Cosa rischio se commetto un illecito edilizio?

A volte i lettori del blog mi chiedono cosa rischiano compiendo un abuso o illecito edilizio: ebbene, si espongono a gravi sanzioni amministrative e penali.

Demolizione per illecito edilizio (photo credit pixabay.com)

Demolizione per illecito edilizio (photo credit pixabay.com)

Cosa si intende per illecito edilizio?

Più volte i lettori del blog mi hanno comunicato la loro intenzione di realizzare un intervento edilizio in maniera non regolare, chiedendomi poi a cosa sarebbero andati incontro.

Ebbene, vi ricordo che chi compie un abuso edilizio commette un reato punibile da due diversi versanti:
• quello amministrativo
• quello penale.

Rischia pertanto punizioni da entrambi i fronti e tra l’altro, dal punto amministrativo il reato non si prescrive nemmeno.

Ma cosa si intende per illecito edilizio? I casi in cui si configura questo reato sono diversi e ricorrono ogni qual volta si realizza una costruzione:
• in assenza del Permesso di Costruire
• in totale difformità dal Permesso rilasciato
• parzialmente difforme da esso.

Opere abusive sono però non solo le nuove costruzioni, ma anche gli interventi sull’esistente realizzati in difformità o in assenza del richiesto titolo abilitativo (DIA, SCIA o CILA).
In poche parole, l’abuso si concretizza come una violazione della normativa urbanistica ed edilizia.

A titolo di esempio, possiamo considerare come abusi edilizi tutti questi interventi:
• costruzione di un nuovo edificio su un terreno non edificabile
• ampliamento di un edificio esistente in assenza di titolo autorizzativo
cambio di destinazione d’uso senza titolo
• opere interne realizzate senza essere comunicate.

Tra questi interventi, naturalmente, alcuni sono facilmente sanabili, altri non lo sono affatto.

Chi è responsabile di un illecito edilizio?

In base a quanto previsto dall’art. 29 del Testo Unico dell’Edilizia (d.p.r. 380/01), la responsabilità dell’illecito edilizio ricade congiuntamente sui seguenti soggetti:
• il committente dei lavori
• il titolare del titolo abilitativo, se si tratta di un intervento in difformità da questo
• l’impresa esecutrice dell’opera
• il direttore dei lavori.

Quest’ultimo è esonerato dalla sua responsabilità nel caso in cui:
contesta agli altri soggetti le violazioni compiute
comunica le stesse violazioni al responsabile dell’ufficio comunale competente.

Contestualmente, il professionista è tenuto a rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico di direzione dei lavori. In caso contrario, rischia di essere segnalato dal dirigente comunale al proprio Ordine di appartenenza che può sospenderlo da tre mesi a due anni.

Tutti i responsabili sono tenuti al pagamento in solido delle sanzioni nonché delle eventuali spese per la demolizione e il ripristino, a meno che ovviamente non dimostrino la loro estraneità ai fatti.

Conseguenze amministrative di un illecito edilizio

La prima conseguenza che si subisce quando si commette un abuso edilizio è l’irrogazione di una sanzione amministrativa, variabile a seconda della gravità dell’intervento.
Il reato amministrativo non si considera prescrivibile in quanto danno permanente arrecato al territorio.

In base all’entità dell’illecito, la sanzione potrà quindi consistere:
• nell’ingiunzione di demolizione del manufatto abusivo con obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi
• in alternativa alla demolizione, nell’acquisizione al patrimonio comunale del manufatto o nel pagamento di una sanzione pecuniaria
• in caso di realizzazione in assenza o in difformità dal titolo abilitativo, in una sanzione pecuniaria.

Quest’ultima è calcolata come il doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile derivato dalla realizzazione degli interventi e comunque non può essere inferiore a 516 euro.

La multa alternativa alla demolizione è invece una strada percorribile solo in alcuni rari casi. Uno di questi è, ad esempio, quello in cui demolendo la parte abusiva di un fabbricato si rischierebbe di arrecare danno e pericolo anche a quella realizzata legittimamente.

