Bonus luce gas: chi ne ha diritto e come richiederlo

Il bonus luce gas è un’agevolazione per famiglie a basso reddito e malati, grazie alla quale si può ottenere uno sconto sulle bollette della luce e del gas.

Bonus luce gas

Cos’è il bonus luce gas?

Il bonus luce gas è un’agevolazione che le famiglie disagiate possono richiedere ai propri fornitori di energia, grazie alla quale potranno avvalersi di uno sconto sulle bollette dell’elettricità e del gas metano naturale.

Si tratta di un regime di compensazione della spesa sostenuta dai clienti domestici per la fornitura elettrica e per il gas naturale, introdotto dal Governo già dal 2009 per garantire a queste famiglie un risparmio sulla spesa annuale per luce e gas.

Tali spese, del resto, rappresentano una delle voci più consistenti in un bilancio domestico, per cui contribuire ad alleggerirle può essere un aiuto davvero utile per le famiglie in difficoltà.

Il beneficio riguarda unicamente le utenze domestiche anche in edifici condominiali, per cui, se il cliente non ha un contratto diretto con la società di fornitura dell’energia, lo sconto gli verrà riconosciuto sottoforma di rimborso con un bonifico domiciliato.

Nonostante il bonus energetico sia in vigore ormai da anni, solo una parte degli aventi diritto ne ha fatto richiesta e, di questi, una discreta percentuale non ha poi ripresentato la domanda.
Per questo è opportuno spiegare attentamente cosa fare per ottenerlo, in modo da rendere più agevole il disbrigo della pratica.

In ogni caso, l’Autorità energetica ha attivato il numero verde 800.166.654, gratuito da rete fissa, a cui rivolgersi per chiarire eventuali dubbi circa il bonus luce e gas 2016.

Requisiti per accedere al bonus luce gas

Il bonus luce gas si può ottenere per disagio economico o per disagio fisico e solo per utenze domestiche.

Per definire le condizioni di disagio economico di una famiglia, si fa riferimento al suo reddito ISEE.
L’ISEE, o Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è uno strumento che tiene conto non solo del reddito ma anche del patrimonio mobiliare e immobiliare e della composizione del nucleo familiare.
Consente quindi di misurare la condizione economica di una famiglia e di determinare effettivamente chi ha diritto ad agevolazioni ed esenzioni varie.

A seguito della riforma dell’ISEE, per conoscere tale reddito è necessario essere in possesso della Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU 2016), rilasciata dall’INPS nell’arco di 10 giorni lavorativi.

In particolare, per avere il bonus luce e gas il reddito ISEE deve essere:
• inferiore a 7.500 euro
• inferiore a 20.000 euro per le famiglie con almeno 3 figli a carico.

I figli si considerano fiscalmente a carico quando hanno un reddito IRPEF inferiore a 2.840,51 euro, senza limiti di età o di titolo di studio e anche se non convivono con i genitori.

Per disagio fisico, hanno invece diritto al bonus le famiglie con un soggetto gravemente malato, la cui vita dipende dall’uso di apparecchiature elettromedicali, indipendentemente dal loro reddito.

I due bonus sono anche cumulabili, nel caso in cui sussistano entrambi i requisiti: quello di reddito basso e quello di malattia.

Altri requisiti da considerare per ottenere l’agevolazione riguardano le caratteristiche dei contatori:
• il contatore del gas non deve essere superiore a G5
• il contatore elettrico deve essere di 3 kW per famiglie di quattro persone e di 4,5 kW per nuclei più numerosi.

Il bonus è riconosciuto unicamente alle utenze domestiche servite dalla rete di gas metano naturale, anche in edifici condominiali, mentre è esclusa la fornitura di gas in bombole o di GPL.

Come richiedere il bonus luce gas

La domanda per ottenere il bonus va inoltrata gratuitamente tramite un CAF. Infatti, è necessario recarsi presso il CAF, compilare gli appositi moduli e lasciare copia di un documento d’identità dell’intestatario dell’utenza.

L’ufficio invierà i moduli al Comune di competenza che, a sua volta, li inoltrerà al Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche (SGAte).

Chi richiede il regime di compensazione per la presenza nel nucleo familiare di un malato, dovrà anche presentare un’apposita certificazione rilasciata dalla propria ASL, dalla quale risulti la necessità di ricorrere alle apparecchiature elettromedicali per la sopravvivenza del soggetto.

In questa certificazione dovranno essere indicati:
• la tipologia di apparecchiatura utilizzata
• la data di installazione
• la data di inizio dell’utilizzo
• l’indirizzo dell’abitazione in cui è presente.

Dopo aver verificato i requisiti, l’ente per la gestione delle agevolazioni risponderà direttamente al richiedente, comunicandogli attraverso una lettera scritta:
• l’inizio del periodo in cui verrà applicato il bonus
• la sua durata
• l’entità dell’agevolazione ottenuta.

La domanda va ripresentata ogni anno perché il bonus ha durata di 12 mesi e ogni volta verrà ricalcolata l’agevolazione, in quanto l’AEEG provvede ad aggiornare ogni anno gli importi dello sconto.

Nelle fatture sarà quindi indicato l’importo di base e quello effettivamente dovuto, al netto dello sconto applicato.
Il bonus energia per disagio fisico ha comunque un importo massimo annuo di 623 euro.




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