Samsung, alcune TV consumano meno solo durante i test

Secondo quanto dichiarato dal quotidiano Guardian, alcuni televisori prodotti dalla Samsung avrebbero consumi maggiori di quelli certificati dai test ufficiali.

Televisore Samsung

Samsung come Volkswagen?

Secondo quanto affermato dall’autorevole quotidiano britannico Guardian, alcuni televisori prodotti dalla multinazionale coreana Samsung avrebbero dei consumi maggiori di quelli certificati dai test ufficiali.

Il quotidiano riporta uno studio di Complian TV, un organismo indipendente ma sovvenzionato dalla Comunità Europea,  che avrebbe trovato delle sensibili differenze nelle condizioni reali di funzionamento degli apparecchi, dovute probabilmente all’attivazione di particolari software durante i test, che falserebbero i risultati.

Qualcosa di analogo quindi a quanto avvenuto per i test sulle emissioni inquinanti delle autovetture Volkswagen, oggetto del grande scandalo alla ribalta delle cronache in questi ultimi giorni.
Ma del resto, quando si verificano questi avvenimenti di portata mondiale, il fattore domino è quasi sempre scontato.

Già lo scorso febbraio Complian TV aveva pubblicato un report nel quale si sosteneva la possibilità che alcuni televisori fossero progettati per riconoscere una procedura di test e adattare i consumi di conseguenza, senza però citare alcun marchio.

Samsung è il primo produttore mondiale di televisori, davanti a LG e Sony. Se le indiscrezioni fossero confermate si creerebbe quindi uno scandalo simile a quello della casa automobilistica tedesca anche se ovviamene le cifre, dal punto di vista dell’impatto sull’economia, sarebbero inferiori.
Sull’economia domestica invece, l’impatto non sarebbe trascurabile, considerando che i consumi dei televisori incidono per circa il 10% sul totale in bolletta pagato dalle famiglie italiane.

Il danno d’immagine per l’azienda sarebbe inoltre della stessa portata, anche perché dal sito della casa coreana si evince che tutti i modelli di televisori più recenti riportano nell’etichetta energetica la classificazione in classe A o A+.

Le osservazioni dello studio inglese sui televisori Samsung

I test ufficiali compiuti in laboratorio dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale (LEC) prevedono la riproduzione veloce di sequenze di vari tipi di filmati, come programmi TV registrati, DVD e trasmissioni in diretta, per misurare i consumi energetici dell’apparecchio.

Secondo quanto riferito dal sito del quotidiano Guardian, lo studio inglese ha scoperto che durante tali test si attivava la funzione Motion Lighting che riduce la luminosità dello schermo e di conseguenza i consumi energetici.
Durante il funzionamento normale invece la luminosità e il contrasto tornerebbero al massimo, per cui i consumi reali sarebbero superiori a quelli misurati.

I consumi di un televisore aumentano all’aumentare delle dimensioni dello schermo. Tale principio era valido per i vecchi apparecchi a tubo catodico e resta invariato anche per gli attuali modelli al plasma o LCD.

La tecnologia Motion Lighting interviene proprio sulla quantità di luce emessa dai cristalli liquidi colorati che compongono i  LED. Si tratta di una funzione che, in forme analoghe, è adottata anche da tutti gli altri produttori.

La smentita di Samsung

L’azienda ha smentito categoricamente le affermazioni del Guardian sostenendo che la funzione Motion Lighting non è stata progettata per scopi truffaldini, ma si attiva ogni qual volta viene registrato un movimento a video.

La tecnologia, introdotta nel 2011, non è un settaggio che entra in funzione solo durante i test di conformità ma è presente di default nei televisori e può essere disattivata dall’utente se interviene a modificare le impostazioni standard, come si legge dal comunicato stampa pubblicato sul sito aziendale.
In particolare la funzione servirebbe a ridurre la luminosità dello schermo in presenza di immagini molto dinamiche, come quelle dei film d’azione o degli eventi sportivi.

Complian TV da parte sua dichiara che la casa coreana rispetta alla lettera le norme, per cui non si ravvisano profili di illegalità ma semplicemente una forte discrepanza tra i consumi registrati in laboratorio e quelli analizzati durante il funzionamento reale.

In ogni caso la Commissione UE ha garantito al quotidiano britannico che metterà in atto azioni di vigilanza contro l’uso dei cosiddetti dispositivi di manipolazione dei test, per evitare ogni possibile aggiramento delle norme, anche a seguito di segnalazioni simili ricevute da autorità nazionali come quella svedese.

Infatti, i laboratori della Swedish Energy Agency avevano già in passato segnalato analoghe criticità, solo che in questo caso nel documento  inviato a Bruxelles i nomi delle aziende coinvolte non erano noti.
Stesse anomalie per un produttore di TV sono state segnalate anche negli Stati Uniti al National Resources Defence Council.

Insomma, se le anticipazioni fossero confermate, ci sarà da aspettarsi giustamente la rabbia di milioni di consumatori, come avvenuto per la Volkswagen, con possibilità di class action.

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