Come funzionano gli incentivi del Conto Termico 3.0

In vigore da domani, 25 dicembre, il nuovo Conto Termico 3.0: in questo articolo ti spiego tutto ciò che devi sapere per avere il contributo!

grande cucina con stufa

Stufa MOOD di MCZ dal design minimale in versione Core (photo credit Blu Wom Milano)

Cos’è il Conto Termico 3.0?

Il Conto Termico 3.0 è uno strumento che ti permette di ricevere un contributo a fondo perduto per migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione o per installare sistemi che producono calore da fonti rinnovabili. Parliamo di pompe di calore, impianti solari termici, caldaie a biomassa: tutte soluzioni che ti aiutano a risparmiare sulla bolletta e a ridurre l’impatto ambientale.

Lo gestisce il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) con un budget di 900 milioni di euro.

Il percorso normativo che ha portato alla nascita di questa misura, che sostituisce il vecchio Conto Termico 2.0, è stato tutt’altro che lineare. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva avviato una consultazione pubblica già nel 2024. A febbraio 2025 ha iniziato a circolare una bozza, confermata poi in Conferenza Unificata, che aveva suscitato notevole entusiasmo. Purtroppo, dopo quel momento, della bozza si sono perse le tracce per mesi.

Il testo doveva infatti passare al vaglio del Ministero dell’Economia e delle Finanze e finalmente il 7 agosto 2025 è arrivato il decreto definitivo del MASE, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025. L’entrata in vigore è fissata per domani, 25 dicembre 2025.

In questa guida voglio spiegarti tutto quello che devi sapere per accedere al contributo e capire se fa al caso tuo, soprattutto se stai pensando di rinnovare il sistema di riscaldamento della tua abitazione.

Quali soggetti possono usufruire del Conto Termico 3.0?

Questi sono i soggetti che possono richiedere il contributo:
• amministrazioni pubbliche
privati (cittadini come te)
• enti del terzo settore
• configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili.

C’è però una distinzione importante da fare. Mentre le amministrazioni pubbliche possono accedere agli incentivi per tutti i tipi di intervento previsti dal decreto, tu che sei un privato puoi beneficiarne solo per alcune categorie. Questo non significa che le opportunità siano limitate, ma semplicemente che il Conto Termico 3.0 si concentra su determinati interventi quando si tratta di abitazioni private.

Una delle novità più interessanti rispetto al passato è l’estensione degli incentivi anche agli immobili privati non residenziali. Tuttavia, dato che probabilmente ti interessa capire cosa puoi fare nella tua abitazione, mi concentrerò sugli edifici destinati all’edilizia residenziale, che sono quelli che ti riguardano direttamente.

Quali sono gli interventi agevolati dal Conto Termico 3.0?

Rispetto all’ampio ventaglio di lavori previsti dal decreto, quelli che puoi realizzare nella tua casa sono circoscritti agli interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e ai sistemi ad alta efficienza. Vediamoli nel dettaglio.

Pompe di calore
Puoi sostituire il tuo vecchio impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore, sia elettrica che a gas. Questi sistemi sfruttano l’energia aerotermica (dall’aria), geotermica (dal terreno) o idrotermica (dall’acqua) e possono servire anche per produrre acqua calda sanitaria. Se l’impianto ha una potenza superiore a 200 kW, dovrai installare anche sistemi di contabilizzazione del calore.

Sistemi ibridi o bivalenti
Qui parliamo di soluzioni che combinano una pompa di calore con una caldaia tradizionale (sistemi ibridi factory made o bivalenti), oppure dell’installazione di una pompa di calore add on che si affianca al tuo impianto esistente. Anche in questo caso, per potenze superiori a 200 kW serve la contabilizzazione del calore.

Generatori a biomassa
Se vuoi passare a una caldaia alimentata a biomassa (pellet, legna, cippato), puoi sostituire il tuo vecchio impianto di climatizzazione invernale. Questo tipo di intervento è valido anche per l’allaccio a reti di teleriscaldamento. Sono ammessi anche i sistemi ibridi che combinano pompa di calore e biomassa.

Solare termico
L’installazione di pannelli solari termici è un’altra strada percorribile. Puoi utilizzarli per produrre acqua calda sanitaria, integrare il riscaldamento, alimentare sistemi di solar cooling (raffrescamento) o reti di teleriscaldamento. Con superfici superiori a 100 mq, dovrai installare la contabilizzazione del calore.

Scaldacqua a pompa di calore
Se in casa hai un vecchio scaldacqua elettrico, puoi sostituirlo con uno a pompa di calore, molto più efficiente dal punto di vista energetico.

Allaccio al teleriscaldamento
Puoi eliminare il tuo impianto autonomo e collegarti a una rete di teleriscaldamento efficiente presente nella tua zona.

