Guida alla detrazione 50% per le ristrutturazioni

Importante novità dalla guida dell’AdE sul bonus ristrutturazioni: da quest’anno anche per la detrazione 50% è necessario inviare la comunicazione all’Enea.

Detrazione 50% ©

Detrazione 50% ©

Cos’è la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

La detrazione 50% è uno sconto fiscale previsto per chi realizza interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente a destinazione abitativa.

Duplice è lo scopo dell’agevolazione:
•  incentivare i cittadini a ristrutturare gli edifici esistenti invece di costruirne di nuovi incrementando il consumo di suolo
• far emergere i compensi percepiti in nero, molto diffusi in edilizia.

Lo sconto si applica sulle tasse dovute dal contribuente ai fini IRPEF ed è ripartito in 10 rate annuali di pari importo.

Facciamo un esempio.
Se nel 2017 ho speso 20.000 euro per ristrutturare la mia casa, potrò detrarre dalle tasse la metà dell’importo, vale a dire 10.000 euro, nell’arco di 10 anni e in rate da 1.000 euro ciascuna.
Così se nel 2018 l’importo dovuto per IRPEF sarà di 1.200 euro, sottratti i 1.000 euro da detrarre, mi resterà da pagare solo 200 euro.

Se però l’importo da pagare sarà inferiore a 1.000 euro non avrò diritto ad alcun rimborso.
La detrazione 50% è infatti un incentivo non conveniente per i soggetti non aventi capienza IRPEF. Si definiscono in tal modo i contribuenti con redditi talmente bassi da non pagare tasse o pagare molto poco.

Proroga della detrazione 50%

La Legge di Bilancio per il 2018 ha prorogato di un altro anno l’incentivo, per cui le spese detraibili saranno quelle sostenute entro il 31 dicembre 2018. Dopo tale scadenza si tornerà ad applicare l’aliquota del 36%.

L’importo massimo su cui si può applicare la detrazione è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare in cui si effettuano i lavori.

Se i lavori sono realizzati su immobili residenziali adibiti in maniera promiscua all’esercizio di un’attività commerciale o professionale, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.

Quali lavori permettono di ottenere la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

Si parla genericamente di lavori di ristrutturazione ma tale termine, dal punto di vista normativo, indica una ben definita categoria di lavori.

Per essere più precisi bisogna invece specificare che gli interventi detraibili sono tutti quelli compiuti su edifici esistenti e rientrano nelle seguenti categorie:
manutenzione ordinaria (unicamente sulle parti comuni di edifici condominiali)
manutenzione straordinaria
ristrutturazione edilizia
restauro e risanamento conservativo.

Eccezioni

Esistono però delle eccezioni, tra cui alcuni particolari interventi di manutenzione ordinaria sempre detraibili, anche per edifici privati, come:
• realizzazione di opere finalizzate a evitare il compimento di atti illeciti, quali l’installazione di impianti d’allarme, l’apposizione di grate alle finestre, l’installazione di porte blindate, ecc.
• interventi finalizzati al contenimento dell’inquinamento acustico
• interventi necessari per la cablatura degli edifici
• adozione di misure finalizzate a impedire gli infortuni domestici, tipo l’apposizione di corrimano o l’installazione di apparecchi per rilevare la presenza di gas.

Ci sono alcune eccezioni anche per gli interventi considerabili di nuova costruzione. In particolare sono detraibili:
• l’acquisto o la costruzione di box auto, garage, autorimesse o posti auto pertinenziali, anche di proprietà comune
• gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, riguardanti la realizzazione di ascensori o montacarichi.

Oltre alle spese per l’esecuzione dei lavori, sono detraibili anche i seguenti costi:
• gli onorari dei tecnici per la progettazione o per ottenere i vari permessi
• le spese per l’acquisto dei materiali
• l’IVA, i diritti di segreteria e di istruttoria, le spese di bollo, gli oneri di urbanizzazione e tutte le spese necessarie per dare avvio ai lavori
• le spese per le certificazioni degli impianti.

Chi può avere la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

Chiunque goda di un diritto reale sull’immobile in cui vengono effettuati i lavori e sostenga le spese, può avere la detrazione.

Non solo i proprietari, quindi, ma anche:
nudi proprietari e usufruttuari
inquilini
comodatari
soci di cooperative divise e indivise.

Tra gli aventi diritto rientra anche chi ha solo firmato un preliminare di vendita, quindi non risulta ancora proprietario, purché il compromesso sia stato registrato.

