemi.
      Verifichi soltanto che il frazionamento del tereno sia stato fatto in maniera regolare.

  • Buongiorno,
    espongo brevemente il mio problema:
    la casa in cui abita mia nonna e di cui io sono uno dei comproprietari è stata costruita da un ente pubblico come casa popolare e i miei nonni ci sono andati ad abitare nel 1961. Nel ’62 o ’63 questo ente realizza, secondo mia nonna e i suoi vicini/confinanti, dei magazzini contigui fra loro per queste quattro villette a schiera. In seguito viene recintato il terreno, che diventa giardino, compreso tra le case e i magazzini. Il tutto espropriando il terreno ad una famiglia che aveva una casa affianco e un terreno. Questa casa infatti non esiste più.
    Negli anni ’70 mio nonno compra la casa, tuttavia in nessun documento risultano queste modifiche fatte dall’ente e nelle mappe non compaiono né il giardino né i magazzini. La storia, seppur strana, mi è stata confermata dal vicino che prima di vendere la sua mi ha detto che lui molti anni fa fece il condono.
    Non so cosa abbiano fatto gli altri due vicini, in ogni caso i quattro magazzini sono un blocco unico con quattro accessi alla strada.
    La mia domanda è: com’è possibile risolvere la situazione in futuro per vendere la casa?
    grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      3 Luglio 2018 11:31

      Deve affidarsi a un architetto del posto, che possa studiare la documentazione e lo stato dei luoghi per comprendere come e se è possibile regolarizzare.

  • Buongiorno,
    sto per acquistare un’abitazione che nel 2015 ha avuto un cambio di destinazione d’uso ad A/10 e nel 2016 è stata ripristina ad A/2 come da licenza ediliza originaria del 1964. Entrambe le operazioni sono state effettuate solo al catasto. Mi trovo di fronte ad un abuso o visto che è stato ripristinata la destinazione iniziale l’abuso non sussiste?
    Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      28 Giugno 2018 16:44

      Se la planimetria risulta conforme a quanto licenziato nel 1964 è come se non ci fosse stato nessun abuso.

  • Silvia Callegari
    27 Giugno 2018 14:14

    Buon giorno Architetto. Ho acquistato nel 2005 una bifamiliare di nuova costruzione. L’ho messa in vendita e mi accorgo, controllando i progetti depositati in comune, che non essendoci i dieci metri di distanza da un garage non pertinente alla casa ma di altro proprietario dovevano esserci cinque travature che univano i due edifici che naturalmente non sono state fatte e non ero stata messa al corrente al momento del rogito. Ora non posso venderla con un illecito il costruttore non intende sanare la situazione. Le chiedo se ricorro a vie legali posso ottenere l’istallazione delle travature inesistenti dal costruttore e se sì in quanto tempo. la ringrazio Silvia C.

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      27 Giugno 2018 19:29

      Se ricorre alle vie legali potrebbe ottenere anche un indennizzo che la risarcisca per le spese di regolarizzazione dell’immobile.
      Purtroppo le saranno noti i tempi della giustizia in Italia, per cui parliamo di anni…

  • Buonasera, se l’abuso edilizio è stato realizzato dal costruttore negli anni 50 e risulta dalla planimetria catastale difforme dallo stato attuale dell’immobile, come posso sanare la situazione (non potendo ripristinare lo stato precedente perchè attiene alla posizione di un muro perimetrale del palazzo) e avviare una pratica CILA per ristrutturazione?
    Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      21 Giugno 2018 17:13

      Deve incaricare un architetto che verifichi la possibilità di sanare la difformità.

  • Buonasera
    cortesemente olevo avere alcune delucidazioni su una cosa che ho scoperto diversi anni dopo il rogito, e che le espongo in dettaglio:
    nel 2007 ho comprato una villetta (costruzione 2002) in un condominio di otto villette uguali. piano terra abitabilissimo, e 1 piano da una stanza abitabile e tre stanze cosi descritte “non praticabili”. con altezza max centrale 2,20.
    dopo diversi anni anni (10 per la precisione, 2017) che ho fatto una surroga di mutuo, il perito mi ha fatto notare che il punto max in altezza al 1° piano è 2,70mt e non 2,20mt come da planimetria. infatti io ho tutte le tre stanze “non praticabili” abitabilissime!
    mi chiedevo, cosa devo fare per sanare la cosa? ma perchè il costruttore ha messo altezza minore sulla planimetria? come mi devo comportare adesso e cosa si rischia?. Potrebbe essere nullo, a distanza di anni, il rogito?
    Grazie nella sua cortese risposta.

    Rispondi
  • Nel 2005 ho spostato delle porte e ruotato un tramezzo per modificare due bagni attigui. Cioè parte di un bagno è stato inglobato dall’aatto. Non cambiato metratura, millesimi e volumetria. Ora DEVO vendere per gravi problemi finanziari. Non ho fatto aggiornamento alla piantina catastale ( mi risulta che non è e era previsto). Non ho più le fatture che, secondo legge, bisogna conservare per 10 anni e non ricordo intestazione ditta. Ciò può invalidare la vendita?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      11 Maggio 2018 11:43

      No, la cosa importante è che abbia presentato un titolo autorizzativo (allora era la Dia) e l’aggiornamento catastale (che può fare anche adesso).

