Come prendersi cura delle orchidee blu

Attenzione a non confondere le autentiche orchidee blu (Vanda Coerulea) con le comuni Phalaenopsis, molto diffuse in commercio, ma colorate artificialmente.

Orchidee blu ©

Orchidee blu ©

Cosa sono le orchidee blu?

Orchidea blu è il nome con cui è comunemente nota una varietà di Vanda Coerulea, una pianta della famiglia delle orchidacee che spicca tra gli altri fiori per il suo colore sicuramente poco comune.

Le foglie sono a nastro e le radici a vista ma, naturalmente, sono i fiori che attirano maggiormente l’attenzione, grazie alle innumerevoli sfumature del blu di cui si tingono, che vanno dall’azzurro all’indaco più intenso. Possono essere eretti o ricadere, elegantemente, in posizione pendula.

Il nome scientifico Vanda Coerulea significa in indiano gradita per la sua fragranza, forma e colore. Il fiore è noto in Cina sin dall’antichità e nel Medioevo si riteneva che potesse allontanare le disgrazie ed evitare la sterilità femminile.

La scoperta dell’Orchidea Blu risale al 1837 ed è dovuta al botanico inglese William Griffit. Fu però solo nel 1847 che ne fu documentata l’esistenza da Lindley e nel 1850 che Thomas Lobb e Joseph Hooker la importarono in Occidente.

Le finte orchidee blu

Attenzione: non confondete l’autentica Vanda Coerulea con la comune Phalaenopsis, molto diffusa in commercio, ma colorata artificialmente.

In natura, si trovano solo esemplari di Phalaenopsis caratterizzate da una colorazione lilla o viola tendenti all’azzurrino, ma non da quel blu che normalmente troviamo nei vivai e nei negozi di fioraio.

Per colorarle di blu si parte da una comune pianta di colore bianco e si inietta tramite flebo il pigmento artificiale alla base di uno stelo su cui sono già presenti i boccioli del fiore.
A volte il punto in cui è avvenuta l’iniezione è ben visibile nelle piante in vendita e si manifesta con una macchia blu con al centro un forellino di circa 2 mm.

La colorazione dura due o tre mesi ma, alla nuova fioritura, i petali perderanno completamente le tonalità di blu per ritornare al loro colore naturale.

In commercio, è anche possibile trovare coloranti artificiali con cui potete effettuare da soli quest’operazione, ma ve lo sconsiglio, visto che le piante ne soffrirebbero.
Del resto, è scientificamente provato che i vegetali sono esseri sensibili e questo trattamento sarebbe per loro una vera e propria tortura.

Come coltivare le orchidee blu

Se come me avete ricevuto questo fiore in dono, lo avrete senz’altro apprezzato per la sua bellezza e il colore particolare.

Per farla durare a lungo, la pianta necessita di adeguate cure e attenzioni, come tutte le orchidee. Se sarete bravi, però, potrà adattarsi anche alle situazioni ambientali più avverse e resistere alle malattie.

Generalmente, l’orchidea blu deve essere collocata in un luogo dal microclima simile a quello umido e fresco da cui la specie proviene, quindi con una temperatura notturna compresa tra i 10 e i 18°C e diurna tra i 20 e i 30 °C.

Per tutto l’anno, fate in modo che non le manchi mai la luce del sole, particolarmente importante. Posizionatela però in modo che non sia colpita direttamente dai raggi, per non rischiare di far bruciare fiori e boccioli.

In estate potete metterla anche all’aperto, facendo attenzione oltre che, come detto, al sole, anche alle correnti d’aria. In inverno, invece, è preferibile spostarla all’interno in un stanza umida, come la cucina.

Se invece volete partire dai semi per la coltivazione delle orchidee blu, considerate che il terreno migliore è quello di tipo leggero, ad esempio un composto di corteccia, osmunda e sfagno.
Non vi consiglio comunque di piantarle in piena terra, perché è preferibile coltivarle sempre in vaso. Utilizzate vasi di ceramica o di plastica, alti ma non troppo larghi.

Innaffiatura delle orchidee blu

Essendo piante tropicali, le orchidee blu sono in grado di assorbire e utilizzare l’umidità presente in ambiente.

Il nostro però non è un clima tropicale, per cui è necessario innaffiare la pianta mediamente un paio di volte a settimana, utilizzando acqua a temperatura ambiente per evitare shock termici. Non bagnate direttamente le foglie e i fiori, ma limitatevi a irrigare il terriccio.
In inverno, è invece sufficiente anche una irrigazione ogni quindici giorni.

Altre cure per le orchidee blu

Un’operazione molto importante è la potatura, da eseguire a ogni sfioritura per consentire la successiva rifioritura. Così facendo infatti permetterete alla pianta di rifiorire nel giro di 3 – 4 mesi e durare alcuni anni.

Un’eventuale operazione di propagazione va invece tentata esclusivamente in primavera, magari in occasione di un rinvaso.
Per farlo, potete utilizzare i nuovi bulbi generati, dividendoli manualmente e interrandoli. La pianta genera anche autonomamente nuove piantine, dette keiki, che possono essere staccate e piantate.

Le orchidee blu sono piante abbastanza rigogliose e, se coltivate in un buon terriccio, generalmente non necessitano di concimazione.
Tuttavia, durante la fase di rifioritura vi consiglio di utilizzare un concime specifico per apportare il nutrimento necessario e agevolare il processo di ricrescita.

Malattie delle orchidee blu

Le orchidee blu sono piante che in natura crescono spontanee, per cui sono abbastanza resistenti alla malattie.

Se però le tenete all’aperto, possono essere attaccate dalle lumache, che ne sono particolarmente ghiotte. Per evitare questo inconveniente, utilizzate un deterrente apposito, da spargere intorno o sul vaso.

L’orchidea è anche soggetta a essere colpita dalla cocciniglia, un parassita abbastanza diffuso.
In questo caso, rimediate con un apposito antiparassitario da spruzzare direttamente sulla pianta.

Consigli per l’acquisto delle orchidee blu

Le orchidee blu sono di solito più care rispetto alle varietà dai colori comuni, come quelle bianche o rosa. Una pianta di dimensioni medie può costare intorno ai 40 – 50 euro.

Se acquistate la pianta adulta, evitate quelle con gambo centrale: questo difetto non consente infatti una corretta crescita in altezza.
Evitate anche gli esemplari le cui foglie siano di un verde smorto, indice di scarsa resistenza e salute.

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