Bonus affitto per genitori separati

Il bonus affitto per genitori separati è un contributo per chi, dopo separazione o divorzio, ha dovuto trovare un nuovo alloggio in affitto.

bonus affitto per genitori separati

Photo credit Pixabay

Hai lasciato la casa familiare dopo la separazione e adesso paghi un canone di locazione? Fino alle ore 12 del 28 ottobre 2026 puoi chiedere un contributo che copre metà dell’affitto annuo, fino a 6.000 euro, il bonus affitto per genitori separati.

I tempi sono stretti e le cause di esclusione sono numerose: meglio verificarle tutte prima di accedere alla piattaforma.

Cos’è il bonus affitto per genitori separati?

È un contributo istituito dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025, articolo 1, commi 234 e 235) per aiutare chi, dopo la separazione o il divorzio, ha dovuto trovare un nuovo alloggio in affitto mentre la casa familiare è rimasta all’altro genitore.

Le regole operative sono contenute nel decreto interministeriale n. 200 del 14 settembre 2026, mentre l’avviso del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha aperto le domande è del 7 ottobre 2026.

Attenzione, però, quando leggi che con il bonus ti spettano 500 euro al mese! Il contributo non arriva con una rata mensile: copre il 50% del canone di locazione annuo, fino a un massimo di 6.000 euro, e viene erogato in un’unica soluzione. Per ottenere il tetto pieno il tuo canone dovrebbe quindi arrivare a 12.000 euro l’anno, cioè 1.000 euro al mese.

Per fare un esempio, se paghi un affitto di 650 euro mensili, il canone annuo è di 7.800 euro e il contributo che ti spetta si ferma a 3.900.

Il fondo stanziato è di 20 milioni di euro l’anno e viene ripartito tra le Regioni in base a:
• numero medio di genitori separati o divorziati
• reddito medio regionale
• numero di Comuni classificati ad alta tensione abitativa.
In ogni Regione si formano graduatorie con punteggi.

Il bonus non si cumula con altri aiuti pubblici per la casa. Se quindi percepisci già un contributo comunale o regionale per l’affitto, non ne hai diritto.

Chi ha diritto al bonus affitto per genitori separati?

I requisiti generali sono semplici da enunciare: devi essere separato o divorziato, avere almeno un figlio a carico di età inferiore a 21 anni e un reddito individuale non superiore a 35.000 euro, calcolato sull’ultima dichiarazione dei redditi disponibile.

Conta il tuo reddito personale, non quello del nucleo familiare e non l’ISEE. Devi inoltre essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento: dichiararlo non è una formalità, perché va fatto con autocertificazione resa ai sensi del DPR 445/2000, con le responsabilità che ne derivano se risulta falsa.

L’età del figlio si valuta alla data di pubblicazione dell’avviso, cioè il 7 ottobre 2026, non al giorno in cui invii la domanda. Se tuo figlio compie 21 anni a novembre, per il bonus risulta ancora a carico. Se li ha compiuti il 3 ottobre, no.

Caratteristiche della casa familiare

La casa familiare deve essere di proprietà tua, dell’altro genitore oppure dei figli conviventi con quest’ultimo, e deve esserci un provvedimento che l’abbia assegnata all’altro genitore. Senza assegnazione formale il requisito non è soddisfatto.

Se la vostra casa era in affitto o in comodato, il bonus non ti spetta, anche se oggi paghi un canone tuo. Lo stesso vale se l’immobile appartiene a terzi o è stato venduto prima dell’invio della domanda.

C’è poi una regola sul possesso di altri immobili: non devi possedere abitazioni nel Comune della casa familiare né nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri. Il requisito scatta anche per una semplice quota: un dodicesimo di un appartamento ereditato a 20 chilometri di distanza ti esclude e non cambia nulla se quella casa è occupata da parenti o gravata da diritti di godimento altrui.

Il rapporto di locazione deve rispettare tre condizioni:
• contratto di affitto abitativo regolarmente registrato
• ancora in essere alla data della domanda
• intestato a te.

Se è cointestato, nel modulo devi indicare la quota di canone che paghi tu e il contributo verrà calcolato solo su quella. Un contratto già cessato prima dell’invio non permette di recuperare le mensilità pagate nel 2026, mentre se hai stipulato il contratto durante l’anno e vale ancora, i canoni si contano dalla stipula.

Se il padrone di casa non ha mai registrato il contratto, non puoi usarlo così com’è, ma puoi rimediare da solo: la registrazione è un obbligo di entrambe le parti e si può fare online con il modello RLI, pagando una sanzione per il ritardo. La ricevuta ti darà gli estremi di registrazione che la domanda richiede.