  • Buonasera!
    Abbiamo costruito una casa in un terreno agricolo con concessione edilizia rilasciata dal mio comune.
    Siccome siamo in lite con un rifugio dog hotel con all’incirca 300 cani, avendo fatto gli esposti al comune per il continuo lattrato dei cani in qualsiasi ora e dopo aver vinto contro il canile per inquinamento acustico, il comune ha eseguito i controlli sulla mia abitazione.
    Purtroppo il nostro geometra non ha presentato la variante “la casa è spostata di 150 metri ” il comune sta preparando un ordinanza per la demolizione. Come possiamo risolvere il problema?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      27 Marzo 2018 10:50

      Deve rivolgersi a un architetto che verifichi se è possibile presentare una richiesta di sanatoria.

    • Buongiorno !
      La sanatoria si può fare, però l’ingegnere del comune dice che rifacendo il progetto dobbiamo stare alle regole di oggi..
      Le regole di oggi prevedono 3 ettari di terreno e non più 1 ettaro come era nel primo progetto.
      Quindi non ci lasciano via di scampo o possiamo con il nostro avvocato avvalerci con il primo progetto?
      Grazie per le risposte, sono disperata perché invece di mettere in regola il canile sono venuti da noi a fare i controlli e senza farsi nessun scrupolo vorrebbero buttarci fuori con due bambine.

    • arch. Carmen Granata
      27 Marzo 2018 12:34

      Mi perdoni, ma detto così non ha molto senso dal punto di vista tecnico. Non è colpa sua, che sta riferendo quanto le è stato comunicato. Non ha per caso una comunicazione scritta del comune, per comprendere meglio cosa intendono?

    • Sono venuti a casa la polizia municipale con l’ingegnere del comune, ci ha esposto a voce che non essendoci la variante la casa risultava abusiva e che se noi non avessimo una copia il sindaco dovrà provvedere a un ordinanza.
      Noi ci stiamo mobilitando a presentare la variante riifacendo il progetto con il posizionamento attuale della casa, però l’ingegnere ha detto che dovremmo stare alla legge vigente del 2015.
      La casa è stata terminata nel 2005 e il progetto è stato fatto nel 1998.
      Adesso io non capisco se stanno cercando di metterci paura e far in modo di farci stare zitti riguardo il canile.

    • arch. Carmen Granata
      28 Marzo 2018 11:25

      Purtroppo non ho elementi documentali per darle una risposta definitiva e comunque un commento richiederebbe un certo approfondimento. Si affidi all’architetto che le sta seguendo la sanatoria, oppure richieda qui il servizio di consulenza a pagamento: http://www.guidaxcasa.it/contatti/

  • Luigi 1957
    17 Marzo 2018 17:29

    Gent.ma Architetto, dovendo vendere la casa (villa) acquistata nel 1995, mi sono accorto che il progetto depositato in Comune è totalmente difforme (praticamente è a specchio della costruzione). Ho comprato con l’abitabilità e regolare licenza avvenuta nel 1969/70 ma chiaramente all’epoca non è stato effettuato un sopralluogo da parte di alcuno per verificare la conformità. Io sono il terzo proprietario e credo che il primo sia stato artefice del reato come risulta dalla licenza; addirittura i confini sono 40 cm. in meno rispetto ai 6 metri richiesti all’epoca dal Comune. Avendo chiesto il condono nel 2004 per aver realizzato una tettoia ed un localino attrezzi ma non ho completato l’iter pur avendo pagato tutte le oblazioni ed i diritti perchè l’avrei fatto alomento della vendita. Peccato perchè ne sarei venuto a conoscenza 13 anni fa; cmq ora mi ritrovo in una situazione pazzesca e le chiedo se si configura una prescrizione dopo 48 anni dalla costruzione. Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      19 Marzo 2018 10:50

      Come può leggere dall’articolo si prescrive il reato penale, non quello amministrativo.
      Quindi lei non può vendere se non regolarizza la situazione.

  • Buongiorno, nel 1996 ho eseguito dei lavori in un sottotetto non abitabile (apertura di n. 3 velux, spostamento di lucernaio esistente, scala di collegamento dal piano inferiore) aprendo una DIA con relativa conclusione (non è stata eseguita variazione catastale perché all’epoca per quel tipo di lavori non era obbligatoria); nel 2006 l’ho venduto con la specifica sul rogito di non avvenute variazioni catastali; ad oggi l’attuale proprietario in procinto di vendere mi contesta (tramite perizia di perito) delle difformità dello stato di fatto con il progetto originale (posizionamento dei velux e dimensioni fuori tolleranza): in pratica mi chiede di pagare le spese di accatastamento e la sanatoria: sono richieste giustificate a Vs parere?
    Per la precisione la DIA fu aperta e chiusa dai proprietari precedenti (i miei genitori ora defunti) e il rogito fu effettuato a pratica aperta.
    Ringrazio e saluto cordialmente

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      14 Marzo 2018 17:28

      Se ci sono delle difformità con la DIA presentata, è lecito che l’attuale proprietario si rivalga nei confronti dei venditori.

  • Io ho fatto un lavoro senza fare la scia non ho segnalato l’attività ora Questo lavoro è finito da tre anni nessuno mi ha detto niente ora una mia vicina di casa si lamenta e vuole andare in comune per vedere se io ho segnalato la scia Dopo quanto tempo va in prescrizione dopo 3 anni posso stare tranquilla

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      5 Marzo 2018 12:31

      Se legge l’articolo vedrà in quanto tempo e come si prescrive il reato penale.
      Quello amministrativo invece non si prescrive, ciò vuol dire che in qualunque momento lei verrà “scoperta” dovrà pagare le sanzioni.

  • Salve, una domanda: nel 1975 mia nonna a costruito casa con regolare progetto entro i 300 dal mare. In fase di costruzione ha ampliato la costruzione di svariati metri quadrati ed in più ha scavato creando un appartamento sottoposto, che successivamente con modifiche sul terreno è diventato a piano terra. Successivamente sempre mia nonna costruisce una casa di circa 60 mq su un terreno adiacente. Prima di passare a miglior vita dona tutto a mio padre, senza avere mai nessun controllo da nessuno. Anche mio padre prima di passare a miglior vita mi dona tutto il bene. Nel 2016 si presenta la forestale contestandomi l’abuso con difformità sulla prima casa e abuso completo sulla seconda. Da premettere sono passati 42 anni da quando sono stati commessi gli abusi. Io all’epoca avevo 7 anni. Cosa posso fare? Saluti

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      11 Dicembre 2017 16:16

      Normalmente un immobile con abusi non potrebbe essere donato, ma, ahimè, i notai hanno l’abitudine di rogitare senza fare alcun controllo. Qui ne sono stati fatti ben 2 di atti irregolari. L’unica cosa che può fare è rivolgersi a un buon avvocato.

  • Ho comprato un appartamento, il mio vicino ha costruito il balcone a partire dal muro confinante senza lasciare la distanza di legge, vorrei sapere se intraprendo una azione legale è fattibile oppure ce prescrizione quali sono i termini da calcolare grazie

    Rispondi
  • Buongiorno Architetto,
    chi commette un abuso su una struttura sanata, si perde la precedente sanatoria o casomai si deve rispristinare tutto come era precedentemente?
    Grazie

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      28 Novembre 2017 17:19

      La precedente sanatoria non si “perde”, quindi occorre ripristinare lo stato sanato.

  • NADIA ARCARO
    9 Novembre 2017 10:39

    Buongiorno architetto
    mio marito nel 2016 è diventato proprietario di nuda proprietà della casa dei suoi genitori, la mamma ha l’usufrutto ora si ritrova facendo controlli che nella casa ci sono stati degli abusi, a questo punto chi deve pagare per sistemare le cose gli illeciti amministrativi? lui o la madre che insieme al marito avevano costruito la casa nel 1968? grazie per la sua cortese risposta
    cordiali saluti
    Arcaro Nadia

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      9 Novembre 2017 16:47

      Le “colpe” ricadono sull’attuale proprietario. Quindi compete a suo marito regolarizzare, anche se poi potrà rivalersi sulla madre ma anche sul notaio che non ha effettuato i necessari controlli all’atto del trasferimento.
      Poichè in genere però i genitori quando donano la casa a un figlio lo fanno in buona fede, suo marito avrà modo di trovare un accordo civile con la madre, per dividere magari le spese.

  • Buongiorno architetto, la mia opera depositata in comune e al genio civile prevedeva la realizzazione di un edificio di sei piani. Adesso sono stati realizzati solo tre piani. L’opera al momento risulta finita, ma la fine lavori non è stata ancora presentata. Al comune è stata già presentata la variante, ma al genio civile no. Cosa mi consiglia di fare? Posso presentare solo una variante al genio civile o devo presentare istanza di sanatoria?
    Cordiali saluti

    Rispondi
  • ho costruito una veranda nel 2012. il reato penale dovrebbe essere prescritto.
    Cosa succede se presento una domanda di sanatoria in comune?
    Non si azzera la prescrizione penale?
    Come dimostrazione dell’avvenuta ultimazione dei lavori, può andar bene la fattura o ricevuta fiscale?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      31 Gennaio 2017 11:37

      La fattura potrebbe dimostrare l’ultimazione.
      La sanatoria non costituisce un problema dal punto di vista penale, purchè l’intervento sia sanabile.

  • Ho costruito una tettoia nel 2001 con regolare progetto. Nel 2009 ho chiuso le pareti laterali, i vigili urbani sono venuti, nel 2015 puo andare in prescrizione?

    Rispondi
    • arch. Carmen Granata
      13 Dicembre 2016 10:44

      Come scritto nell’articolo, può andare in prescriizone solo il reato penale. I tempi si prescrivono dal momento in cui il cantiere è stato sottoposto a sequestro o in cui è avvenuta la sentenza di primo grado.

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