Detrazioni fiscali in caso di ampliamento

Di solito per la realizzazione di un ampliamento non è possibile usufruire delle detrazioni fiscali, a parte alcune eccezioni analizzate in questo articolo.

Ampliamento ©

Ampliamento ©

Ampliamento di volume e ampliamento di superficie

Le detrazioni fiscali previste per gli interventi edilizi sono rivolte al recupero del patrimonio edilizio esistente. Tutto quanto è costruito ex novo è pertanto escluso da tali agevolazioni.

In linea di massima, quindi, per la realizzazione di un ampliamento volumetrico non è possibile beneficiare degli sconti IRPEF. Esistono però alcune eccezioni che analizzeremo in questo articolo.

Distinguiamo però l’ampliamento volumetrico dall’ampliamento di superficie. Se ad esempio si realizza la fusione di due appartamenti per crearne uno più grande, si determina un aumento di superficie anche se il volume iniziale resta invariato.

Tra gli interventi di manutenzione straordinaria (quelli ammessi a detrazione) rientrano anche i frazionamenti e gli accorpamenti di immobili. Quindi le spese per questo tipo di lavori sono detraibili.

In questo articolo esamineremo diversi casi di ampliamento e, soprattutto, vedremo come fare per non rischiare di perdere i bonus.

Demolizione e ricostruzione con ampliamento

Un intervento di demolizione e ricostruzione, anche con modifica della sagoma, ma nel rispetto della volumetria esistente, rientra nella definizione di ristrutturazione edilizia. Per esso è quindi possibile usufruire delle detrazioni fiscali.

Il nuovo edificio dovrà quindi avere unicamente lo stesso volume di quello preesistente, mentre sagoma e area di sedime potranno essere diverse. Sono escluse le eventuali modifiche che si rendano necessarie per adeguarlo alla normativa antisismica.

Se però nell’ambito dell’intervento di demolizione e ricostruzione si realizza anche un ampliamento volumetrico dell’edificio, il beneficio non è più ammesso.

In quel caso infatti l’edificio è considerato nuova costruzione e non rientra più tra gli immobili agevolabili.

Ristrutturazione di edificio esistente con ampliamento

Veniamo a esaminare invece il caso in cui si effettui un intervento di ristrutturazione di un edificio esistente e contestualmente se ne realizzi un ampliamento.

In questo caso, non essendoci demolizione, solo la parte in ampliamento è considerata nuova costruzione e quindi per essa non si potrà beneficiare delle detrazioni.
Sarà possibile però richiederla per i lavori eseguiti sulla parte già esistente.

Detrazione 50% per ampliamento box auto

Se la ristrutturazione con ampliamento riguarda il box auto o garage, la detrazione è applicabile anche al nuovo volume edificato.

Come è noto, infatti, quella del box auto è una fattispecie che costituisce eccezione, in quanto detraibile anche in caso di nuova costruzione.
Naturalmente condizione necessaria resta l’impiego del nuovo volume edificato come posto auto.

Ampliamento con formazione di volumi tecnici

Tra gli interventi agevolati con il bonus 50% rientrano anche gli ampliamenti volumetrici che portino a formazione di vani tecnici.

La giurisprudenza corrente è giunta a definire come volume tecnico un’opera priva di qualsiasi autonomia funzionale, anche solo potenziale, perché destinata solo a contenere, senza possibilità di alternative e, comunque, per una consistenza volumetrica del tutto contenuta, impianti serventi di una costruzione principale per essenziali esigenze tecnico-funzionali di essa.

Si tratta di manufatti come scale, vano ascensore, locale caldaia, che non hanno ragione di esistere in maniera autonoma rispetto all’edificio.

Cosa fare per ottenere la detrazione 50% in caso di ampliamento

Per non rischiare di perdere la detrazione 50% in un caso di questo tipo, potete percorrere due strade:
• richiedere la predisposizione di due fatturazioni distinte per le due tipologie di intervento
• farvi rilasciare dall’impresa un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, sotto la propria responsabilità, utilizzando criteri oggettivi.

Utilizzo di criteri oggettivi significa predisposizione di un documento da cui si evinca chiaramente la parte di spesa imputabile all’uno o all’altro tipo di lavorazione.

Visto che la detrazione è estesa alle spese tecniche, anche per gli onorari professionali, in caso di ristrutturazione con ampliamento, si pone il problema di distinguere cosa sia detraibile e cosa no.
A mio avviso, si può applicare lo stesso criterio dettato dall’Agenzia delle Entrate per le imprese. Pertanto, il professionista incaricato dovrà rilasciare al committente fatture distinte oppure una dichiarazione che distingua le voci di spesa.

Cosa fare per ottenere l’ecobonus in caso di ampliamento

Anche per l’ecobonus, ovvero l’agevolazione per le spese di riqualificazione energetica degli edifici, la detrazione compete unicamente per le spese riferibili alla parte esistente.
In questo caso, però, diventa più complessa la redazione di una contabilità separata.

Come fare ad esempio a calcolare la parte di spesa detraibile relativa a un impianto di riscaldamento, visto che questo sarà dimensionato per l’intero volume da riscaldare?
Non esistono indicazioni specifiche in materia, ma un bravo tecnico sarà in grado di redigere la contabilità in modo che si evinca chiaramente quale è la parte di spesa imputabile all’esistente e quale all’ampliamento.

Questo è uno dei motivi per cui è indispensabile rivolgersi a un tecnico, come un architetto, per le detrazioni fiscali.

Per essere informati in tempo reale su questo argomento, seguite le mie pagine Facebook, Twitter e Google+.




Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *