Per quali lavori spetta il bonus ristrutturazioni

Per quali lavori edilizi è possibile usufruire del cosiddetto bonus ristrutturazioni? In questo articolo vediamo nel dettaglio tutti gli interventi ammessi.

Bonus ristrutturazioni

Bonus ristrutturazioni

Bonus ristrutturazioni per interventi sugli edifici residenziali esistenti

Quando si parla della detrazione IRPEF 50% per immobili residenziali si fa riferimento in maniera generica a lavori di ristrutturazione.
In realtà, gli interventi sugli edifici esistenti sono classificati dalla normativa in diverse categorie.

In particolare, la detrazione 50% è ammessa per i seguenti tipi di interventi:
manutenzione ordinaria (solo sulle parti comuni di edifici condominiali, tranne alcune eccezioni)
manutenzione straordinaria
ristrutturazione edilizia
restauro e risanamento conservativo
• interventi necessari per la ricostruzione o il ripristino di edifici danneggiati da eventi calamitosi, purché sia stato dichiarato lo stato di emergenza
• realizzazione di posti auto pertinenziali
eliminazione delle barriere architettoniche
• adozione di misure finalizzate a prevenire il compimento di atti illeciti
• interventi per la cablatura degli edifici
• interventi per il contenimento dell’inquinamento acustico
• opere di bonifica dell’amianto
• realizzazione di misure volte a evitare gli infortuni domestici
• interventi finalizzati al risparmio energetico.

Tra gli interventi detraibili rientra anche l’adozione di misure antisismiche per gli edifici. Tale fattispecie merita una citazione a parte, in quanto dall’inizio di quest’anno è in vigore il cosiddetto sismabonus, che prevede un aumento dell’aliquota fino al 85%.

Vediamo più nel dettaglio qualche esempio delle varie categorie di intervento.

Bonus ristrutturazioni per manutenzione ordinaria

La manutenzione ordinaria è così definita all’art. 3, lettera a) del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia): interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

Esempi di manutenzione ordinaria sono:
• riparazione e integrazione degli impianti
• sostituzione di pavimenti e rivestimenti, porte interne e serramenti
• tinteggiatura di pareti, soffitti e infissi
• rifacimento di intonaci interni
• impermeabilizzazione di tetti e terrazze.

Tutti questi lavori sono detraibili solo se compiuti sulle parti comuni di edifici condominiali.

Diventano detraibili anche su proprietà private quando rientrano nell’ambito di un intervento più ampio. Esempio: se abbattete e spostate le tramezzature interne di un appartamento, sarà poi necessario rifare il pavimento, tinteggiare, sostituire le porte, ecc.. In tal caso i lavori sono detraibili.

Altre eccezioni sono quelle catalogate al paragrafo introduttivo.
Ad esempio, interventi necessari per evitare infortuni domestici, come la sostituzione del tubo del gas o l’apposizione di un corrimano sono detraibili. Lo stesso dicasi per interventi finalizzati a evitare il compimento di atti illeciti, come l’apposizione di grate alle finestre.

Bonus ristrutturazioni per manutenzione straordinaria

La manutenzione straordinaria è così definita all’art. 3, lettera b) del Dpr 380/2001: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

Esempi di manutenzione straordinaria sono:
• diversa suddivisione interna di un appartamento
• installazione di ascensori
• rifacimento di servizi igienici
• sostituzione di serramenti esterni con altri di diverso materiale o tipologia
• muri e inferriate di recinzione
accorpamento di due o più unità immobiliari
frazionamento di un’unità immobiliare.

Queste ultime due categorie sono state introdotte a seguito dei cambiamenti dovuti al cosiddetto decreto Sblocca Italia (Dl n. 133/2014).

I lavori sono detraibili sia per le parti comuni di edifici condominiali che per le proprietà private.
Rientrano tra gli interventi anche alcuni di quelli citati al paragrafo introduttivo, come quelli finalizzati:
• al risparmio energetico
• all’adozione di misure antisismiche
• alla bonifica dell’amianto.

Bonus ristrutturazioni per restauro e risanamento conservativo

Il restauro e risanamento conservativo sono così definiti all’art. 3, lettera c) del Dpr 380/2001: interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Esempi di restauro e risanamento conservativo sono:
modifica delle altezze dei solai nel rispetto della volumetria esistente
apertura di nuove finestre per esigenze di aerazione e illuminazione dei locali.

Un caso di intervento può essere quindi il recupero abitativo di un sottotetto esistente, spostando il solaio e adeguando le altezze a quelle richieste ai fini abitativi.

Bonus ristrutturazioni per ristrutturazione edilizia

La ristrutturazione edilizia è così definita all’art. 3, lettera d) del Dpr 380/2001: interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. (…).

Esempi di ristrutturazione edilizia sono:
demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria
• realizzazione di una mansarda
• realizzazione di un balcone
trasformazione di un balcone in veranda
modifica della facciata.

Nel caso in cui la demolizione e ricostruzione comporti un ampliamento, la detrazione è riconosciuta solo per la parte corrispondente alla volumetria preesistente.
Allo stesso modo se si ristruttura un edifico esistente con contestuale ampliamento, la detrazione è riconosciuta unicamente per il volume già esistente.

Bonus ristrutturazioni anche per nuova costruzione?

Gli interventi di nuova costruzione sono definiti dall’art. 3, lettera e) del Dpr 380/2001.

Tuttavia, la detrazione 50% è riconosciuta per pochi interventi di nuova costruzione, quali quello di realizzazione di posti auto pertinenziali.

Rientrano quindi in questa categoria:
• costruzione di box auto
• realizzazione di garage interrati
• costruzione di tettoie e pensiline per copertura posti auto
• realizzazione di posti auto scoperti.

Rientra inoltre la costruzione di soppalchi, verande e volumi tecnici.




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4 commenti

  1. dino

    Salve ho provveduto lo scorso anno a ristrutturare casa, ho fatto demolire alcune pareti e ho quindi dovuto rifare le porte, ora il mio commercialista mi ha comunicato che non posso chiedere la detrazione delle porte, dice che la legge non lo consente, ma come è possibile? Ho cercato su internet la legge dove vi è scritto che posso usufruire della detrazione ma purtroppo non la trovo, mi può aiutare per favore?

    • arch. Carmen Granata

      Posso garantirglielo io: si parla di carattere “assorbente” degli interventi. Se ha demolito e ricostruito muri, ha diritto a detrarre le porte interessate.

  2. Francesco Costanzo

    Trovo contraddizione nel fatto che le porte interne compaiono come detraibili al 50/00 nella manutenzione ordinaria solo se per parti comuni condominiali ? E’ possibile che porte interne insistano su parti comuni..? Mentre per ristrutturazioni edilizie le porte interne non compaiono nella lista come detraibili al 50. Potete chiarire se possibile. Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Gen.le sig. Costanzo,
      quelli elencati sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria in genere. Alcuni di essi è raro trovarli nelle parti comuni, ma non impossibile. Ad esempio possiamo considerare le porte interne dell’alloggio del portiere, di una sala comune condominiale, quelle delle cantinole, ecc..
      In caso di alloggio privato, invece, come ho spiegato nell’articolo, la sostituzione delle porte è detraibile solo se conseguente a lavori più importanti, come ad esempio l’allargamento di un vano (dove diventa inevitabile sostituire la porta esistente).
      Un saluto.

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