Se l’immobile appartiene a più comproprietari, ciascuno ha diritto a detrarre in proporzione alla spesa compiuta.
Esempio: supponiamo che due coniugi ristrutturino l’appartamento di proprietà spendendo la cifra massima su cui si può detrarre, pagando ciascuno la metà della spesa.
In tal caso ognuno potrà detrarre la metà di 48.000 euro, pari a 24.000 euro.
Se invece il marito sostiene il 60% della spesa e la moglie il restante 40%, potrà detrarre 28.800 euro e la consorte 19.200 euro.

Detrazione 50% e familiari conviventi

Oltre ai soggetti descritti, può detrarre anche il familiare convivente degli stessi, purché sostenga le spese e a lui siano intestati fatture e bonifici. Ad esempio, se la proprietà è del genitore ma le spese sono sostenute da un figlio che abita con lui, quest’ultimo può detrarre.

In base all’art. 5, comma 5, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, per familiari si intendono il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Fino a qualche tempo fa quindi era la stessa Agenzia delle Entrate a specificare che dalla detrazione 50% erano esclusi i conviventi more uxorio che si facessero carico delle spese di ristrutturazione.
In quei casi, l’unico modo per poter usufruire delle agevolazioni era registrare un contratto di comodato d’uso.

Detrazione 50% e legge sulle Unioni Civili

Con l’entrata in vigore della legge n. 76 del 2016 sulle Unioni Civili, è cambiata anche la disciplina del beneficio fiscale.
Lo ha chiarito la stessa Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 64/E del 28 luglio 2016, Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 – Art. 16-bis del TUIR – Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio sostenute dal convivente more uxorio.

La legge citata equipara i diritti giuridici dei coniugi a quelli riservati ai componenti delle unioni civili tra individui dello stesso sesso ufficialmente sancite.

Non esiste però analoga equiparazione per le convivenze di fatto. Tuttavia, la legge estende alla convivenza alcuni diritti derivanti dal matrimonio, come:
• diritto di abitazione dopo il decesso di uno dei componenti della coppia
• subentro nel contratto di locazione in caso di morte o di recesso dal contratto di uno dei componenti della coppia.

Da questo contesto si evince uno stretto legame tra la coppia e l’immobile utilizzato come dimora comune.
Pertanto, la risoluzione chiarisce che il convivente ha diritto a usufruire delle detrazioni se sostiene le spese di ristrutturazione.
Attenzione: il diritto alla detrazione è esteso anche ai lavori realizzati sulla casa non utilizzata come dimora comune.

Ma come fare a dimostrare la convivenza di fatto? La risoluzione richiama il concetto di famiglia anagrafica, contenuto nel D.P.R. n. 223 del 1989. Pertanto, bisognerà attestare la coabitazione nello stesso immobile.

Cosa bisogna fare per avere la detrazione 50% per le ristrutturazioni?

Per godere dello sconto fiscale non è necessario presentare apposita istanza, ma basta indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo i dati catastali dell’immobile interessato.

Sono diversi però gli adempimenti da rispettare. In particolare, da quest’anno è previsto anche l’invio di una comunicazione all’Enea, in maniera analoga a quanto accade per gli interventi di riqualificazione energetica. È quanto emerge infatti dall’ultimo aggiornamento della guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali.

L’obiettivo delle informazioni raccolte attraverso le comunicazioni è proprio quello di monitorare e valutare il risparmio energetico ottenuto con la realizzazione dei lavori.

Altri adempimenti

Come pagamenti sono ammessi unicamente quelli fatti con lo specifico bonifico parlante, che deve riportare la seguente causale:
Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16 bis del DPR 917/1986 Pagamento fattura n. ___ del ______ a favore di _______________ partita IVA _______________Beneficiario della detrazione ______________________codice fiscale______________

A tale proposito, è bene ricordare che presso gli istituti bancari e gli uffici postali sono disponibili appositi moduli per questo tipo di bonifici. Per chi invece utilizza l’Internet banking è sufficiente spuntare la casella che distingue il bonifico parlante da quello generico.

Unica eccezione sono ovviamente le spese che non possono essere pagate con bonifico, come bolli e diritti di segreteria.

I lavori realizzati devono essere conformi al titolo amministrativo necessario (CILA, SCIA o Permesso di Costruire).
Nel caso in cui le opere siano realizzabili senza titoli autorizzativi, il committente deve predisporre un’autocertificazione indicante la data di inizio lavori.
È necessario presentare notifica preliminare all’ASL nei casi previsti dalla legge.

Documenti da conservare

Bisogna inoltre conservare una serie di documenti, da esibire in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate:
• copia del titolo autorizzativo o autocertificazione
• copia delle fatture e delle ricevute dei bonifici
domanda di accatastamento per gli edifici non ancora censiti
• ricevute ICI o IMU
• copia della delibera assembleare di approvazione dei lavori in caso di interventi su parti comuni e tabella millesimale di ripartizione delle spese.

(Prima pubblicazione 28 dicembre 2015)

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69 commenti

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  1. pasquale

    Mio figlio (singl) ha comprato casa con mutuo 30 anni. ora entro dicembre deve ristrutturare totalmente il bagno, arredare camera da letto, ingresso, divano, parete attrezzata, televisore, tavolo cucina sedie, frigorifero, lavastoviglie lavatrice, piano cottura, forno e forse anche la caldaia. PERTANTO LA CHIEDO:
    Può usufruire della detrazione fiscale 50% su tutto o solo su quanto inerente il bagno,
    Il limite di spesa max ammesso per la detrazione,
    La procedura paso x passo per ottenere la detrazione
    Se necessario una pratica al comune, l’intervento di un tecnico e di un fiscalista.
    Tante grazie per luna cortese risposta

  2. Riccardo

    Buona sera Architetto.
    Volevo chiedere cortesemente se mia moglie che effettua il 730 congiunto con me con un reddito inferiore a € 10.000,00 annui, essendo proprietaria di un immobile da ristrutturare, può fare ugualmente la richiesta di detrazione del 50%. Grazie.

    • arch. Carmen Granata

      Se la finalità è quella che possa detrarre lei, la risposta è affermativa. Se lei ha la stessa residenza di sua moglie, può detrarre anche se la casa da ristrutturare non è quella in cui abitate.

  3. Buongiorno Arch. Granata
    sto effettuando lavori di ristrutturazione di un alloggio privato, ho presentato la CILA e comunicato ASL. La ristrutturazione che sto effettuando in pratica si tratta di sostituzione infissi e tapparelle, bagno completo con sostituzione colonna fognatura, impianto elettrico e antifurto e impianto riscaldamento con sostituzione caldaia, quella esistente non era a condensazione. Sostituzione porte e istallazione di porta blindata con modifica planimetria dell’appartamento.
    In merito hai lavori sopra indicati, ultimati i lavori devo fare la classificazione energetica?, probabilmente mi verrà chiesta al momento della comunicazione all’ENEA.
    Gli interventi sopra indicati rientrano tutti con detrazione al 50%.

  4. Caterina

    Sto pensando di fare il classico intervento di rifacimento del bagno con la sostituzione di tutte le tubazioni e gli scarichi. Per avere la detrazione fiscale deve essere una manutenzione straordinaria e quindi bisogna necessariamente fare una CILA. E’ corretto?
    Grazie per la risposta!

  5. Elena

    Salve, vorrei avere chiarimenti riguardo la disciplina delle porte interne quando si effettuano lavori di manutenzione straordinaria (con CILA). Nel mio caso sono state spostate 2 porte, completamente sostituite perché cambiate con scrigno e quindi spostate nella relativa parete.
    Non mi è chiara la disciplina al riguardo.
    Vorrei inoltre sapere se è più favorevole far acquistare le porte alla ditta ed ottenere l’IVA al 10%. O se è preferibile acquistare il pacchetto completo (porte + montaggio e trasporto)

    • arch. Carmen Granata

      Se per “disciplina delle porte interne” intende sapere se l’intervento è detraibile, la risposta è affermativa in quanto intervento di m.s..
      In merito alla convenienza economica delle alternative indicate, dovrebbe valutare lei in base all’offerta che le è stata fatta.

  6. Alessandro

    Salve e grazie per le ottime spiegazioni.
    Ma una cosa non mi è chiara, io e la mia compagna vorremmo ristrutturare un vecchio rudere tramite demolizione e ricostruzione, considerando che l’immobile sarà intestato ad entrambi, quindi fattureremo al 50% a nome mio e al 50% a nome suo, che abbiamo il conto corrente in comune ma non siamo sposati la detrazione spetta ad entrambi?

