Come prendersi cura di un bonsai

Avere cura di un bonsai non è così difficile come si può pensare ma la pianta ha bisogno di attenzioni giornaliere e costanti per crescere bene e in salute.

Bonsai ©

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Cos’è il bonsai?

Il bonsai è un albero in miniatura (non supera in genere il metro di altezza). Si ottiene coltivando la pianta per anni in piccoli vasi, in modo che mantenga le dimensioni desiderate.
Si può deciderne anche la forma, sempre però nel rispetto dei cicli vitali della pianta.

Non si tratta dunque di una pianta geneticamente nana ma qualunque specie di albero può essere utilizzata per la coltivazione, limitandone la crescita.

Per far ciò si utilizzano particolari tecniche come:
• la pinzatura delle gemme
• la potatura
• la filatura
• la somministrazione di fertilizzanti
• l’irrigazione.

Il termine bonsai deriva dalle parole giapponesi bon, che vuol dire vassoio o contenitore, e sai, che significa educare o coltivare.
Per gli abitanti del Paese del Sol Levante quella del bonsai è infatti una vera e propria arte da compiere seguendo regole precise, anche se le origini di questa millenaria tradizione risalgono alla Cina.

Avere cura di queste piccole piante non è così difficile come si può pensare, hanno solo bisogno di attenzioni giornaliere per crescere bene e in salute, ma in compenso quella del bonsai è un’arte molto zen che vi aiuterà a rilassare la mente e il corpo.

Come scegliere un bonsai

Il bonsai può essere acquistato in un vivaio, dove gli addetti potranno indicarvi la pianta più adatta in base alle vostre esigenze, considerando ad esempio l’illuminazione della casa o la vostra esperienza maggiore o minore nel giardinaggio.

La soluzione migliore è comunque quella di scegliere una specie indigena della vostra zona, in modo che possa trovare il clima più favorevole alla sua crescita.

In vendita potrete trovare bonsai di ogni prezzo, da pochi euro fino a qualche centinaia. Il consiglio è quindi quello di acquistarne un esemplare economico e imparare col tempo a prendersene cura, per poi passare a una pianta più costosa, in caso di successo.

Potete acquistarli anche su Amazon:
Acero rosso
Ginepro cinese
Pino bianco.

I bonsai possono essere acquistati tutto l’anno, ma trattandosi di piante piuttosto delicate, in inverno potrebbero risentire del clima rigido o del riscaldamento acceso nelle abitazioni, mentre in primavera le piante si presentano più forti e adatte al clima.

Tra le specie più semplici da coltivare vi segnalo l’olmo cinese, che può stare sia dentro casa che all’esterno, e il carpino bianco, simile a un faggio, che ama le esposizioni soleggiate.
Altre piante comunemente coltivate come bonsai sono il ginepro, il bambù, l’acero e il pino.

Cure per il bonsai

Per coltivare un bonsai e farlo vivere a lungo è fondamentale utilizzare un terriccio di ottima qualità, che abbia una base di sabbia grossa o ghiaia, palline di argilla espansa, combinati con torba o corteccia. Costa qualche euro in più, ma assicura la sopravvivenza della pianta.

Concimazione

I bonsai hanno bisogno di una regolare concimazione per essere riforniti di elementi nutritivi e agevolare la crescita e lo sviluppo di fiori o frutti. Infatti, lo spazio limitato in cui vivono non è sufficiente per dar loro i nutrimenti necessari.

Per i bonsai si possono usare anche fertilizzanti chimici, ma è consigliabile usare concimi naturali, a base organica, detti anche concimi a lenta cessione. In particolare, nel periodo della fioritura e della maturazione dei frutti, i bonsai necessitano di fosforo e potassio, mentre per la crescita vegetativa hanno bisogno di azoto.

La cenere è consigliata come fertilizzante autunnale per arricchire il terreno di potassio.
I concimi specifici acquistabili nei vivai e nei negozi di giardinaggio, invece, si trovano sia in forma liquida, da diluire con l’acqua con cui innaffiate, sia in forma solida, da porre sul terreno.

I periodi in cui effettuare la concimazione sono quelli:
• della ripresa dello sviluppo vegetativo, quindi da marzo a maggio
• precedente il riposo invernale, da settembre a novembre.

Potatura e rinvaso

Per mantenere le piccole dimensioni e la forma con cui l’avete acquistato, il bonsai deve essere periodicamente potato. Dovrete quindi tagliare i rami più vecchi ed eliminare le foglie secche, avendo cura di non toccare i rami più freschi dove possono germogliare fiori e frutti.

La necessità di travasare la pianta cambia a seconda dell’età e della specie.
I bonsai più giovani necessitano di un travaso più frequente, almeno ogni 1 o 2 anni, mentre quelli più maturi possono aspettare anche 6 – 7 anni.
Le specie a foglie caduche, però, richiedono travasi più assidui perché il terriccio fresco aiuta a far nascere nuove foglie.

Il travaso è necessario per sfoltire l’apparato radicale dell’alberello e impedire che la sua crescita impedisca all’acqua di defluire all’interno del vaso. L’operazione comporta quindi la potatura delle radici, lasciando quelle più fini ed eliminando quelle grosse senza vasi capillari. Infatti, più è fine l’apparato radicale e migliore sarà la chioma del vostro bonsai.

Innaffiatura

L’innaffiatura, da compiere con un innaffiatoio, è molto importante per il bonsai e deve essere eseguita con la giusta quantità d’acqua: troppa farebbe marcire la pianta; troppo poca la esporrebbe al rischio di essiccarsi.

Il consiglio è quindi quello di non innaffiare tutti i giorni, ma farlo quando vi accorgete che il terreno è asciutto (non completamente, ma leggermente umido).
Solo durante il periodo estivo potete vaporizzare un po’ di acqua sulle foglie per rinfrescarlo tutti i giorni.

In ogni caso nel periodo vegetativo (primavera – estate) le innaffiature devono essere più frequenti che in inverno.

Per evitare poi il ristagno d’acqua che farebbe marcire le radici, potete eliminare quella che fuoriesce dal sottovaso. Il contenitore deve infatti avere buchi schermati per consentire all’acqua di drenare, pur mantenendo il terreno nel vaso.

Dove mettere il bonsai?

I bonsai si comportano come tutte le piante per cui, a seconda delle specie, nel periodo autunnale possono perdere le foglie.

Come tutte le piante poi hanno bisogno di affrontare i cambiamenti climatici che si susseguono nel corso dell’anno per seguire il loro ciclo vegetativo. Così, durante il periodo della fioritura o della maturazione dei frutti devono essere tenuti all’aperto. Le piante più robuste possono essere messe all’aperto anche in inverno.

In tutti i casi la pianta necessita di luce, per cui va posizionata nel posto più soleggiato della casa, ma non sotto la luce diretta del sole. Potete ad esempio metterlo vicino a una finestra illuminata, per poi sistemarlo all’aperto durante la bella stagione, in modo che la chioma venga a contatto con aria fresca e rugiada notturna.

Tenendola vicino alla finestra, ruotate la pianta ogni due – tre giorni, in modo che tutte le sue parti ricevano la stessa quantità di luce solare.





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2 commenti

    • arch. Carmen Granata

      Durante il periodo primaverile è consigliabile un concime con un contenuto di azoto relativamente elevato (NPK 12:6:6), durante l’autunno un fertilizzante del tipo NPK 3:10:10.

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