Bonus impianti elettrici in condominio: di cosa si tratta?

Fino a 1.200 euro per ogni appartamento coinvolto e fino a 900 euro per ogni piano: tanto prevede il nuovo bonus impianti elettrici in condominio in arrivo.

Bonus impianti elettrici in condominio (Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay)

Bonus impianti elettrici in condominio (Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay)

Cos’è il bonus impianti elettrici in condominio?

Oggi parliamo di un nuovo incentivo economico che, a partire dal 2020, andrà a inserirsi nel già vasto panorama delle agevolazioni per la casa.

Si tratta del bonus impianti elettrici in condominio, un contributo riconosciuto per i lavori di ammodernamento e messa in sicurezza dei vecchi impianti elettrici condominiali. Consiste in un rimborso economico per i lavori edili sostenuti per il rinnovamento degli impianti interni.
L’importo riconosciuto può arrivare fino a 1.200 euro per appartamento e fino a 900 euro per piano del fabbricato.

L’incentivo è previsto dalla Delibera n. 467/2019/R/eel del 12 novembre 2019 dell’ARERA, l’Autorità per l’energia e l’ambiente, che si è posta l’obiettivo del rinnovamento delle colonne montanti degli impianti elettrici più vetuste presenti negli edifici condominiali molto datati.

L’erogazione del bonus inizierà a partire dal primo gennaio 2020 e sarà in vigore in fase sperimentale per tre anni, fino al 31 dicembre 2022.

Gli importi saranno riconosciuti soltanto se i lavori edili saranno eseguiti dal condominio (non quindi dal singolo proprietario di appartamento) e saranno distinti in base al pregio delle finiture del fabbricato condominiale.

Con l’occasione, l’Autorità ha predisposto anche un censimento delle colonne montanti vetuste bisognose di ammodernamento. Il censimento è un obbligo a carico dei distributori dell’energia elettrica e si rende necessario per valutare i possibili investimenti e l’impatto in tariffa.

Quali impianti possono usufruire del bonus impianti elettrici in condominio?

Non tutti gli impianti condominiali possono usufruire del bonus impianti elettrici, ma solo quelli:
• realizzati prima del 1970
• realizzati tra il 1970 e il 1985, se in condizioni particolarmente critiche.

Le colonne montanti citate nella delibera dell’ARERA sono quelle che tecnicamente possiamo definire come le linee in sviluppo prevalentemente verticale che attraversano parti condominiali.
Si tratta in sostanza dei cavi che arrivano fino ai contatori dei singoli appartamenti o al pannello comune, nel caso in cui i contatori siano raggruppati tutti in uno stesso luogo.

A quanto ammonta il bonus impianti elettrici in condominio?

I rimborsi riconosciuti variano come detto in funzione del pregio delle finiture dell’immobile interessato.

Gli importi base riconosciuti sono i seguenti:
• dai 400 euro ai 600 euro per ogni piano dell’edificio
• dai 700 euro ai 900 euro per utenza (quindi per ogni singolo appartamento coinvolto).

Tali importi possono però essere maggiorati se in concomitanza con i lavori sulle colonne montanti, il condominio deciderà di centralizzare tutti i contatori in un unico vano.
In tal caso saranno riconosciuti:
• dai 700 euro ai 900 euro per ogni piano dell’edificio
• dai 1.000 euro ai 1.200 euro per utenza.

I contributi in questo caso saranno superiori perché occorrerà tener conto dei lavori di posa in opera dei nuovi cavi elettrici, per il collegamento dei contatori centralizzati alle varie unità immobiliari, collegamenti che resteranno di proprietà del condominio perché ubicati in una parte comune.

A questi contributi vanno poi aggiunti altri 100 euro al metro (fino a un massimo di 1.500 euro) per il collegamento dei cavi di congiunzione della colonna montante restaurata alla singola unità immobiliare.

Obiettivi del bonus impianti elettrici in condominio

Gli obiettivi che l’ARERA si è posta nel presentare questo incentivo sono diversi.

Innanzitutto, quello di favorire il rinnovo e la messa in sicurezza di impianti ormai vetusti e obsoleti e quindi potenzialmente pericolosi.

In secondo luogo, quello di incentivare la concentrazione dei misuratori di consumi in un unico punto, presentando una premialità maggiorata per i condomìni che centralizzeranno i contatori.

Una volta rafforzata la rete elettrica, sarà poi possibile per i proprietari attivare potenze contrattuali fino a 6 kW. In questo caso l’Autorità, con il rinforzo delle vecchie montanti, ha inteso rendere più semplice da parte degli amministratori la richiesta ai gestori di maggiore potenza.

Gli aumenti di potenza sono del resto molto frequenti negli ultimi tempi, a causa del crescente utilizzo di apparati per il riscaldamento e raffrescamento elettrico (pompe di calore) e di piastre per la cottura a induzione.
Insomma, oggi serve più energia per i consumi, gli impianti esistenti non sono sufficienti e vanno adeguati. Ulteriore obiettivo dell’Autorità è premiare chi lo fa.

Cosa fare per avere il bonus impianti elettrici in condominio

La delibera di ARERA prevede che il procedimento si sviluppi attraverso quattro fasi operative.

Per prima cosa, i distributori dell’energia elettrica devono presentare alle amministrazioni condominiali una informativa preliminare sui lavori di ammodernamento delle colonne montanti vetuste. Da questo documento dovranno emergere chiaramente:
• costi
• tempi
• modalità di intervento.

In secondo luogo, entro il 30 giugno del 2020, le imprese interessate dall’esecuzione dei lavori dovranno predisporre una versione sperimentale di contratto tipo.

Per garantirvi l’esecuzione dei lavori edili nel rispetto delle norme sulla sicurezza, vi suggerisco la lettura del mio e-book Sicurezza sul lavoro nei cantieri condominiali.

Il bonus sottoforma di contributo economico sarà poi erogato direttamente dal distributore al condominio.

Infine, il condominio dovrà conservare tutta la documentazione sui costi sostenuti e potrà essere soggetto a eventuali controlli a campione per evitare abusi.





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