Come si coltiva il basilico

Il basilico è una pianta aromatica di cui si fa ampio uso nella cucina italiana: ecco alcuni semplici consigli da seguire per coltivarlo sano e rigoglioso. Basilico © Caratteristiche del…
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Il basilico è una pianta aromatica di cui si fa ampio uso nella cucina italiana: ecco alcuni semplici consigli da seguire per coltivarlo sano e rigoglioso.

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Caratteristiche del basilico

Il basilico è una pianta originaria dell’Asia tropicale che, attraverso il Medio Oriente, è giunta in Europa e si è diffusa in particolar modo in Italia e nel sud della Francia. Appartiene al genere Ocimum e alla famiglia delle Lamiaceae.
Il suo nome deriva dal greco basilikos che vuol dire pianta regale, appellativo attribuitogli per le sue virtù curative.

Di questa pianta aromatica si fa ampio uso nella cucina italiana, basti pensare a una salsa tipica come il pesto o a tradizionali preparazioni come la pizza o la caprese.

È una pianta erbacea annuale di semplice coltivazione che può crescere fino a 60 cm, ma in genere richiede poco spazio visto che è sufficiente anche solo un vasetto da collocare sulla finestra, anche se si coltiva meglio in piena terra e in pieno sole.

Le temperature ideali per la coltivazione sono comprese tra i 20 e i 25°C, ma con un buon grado di umidità tollera anche quelle più elevate. Non tollera invece temperature inferiori a 10°C.

Le foglie sono ovali lanceolate e provviste di picciolo e il loro colore è variabile da una specie all’altra, passando dal verde intenso al viola cupo.

Dove mettere il basilico in vaso

Le piantine di basilico si possono acquistare anche al supermercato per pochi euro, il problema è però curarle e coltivarle adeguatamente per farle durare a lungo e crescere sempre rigogliose.

I vasi più adatti sono quelli in terracotta, per cui se lo acquistate in un contenitore di altro tipo, dovete poi procedere al rinvaso, disponendo sul fondo uno strato in argilla espansa in modo da impedire il ristagno d’acqua.

Se volete mettere il basilico dentro casa, potete farlo curando però di scegliere una posizione ben illuminata dai raggi del sole.

Se invece lo posizionate in esterno, ad esempio sul balcone, fate attenzione a non esporlo ai raggi diretti del sole, per evitare che le foglioline si brucino.
In balcone o nell’orto quindi scegliete una posizione ombreggiata ma lontana dalle correnti d’aria.

Come seminare il basilico

Se invece preferite seminare direttamente il basilico, sappiate che il periodo migliore per farlo va da febbraio – marzo fino a maggio – giugno, per cui siete ancora in tempo.

Procuratevi dei vassoi per la semina e riempiteli con del terriccio universale.
Il basilico non è una pianta molto esigente in fatto di terreno, l’importante è utilizzarne un tipo fertile a PH neutro e ben drenante.

Distribuite in maniera uniforme i semi in file parallele e poi ricopriteli con altro terriccio.
Per interrarli in maniera uniforme potete spingerli usando un pezzo di legno piatto, ma non è necessario andare in profondità trattandosi di semi piuttosto piccoli. È quindi sufficiente spolverare il terriccio sopra i semi.

Durante tutta la fase di germinazione i semi vanno tenuti costantemente umidi usando uno spruzzino, perché con un innaffiatoio si potrebbe emettere troppa acqua.

Ricoprite il semenzaio con della plastica per ricreare un ambiente buio e umido e rimuovetela non appena i semi germogliano.

Quando le piantine sono cresciute di almeno 5 o 6 cm potete trapiantarle in vaso o in piena terra, distanziandole di almeno 30 cm l’una dall’altra.

Per effettuare l’operazione di rinvaso estraetele delicatamente facendo attenzione a lasciare intorno alle radici un piccolo pannicolo di terra.

La semina può avvenire anche direttamente in giardino ma è preferibile attendere che il terreno sia sufficientemente riscaldato.
È giusto però ricordare che le piante seminate direttamente in giardino non sono altrettanto produttive di quelle piantate prima in semenzaio e poi trapiantate in vaso o in piena terra.

La raccolta può incominciare dopo un mese circa dalla semina, partendo dalle foglie più grandi e più vecchie.
Le foglie si raccolgono gradualmente, quando servono, tagliandole con tutto il picciolo.

Come innaffiare il basilico

L’innaffiatura del basilico deve essere abbastanza abbondante solo durante la semina, quando le piantine necessitano di molta umidità.

Durante la crescita, invece, per avere una piantina di basilico sempre rigogliosa è importante dosare attentamente l’acqua, in maniera che non sia né troppa né troppo poca.
Verificate quindi infilando un dito nel terreno che non sia secca ma neanche eccessivamente umida, perché i ristagni idrici non sono graditi.

Il momento migliore per effettuare l’annaffiatura è in orari freschi, soprattutto la mattina presto, perché se la pianta rimane umida durante la notte potrebbe avvizzire o marcire.

Altre cure per il basilico

La pianta di basilico fiorisce da giungo fino a tutto agosto. I fiori sono bianchi o rosati, riuniti in spighe.
Un accorgimento molto importante nella coltivazione del basilico è quello di tagliare i piccoli grappoli di fiori che si formano all’apice dei rametti. Questa cura è importantissima per il gusto del prodotto, perché se non viene effettuata il sapore diventa legnoso e il basilico risulta inutilizzabile in cucina.

Inoltre, la potatura dei fiorellini è indispensabile per far continuare la pianta a crescere sana e robusta.
Se questo intervento viene effettuato regolarmente e il clima si mantiene abbastanza mite, la durata della pianta si può tranquillamente prolungare fino a dicembre.
Infatti, l’azione di rimozione dei fiori stimola le piante a produrre più foglie, proprio quelle che servono per gli usi domestici.

Bisogna invece stare attenti alle gelate, quindi prima che le temperature comincino a scendere, provvedete a raccogliere tutte le foglie utili.

Se la piantina è messa a dimora in un terriccio fertile, non è invece necessario provvedere alla sua ulteriore concimazione per tutta la durata del ciclo vegetativo.

Malattie e parassiti del basilico

Il basilico è soggetto a parassiti e malattie ma, visto il suo uso in cucina, non è possibile intervenire con prodotti chimici.

Nel caso in cui le piantine siano soggette a questi inconvenienti, è preferibile invece sostituirle del tutto, considerato anche il loro basso costo.




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