Come innaffiare le piante quando si è in vacanza

Arriva il momento delle tanto sospirate vacanze ed uno dei problemi da risolvere prima della partenza è come innaffiare le piante durante la nostra assenza.

Kit per innaffiare le piante Gardena (photo credit www.gardena.com)

Kit per innaffiare le piante Gardena (photo credit www.gardena.com)

Innaffiare le piante quando si parte per le vacanze

Arriva il momento delle tanto sospirate vacanze e uno dei problemi da risolvere prima di partire è quello di trovare qualcuno che si occupi di innaffiare le piante di casa.

Se non avete un parente o un vicino fidato a cui affidare le chiavi per assolvere il compito, dovrete provvedere in altro modo.

Naturalmente, la soluzione da scegliere dipenderà anche da quanto tempo starete lontano da casa.

Se state via soltanto per un week end, non ci sono grandi problemi, basterà innaffiare abbondantemente prima di partire.

Idem se state via una sola settimana. Anche in questo caso è sufficiente innaffiare in maniera abbondante prima di partire, ma abbiate cura di mettere della torba o della sabbia sulla superficie del terriccio, in modo da ridurre l’evaporazione dell’acqua.

Se invece vi assenterete più a lungo, dovrete utilizzare uno dei sistemi di auto innaffiamento illustrati in seguito.

In ogni caso, tutti i metodi descritti vanno bene per periodi di assenza non superiori alle tre settimane. Per vacanze più lunghe non vi resterà altro da fare che ricorrere a una persona di fiducia a cui affidare le vostre piante.

Oltre a innaffiare le piante: altre cure

Prima di occuparci dell’irrigazione, considerate però una serie di regole generali sempre valide.

Lasciate dei contenitori pieni d’acqua accanto alle piante, sia se stanno in casa, sia se stanno all’esterno. L’acqua evaporando creerà l’ambiente umido adatto alle piante e ne limiterà la traspirazione, riducendo anche la loro necessità di essere innaffiate.

Abbiate cura di non mettere le piante da appartamento in un luogo completamente buio, per cui lasciate almeno una tapparella o una persiana aperta.

Quelle all’esterno invece dovranno essere collocate in una posizione non troppo soleggiata, anche in questo caso per limitarne la traspirazione e quindi il fabbisogno d’acqua.

Raggruppate vicino vasi e fioriere, in modo che le piante, messe insieme, creino il giusto microclima umido.
In questo modo trarranno anche reciproco vantaggio perché quelle più grandi faranno ombra a quelle più piccole e quelle più piccole faranno ombra alla terra dei vasi delle più grandi.

Metodi fai da te per innaffiare le piante quando si è in vacanza

Esistono diversi metodi fai da te per dare l’acqua alle piante mentre si è assenti da casa.

Uno dei più noti è quello della bottiglia piena di acqua posta a un’altezza superiore a quella del vaso. Si prendono delle strisce o delle cordicelle di stoffa, di cui un’estremità va messa nella bottiglia e l’altra nella terra del vaso per una profondità di almeno 2 – 3 cm.
In questo modo l’acqua passa in maniera costante e continua dalla bottiglia al vaso e l’irrigazione è assicurata. Questo metodo è detto del sifone comunicante.

In alternativa, potete disporre una bacinella accanto al vaso o alla fioriera. Anche stando allo stesso livello, l’acqua passerà poco a poco dalla cordicella alla terra del vaso, perché sfrutterà il principio fisico della risalita per capillarità.

Un altro sistema tradizionale è quello di utilizzare delle bottigliette di plastica da mezzo litro, forarne il fondo e il tappo e inserire il collo nella terra del vaso, facendo in modo anche in questo caso che avvenga un’irrigazione costante e continua.

Sistemi acquistabili in commercio per innaffiare le piante quando si è in vacanza

In commercio, presso i vivaisti o i green center della grande distribuzione, è possibile acquistare dei sistemi, costituiti da contenitori in ceramica e tubicini di plastica, meno rustici ma che sfruttano gli stessi principi.