Microcogenerazione da rinnovabili
Infine, puoi sostituire il tuo impianto esistente con unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili, che producono contemporaneamente energia termica ed elettrica.

C’è un requisito fondamentale da rispettare: devi realizzare questi interventi in edifici, parti di edifici o unità immobiliari già esistenti e già dotati di un impianto di climatizzazione. Questo significa che sono escluse sia le nuove costruzioni sia gli edifici esistenti ma sprovvisti di impianto di riscaldamento o dove l’impianto deve ancora essere realizzato ex novo.

A quanto ammonta il contributo del Conto Termico 3.0?

Veniamo alla parte che probabilmente ti interessa di più: quanto puoi ottenere? Per i privati come te, il contributo copre fino al 65% delle spese ammissibili.

Il contributo ti viene accreditato direttamente tramite bonifico bancario sul tuo conto corrente, dopo che il GSE ha esaminato e accettato la tua domanda. Le modalità di pagamento dipendono dall’importo totale dell’incentivo. Se il contributo che ti spetta è fino a 15.000 euro, lo riceverai in un’unica soluzione nell’arco di pochi mesi dalla concessione. Se invece supera questa cifra, il pagamento sarà dilazionato in rate annuali distribuite su un periodo che va da 2 a 5 anni, a seconda dell’entità dell’intervento.

Non esiste un tetto di spesa uguale per tutti gli interventi. L’incentivo viene calcolato in percentuale sulle spese ammissibili, con limiti unitari specifici per potenza installata e superficie, stabiliti dal decreto. Per conoscere i dettagli precisi dei massimali applicabili al tuo caso, puoi consultare il testo del decreto.

Una precisazione importante: gli incentivi del Conto Termico non sono cumulabili con altri contributi o detrazioni fiscali statali per le medesime spese. Tradotto: se per uno degli interventi che ho elencato hai già richiesto l’ecobonus o il bonus casa, non potrai chiedere anche il Conto Termico. Dovrai scegliere quale strada percorrere, valutando quale opzione ti conviene di più.

Un altro aspetto interessante è che puoi richiedere l’incentivo più volte per interventi diversi. L’unico vincolo è che, se vuoi fare più interventi sullo stesso edificio, devi attendere almeno un anno dalla stipula del contratto GSE precedente.

Come richiedere il contributo del Conto Termico 3.0

La procedura di richiesta è completamente telematica e si svolge attraverso il Portaltermico del GSE. Hai 90 giorni di tempo dalla conclusione dei lavori per presentare la domanda in modalità accesso diretto.

La documentazione che dovrai preparare e allegare alla domanda comprende:
• documentazione tecnica (schede tecniche degli impianti, certificazioni dei prodotti, asseverazioni di tecnici abilitati)
• fotografie prima e dopo i lavori, per documentare la sostituzione dell’impianto
computi metrici
• fatture comprovanti le spese sostenute
• dichiarazioni di conformità dell’impianto rilasciate dall’installatore secondo la normativa vigente.

Ti consiglio di conservare con cura tutta questa documentazione, perché il GSE effettua controlli documentali e può anche disporre sopralluoghi su almeno l’1% delle richieste presentate.

Come beneficiario, sei tenuto a mantenere i requisiti dell’impianto per tutta la durata dell’erogazione dell’incentivo e per i 5 anni successivi all’ultima rata. Questo significa che non potrai smantellare o modificare sostanzialmente l’impianto incentivato per diversi anni.

Per quanto riguarda il pagamento delle fatture, devi utilizzare un bonifico bancario o postale ordinario. Attenzione alla causale, che deve contenere:
• il riferimento al DM 7 agosto 2025
• i dati fiscali tuoi (richiedente) e dell’impresa esecutrice
• il numero e la data della fattura pagata.

Questa precisione è fondamentale per la tracciabilità dei pagamenti, requisito indispensabile per ottenere l’incentivo.

Domande frequenti

Posso cumulare il Conto Termico 3.0 con l’ecobonus?
No, non puoi sommare questi incentivi per le stesse spese. Devi scegliere una delle due agevolazioni, valutando quale ti conviene maggiormente in base alla tua situazione specifica.

Quanto tempo ho per presentare la domanda dopo i lavori?
Hai 90 giorni dalla conclusione dell’intervento per inoltrare la richiesta tramite il Portaltermico del GSE.

L’incentivo riguarda anche gli edifici senza impianto di riscaldamento?
No, sono ammessi solo interventi di sostituzione o integrazione di impianti esistenti in edifici già dotati di climatizzazione. Le nuove installazioni in edifici sprovvisti di impianto non rientrano nel Conto Termico 3.0.




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