L’intervento si considera sanabile se risulta conforme alle prescrizioni urbanistiche vigenti sia al momento della sua realizzazione sia al momento in cui è presentata la domanda di sanatoria (cosiddetta doppia conformità).
Anche in caso di sanatoria, occorre sempre pagare la sanzione pecuniaria prevista.

Conseguenze penali di un illecito edilizio

Insieme a quelle amministrative, chi commette un abuso edilizio rischia anche sanzioni penali.

Anche in questo caso la punizione è rapportata all’entità dell’illecito.
Secondo quanto prescritto dal T. U. dell’Edilizia rischia una multa fino a 10.329 euro chi:
• non rispetta le prescrizioni del Permesso di Costruire
• non rispetta le prescrizioni del Regolamento Edilizio o della strumentazione urbanistica.

Rischia l’arresto fino a due anni e una multa da 5.164 a 51.645 euro chi:
• realizza lavori in totale difformità o assenza del Permesso di Costruire
• li prosegue nonostante l’ordinanza di sospensione.

Rischia infine l’arresto fino a due anni e una multa da 15.493 a 51.645 euro chi:
• realizza lottizzazioni abusive di terreni a scopo edilizio
• esegue interventi edilizi in zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesaggistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del Permesso.

Come viene accertato un illecito edilizio

Il compimento di un illecito edilizio può essere accertato:
• a seguito di controlli effettuati dagli uffici comunali
• su denuncia di cittadini.

Venuto a conoscenza dell’abuso, il responsabile dell’ufficio comunale intima la sospensione dei lavori fino alla redazione di un provvedimento ufficiale, da adottare entro 45 giorni dall’ordine di sospensione.
Dopo aver svolto un’attività istruttoria e acquisito eventualmente il parere della Commissione edilizia, viene emesso il provvedimento conclusivo consistente nell’ordine di demolizione o in una sanzione pecuniaria.

Cosa fare se si commette un illecito edilizio

Se avete commesso un abuso edilizio, una volta accertato e avviato il relativo procedimento giudiziario, si aprono per voi diverse alternative:
ripristinare lo stato originario dei luoghi rimuovendo l’abuso
• richiedere un titolo autorizzativo in sanatoria, se possibile
• puntare alla prescrizione del reato penale.

Quest’ultima possibilità, comunque difficile da conseguire, non estingue come detto il reato amministrativo.

Per concludere, alla domanda Cosa rischio se commetto un abuso edilizio? posso rispondere: molti fastidi.
In effetti, tra giudizi di primo grado, appelli, ricorsi di vario genere e prescrizione è molto raro che si arrivi davvero alla reclusione, soprattutto se si è incensurati, e le stesse demolizioni non sono particolarmente frequenti.
Tuttavia, le spese necessarie per sanzioni, accertamenti tecnici, difesa legale, nonché le preoccupazioni e lo stress conseguenti fanno sì che davvero non ne valga la pena.

Un immobile con abusi è difficilmente commerciabile e, nel caso fosse venduto senza metterne al corrente l’acquirente, l’atto può essere dichiarato nullo. Se avete bisogno di ulteriori informazioni sull’argomento dell’abuso edilizio, vi invito a seguire la mia pagina Facebook.





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2 commenti

  1. laura

    buongiorno quindi se io sapessi al 1000% che il titolo abilitativo richiesto dal viicno per fare dei lavori non è idoneo ai lavori stessi, e avessi fatto segnalazione al comune al resposnsabile edilizia privata, questo dovrebbe attivarsi e prcedere con sanzioni ecc.. e non stare li fermo a aspettare una sanatoria o affidarsi esclusivamente alla asseverazione del geometra.. che ha dichiarato il falso ovviamente..? in questo caso come vanno le vicende, o meglio come dovrebbero evolversi??
    io sto subendo l’inerzia da quasi un anno da parte dell’organo comunale che dovrebbe controllare, e tutelare i cittadini.. cosa che non stanno assolutamente facendo..

    • arch. Carmen Granata

      Le consiglio di presentare denuncia alla Polizia Comunale. Sono loro che poi informeranno tutti gli enti e le autorità coinvolti, tra cui lo stesso Comune che quindi non potrà restare inerte.

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