Un sistema piuttosto recente è l’acqua complessata. Si tratta di un’acqua in gel costituita da una membrana di cellulosa e acqua demineralizzata. Il flacone si inserisce capovolto nel vaso, il più possibile vicino al fusto della pianta.
I microorganismi presenti nella terra degradano poco a poco la cellulosa, liberando l’acqua demineralizzata e innaffiando così la pianta.
La durata di un flacone è di 15 – 20 giorni, a seconda della confezione, del tipo di terreno e della temperatura dell’ambiente.

Molti di questi dispositivi si possono acquistare su Amazon:
Vaso con sistema di auto-irrigazione
ACQUAGEL NATURALE INNAFFIA PIANTE
Sistema di Irrigazione Automatica per Le Piante.

Vasi auto innaffianti

I vasi auto innaffianti sono molto utili per mantenere sempre umida la terra delle piante che tenete dentro casa e il loro funzionamento è piuttosto semplice.

Sono provvisti di una apposita intercapedine in cui si trova l’acqua di riserva. Da qui passa al terreno attraverso stoppini o membrane, quindi utilizzando lo stesso principio del sifone comunicante.

Stuoia filtrante

Dai vivaisti si può acquistare anche la stuoia filtrante, utile per innaffiare più piante contemporaneamente.

La stuoia si dispone sotto i vasi, mentre una sua estremità si mette in un contenitore d’acqua, ad esempio una bacinella, così attraverso essa il liquido risalirà per capillarità verso il terreno delle piante.

Irrigazione automatica per innaffiare le piante quando si è in vacanza

Se invece avete molte piante o un grande giardino e siete disposti a sostenere qualche spesa in più per curare il verde, potete ricorrere a un impianto di irrigazione automatica del tipo goccia a goccia.

Gli irrigatori automatici a goccia possono essere usati tutto l’anno, anche quando si è in casa, perché permettono di dare alle piante la giusta dose d’acqua senza dimenticarsi mai di innaffiare.

Per installare un impianto di irrigazione di questo tipo è necessario innanzitutto la presenza di un punto acqua per il prelievo, vale a dire un rubinetto.

Al rubinetto va collegata direttamente la centralina del sistema, anche se potrebbe essere opportuno inserire prima un raccordo a più uscite. In questo modo sarà possibile continuare a utilizzare il rubinetto per il prelievo d’acqua anche mentre l’impianto è in funzione.

Come funziona l’impianto di irrigazione automatica per innaffiare le piante quando si è in vacanza

La centralina consente di impostare un programma, stabilendo ad esempio degli orari fissi giornalieri in cui le piante devono essere innaffiate, oltre alla quantità di acqua da erogare.
Quelle più elaborate permettono di memorizzare vari programmi, con diversificazione degli orari di accensione in base ai giorni, oltre che della quantità di acqua da erogare.

Le centraline possono essere alimentate da corrente elettrica o da batterie e devono essere resistenti agli agenti atmosferici per poter essere poste all’esterno.

Dalla centralina si diparte la rete di distribuzione composta da due tipi di tubazioni in polietilene a bassa densità:
• una tubazione principale detta di linea
• tubi di derivazione sottili e flessibili che portano l’acqua agli erogatori.

L’ultimo elemento dell’impianto è rappresentato dagli erogatori, che possono assumere forma in base al tipo di pianta a cui devono servire e della quantità di acqua da erogare.

Questi sono quelli più comuni in ambito domestico:
• i gocciolatori fanno cadere l’acqua goccia a goccia sempre nello stesso punto: sono utilizzati per vasi contenenti una sola pianta
• gli spruzzatori coprono una superficie maggiore: ideali per vasi rettangolari o grandi fioriere, che ospitano più esemplari di piante
• le ali gocciolanti riprendono in miniatura il sistema utilizzato per le coltivazioni industriali: sono adatte per vasi che ospitano siepi arbustive sui terrazzi.

(Prima pubblicazione 3 agosto 2016)




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