    • Alessandro

      Un’ultima cosa, i nostri genitori ci pagherebbero parte dei lavori, ma non essendo loro i proprietari non avrebbero diritto alle detrazioni, come è meglio fare in questo caso?

    • arch. Carmen Granata

      I vostri genitori avrebbero diritto alle detrazioni, pur non essendo proprietari, solo se fossero vostri familiari “conviventi”. in pratica, se attualmente abitate insieme a loro, anche loro possono detrarre, altrimenti non vedo altre strade.

  7. Luca

    Salve.
    Devo eseguire lavori di manutenzione straordinaria, detraibili al 50% (recinzione, cancello carrabile e pedonale e pavimentazione esterna), in una abitazione indipendente di mia proprietà. Devo inviare comunicazione all’ENEA?
    Grazie

    • arch. Carmen Granata

      Sì, per lavori iniziati dal primo gennaio 2018 è necessario, anche se ancora non si conoscono le modalità e non è attivo il sito per farlo.

  8. Valentina

    Buongiorno Architetto,
    sto facendo dei lavori di “straordinaria manutenzione” presso la mia abitazione di residenza, ho presentato la CILA nel dicembre 2017, ma i lavori sono iniziati nel gennaio 2018. Devo inviare comunicazione anche all’ENEA (nonostante ne abbia già inviata una per quel che riguarda le detrazioni per risparmio energetico)? inoltre devo sostituire le porte interne, posso detrarle al 50% come “manutenzione straodinaria”?

    • arch. Carmen Granata

      Sì, quest’anno è prevista la comunicazione Enea anche per la detrazione 50%, anche se non ci sono ancora notizie su come debba avvenire.
      La sostituzione delle porte interne è manutenzione ordinaria e quindi non detraibile.

  9. Pino

    Buongiorno Architetto
    Volevo chiederle se la comunicazione all’Enea da quest’anno è obbligatoria anche per i soli lavori di ristrutturazione (detrazioni 50%) e quindi non di riqualificazione energetica (detrazioni 65%)?
    Grazie

  10. sonia

    proprietaria immobile nostra figlia
    sostenuto la spesa noi genitori
    dicono che per l’acquisto la detrazione sia solo per proprietario – così dicono le istruzioni del 730, ma la circolare 7/E del 04/04/17 non distingue, nell’indicare beneficiari anche i famigliari che abbiano sostenuto la spesa, tra spese di ristrutturazione e acquisto; così come non era distinto nelle stesse guide dell’agenzia sino allo scorso anno….sono cavilli della stessa agenzia che da una parte dice in un modo e dall’altra in un altro
    risultato: sicuramente dovremo restituire
    e non aggiungo altro…
    grazie comunque

    • arch. Carmen Granata

      Veramente, in base a quanto stabilisce l’articolo 16-bis del Tuir, il Testo unico delle imposte sui redditi, in caso di acquisto di appartamenti all’interno di immobili interamente ristrutturati da impresa, la detrazione spetta all’acquirente. Quindi non capisco perchè dovrebbe restituire.

  11. sonia

    appartamento ritstrutturato:
    l’Agenzia Entrate afferma che la detrazione spetti solo al proprietario – ci hanno chiesto il rimborso..
    Inoltre, cosa si intende per “intero fabbricato”??
    si tratta di un appartamento inserito in un caseggiato antico (1400 – 1500) che si estende per tutta la contrada dove è difficile capire dove inizia un fabbricato e finisce l’altro…L’impresa ha acquistato, ristrutturato e venduto a noi il singolo appartamento.
    Si potrebbe appurare con il catasto???

    • arch. Carmen Granata

      Sicuramente si può fare rifeirmento al catasto, perchè un intero fabbricato è distinto da un’unica particella suddivisa in sub.
      Non ho capito però la richiesta di rimborso dall’AdE: voi non siete i proprietari?

  12. sonia

    Nel 2011 acquisto appartamento ristrutturato da impresa costruttrice e intestato alla figlia; il pagamento è stato sostenuto da noi genitori. La detrazione forfetaria spetta alla figlia o ai genitori che hanno sostenuto la spesa?
    grazie

    • arch. Carmen Granata

      Ai genitori. Ma mi scusi, sono già diversi anni che avreste dovuto iniziare a usufruirne…

  13. volevo chiederle gentilmente, posso detrarre il costo per un addolcitore acqua all’interno
    della mia abitazione installandolo di persona o facendo un’autocertificazione?
    e pure per un antifurto?

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