Casi di esclusione dal bonus

Riepiloghiamo i casi in cui, in pratica, resti fuori dal bonus:
• non sei mai stato sposato con l’altro genitore: i genitori non coniugati sono esclusi, anche se il Tribunale ha deciso su affidamento, collocamento e mantenimento dei figli, perché quei provvedimenti non sostituiscono una sentenza di separazione o divorzio
• la casa familiare era in locazione, in comodato o di proprietà di terzi
• possiedi, anche solo pro quota, un’abitazione nel Comune della casa familiare o in uno entro 50 chilometri
• hai già un contributo per l’affitto, oppure sei assegnatario di un alloggio popolare o a canone agevolato
• abiti in una casa avuta in comodato, perché serve un contratto di locazione vero e proprio.

Un’ultima precisazione sugli aiuti già richiesti: se hai presentato domanda per un altro contributo o per un alloggio pubblico e stai ancora aspettando l’esito, puoi comunque chiedere questo bonus, a condizione di non esserne già beneficiario. Valuta però con attenzione cosa accadrebbe se l’altra domanda venisse accolta in seguito, perché i due aiuti non possono coesistere.

Come fare richiesta del bonus affitto per genitori separati?

La domanda si presenta online, sulla piattaforma del Ministero, accedendo con SPID, CIE o CNS, entro le ore 12 del 28 ottobre 2026.

Dato che l’ordine di invio non attribuisce preferenze, non serve correre il primo giorno, ma non conviene nemmeno ridursi all’ultima mattina: la compilazione richiede dati che potresti non avere a portata di mano.

Prima di accedere, raccogli queste informazioni:
• dati anagrafici e residenza in Italia tuoi e dell’altro genitore
• dati catastali e identificativi della casa familiare
• estremi di registrazione del contratto di affitto e canone annuo (o la tua quota, se è cointestato)
• Tribunale che ha emesso il provvedimento di separazione o divorzio, con numero e data
• IBAN a te intestato, numero di cellulare, indirizzo email e PEC.

La PEC è il punto in cui molti si bloccano. Se non ne hai una, attivala subito: con una settimana di margine non è un problema, ma scoprirlo il 27 ottobre sì. I dati catastali della casa familiare puoi ricavarli dall’atto di acquisto o dalla visura catastale.

C’è un punto che nelle informazioni pubblicate finora non è chiarito. Il modulo chiede gli estremi del provvedimento giudiziale e il Tribunale di riferimento. Se la tua separazione o il tuo divorzio si sono chiusi con negoziazione assistita o davanti al sindaco, bisognerebbe capire come inserire quei dati.

Il contributo viene assegnato attraverso graduatorie regionali. I punteggi premiano questi elementi:
• il numero di figli a carico di età inferiore a 21 anni
• la disabilità grave del richiedente o dei figli
• la disoccupazione involontaria del richiedente
• la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa.

A parità di punteggio si guarda al reddito del richiedente.

Al termine dell’invio la piattaforma mostra il numero dell’istanza e lo stato COMPLETATA e ti permette di scaricare il riepilogo.

Dato che è un’autocertificazione, i controlli arrivano a campione e a posteriori. Conserva contratto di locazione con ricevuta di registrazione, sentenza o accordo di separazione o divorzio e le prove dei pagamenti del canone, preferibilmente tracciabili. Se ti viene chiesto di dimostrare quello che hai dichiarato, devi poterlo fare in pochi giorni.

Conclusioni

Il bonus affitto per genitori separati è presentato come un aiuto a chi si impoverisce dopo la separazione, ma i criteri di accesso raccontano un’altra cosa: premiano chi ha lasciato una casa di proprietà assegnata all’altro genitore, ha un contratto registrato e non possiede altri immobili nel raggio di 50 chilometri.

Restano fuori proprio le situazioni che spesso denotano maggiore fragilità, come quella di chi viveva in affitto con la famiglia o i genitori non coniugati.

Domande frequenti

Il mio contratto di affitto è cointestato con un’altra persona: posso chiedere il bonus?
Sì, ma il contributo viene calcolato soltanto sulla quota di canone a tuo carico, che devi indicare nella domanda.

Non sono mai stato sposato con la madre di mio figlio: ho diritto al bonus?
No. La misura esclude i genitori non coniugati, anche se il Tribunale ha già stabilito affidamento, collocamento e mantenimento dei figli.

Mio figlio compie 21 anni il mese prossimo: posso presentare la domanda?
Sì, perché l’età del figlio si valuta alla data di pubblicazione dell’avviso, il 7 ottobre 2026, e non a quella di invio della domanda.




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